L'annata 1969 si impone in Borgogna come una grande annata, una delle più compiute del decennio, nata da un raccolto ridotto che ha dato uve mature e concentrate. I rossi (Pinot Nero) ne sono le figure principali: profondi, strutturati e distinti, dotati di una grande lunghezza e di uno straordinario potenziale di invecchiamento, con riuscite eclatanti in Côte de Nuits (Gevrey-Chambertin, Vosne-Romanée, Chambolle-Musigny, Morey-Saint-Denis). I bianchi (Chardonnay) si mostrano ricchi ed equilibrati, da Meursault a Puligny-Montrachet e Chablis. Il potenziale di invecchiamento fu considerevole. Più di cinquant'anni dopo, i più grandi rossi, quando sono perfettamente conservati, offrono ancora una maturità splendida, ma la bottiglia diventa determinante. Tra l'abbondante annata 1970 e la difficile annata 1968, l'annata 1969 figura tra le grandissime annate della regione, accanto alle annate 1961, 1964 e 1966.