Abbatucci Empire Extra Brut 2022
Abbatucci Monte Bianco 2021
Spese di spedizione
Personalizzate la vostra esperienza
Cambiate il vostro paese, lingua e valuta qui quando lo desiderate.
|
|
|
Châteaux Imperdibili |
|
|
|
|
Nel cuore della valle del Taravo, in Corse-du-Sud, il Domaine Comte Abbatucci è molto più di un vigneto: è un museo vivente della storia viticola dell'isola. Su 21 ettari di colline di arene granitiche condotte in biodinamica, Jean-Charles Abbatucci e sua figlia Faustine coltivano un'unica collezione ampelografica di diciotto vitigni endemici salvati dall'oblio da Antoine Abbatucci negli anni '60. Sciaccarellu, vermentinu, niellucciu ma anche bianco gentile, carcajolu neru, morescola o aleatico danno vita a vini dall'identità travolgente, fini, minerali e profondi.
La famiglia Abbatucci ha segnato la storia di Francia ben prima di quella del vino: il generale Jean-Charles Abbatucci fu un eroe della Rivoluzione e compagno d'armi di Napoleone Bonaparte, e i suoi discendenti annoverano diplomatici e ministri sotto il Secondo Impero. L'avventura viticola risale agli anni 1920, quando Jacques Abbatucci pianta cinque ettari di sciaccarellu, di niellucciu, di barbarossa e di carcajolu sulle terre che diventeranno il domaine. Il nome delle grandi cuvée renderà poi omaggio a questi illustri antenati.
La svolta decisiva avviene negli anni 1960. Antoine Abbatucci, allora presidente della Camera d'agricoltura della Corsica, constata che la vita si ritira dai villaggi di montagna e che i vitigni tradizionali dell'isola scompaiono a favore di varietà continentali. Decide di creare un conservatorio dei vitigni endemici corsi e fa piantare diciotto varietà su una stessa parcella di arena granitica. Suo figlio Jean-Charles riprende il domaine nel 1992, sedici anni dopo la scomparsa del padre, consapevole del tesoro che eredita. Converte l'intero vigneto alla biodinamica intorno all'anno 2000, affina le selezioni massali, sceglie portainnesti adatti al suolo e al clima, e fa nascere nel 2006 le prime Cuvées Collection elaborate a partire da questi vecchi vitigni. Sua figlia Faustine lavora oggi al suo fianco.
Il vigneto si estende su 21 ettari intorno a Casalabriva, nella valle del Taravo, a sud di Ajaccio, a un'altitudine compresa tra 100 e 150 metri. Il suolo è costituito da arene granitiche, queste sabbie derivate dalla decomposizione del granito, drenanti e povere, che danno vini di grande finezza e di una mineralità salina molto riconoscibile. Il clima mediterraneo, temperato dalle brezze marine e dalla vicinanza della montagna, offre escursioni termiche preziose per preservare la freschezza delle uve. Il maquis circostante impregna i vini dei suoi aromi di elicriso, mirto e cisto.
La collezione ampelografica costituisce la vera firma del luogo. Accanto allo sciaccarellu, al niellucciu e al vermentinu, vi si trovano bianchi rarissimi come il bianco gentile, il biancone, il brustianu, il carcajolu biancu, il genovese, il paga debiti, la rossola brandinca o il riminese, e rossi dimenticati come l'aleatico, il carcajolu neru, il minustello, la morescola, il morescono o la montanaccia. Il lavoro è integralmente manuale, i suoli vengono arati con il cavallo per preservare la vita microbica, un gregge di ovini mantiene naturalmente gli interfilari e i lavori seguono i cicli lunari. Jean-Charles Abbatucci diffonde persino canti polifonici corsi nelle vigne, convinzione personale divenuta emblema del domaine.
Le vendemmie sono manuali, con selezione rigorosa, e ogni vitigno è vinificato separatamente prima dell'assemblaggio. Le fermentazioni partono esclusivamente con i lieviti indigeni, senza aggiunta di lieviti, senza chaptalisation e senza correzione. Il rifiuto di qualsiasi interventismo eccessivo, in particolare l'abbandono delle estrazioni troppo spinte, dà vini fini, digeribili e luminosi, molto lontani dal cliché del vino mediterraneo potente e alcolico. Le dosi di solfiti sono ridotte al minimo indispensabile.
Gli affinamenti si sono considerevolmente affinati nel corso degli anni con l'arrivo di grandi contenitori: foudres, demi-muids da 500 litri, uova in cemento e vasche in acciaio inox, con soggiorni prolungati sulle fecce totali per i bianchi. Il domaine conduce anche una ricerca permanente, spingendosi fino a sperimentare un metodo colturale a base di acqua di mare diffusa direttamente nelle vigne, all'origine della gamma marittima. Particolarità degna di nota: poiché l'INAO tollera un massimo del 10% di vitigni antichi nei vini d'appellation, l'essenziale della produzione è rivendicato come Vin de France, una scelta consapevole al servizio del patrimonio insulare.
Faustine blanc: creata alla nascita della figlia di Jean-Charles, questa cuvée di vermentinu proveniente da vigne vecchie costituisce il cuore del domaine. Spruzzi salati, erbe del maquis, frutta bianca golosa ed energia acidula di clementina compongono un bianco decisamente mediterraneo, al tempo stesso immediato e capace di invecchiare secondo le annate.
Faustine rosé: elaborato principalmente a partire da sciaccarellu di vigne vecchie, questo rosato da gastronomia sfoggia una veste pallida e un profilo teso. Piccoli frutti rossi, agrumi e note floreali del maquis si prolungano su un finale salino e secco, molto lontano dai rosati meridionali dolci.
Faustine rouge: sciaccarellu di vigne vecchie vinificato con grande delicatezza. Veste chiara e traslucida, naso invitante sulla marasca, la ciliegia e le spezie dolci, bocca fine e golosa di una bevibilità notevole. Un'introduzione ideale all'universo del domaine.
Monte Bianco: vino parcellare rosso elaborato a base di sciaccarellu, che esprime il carattere aereo del vitigno. Un po' austero nella sua giovinezza, questo rosso essenziale si dispiega poi con intensità e lunghezza, seguendo una trama molto affusolata e una struttura di grande precisione.
Alte Rosso: altra cuvée parcellare rossa del domaine, nata dai versanti più alti, assembla i vitigni autoctoni in un registro più denso e più speziato. Frutti neri, gariga e pepe si appoggiano su tannini fini e una freschezza granitica persistente.
Valle di Nero: proveniente dalle parcelle della valle, questa cuvée esiste in rosso e, secondo le annate, in rosato. Gioca sulla profondità del frutto e la sapidità, con una texture setosa e un finale salino che firma l'impronta del granito.
Empire: il vino effervescente del domaine, cuvée rara della gamma degli Insolites, elaborata a partire da vitigni autoctoni trascurati. Bolla fine, profilo secco e vinoso, note di agrumi e di fiori bianchi: una lettura inaspettata e molto riuscita del patrimonio corso.
Dolce Rosso: cuvée dolce elaborata al 100% di aleatico, vitigno rosso autoctono rimesso in auge da Jean-Charles Abbatucci, secondo le annate in vendemmia tardiva o in appassimento fuori ceppo in cassette. Moscato, cacao e rosa compongono un vino untuoso dalla sucrosità perfettamente equilibrata, prodotto in circa 500 bottiglie soltanto.
Général de la Révolution: prima delle Cuvées Collection, in omaggio all'eroe della famiglia, assembla i vecchi vitigni bianchi del conservatorio. Poco dimostrativa al primo approccio, seduce per la sua eleganza, la sua ricchezza contenuta, le sue spezie e una freschezza salina che allunga a lungo il finale.
Ministre Impérial: assemblaggio di più di sette vecchi vitigni rossi, tra cui lo sciaccarellu, il niellucciu, il carcajolu neru, la montanaccia, il morescono, la morescola e l'aleatico. Tannini polverosi, sapori di melograno e cannella, note di oliva nera e di affumicato, allungo succoso e carezzevole: una grandissima bottiglia prodotta in circa 2.000 esemplari.
Diplomate d'Empire: declinata in bianco e in rosso, questa cuvée Collection è affinata circa nove mesi in demi-muids sulle fecce totali, poi sei-sette mesi in vasca inox dopo l'assemblaggio dei migliori succhi. Carnosa e franca, accompagna magnificamente le aragoste, i pesci a carne bianca e i risotti.
Valle di Mare: proveniente dalla gamma sperimentale degli Insolites, questa cuvée rossa è un puro carcajolu neru affinato in foudres e demi-muids da 500 litri. Sfumature di mora e di mirtillo, concentrazione, profondità e classe: una rarità prodotta in qualche centinaio di bottiglie.
Monte Mare: secondo volet del trittico marittimo, proveniente dalle parcelle alte trattate secondo il metodo all'acqua di mare. Questo rosso coniuga tensione salina e frutto brillante, in uno stile verticale e minerale che traduce la singolarità di questa ricerca.
Chiesa di Mare: ultimo volet della trilogia marittima, interamente elaborato a partire da vermentinu del vigneto storico di Casalabriva. Aereo e grazioso, dispiega una finezza floreale quasi sospesa, impreziosita da tocchi discreti di maquis e di spezie dolci, ed evoca l'aria aperta del litorale corso.
SI PARLA DI NOI
Scoprite 5 buone ragioni per acquistare i vostri vini da Vins et Annate
CONSEGNA RAPIDA
Ordine preparato in 48/72h poi spedito in un imballaggio di polistirolo
SPESE DI SPEDIZIONE GRATUITE
Da 600 € di acquisto in Francia. Da 1500 € per numerosi paesi europei
RITIRO GRATUITO
Ritirate il vostro ordine presso la nostra vineria di La Garenne Colombes (92)