Francois Cotat

I vini di Domaine Francois Cotat: acquisto al miglior prezzo

In origine Paul e Francis COTAT gestivano una tenuta, poi suddivisa in due tra i rispettivi figli (Francois, succeduto al padre Paul, che nel 1998 ha aggiunto le parcelle ereditate a quelle della propria tenuta, e Pascal, figlio di Francis, che ha creato Domaine Pascal COTAT). François produceva già dal 1987 una propria gamma di vini di Sancerre a suo nome. Con l’aggiunta delle splendide parcelle La Grande Côte, les Mont Damnés e Cul de Beaujeu, si può ormai affermare che Domaine Pascal COTAT è degnamente rappresentato tra i più grandi terroir di Sancerre, sebbene su una superficie limitata di 4,2 ha. La tenuta produce anche una cuvée chiamata les Caillottes, ottenuta da viti più giovani. Produce inoltre un raro Sancerre rosato.

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François Cotat Sancerre Les Caillottes 2023

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François Cotat Sancerre Caillottes 2018

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François Cotat Sancerre Caillottes 2018

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François Cotat Sancerre Caillottes 2019

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François Cotat Sancerre Caillottes 2022

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François Cotat Sancerre Caillottes 2023

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François Cotat Chavignol 2023 Rouge

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François Cotat Sancerre Cul de Beaujeu 2019

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François Cotat Sancerre Cul de Beaujeu 2020

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François Cotat Sancerre Cul de Beaujeu 2022

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Domande frequenti sul domaine François Cotat

Il Domaine François Cotat è situato a Chavignol, un villaggio appartenente al comune di Sancerre, nella Valle della Loira. Produce vini sotto la denominazione Sancerre AOC, a partire da parcelle rinomate come i Monts Damnés, la Grande Côte, les Caillottes e les Culs de Beaujeu. Chavignol è un terroir d'eccezione, celebre tanto per i suoi formaggi di capra quanto per la qualità straordinaria dei suoi vini bianchi di Sauvignon Blanc.

Il Domaine François Cotat propone una gamma ristretta e molto ricercata di cuvée parcellari. Il Sancerre Blanc "Les Monts Damnés", proveniente dall'iconico versante sud con i suoi pendii ripidi e i suoi suoli argillo-calcarei kimmeridgiani e vigne di oltre 50 anni, è considerato il più cesellato del domaine. Il Sancerre Blanc "Les Caillottes", ottenuto da una parcella pietrosa calcarea, offre invece una delicatezza fruttata, un'acidità cesellata e una mineralità salina più accessibile. Il domaine produce anche vini rossi e rosati in quantità molto limitate a partire da Pinot Noir.

I vini del domaine François Cotat sono riconosciuti per il loro straordinario potenziale di invecchiamento. La breve fermentazione permette al vino di maturare serenamente durante un lungo soggiorno in cantina, fino a 30 anni di invecchiamento per i suoi vini bianchi. Da giovani possono sembrare contratti o riduttivi, ma a partire dai 10 anni si aprono su aromi di roccia fredda, miele e una mineralità voluttuosa. La pazienza è quindi la chiave per apprezzare questi Sancerre al loro pieno potenziale.

La storia del Domaine François Cotat è intimamente legata a quella della famiglia Cotat, che coltiva la vigna a Chavignol dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Già negli anni '40, i fratelli Francis e Paul Cotat gettano le fondamenta del Domaine. François eredita il Domaine nel 1998 e decide di proseguire nel solco dei metodi tradizionali. Suo cugino Pascal Cotat dirige a sua volta un Domaine distinto con sede a Sancerre, perpetuando così l'eredità familiare sotto due insegne separate.

Le vendemmie sono effettuate a mano, la fermentazione avviene con lieviti indigeni e i vini non sono filtrati: il metodo Cotat è semplice ma trascende il Sauvignon Blanc. Le uve sono pressate in grappoli interi con un antico torchio verticale in legno, quindi fermentate in vecchi demi-muids e invecchiate in vecchie botti. Questo approccio minimalista, immutato da decenni, mira innanzitutto a lasciare che il terroir si esprima con la massima purezza.

I Sancerre bianchi del Domaine François Cotat, con la loro mineralità salina e la loro acidità precisa, si abbinano naturalmente a un'ampia gamma gastronomica. Queste cuvée si abbinano meravigliosamente con i formaggi di capra locali, i frutti di mare o i piatti agrodolci. Il celebre crottin de Chavignol, prodotto nello stesso villaggio del domaine, costituisce naturalmente un abbinamento territoriale imprescindibile. I pesci nobili, sogliola, branzino, rombo, così come i crostacei come l'aragosta o i gamberoni, mettono in risalto la complessità e la profondità di questi grandi vini della Loira.

Storia di Domaine François Cotat

La storia di Domaine François Cotat è intimamente legata a quella della famiglia Cotat, che coltiva la vite a Chavignol dalla fine della Seconda guerra mondiale. Già negli anni Quaranta, i fratelli Francis e Paul Cotat gettano le basi della tenuta, producendo un'unica cuvée in una cantina comune ma commercializzandola con due etichette distinte per ragioni fiscali. Questa tradizione familiare, caratterizzata da una vinificazione minimalista, prosegue fino agli anni Novanta. Nel 1979 François Cotat, figlio di Paul, inizia l'apprendistato al fianco del padre, imparando i gesti essenziali del mestiere di vignaiolo. Avvia la sua prima produzione personale nel 1987, prima di raccogliere ufficialmente il testimone nel 1998, ereditando i vigneti di famiglia. Nel frattempo, suo cugino Pascal Cotat, figlio di Francis, fonda la propria tenuta a Sancerre, sancendo la separazione dei due rami pur preservandone l'eredità comune. Oggi François porta avanti questa tradizione con incrollabile fedeltà, forse preparando il figlio Clément a succedergli. Questo percorso autodidatta e riservato ha forgiato la reputazione leggendaria della tenuta.

Terroir e vigneti di Domaine François Cotat

Domaine François Cotat si estende su circa 4 ettari di ripidi pendii intorno a Chavignol, un villaggio appartenente al comune di Sancerre, celebre per i suoi formaggi di capra intensi quanto i suoi vini. Le viti, per due terzi Sauvignon Blanc e per un terzo Pinot Noir, prosperano su suoli unici: le "terres blanches" kimmeridgiane, un calcare gessoso simile a quello di Chablis, mescolato ad argille e marne, che conferisce ai vini la loro mineralità salina e la capacità di invecchiamento. Tra le parcelle leggendarie ereditate dalla nonna "Thomas", spiccano tre "grand cru" informali: Les Monts Damnés (1 ettaro, imponente pendio esposto a sud con pendenze fino al 60%, suoli argillo-calcarei in basso e calcari portlandiani bianchi in alto, per note affumicate e vivaci); La Grande Côte (0,9 ettari ad Amigny, esposizione a sud, marne kimmeridgiane per un'ampiezza minerale che si sviluppa nel tempo); e Les Culs de Beaujeu (0,7 ettari, pendenza estrema del 45%, detriti pietrosi fossiliferi ed esposizione a sud-est, che donano un'eleganza ricca e strutturata). Dal 2005 si aggiunge Les Caillottes (oltre 1 ettaro, suoli pietrosi calcarei poco profondi, con vini più accessibili da giovani). Le rese fortemente limitate (35-40 hl/ha grazie a potature drastiche) e una viticoltura ragionata, con arature occasionali e trattamenti minimi, assicurano uve di elevata maturità. Questi terroir in forte pendenza, lavorati a mano con una selezione rigorosa, fanno della tenuta un tesoro.

Vinificazioni di Domaine François Cotat

La vinificazione presso Domaine François Cotat è un inno alla tradizione e al non interventismo, immutata da generazioni per preservare l'energia vitale dei vini. La vendemmia manuale, sempre tardiva per raggiungere una maturità ottimale, avviene in piccole cassette per evitare uno schiacciamento eccessivo. Nella spartana cantina di un vicolo di Chavignol, le uve intere sono sottoposte a una pressatura pneumatica precisa, che produce poche fecce grossolane. Le brevi fermentazioni, condotte esclusivamente con lieviti indigeni, evitano di "affaticare" il vino; un leggero bâtonnage finale favorisce la limpidezza, senza chiarifiche né sfecciature. Due travasi naturali, un uso moderato di solfiti (alla vendemmia e durante i travasi per prevenire la ripresa della fermentazione) e l'affinamento in grandi botti e demi-muids usati (di 7-8 anni per la Cuvée Paul) precedono un imbottigliamento precoce, prima dell'estate, senza filtrazione per la massima purezza. François segue persino il ciclo lunare per i travasi e ricorre raramente alla zuccheratura, solo se necessario. Questo approccio minimalista, senza lieviti aggiunti né legno nuovo, rivela il terroir nella sua espressione migliore, dando vini ricchi, vibranti e di eccezionale longevità, fino a 30 anni per i bianchi. Per i rossi e i rosati di Pinot Noir prodotti in quantità limitatissime, la fermentazione malolattica non è completa, accentuandone il carattere atipico. 

Le cuvée di Domaine François Cotat

Domaine François Cotat propone una gamma ristretta ma emblematica di cuvée da singole parcelle, prodotte in quantità limitatissime (circa 30.000 bottiglie all'anno) e interamente prenotate di anno in anno. Questi vini, spesso acclamati dalla critica internazionale, richiedono pazienza: da giovani possono sembrare chiusi o riduttivi, ma dai 10 anni in poi si aprono su aromi di roccia fredda, miele e una mineralità avvolgente.

Sancerre Blanc 'Les Caillottes': nata da una parcella pietrosa e calcarea acquistata nel 2005 (viti di 15-20 anni), questa cuvée più accessibile offre delicatezza fruttata, acidità cesellata e mineralità salina. Più discreta da giovane, evolve verso una complessità tropicale: ideale per chi cerca un vino bianco da conservare per un periodo moderato (10-15 anni).

Sancerre Blanc 'Les Monts Damnés': dall'iconico versante meridionale, con i suoi pendii scoscesi e suoli argillo-calcarei kimmeridgiani (viti di oltre 50 anni), è il vino più cesellato: note affumicate, acidità rigorosa, fine sapidità e profonda mineralità. Uno Sancerre strutturato, vivace e privo di marcati sentori varietali, da conservare per 20-30 anni.

Sancerre Blanc 'Les Culs de Beaujeu': dalla parcella più ripida (70 are, esposizione a sud-est, detriti pietrosi fossiliferi), questo bianco minerale e ampio si distingue per la sua ricca eleganza, gli aromi di frutta bianca e pompelmo e un'acidità precisa. Dietro la sua grande struttura, dopo 15 anni rivela una consistenza cremosa e salina.

Sancerre Blanc 'La Grande Côte': su marne kimmeridgiane ad Amigny (viti di oltre 40 anni), questa cuvée profonda ed energica ricorda Chablis: mineralità tagliente, sapidità vibrante, evoluzione verso note di miele e roccia. La più ampia, con un potenziale di invecchiamento eccezionale (fino a 50 anni nelle grandi annate).

Cuvée Paul: un tempo "Cuvée Spéciale", questa rara selezione da un'unica botte conserva una punta di zuccheri residui che le conferisce una rotondità balsamica. Talvolta amabile, esalta la ricchezza del terroir e offre una longevità fenomenale.

Chavignol Rosé (Vin de France o Sancerre Rosé): ottenuto da 0,5 ettari di vecchie viti di Pinot Noir (90 anni, esposizione a nord, con Gamay complantato), questo rosé prodotto in quantità limitatissime è complesso e minerale come uno Chablis, con un sorprendente potenziale di invecchiamento. Offre sfumature fruttate e saline.

Chavignol Rouge (Vin de France): sempre da Pinot Noir della stessa zona, questo rosso dà un vino leggero, fruttato e minerale, senza la denominazione Sancerre.

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