Ulysse Collin

Il Champagne Ulysse Collin: la passione del parcellare 

I vini del Champagne Ulysse Collin: acquisto al miglior prezzo

Installato a Congy, nei Coteaux du Petit Morin, lontano dai grands crus classés, il Champagne Ulysse Collin è diventato in vent'anni uno dei nomi più ambiti di tutta la regione. Olivier Collin vi applica un principio unico in Champagne: produrre esclusivamente cuvée di lieu-dit, ciascuna vinificata in botti con lieviti indigeni, con un dosaggio molto basso e conservata per lunghissimi anni sui lieviti. Les Pierrières, Les Roises, Les Enfers, Les Maillons e Le Jardin d'Ulysse compongono una collezione di vini vinosi, strutturati e di rara profondità. 

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Colore

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Annata

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Capacità

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Punteggio Parker WA

93 - 100

Punteggio Burghound

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Punteggio Revue du Vin de France

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Punteggio Bettane & Desseauve

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In promozione

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Storia di Champagne Ulysse Collin

La famiglia Collin coltiva la vite nei Coteaux du Petit Morin dal 1812. Nel 1930 Georges Collin diventa il primo viticoltore-produttore del villaggio di Congy e riceve diversi riconoscimenti dal Ministero dell’Agricoltura. Dopo la Seconda guerra mondiale, suo figlio René, nonno di Olivier, porta la tenuta a diciotto ettari, crea i propri assemblaggi ed entra a far parte del Club des Viticulteurs Champenois, poi diventato Club Trésors de Champagne. Segue una lunga parentesi: i vigneti di famiglia vengono dati in affitto alla maison Pommery e il raccolto confluisce negli assemblaggi dei négociant.

Olivier Collin, invece, si avvia verso una carriera nel diritto. Un incontro decisivo con Anselme Selosse e una vendemmia trascorsa al suo fianco nei primissimi anni 2000 stravolgono il suo progetto di vita. Nel 2003 riprende una prima parte dei vigneti di famiglia alla scadenza del contratto d’affitto stipulato con Pommery e fonda la propria tenuta, chiamandola con il nome del bisnonno. La sua prima bottiglia, Les Pierrières, nasce dall’annata 2004. Seguiranno Les Maillons nel 2006, Les Roises nel 2008, Les Enfers nel 2010, il rosé de saignée di Les Maillons nel 2011 e Le Jardin d'Ulysse nel 2015. I punteggi più alti della critica internazionale, fino al 100 su 100 assegnato più volte alla cuvée Les Enfers, hanno contribuito a renderla un nome di culto.

Terroir e vigneti di Champagne Ulysse Collin

Il vigneto copre oggi circa 8,7 ettari, per una produzione di circa 50.000 bottiglie. È suddiviso in due settori molto diversi. I Coteaux du Petit Morin, a ovest della Côte des Blancs, sono la culla della tenuta: un territorio privo di Grand Cru e Premier Cru, a lungo ignorato, dove il gesso tenero del Campaniano affiora sotto argille povere punteggiate di selce nera. Les Pierrières occupa qui 1,2 ettari esposti a est, su un terroir fresco la cui roccia gessosa superficiale è ricca di carbonati e selce, tratto distintivo dei pendii del Petit Morin.

A Congy, due appezzamenti storici della tenuta, appartenenti alla famiglia da due secoli, si fronteggiano. Les Roises, 0,6 ettari esposti a pieno sud, ospita viti di chardonnay di settantacinque anni provenienti da selezione massale e colpite da arricciamento, che producono appena 35-42 ettolitri per ettaro: rese degne della Borgogna. Les Enfers, anch’esso di 0,6 ettari ma rivolto a est, verso il sole nascente, poggia su argille rosse ricche di ferro, con 80 centimetri di terreno argilloso-limoso sopra un gesso tenero misto a noduli di selce, e dà vini più aperti e fruttati. Infine, Les Maillons si estende su 2,5 ettari di pinot noir a Barbonne-Fayel, nella Côte de Sézanne, su suoli bruni ricchi di ferro, più caldi e generosi. Le Jardin d'Ulysse, più recente, è un appezzamento coltivato a chardonnay, pinot noir e meunier, situato proprio dietro la casa e la cantina di vinificazione.

Vinificazioni di Champagne Ulysse Collin

Il metodo è borgognone nello spirito come nei gesti. Ogni luogo detto viene vendemmiato e vinificato separatamente, fermentato e affinato in vecchie botti di rovere, mai nuove, con i soli lieviti indigeni presenti sulle uve. Le rese sono volutamente basse, si ricerca una maturità elevata e i vini riposano a lungo sulle fecce fini prima del tiraggio. Olivier Collin ha inoltre costituito pazientemente, anno dopo anno, una riserva di vini vecchi la cui quota aumenta progressivamente nei suoi assemblaggi: uno sforzo finanziario considerevole per una tenuta di queste dimensioni.

La sua vera firma resta però il tempo. In controtendenza rispetto a una regione che commercializza i vini sempre prima, prolunga sempre di più l’affinamento sui lieviti in bottiglia, convinto che sia lì che si sviluppi la complessità aromatica. Ogni anno si effettuano un solo tiraggio, a luglio, e una sola sboccatura, a marzo. Les Maillons resta sui lieviti in bottiglia per trentasei mesi, Les Pierrières è passata da trentasei a quarantotto mesi, Les Roises e Les Enfers da trentasei a quarantotto e poi a sessanta mesi, e alcune bottiglie sperimentali sono state sboccate dopo novantasei o addirittura centoventiquattro mesi. I dosaggi restano minimi, tra 1,7 e 3 grammi per litro a seconda delle cuvée, tutte etichettate come extra-brut. Da alcuni anni, un numero di versione preceduto dalla lettera V indica sull’etichetta l’annata di base.

Le cuvée di Champagne Ulysse Collin

Les Pierrières Blanc de Blancs Extra Brut: la cuvée con cui è nata la tenuta, frutto dell’annata 2004, e una delle due che rappresentano la maggior parte della produzione. Questo chardonnay al 100% proviene da un appezzamento di proprietà esclusiva di 1,2 ettari esposto a est, su un terroir fresco dalle argille povere e dalla roccia gessosa ricca di selce nera. Il vino è cesellato, energico e di notevole finezza, con nitide note agrumate, una trama affumicata e un lungo finale salino. Affinato in vecchie botti e poi da trentasei a quarantotto mesi sui lieviti in bottiglia. Il miglior punto di partenza per scoprire l’universo della maison.

Les Roises Blanc de Blancs Extra Brut: vino da un unico appezzamento di proprietà esclusiva di 0,6 ettari a Congy, piantato con chardonnay da selezione massale le cui viti hanno oggi settantacinque anni. L’arricciamento e l’età dei ceppi limitano le rese a livelli borgognoni, mentre l’esposizione a pieno sud garantisce una maturazione piena e armoniosa. Ne risulta uno champagne dalla struttura, dalla profondità e dalla tensione minerale eccezionali, prodotto in poco più di duemila bottiglie all’anno. Affinamento da quarantotto a sessanta mesi sui lieviti.

Les Enfers Blanc de Blancs Extra Brut: appezzamento storico della famiglia da due secoli, vicino a Les Roises, della stessa estensione ma esposto a est, verso il sole nascente. Le viti cinquantenarie affondano le radici in argille rosse ricche di ferro, sovrapposte al gesso tenero del Campaniano misto a selce. Il vino risulta più aperto e fruttato rispetto a Les Roises, acquisendo al contempo una notevole completezza dopo almeno sessanta mesi sui lieviti. Una cuvée premiata più volte con il punteggio massimo di 100 su 100 da Wine Advocate.

Les Maillons Blanc de Noirs Extra Brut: l’unico pinot noir della gamma, proveniente da 2,5 ettari a Barbonne-Fayel, nella Côte de Sézanne, su suoli bruni ricchi di ferro. Nata nel 2006, questa cuvée è più robusta, carnosa e saporita dei blanc de blancs della tenuta, con note di frutti rossi maturi e spezie e una consistenza quasi tannica. Trentasei mesi sui lieviti in bottiglia. Insieme a Les Pierrières rappresenta circa il 70% della produzione totale.

Les Maillons Rosé de Saignée Extra Brut: prodotto dal 2011 con pinot noir dello stesso terroir di Barbonne-Fayel, mediante salasso. Il colore è intenso, il frutto rosso marcato e la struttura vinosa: un vino da gastronomia, molto lontano dai rosé da aperitivo. Da servire in un calice da vino, con pollame arrosto o carni bianche.

Le Jardin d'Ulysse Extra Brut: la cuvée più recente e più rara, nata nel 2015 da un appezzamento coltivato a chardonnay, pinot noir e meunier, situato proprio dietro la casa e la cantina di vinificazione. Riunisce quindi i tre vitigni classici della Champagne in un’unica bottiglia. Affinata per almeno sessanta mesi sui lieviti, offre una sintesi dei terroir e dello stile della tenuta, tra profondità, consistenza ed energia. Una produzione esigua, riservata agli appassionati più fedeli.

Le sboccature tardive: occasionalmente, Olivier Collin mette in commercio alcune bottiglie provenienti dai suoi luoghi detti dopo periodi di affinamento estremi, fino a novantasei o centoventiquattro mesi sui lieviti in bottiglia. Queste edizioni rarissime mostrano fin dove il tempo può portare i suoi vini: la bollicina si fa discreta, la consistenza diventa cremosa e il profilo aromatico raggiunge una notevole complessità terziaria. Bottiglie da collezione per gli appassionati di vecchi champagne.

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