L'annata 1959 si impone in Borgogna come una grande annata generosa e solare, una delle più illustri del decennio, nata da un'estate calda e soleggiata che ha portato uve perfettamente mature e ricche. I rossi (Pinot Nero) ne sono le figure principali: potenti, carnosi e opulenti, con un frutto brillante e una polpa generosa, dotati di uno straordinario potenziale di invecchiamento, con riuscite eclatanti in Côte de Nuits (Gevrey-Chambertin, Vosne-Romanée, Chambolle-Musigny, Morey-Saint-Denis). I bianchi (Chardonnay) si mostrano ampi e solari, da Meursault a Puligny-Montrachet e Chablis, anche se alcuni mancano di freschezza. Il potenziale di invecchiamento fu considerevole. Più di sessant'anni dopo, i più grandi rossi perfettamente conservati possono ancora impressionare, ma la bottiglia diventa determinante. Tra la debole annata 1960 e la modesta annata 1958, l'annata 1959 figura tra le grandissime annate solari del decennio, accanto all'annata 1955.