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Nome leggendario dell’Abruzzo e una delle tenute più celebri d’Italia, Emidio Pepe incarna dal 1964 una visione rigorosa del vino artigianale. A Torano Nuovo, in provincia di Teramo, la famiglia Pepe coltiva esclusivamente i vitigni autoctoni della regione — montepulciano, trebbiano e pecorino — secondo i principi della viticoltura biologica e biodinamica. Vinifica poi senza legno, in vasche di cemento vetrificato, prima di lunghi affinamenti in bottiglia nelle proprie cantine. Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino e Cerasuolo d’Abruzzo.
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La famiglia Pepe coltiva la vite sulle colline di Torano Nuovo dalla fine dell'Ottocento. Il nonno Emidio vi trova un ambiente ideale per il trebbiano e il montepulciano; suo figlio Giuseppe si fa poi conoscere negli anni Quaranta per la qualità del vino venduto sfuso. Nel 1964, il giovane Emidio Pepe prende una decisione allora rivoluzionaria nella regione: imbottigliare personalmente la propria produzione, convinto che il patrimonio vitivinicolo abruzzese meritasse più dell'anonimato delle vasche dei commercianti di vino.
Pioniere, è tra i primi a dimostrare che il montepulciano e il trebbiano d'Abruzzo possono invecchiare e migliorare per decenni. La sua tenuta diventa un punto di riferimento mondiale, citata insieme a Valentini come portabandiera dell'Abruzzo. Emidio Pepe si è spento il 28 luglio 2026 all'età di 94 anni, dopo più di sessanta vendemmie. A raccoglierne il testimone è la famiglia, in particolare la figlia Sofia e la nipote Chiara De Iulis Pepe, che ne portano avanti fedelmente la filosofia.
Il vigneto della tenuta si estende su una quindicina di ettari di proprietà, in un paesaggio spettacolare tra il mare Adriatico, distante solo pochi chilometri, e il massiccio del Gran Sasso che si erge alle spalle. I terreni argilloso-calcarei e il microclima ventilato, caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, offrono condizioni ideali per ottenere uve mature conservando una preziosa freschezza.
Le viti sono coltivate secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica, ben prima che queste pratiche diventassero di moda. Alcune parcelle storiche, come la vigna Casa Pepe, piantata a montepulciano e allevata a pergola, sono state innestate sul posto dallo stesso Emidio Pepe negli anni Sessanta. La vigna di trebbiano Donatella, piantata nel 1988, fornisce le uve per le cuvée da invecchiamento e funge da riserva per le selezioni massali. La tenuta coltiva anche una parcella di pecorino, vitigno a bacca bianca locale tornato alla ribalta.
La vinificazione da Emidio Pepe è frutto di un lavoro artigianale meticoloso. Le uve sono vendemmiate a mano: i grappoli di montepulciano vengono tradizionalmente diraspati a mano, mentre il trebbiano è pigiato con i piedi. Le fermentazioni avvengono spontaneamente, grazie ai lieviti indigeni; il vino viene poi pressato con un torchio verticale e affinato in vasche di cemento vetrificato, adottate già nel 1964. Non si utilizzano botti di legno, per lasciare che il frutto e il terroir si esprimano senza alcun artificio.
La vera firma della tenuta è il tempo. Fedele alla massima di Emidio Pepe secondo cui la casa del vino è la bottiglia, i vini riposano a lungo nelle cantine della tenuta prima di essere commercializzati. Le vecchie annate vengono persino decantate a mano in nuove bottiglie prima della spedizione, per eliminare i depositi naturali. Le cuvée ottenute dalle viti più antiche vengono commercializzate più tardi e recano da poco la dicitura Selezione Vecchie Vigne.
Montepulciano d'Abruzzo: vino emblematico della tenuta, ottenuto da uve di montepulciano diraspate a mano, fermentate naturalmente e poi affinate in cemento vetrificato. Profondo, terroso e molto longevo, con l'età sviluppa una complessità sorprendente, tra frutti neri, spezie e note di sottobosco. La versione ottenuta dalle viti più giovani viene commercializzata circa tre anni dopo la vendemmia.
Montepulciano d'Abruzzo Selezione Vecchie Vigne: ottenuta dalle viti più antiche della tenuta, questa selezione viene immessa sul mercato molto più tardi, almeno cinque anni dopo l'annata. Più concentrata e strutturata, è uno dei grandi vini italiani da invecchiamento, apprezzato dai collezionisti.
Trebbiano d'Abruzzo: grande bianco da invecchiamento, ottenuto da uve pigiate con i piedi e vinificate in cemento. Lontano dai trebbiano leggeri della regione, offre una struttura ampia, note di frutta gialla, fiori e miele e una tensione minerale che gli permette di attraversare i decenni.
Trebbiano d'Abruzzo Selezione Vecchie Vigne: versione ottenuta da vecchie viti di trebbiano, in particolare da parcelle come Donatella, commercializzata dopo un affinamento più lungo. Acquista profondità, consistenza e complessità aromatica.
Pecorino: prodotto con questo vitigno a bacca bianca autoctono dell'Abruzzo, conquista per freschezza, vivacità e aromi di erbe aromatiche e agrumi. Come gli altri bianchi della tenuta, non viene mai decantato e rivela un buon potenziale di evoluzione.
Cerasuolo d'Abruzzo: rosato di carattere ottenuto da montepulciano, dal colore ciliegia intenso a cui deve il nome. Vinoso, fresco e saporito, si rivela ben più profondo di un rosato classico e accompagna volentieri tutta la cucina italiana.
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