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Tenuta creata da una stella della Loira e del Sauvignon blanc: Didier Dagueneau
Scomparso prematuramente nel 2008, Didier Dagueneau ha lasciato in eredità ai suoi due figli quella che è probabilmente la tenuta dedicata al Sauvignon più rinomata al mondo (Domaine Didier Dagueneau a Pouilly Fumé, nella Loira), ma anche una tenuta più piccola nella regione di Jurançon: Les Jardins de Babylone.
All’inizio degli anni 2000, Didier Dagueneau, già celebre per i suoi Pouilly-Fumé Silex e Pur Sang, scopre nel Béarn un sito fuori dal comune: un anfiteatro di vigneti terrazzati sui pendii di Aubertin, con una vista panoramica sulla catena dei Pirenei. Il luogo gli ricorda i mitici giardini pensili di Babilonia, da cui deriva il nome della tenuta. Si associa a Guy Pautrat, che diventa responsabile di cantina, e riporta rapidamente in vita questa proprietà di poco più di 3 ettari.
Dopo l’improvvisa scomparsa di Didier Dagueneau nel 2008, il figlio Louis-Benjamin ne raccoglie il testimone, sia nella Loira sia nello Jurançon, sempre al fianco di Guy Pautrat. Eletto vignaiolo dell’anno da La Revue du Vin de France nel 2016, porta avanti la visione singolare del padre: uno Jurançon di spirito settentrionale, puro e teso. La tenuta ha ampliato la gamma affiancando allo storico vino dolce una versione secca e una semisecca, oggi proposte con la denominazione Vin de France per conservare una totale libertà espressiva.
Il vigneto si estende per circa 3,2 ettari, disposti su ripidi terrazzamenti che formano un anfiteatro naturale sui pendii di Aubertin, paese rinomato per la vivacità dei suoi vini. I suoli argilloso-silicei, ricchi di ciottoli arrotondati qui chiamati «poudingues», assicurano un buon drenaggio e conferiscono una notevole tensione minerale. L’esposizione e il calore del sito consentono alle uve di maturare presto, tanto che la vendemmia per il vino dolce avviene spesso ben prima di quella delle altre tenute della denominazione.
Accanto al Petit Manseng, vitigno principe del Jurançon, la famiglia ha piantato o reimpiantato diverse rare varietà autoctone: Gros Manseng, Courbu, Lauzet e Camaralet, salvaguardando così parte del patrimonio ampelografico del Béarn. Il terreno viene lavorato ai piedi delle viti, mentre tra i filari viene mantenuto inerbito o seminato con avena ed erba medica, per proteggere i terrazzamenti e favorire la vita del suolo.
La vendemmia è esclusivamente manuale, con un’accurata selezione delle uve e rese molto basse. Fedele alla filosofia di Dagueneau, ogni vino fermenta e poi affina in contenitori diversi, scelti per la loro influenza sulla consistenza e sul profilo aromatico: barrique da 320 litri, botti da 600 litri, in parte di legno nuovo, ma anche vasche di vetro Wineglobe, che preservano la purezza del frutto. Gli affinamenti durano generalmente una dozzina di mesi. Il risultato è una serie di vini di grande nitidezza, in cui la ricchezza del Petit Manseng è sempre equilibrata da un’acidità vivace.
Les Jardins de Babylone Sec: precedentemente etichettato come Jurançon Sec e oggi proposto come Vin de France, questo raro bianco secco riunisce i vitigni autoctoni della tenuta: Petit Manseng, Gros Manseng, Courbu, Lauzet e Camaralet. Denso e completamente secco, offre un sorso affusolato e la consistenza di un grande bianco borgognone, con note di succosi frutti gialli, agrumi, spezie e pietra focaia, oltre a un’acidità persistente. Un vino gastronomico che acquista complessità con gli anni.
Les Jardins de Babylone Demi-Sec: recente cuvée intermedia, gioca sull’equilibrio tra una lieve dolcezza e una freschezza brillante. I suoi aromi di ananas, mango, agrumi canditi e fiori bianchi lo rendono ideale con piatti speziati, pesci in salsa o formaggi di pecora dei Pirenei.
Les Jardins de Babylone Moelleux: cuvée emblematica della tenuta, ottenuta esclusivamente da Petit Manseng appassito sulla pianta e affinata per circa 12 mesi in botti da 320 e 600 litri. Pallido, aereo e di precisione sorprendente, questo vino dolce rivela marmellata di clementine, mela cotogna, ananas, zafferano, miele e cera d’api, sostenuti da un’acidità incisiva che gli conferisce una leggerezza rara. Proposto in bottiglie da 50 cl, accompagna magnificamente il foie gras, un formaggio erborinato o un dessert ai frutti esotici e possiede un lunghissimo potenziale di invecchiamento.
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