Beaurenard

I vini del Domaine Beaurenard: acquisto al miglior prezzo

Il Domaine Beaurenard, con sede a Châteauneuf-du-Pape, ha visto succedersi 7 generazioni, preparando l'arrivo dell'ottava generazione. La famiglia ha ritrovato in un atto notarile del 1695 una menzione «Bois Renard» che nel corso del tempo si è trasformata in «Beaurenard»; Boisrenard è rimasto il nome della cuvée di alta gamma. Oggi i fratelli Daniel e Frédéric Coulon hanno ripreso il domaine e lo hanno convertito in agricoltura biologica (certificazione Ecocert) e biodinamica (certificazione Demeter dal 2011). Questo iconico domaine della Vallée du Rhône meridionale si estende su 32 ettari di vigne a Châteauneuf-du-Pape, 25 ettari a Rasteau, cru della Vallée du Rhône, e 6 ettari in Côtes-du-Rhône.

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Beaurenard Châteauneuf du Pape 1998

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Beaurenard Châteauneuf-du-Pape 2016

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Storia del Domaine de Beaurenard

La storia del luogo risale al XIV secolo, quando i papi stabilitisi ad Avignone fanno costruire il castello pontificio di Châteauneuf e sviluppano il vigneto circostante. Già nel 1344, un rapporto indirizzato al pontefice cita i principali vigneti del comune, tra i quali figura Bois Renard, accanto a Blaquières, Bois de Sénéchaux, Cabrières, Carbonnières, Colombis e Mont-Redon. Un atto notarile datato 16 dicembre 1695 sancisce l'ingresso di questo terroir nel patrimonio della famiglia, con il nome di Bois Renard, divenuto Beaurenard nel corso dei secoli.

Da allora, sette generazioni di Coulon si sono succedute con lo stesso rigore. La famiglia imbottiglia i propri vini nella tenuta fin dall'inizio del XX secolo, in un'epoca in cui quasi tutta la produzione veniva venduta sfusa, e partecipa attivamente alla stesura delle regole fondative della denominazione Châteauneuf-du-Pape, la prima denominazione d'origine controllata di Francia. Paul Coulon amplia notevolmente la tenuta, prima di passarla ai figli Daniel e Frédéric, oggi affiancati dalla generazione successiva. I Coulon hanno anche creato un museo del vino e degli attrezzi dei vignaioli e, per ogni annata, tengono registri dettagliati delle temperature del suolo, delle precipitazioni e delle osservazioni sulla vite: testimonianza di un perfezionismo divenuto leggendario.

Terroir e vigneti del Domaine de Beaurenard

Il vigneto si estende su circa 32 ettari a Châteauneuf-du-Pape, suddivisi in numerose parcelle sparse per la denominazione, ai quali si aggiungono 25 ettari a Rasteau e 6 ettari nelle Côtes du Rhône. Questa dispersione è una ricchezza: permette alla tenuta di valorizzare le quattro grandi famiglie di suoli di Châteauneuf, i frammenti calcarei, i celebri ciottoli arrotondati che accumulano il calore del giorno per restituirlo di notte, le sabbie dette safres e le argille. Ogni tipo di suolo apporta la propria impronta, dalla potenza alla finezza, dalla struttura alla freschezza.

La grande particolarità di Beaurenard è la conservazione dei tredici vitigni storici della denominazione, coltivati e spesso piantati insieme nelle vecchie vigne secondo l'antica usanza dei vitigni misti, con una prevalenza di grenache. La tenuta custodisce così un vero conservatorio vivente della diversità della Valle del Rodano. La gestione del vigneto è esemplare da oltre cinquant'anni: distribuzione di letame, totale abbandono degli erbicidi e dei prodotti chimici di sintesi, lavorazione dei suoli e inerbimento ragionato. Le certificazioni biologica di Ecocert e biodinamica di Demeter hanno formalizzato un impegno avviato molto prima. A Rasteau, la tenuta valorizza anche le differenze tra i suoi suoli, in particolare le argille blu e rosa, che danno origine a cuvée dedicate da singole parcelle.

Vinificazioni del Domaine de Beaurenard

La vendemmia è manuale, con una rigorosa selezione delle uve, e ogni parcella viene vinificata separatamente per rispettare l'identità del suo suolo e dei suoi vitigni. Le macerazioni sono lunghe, con estrazioni misurate per preservare la finezza dei tannini ed evitare ogni durezza. La filosofia di cantina è improntata al rispetto della materia prima: nessuna ricetta fissa, ma un continuo adattamento all'annata.

L'affinamento segue un approccio tra i più tradizionali. Il Boisrenard trascorre circa diciotto mesi in botti di rovere, perlopiù utilizzate da uno a cinque anni, senza chiarifica né filtrazione, prima di essere imbottigliato e lasciato riposare a lungo nelle cantine sotterranee della tenuta. Le altre cuvée combinano, a seconda dei casi, grandi botti, demi-muids, vasche di cemento e botti, sempre con l'intento di lasciare esprimere il terroir anziché il legno. Questa pazienza, insieme alla maturazione favorita dal sole delle uve di Châteauneuf, dà vini ricchi e generosi ma sempre equilibrati, con un potenziale di invecchiamento che supera spesso i quindici o vent'anni.

Le cuvée del Domaine de Beaurenard

Châteauneuf-du-Pape Domaine de Beaurenard Rosso: il vino simbolo della tenuta, un grande assemblaggio che riflette la complementarità dei tredici vitigni storici sui terroir di frammenti calcarei, ciottoli arrozondati, sabbie safres e argille. Il grenache domina, affiancato dalla syrah, dal mourvèdre e dalle varietà meno diffuse della denominazione. Al naso emergono ciliegia nera, lampone candito, gariga, tapenade di olive, lavanda e spezie dolci; il palato è ampio, carnoso e saporito. Uno Châteauneuf completo, da stappare con carne rossa o selvaggina.

Châteauneuf-du-Pape Domaine de Beaurenard Bianco: la versione bianca della cuvée simbolo della tenuta, nata anch'essa dall'assemblaggio dei vitigni bianchi storici della denominazione, tra cui clairette, grenache blanc, bourboulenc e roussanne. Fiori bianchi, frutti a polpa bianca, agrumi e note di finocchio compongono un vino ampio e morbido, sostenuto da una bella freschezza minerale. Splendido con pesce in salsa, pollame o formaggi stagionati.

Le Boisrenard Rosso: la cuvée iconica della tenuta, prodotta dalle vigne più vecchie, piantate con vitigni misti, in cui le tredici varietà si intrecciano con una prevalenza di grenache. Dopo lunghe macerazioni, viene affinata per diciotto mesi in botti di rovere secondo la tradizione, senza chiarifica né filtrazione, per poi riposare nelle cantine sotterranee. Lampone nero, vaniglia, liquirizia, fiori schiacciati e grafite compongono un bouquet di notevole intensità, seguito da un palato ricco, concentrato, con una bella acidità e tannini setosi. La critica internazionale la colloca regolarmente tra le migliori espressioni della Valle del Rodano.

Le Boisrenard Bianco: la versione in bianco del Boisrenard, anch'essa prodotta da vecchie vigne a vitigni misti. Più denso e complesso della cuvée classica, unisce una struttura opulenta, aromi di frutta candita, miele e mandorla tostata a un finale lungo e sapido. Un grande bianco da invecchiamento, capace di evolvere magnificamente per un decennio.

Gran Partita: la prima delle cuvée da singola parcella della tenuta, espressione di un particolare lieu-dit di Châteauneuf-du-Pape. Il nome, preso in prestito dalla musica, racconta bene l'ambizione: far dialogare le voci di ogni vitigno e di ogni suolo in una composizione d'insieme. Un rosso di grande precisione, dalla consistenza setosa e dal finale intensamente speziato, prodotto in quantità molto limitate.

Beaurenard, il lieu-dit: cuvée da una singola parcella nel nucleo storico della proprietà, il Bois Renard citato già nel 1344 e acquisito dalla famiglia nel 1695. Esprime la personalità di questo pendio, tra potenza solare e freschezza conferita dai suoli. Un vino di memoria e di terroir, da riservare alle grandi occasioni a tavola.

Pied de Baud: la terza cuvée da singola parcella della tenuta, nata da un terroir ben definito che dà uno Châteauneuf-du-Pape dalla personalità spiccata. La struttura è densa, i tannini decisi e il finale minerale, in uno stile più teso e verticale rispetto agli assemblaggi classici. Una cuvée prodotta in piccole quantità, che richiede qualche anno di cantina.

Rasteau Domaine de Beaurenard: a una trentina di chilometri da Châteauneuf, la tenuta coltiva venticinque ettari in questo cru delle Côtes du Rhône. Dominata dal grenache, questa cuvée dà un vino caldo e invitante, con note di frutti neri maturi, spezie e gariga e tannini morbidi. Un ottimo accompagnamento per grigliate, brasati e formaggi dal carattere deciso.

Rasteau Les Argiles Bleues: cuvée da una singola parcella nata da suoli di argilla blu, che trattengono la freschezza e prolungano il ciclo vegetativo. Il vino acquista così una densità e una profondità notevoli, con una trama minerale che tiene a freno la generosità del grenache. Una delle più belle espressioni del cru.

Rasteau Les Argiles Roses: la controparte della cuvée precedente, prodotta dalle argille rosa della tenuta. Più solare e subito seducente, mette in risalto il frutto rosso vivace, la dolcezza delle spezie e una consistenza vellutata. Una lettura complementare del terroir di Rasteau, ideale per comprendere l'influenza dei suoli su uno stesso vitigno.

Rasteau Vin Doux Naturel: la tenuta perpetua la tradizione del vin doux naturel di Rasteau, denominazione storica ottenuta mediante l'aggiunta di alcol durante la fermentazione. Proposto in diverse versioni a seconda dell'affinamento, offre aromi intensi di frutti rossi canditi, cacao, prugna secca e spezie, con una dolcezza avvolgente bilanciata dalla freschezza del grenache. Da servire con un dessert al cioccolato o semplicemente a fine pasto.

Côtes du Rhône Domaine de Beaurenard: una piacevole porta d'ingresso nell'universo della tenuta, prodotto da sei ettari coltivati con lo stesso rigore biologico e biodinamico delle grandi cuvée. Fruttato, morbido e subito piacevole, con note di ciliegia, spezie dolci e gariga, si beve giovane con salumi, grigliate o piatti della cucina mediterranea.

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