Vincent Paris

Un riferimento a Cornas: Vincent Paris

I vini del Domaine Vincent Paris: acquisto al miglior prezzo

Il domaine Vincent Paris si trova a Cornas nella valle del Rodano ed è stato fondato nel 1997 da Vincent Paris. Oggi conta su 8 ha di vigneti (6 ha in AOC Cornas; 1,5 ha in AOC Saint Joseph e 0,5 ha in Vin de France), tuttavia Vincent Paris aveva iniziato nel 1997 con un solo ed unico ettaro, ma ha rapidamente piantato vigne a Cornas e St Joseph, e nel 2007 ha potuto acquisire una superba parcella di Cornas la Geynale.

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Vincent Paris Saint Joseph Les Côtes 2021

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Storia di Domaine Vincent Paris

La storia della tenuta inizia nel 1997, quando Vincent Paris, appena diplomato in viticoltura ed enologia, riceve dal nonno un ettaro di vigne a Cornas e firma la sua prima annata. Il contesto è allora molto diverso da quello odierno: Cornas rimane una denominazione poco conosciuta e scarsamente considerata, dove i pendii abbandonati si possono ancora acquistare a prezzi ragionevoli. Convinto del potenziale inesplorato di questa collina granitica che domina il Rodano, il giovane vignaiolo acquista pazientemente una parcella dopo l’altra, seguendo i consigli dello zio Robert Michel, una delle figure storiche del cru e uno degli ultimi custodi della tradizione di Cornas.

La svolta arriva alla fine degli anni Duemila, quando Robert Michel decide di cessare l’attività e trasmette al nipote le sue vigne più preziose, tra cui il celebre lieu-dit La Geynale, piantato nel 1910 ai piedi del settore del Reynard. La tenuta raggiunge allora una superficie di circa otto-dieci ettari, distribuiti tra Cornas, una piccola parcella a Saint-Joseph e alcune vigne a Crozes-Hermitage. La produzione resta volutamente limitata, intorno alle duemilacinquecento casse all’anno, in larga maggioranza di Cornas. Ben presto la critica internazionale, da Robert Parker a Jancis Robinson, elogia la precisione e la schiettezza di questi vini. Copresidente della denominazione Cornas e impegnato nella tutela delle foreste e degli equilibri naturali intorno al vigneto, Vincent Paris è oggi considerato uno dei vignaioli più dotati della sua generazione nella Valle del Rodano.

Terroir e vigneti di Domaine Vincent Paris

Il vigneto si estende sull’anfiteatro granitico di Cornas, esposto a sud e sud-est, protetto dai venti settentrionali e favorito da un’esposizione al sole eccezionale. Il substrato è costituito da granito antico molto alterato, chiamato localmente gore, mescolato a sabbia, silice e sottili venature argillose. Questo terreno povero e drenante costringe la vite a radicare in profondità e conferisce ai vini quella mineralità salina, quasi ferrosa, che contraddistingue i grandi Cornas. Le parcelle si dispongono su pendii con pendenze comprese tra il 30 e il 60%, terrazzati e sostenuti da muretti a secco, dove tutto il lavoro è svolto a mano.

I lieux-dits coltivati dalla tenuta sono tra i più rinomati della denominazione: Patou, Les Mazards, Le Saumon e La Geynale, una parcella di un ettaro situata ai piedi del Reynard e piantata all’inizio del XX secolo. L’età delle viti va dai dieci anni degli impianti più giovani a oltre cent’anni delle viti più antiche. A queste si aggiungono una piccola parcella di syrah a Saint-Joseph, nei pressi di Ardoix, alcune vigne a Crozes-Hermitage e un appezzamento coltivato a viognier e roussanne sulle alture di Cornas, dove la denominazione consente però solo vini rossi. La gestione è attenta e vicina al biologico, senza insetticidi né concimi chimici, con potature molto corte, che spesso limitano la produzione a quattro grappoli per pianta, e rese comprese tra 18 e 35 ettolitri per ettaro a seconda delle annate.

Vinificazioni di Domaine Vincent Paris

La vendemmia è manuale e le uve vengono selezionate in vigna, su pendii dove nessuna macchina può operare. A seconda delle cuvée e della maturità dei raspi, si conserva una proporzione variabile di grappoli interi, che apportano freschezza, tensione e complessità aromatica. Le fermentazioni iniziano con i soli lieviti indigeni, generalmente dopo una macerazione prefermentativa a freddo, e proseguono per circa tre settimane, con follature e rimontaggi delicati, senza mai ricercare un’estrazione eccessiva.

L’affinamento prosegue poi per dodici-sedici mesi in botti e demi-muids già utilizzati, senza alcun legno nuovo. È una costante per Vincent Paris: il rovere non deve farsi sentire, perché l’unica impronta ricercata è quella del granito. Le cuvée più immediate, come la syrah delle Collines Rhodaniennes, vengono affinate in vasche d’acciaio inox per preservare la croccantezza del frutto. I vini sono imbottigliati con pochissimi solfiti e senza manipolazioni eccessive, il che conferisce loro una bevibilità rara per dei Cornas, pur preservando nelle grandi cuvée una capacità di invecchiamento da dieci a vent’anni.

Le cuvée di Domaine Vincent Paris

Cornas Granit 30: la cuvée d’ingresso della tenuta, proveniente dalle viti più giovani piantate su pendii la cui pendenza raggiunge comunque il 30%. Al naso unisce violetta, pietra frantumata, ciliegia nera e pepe bianco; al palato è slanciata, verticale, con tannini setosi. Un Cornas di notevole purezza, già godibile nei suoi primi tre-cinque anni ma capace di conservarsi per un buon decennio.

Cornas Granit 60: selezione proveniente dalle parcelle più scoscese, terrazzate su pendii con pendenze vicine al 60%, nei lieux-dits Patou, Les Mazards e Le Saumon, con viti di età compresa tra quaranta e cent’anni. È il Cornas classico per eccellenza: denso, profondo, segnato da mora, prugna, note iodate, liquirizia e una sorprendente trama minerale. I tannini sono più pronunciati rispetto al Granit 30 e richiedono da cinque a otto anni di pazienza; il vino può conservarsi per quindici anni e oltre.

Cornas La Geynale: la cuvée di punta nasce da una parcella di un ettaro piantata nel 1910 ai piedi del Reynard, ereditata da Robert Michel e talvolta integrata con una parte di uve provenienti da viti vicine. Prodotta in quantità molto limitate, concentra tutto ciò che rende grande questo cru: frutti neri intensi, oliva, cuoio, spezie, fumo e una profonda mineralità che persiste a lungo nel finale. Austera e chiusa da giovane, si rivela dopo otto-dodici anni ed è tra le migliori bottiglie della denominazione.

Saint-Joseph Les Côtes: proveniente da una piccola parcella di syrah piantata negli anni Novanta sui pendii granitici della zona di Ardoix, questa cuvée è vinificata in parte in vasca e in parte in botti già utilizzate. Più morbida e più scorrevole dei Cornas, punta sulla croccantezza del frutto rosso, sulla freschezza e su una vivace acidità. Una bottiglia deliziosa da aprire nei suoi primi cinque anni.

Crozes-Hermitage: prodotta con uve di viti situate nell’area della denominazione, questa cuvée offre un profilo solare e generoso, con note di mora, mirtillo e spezie dolci. Affinamento breve e senza legno per preservare la purezza del frutto; al palato è rotonda e di facile beva. Un ottimo modo per scoprire lo stile della tenuta a un prezzo accessibile.

IGP Collines Rhodaniennes Syrah Sélection: prodotta con uve di giovani viti, interamente diraspate, fermentate a temperatura controllata e poi affinate per circa nove mesi in vasche d’acciaio inox, senza legno. Colore rubino, profumi di frutti neri maturi, violetta e pepe; al palato è succosa e vellutata, con tannini fini. La cuvée da bere subito della tenuta, da servire leggermente fresca.

Granit Blanc: la curiosità della casa, un bianco proveniente da una parcella in altura piantata sul granito di Cornas, denominazione che ammette solo i rossi e impone quindi di commercializzare il vino come IGP. È un assemblaggio a prevalenza di viognier, completato da roussanne, che conquista con aromi di albicocca, fiori bianchi e agrumi e un palato rotondo, sostenuto da una bella freschezza minerale. Raro, è particolarmente riuscito come aperitivo o in accompagnamento al pesce.

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