I migliori vini del Beaujolais: cru, tenute, annate

da Manon b.
 

 

 

I migliori vini del Beaujolais: cru, tenute e annate

Il Beaujolais vive un paradosso persistente: è una delle regioni vitivinicole francesi meno apprezzate quanto a immagine, ma una delle più interessanti per rapporto qualità-prezzo. Oscurato per decenni dal Beaujolais nouveau, vino festivo e stagionale che offre un’immagine molto parziale della regione, il Beaujolais dei cru viene oggi riscoperto dagli appassionati di tutto il mondo.

Questa guida presenta i 10 cru del Beaujolais e il loro carattere, le tenute di riferimento che più hanno contribuito alla rinascita della denominazione, le annate da privilegiare, i prezzi di mercato e i migliori abbinamenti gastronomici per apprezzare appieno questa regione affascinante e generosa.

 

Da ricordare:

 

-       Nel Beaujolais predomina il gamay noir à jus blanc, un vitigno fruttato e poco tannico : i vini sono piacevoli da giovani, ma i 10 cru possono invecchiare molto bene (da 5 a 15 anni).

-       La regione si divide in tre livelli: Beaujolais generico, Beaujolais-Villages e i 10 cru. Moulin-à-Vent e Morgon sono generalmente considerati i più potenti e i più adatti all’invecchiamento.

-       Il Beaujolais è una delle regioni in cui il vino naturale e biodinamico si è affermato prima, con vignaioli come Marcel Lapierre, Jean Foillard e Yvon Métras tra i suoi esponenti di punta.

-       Il Beaujolais nouveau è una produzione festiva e stagionale (terzo giovedì di novembre) che rappresenta solo circa un quarto della produzione viticola della regione ; i 10 cru non hanno nulla a che vedere con questo tipo di vino.

-            I prezzi restano tra i più accessibili di Francia per un livello qualitativo spesso notevole: la maggior parte dei cru costa tra 12 e 30 euro e solo le cuvée più rare superano questa fascia.

 

Il Beaujolais: molto più del Beaujolais nouveau

Una regione ingiustamente ridotta al suo vino novello

Il Beaujolais nouveau, nato nel 1951 e commercializzato ogni terzo giovedì di novembre dal 1985, ha contribuito a far conoscere la regione in tutto il mondo. Ma ha anche creato un’immagine riduttiva : quella di un vino giovane, leggero, fruttato, da bere fresco fin dalla sera della sua uscita. Un’immagine che non rende giustizia ai cru del nord della regione, alcuni dei quali rivaleggiano per complessità e capacità d’invecchiamento con i vini di Borgogna.

La rivalutazione è iniziata negli anni Ottanta, grazie a una generazione di vignaioli che ha valorizzato i propri terroir, ridotto le rese e adottato vinificazioni meno interventiste. Oggi, una grande cuvée di Moulin-à-Vent o di Morgon può invecchiare per 15-20 anni, sviluppando una complessità che pochi avrebbero previsto.

Il gamay: il vitigno pressoché unico del Beaujolais

Il gamay noir à jus blanc è il vitigno quasi esclusivo del Beaujolais rosso, come il pinot nero nella vicina Borgogna. Più facile da coltivare del pinot nero e naturalmente più produttivo, dà vini dal colore rubino vivace, dall’immediata freschezza aromatica (ciliegia, lampone, violetta) e dai tannini morbidi. È questa morbidezza che rende i vini del Beaujolais così facili da bere giovani e che talvolta li fa considerare, a torto, vini semplici.

 

Un Morgon Côte du Py di Jean Foillard di 10 anni non ha nulla da invidiare a un Borgogna rosso di categoria village. È uno dei grandi segreti degli appassionati di vino in Francia, ancora disponibile a prezzi molto ragionevoli.

 

La gerarchia dei vini del Beaujolais

Beaujolais generico e Beaujolais-Villages

Alla base della piramide, il Beaujolais generico comprende le zone di produzione più meridionali, su suoli argilloso-calcarei. Leggeri e fruttati, questi vini si bevono entro uno o due anni dalla vendemmia. Il Beaujolais-Villages, prodotto in 38 comuni selezionati per la qualità del terroir, offre più struttura e complessità, spesso a meno di 10 euro.

I 10 cru: il vertice della regione

A nord, su terroir granitici, si concentrano le 10 denominazioni comunali, i cru, che rappresentano i vini del Beaujolais di prestigio e adatti all’invecchiamento. Ognuno ha un carattere proprio, plasmato dal suolo, dall’esposizione e dalle tradizioni di vinificazione.

 

Cru

Comune

Stile predominante

Potenziale d’invecchiamento

Moulin-à-Vent

Chénas / Romanèche-Thorins

Potente, strutturato, tannico per un gamay

8-20 anni per le migliori cuvée

Morgon

Villié-Morgon

Corposo, con note di frutti neri e mineralità nella Côte du Py

6-15 anni, talvolta di più

Fleurie

Fleurie

Floreale, elegante, con note di violetta e rosa

3-8 anni

Régnié

Régnié-Durette

Fruttato, leggero, facile da bere

2-5 anni

Chiroubles

Chiroubles

Leggero, fresco, il più delicato dei cru

2-4 anni

Brouilly

Sei comuni

Fruttato, rotondo, piacevole già da giovane

2-5 anni

Côte de Brouilly

Quattro comuni intorno al monte Brouilly

Più concentrato e minerale del Brouilly

4-8 anni

Chénas

Chénas

Simile al Moulin-à-Vent, ma meno conosciuto

5-12 anni

Saint-Amour

Saint-Amour-Bellevue

Fruttato e morbido, leggero e accessibile

2-4 anni

Juliénas

Quattro comuni (tra cui Juliénas)

Corposo, speziato, più tannico della media

4-10 anni

 

I 10 cru del Beaujolais nel dettaglio

Moulin-à-Vent: il re del Beaujolais

Moulin-à-Vent è generalmente considerato il cru più potente e più adatto all’invecchiamento del Beaujolais. Sui suoi suoli granitici ricchi di manganese, il gamay si trasforma in qualcosa di unico: un vino che, dopo 8-15 anni in cantina, può trarre in inganno anche i palati più esperti ed essere scambiato per un Borgogna rosso. Le cuvée da singole parcelle di Jules Desjourneys, affinate per quasi due anni prima dell’imbottigliamento, ne sono oggi il miglior esempio.

Morgon: la mineralità della Côte du Py

Insieme al Moulin-à-Vent, il Morgon è il cru che suscita più entusiasmo tra gli appassionati. La Côte du Py, collina di scisti alterati e rocce di origine vulcanica, la famosa «roche pourrie», nel cuore della denominazione, dà vini di notevole mineralità e profondità. I vini di Jean Foillard e Marcel Lapierre hanno reso il Morgon un punto di riferimento mondiale del vino naturale, mentre Jean-Marc Burgaud vi sostiene un approccio per singola parcella più classico, d’ispirazione borgognona.

Fleurie: eleganza e profumo

Fleurie è il più floreale e profumato dei cru: note di violetta e rosa al naso, consistenza setosa al palato, freschezza notevole. È spesso il cru consigliato per avvicinare i neofiti ai grandi Beaujolais, perché conquista subito senza richiedere un particolare invecchiamento. È anche il cru di Yvon Métras, le cui cuvée prodotte in quantità limitate da vigne molto vecchie sono tra le più ricercate della regione.

Régnié, Chiroubles e Saint-Amour: i più leggeri

Questi tre cru producono i Beaujolais più leggeri e immediatamente piacevoli: fruttati, freschi e poco tannici. Sono i vini ideali da servire leggermente freschi d’estate o all’aperitivo.

Brouilly e Côte de Brouilly: il duo del sud

La più estesa tra le denominazioni dei cru, Brouilly offre vini rotondi e accessibili, facili da apprezzare giovani. La Côte de Brouilly, sul versante del monte Brouilly, è più concentrata e minerale ; il rapporto qualità-prezzo è eccellente.

Chénas e Juliénas: i meno conosciuti, ma di carattere

Chénas è spesso descritto come il fratello minore del vicino Moulin-à-Vent: strutturato, tannico e con un buon potenziale d’invecchiamento. Juliénas, uno dei cru più corposi, può sorprendere per la sua capacità di invecchiamento e le sue caratteristiche note speziate.

 

Le migliori tenute del Beaujolais

La rinascita del Beaujolais è stata opera di una generazione di vignaioli che ha riportato il terroir e la naturalità al centro delle proprie pratiche.

 

Tenuta

Cuvée emblematiche

Stile e punto di forza

Marcel Lapierre

Morgon / Cuvée Camille

Figura di riferimento del vino naturale nel Beaujolais. Morgon di riferimento, vinificazioni senza solforosa, longevità sorprendente.

Jean Foillard

Morgon Côte du Py / Cuvée 3,14

Allievo di Marcel Lapierre. Vini di notevole precisione ; il Morgon Côte du Py è uno dei grandi vini del Beaujolais.

Yvon Métras

Fleurie L'Ultime / Fleurie Vieilles Vignes

Figura di culto del Fleurie. Vecchie vigne, vinificazioni senza aggiunta di solforosa, produzione limitata e molto ricercata.

Château Thivin

Côte de Brouilly Cuvée Zaccharie

Tenuta di riferimento nella Côte de Brouilly, con vini minerali ed eleganti.

Jean-Marc Burgaud

Morgon Côte du Py / Morgon James

Approccio per singola parcella d’ispirazione borgognona a Villié-Morgon. Forse il miglior rapporto qualità-prezzo tra i cru.

Jules Desjourneys

Moulin-à-Vent Le Styx / Chénas Le Jugement Dernier

Fabien Duperray vinifica il gamay come un grande vino di Borgogna: rese minime, affinamenti di due anni, vini densi e capaci di lunghissimo invecchiamento.

 

Marcel Lapierre: il padre fondatore

Marcel Lapierre (1950-2010) è all’origine della rinascita del Beaujolais. Influenzato da Jules Chauvet, conosciuto nel 1981, è stato uno dei primi a vinificare senza aggiunta di solforosa e a valorizzare il terroir anziché la tecnica. Il suo Morgon, oggi prodotto dal figlio Mathieu, resta un punto di riferimento della denominazione. Per molti è il vignaiolo che ha cambiato la percezione del Beaujolais nel mondo.

Jean Foillard: la precisione del Morgon

Allievo di Marcel Lapierre, Jean Foillard è oggi considerato da molti uno dei migliori vignaioli di Morgon. Il suo Côte du Py, vinificato con precisione borgognona, è uno dei vini più ricercati del Beaujolais, tanto che presso le enoteche è spesso distribuito tramite assegnazioni.

 

 

Quali annate scegliere per un Beaujolais da invecchiamento?

Se i Beaujolais generici si bevono entro l’anno, per le cuvée dei 10 cru destinate all’invecchiamento è importante prestare particolare attenzione all’annata.

•            2023: generoso ed equilibrato, con cru piacevoli già da giovani che conservano una reale capacità d’invecchiamento.

•            2020: annata solare e concentrata, con cru densi che richiedono ancora un po’ di pazienza.

•            2019: eccezionale, con concentrazione, freschezza e una struttura tannica notevole per i cru del nord.

•            2018: generosa e corposa, un’ottima annata per Moulin-à-Vent e Morgon.

•            2015: annata calda e potente, con vini dei cru da invecchiamento ancora in ottima forma.

•            2014: più fresco ed elegante, perfetto per i cru leggeri (Fleurie, Chiroubles).

•            2010: grande annata da invecchiamento : i migliori Moulin-à-Vent e Morgon sono ancora al loro apice.

 

Prezzi dei vini del Beaujolais: i migliori rapporti qualità-prezzo di Francia

È uno degli argomenti più convincenti a favore della regione. Rispetto ai loro equivalenti borgognoni per qualità e profilo, i cru del Beaujolais restano molto accessibili.

•            Beaujolais e Beaujolais-Villages (5-10 euro): il punto di partenza ideale per il consumo quotidiano.

•            Cru accessibili (12-18 euro): Fleurie, Régnié, Chiroubles, Saint-Amour, fruttati e pronti da bere.

•            Cru da invecchiamento (18-30 euro): Moulin-à-Vent, Morgon e Juliénas delle migliori tenute, con un rapporto qualità-prezzo eccezionale.

•            Cuvée di prestigio (35-80 euro): Foillard Côte du Py, Métras Fleurie L’Ultime, cuvée da singole parcelle di Jules Desjourneys: produzioni limitate e molto ricercate.

Un Morgon Côte du Py di Jean Foillard, intorno ai 35 euro, offre spesso più complessità e piacere di un Borgogna rosso di categoria village da 50-60 euro. È forse il miglior rapporto qualità-prezzo tra i vini rossi francesi oggi.

 

Come servire un Beaujolais?

La temperatura: più fresco di quanto si pensi

I Beaujolais si servono quasi sempre più freschi degli altri rossi: tra 12 e 15 gradi secondo il cru. I più leggeri (Chiroubles, Régnié, Fleurie) a 12-13 gradi, i più strutturati (Moulin-à-Vent, Morgon) a 14-15 gradi. È proprio questa temperatura fresca a esaltare il frutto e la vivacità del gamay.

È necessario decantare?

Per le cuvée generiche e i cru leggeri non serve decantare. Per le grandi cuvée di Moulin-à-Vent o Morgon adatte all’invecchiamento (8 anni o più), una breve decantazione di 20-30 minuti può aiutarle ad aprirsi.

 

Abbinamenti gastronomici con il Beaujolais

La versatilità del gamay ne fa un vino da tavola particolarmente adatto ad accompagnare la cucina lionese e i pasti informali.

 

Piatto

Beaujolais consigliato

Perché

Salumi (salsiccia stagionata, rosette, prosciutto)

Beaujolais o Beaujolais-Villages fruttato

Il classico abbinamento lionese : il gamay e i salumi sono fatti l’uno per gli altri

Pollo arrosto, pollame

Fleurie o Régnié

Leggerezza e frutto per non sovrastare la delicatezza del pollame

Torta salata alle cipolle, quiche

Beaujolais generico o Beaujolais-Villages

L’acidità del vino bilancia la componente grassa della torta salata

Funghi (frittata, funghi saltati in padella)

Morgon o Côte de Brouilly

Le note terrose e minerali si abbinano all’umami dei funghi

Carni rosse leggere (bavetta, hamburger)

Juliénas o Moulin-à-Vent giovane

Abbastanza struttura da accompagnare la carne, senza perdere nulla del frutto del gamay

Formaggi delicati (Comté giovane, reblochon)

Chénas o Saint-Amour

Frutto e morbidezza in abbinamento ai formaggi a pasta pressata e a quelli cremosi

Cucina asiatica (pollo teriyaki, piatti al wok)

Beaujolais-Villages o Régnié servito fresco

La freschezza e il frutto del gamay si abbinano sorprendentemente bene alle salse agrodolci

 

Il Beaujolais è il vino rosso da tavola per eccellenza: fruttato, morbido e versatile, accompagna una varietà di piatti con cui un cabernet sauvignon o una syrah troppo strutturati sarebbero fuori luogo.

 

Domande frequenti sui vini del Beaujolais

Quali sono i 10 grands crus del Beaujolais?

Si parla comunemente di «grands crus», ma la dicitura ufficiale è semplicemente «cru del Beaujolais». I 10 cru sono Moulin-à-Vent, Morgon, Fleurie, Régnié, Chiroubles, Brouilly, Côte de Brouilly, Chénas, Saint-Amour e Juliénas. Moulin-à-Vent e Morgon sono generalmente considerati i più potenti e i più adatti all’invecchiamento.

Qual è il Beaujolais più costoso?

Le cuvée più ricercate sono il Fleurie L’Ultime di Yvon Métras, i Moulin-à-Vent e Chénas di Jules Desjourneys e il Morgon Côte du Py di Jean Foillard. Alcune vecchie annate di Lapierre, Foillard o Métras superano ampiamente questi prezzi.

Quali sono i vini di alta gamma del Beaujolais?

I migliori Moulin-à-Vent, Morgon e Fleurie delle tenute Jean Foillard, Marcel Lapierre, Yvon Métras, Jean-Marc Burgaud, Jules Desjourneys e Château Thivin rappresentano il vertice qualitativo della regione. Questi vini, soprattutto nelle grandi annate (2010, 2015, 2019), possono invecchiare per 15-20 anni.

Qual è la classificazione dei cru del Beaujolais?

Non esiste una classificazione ufficiale dei cru del Beaujolais, a differenza di Saint-Émilion o del Médoc. Tutti i cru si collocano allo stesso livello gerarchico, ma per consuetudine Moulin-à-Vent e Morgon sono considerati i più potenti, mentre Chiroubles, Régnié e Saint-Amour sono i più leggeri. Dal 2023, diversi cru, Fleurie, Brouilly e poi Moulin-à-Vent, hanno tuttavia presentato all’INAO una richiesta di riconoscimento come premiers crus per alcuni dei loro lieux-dits ; l’esame della richiesta richiede diversi anni.

Il Beaujolais può invecchiare?

Sì, contrariamente a quanto si pensa. I Beaujolais generici si bevono entro 1-2 anni, ma i cru provenienti da suoli granitici e scistosi (Moulin-à-Vent, Morgon, Juliénas, Chénas) traggono notevole beneficio da un’attesa di 5-15 anni. Nelle annate eccezionali e presso le migliori tenute si può parlare di 20 anni.

 

In sintesi: i 5 punti chiave per scegliere bene il Beaujolais

1.          Non prendete il Beaujolais nouveau come riferimento: i 10 cru non hanno nulla a che vedere con questo vino novello da festa.

2.          Individuate lo stile che cercate: leggero e pronto da bere (Fleurie, Régnié), oppure potente e adatto all’invecchiamento (Moulin-à-Vent, Morgon).

3.          Scegliete una tenuta di riferimento: Lapierre, Foillard, Métras, Thivin, Burgaud o Jules Desjourneys sono garanzie di qualità.

4.          Servitelo fresco: tra 12 e 15 gradi secondo il cru. È la regola imprescindibile per esaltare il frutto del gamay.

5.          Approfittate dei prezzi: offrono uno dei migliori rapporti qualità-prezzo tra i vini francesi ; i cru restano ancora sottovalutati.

 

 

 

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