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Jean-Marc Burgaud ha creato il suo domaine nel 1989 a Villiers-Morgon, dopo essersi formato nel mestiere di vignaiolo in Borgogna. Nel 1992, riprende le vigne del settore Côte de Py, precedentemente gestite da suo suocero. I trattamenti sono prevalentemente a base di rame e zolfo, ma il biologico non è rivendicato. Infatti, Jean-Marc Burgaud preferisce mantenere un margine di manovra in caso di forte pressione come nel 2012 e nel 2013.
Proveniente da una famiglia di vignaioli e diplomato al BTS viticoltura ed enologia di Beaune, Jean-Marc Burgaud fonda il suo domaine nel 1989 con tre ettari di vigne in affitto, di cui un ettaro in Beaujolais-Villages, uno in Régnié e uno in Morgon. Vinifica allora nelle cantine dello Château de Thulon, a Lantignié, una dimora del XII secolo di proprietà della zia. I primi raccolti vengono venduti al négoce, il tempo necessario per costruire una clientela e una reputazione.
La svolta decisiva avviene nel 1992, con il recupero delle vigne della Côte du Py precedentemente coltivate dal suocero. Sposato con Christine, a sua volta figlia di viticoltori locali, Jean-Marc Burgaud acquisisce progressivamente nuove parcelle di Morgon tra il 1998 e il 2002, poi quelle del proprio padre nel 2006. Il domaine raggiunge così diciannove ettari, di cui tredici in appellation Morgon, cinque in Beaujolais-Villages e uno in Régnié, una dimensione importante per la regione. L'azienda rimane però profondamente familiare, condotta da Jean-Marc, dalla moglie e da due dipendenti. Un periodo formativo in Borgogna gli ha trasmesso il gusto del lavoro parcellare, della diraspatura adattata a ogni annata e degli affinamenti prolungati, talvolta su due inverni. Questa esigenza gli vale oggi un riconoscimento unanime dalla critica e lo status di vignaiolo imprescindibile, rispettato dai colleghi.
La Côte du Py, collina di origine vulcanica che domina Villié-Morgon, costituisce il cuore del domaine con sette-otto ettari, di cui 4,8 ettari sulla parte alta del coteau, tutto intorno alla croce della Veuve Sauzet, in esposizione sud e sud-est. Su questo altopiano il suolo è quasi inesistente: la roccia madre degradata, una diorite metamorfosata cugina di quella della Côte de Brouilly, è ricoperta solo da qualche centimetro di sabbie e ciottoli blu. La vite soffre e non dà mai grandi quantità, il che spiega la densità e la profondità dei vini. A bassa quota il terroir diventa più argilloso: è qui che nasce il climat Javernières, la cui parcella di 0,5 ettari piantata nel 1967 offre una finezza e un'eleganza sorprendenti. La parcella La Pente, esposta a sud di fronte al Mont Brouilly, è oggetto di un trattamento particolare: i tralci vengono legati al rattan per ombreggiare i grappoli e evitare le scottature.
Il climat Grands Cras, coltivato dal 2006 su quattro ettari, poggia su suoli nettamente più argillosi con un'importante percentuale di calcite: dà vini rotondi e strutturati, talvolta austeri in gioventù. Les Charmes si trova a nord-ovest dell'appellation, su un altopiano tardivo e freddo a 350 metri di quota: i suoli sottili su granito e vigne che superano gli ottant'anni, alcune delle quali piantate nel 1932 e innestate su riparia, producono appena quaranta ettolitri per ettaro, con una vendemmia raccolta quasi una settimana dopo le altre. Il climat Vallières, a Régnié, presenta un sottosuolo granitico e una superficie sabbiosa, molto leggera e drenante, su vigne da quaranta a cinquant'anni. Infine, i coteaux granitici di Lantignié, intorno allo Château de Thulon, ospitano vigne da cinquanta a sessant'anni. La conduzione è ragionata, con una lavorazione del suolo volutamente superficiale, pochissimi trattamenti e nessun diradamento verde, con rese naturali tra i quaranta e i quarantacinque ettolitri per ettaro.
Le vendemmie sono interamente manuali, come vuole la tradizione beaujolaise. Le uve, in grappoli interi o parzialmente diraspate secondo il profilo dell'annata, sono vinificate in macerazione semi-carbonica in vasche di cemento, senza alcuna aggiunta di lieviti, con un semplice rimontaggio quotidiano. La durata della macerazione varia secondo le cuvée, da un minimo di sei giorni per il Beaujolais-Villages fino a quindici giorni per le Côte du Py. Al termine della macerazione, vino di goccia e vino di pressa vengono sistematicamente assemblati.
Le cuvée più accessibili sono affinate in vasca fino ad aprile o maggio, mentre le cuvée parcellari beneficiano di un affinamento in fusto più lungo, in barriques tradizionali, fûts da 350 litri o demi-muids, selezionati con estrema cura e quasi sempre di più vendemmie. La solfitazione è ridotta al minimo, intorno a un grammo per ettolitro, e la degassificazione avviene con azoto appena prima dell'imbottigliamento. Solo le cuvée imbottigliate prima dell'estate ricevono una filtrazione leggera a due micron per la nitidezza della veste: i vini affinati in fusto si chiarificano naturalmente e non vengono filtrati.
Il Beaujolais-Villages Château de Thulon, commercializzato anche con il nome Les Vignes de Thulon, nasce sui coteaux granitici di Lantignié, a poca distanza dall'appellation Régnié. Vinificato e affinato nelle cantine dello château di famiglia, seduce con la sua veste purpurea leggera, il naso di gemme di ribes nero e il sorso rotondo e suadente con tannini levigati, in un equilibrio eccellente. La cuvée Les Vignes de Lantignié ne propone una lettura vicina, fruttata e immediata, perfetta su salumi o carni bianche. Il Beaujolais-Villages blanc costituisce una vera rarità del domaine: ottenuto da mezzo ettaro di chardonnay piantato su un terroir argilloso al posto di una vigna centenaria estirpata, vinificato integralmente in vasca, senza fermentazione malolattica e imbottigliato già alla fine di febbraio, viene prodotto in circa mille trecento bottiglie, su un registro teso e floreale.
Il Régnié Vallières proviene dall'omonima località, su un ettaro di vigne cinquantenarie piantate su sabbie e ciottoli al di sopra di un sottosuolo granitico. Morbido, rotondo e fruttato, descritto dallo stesso vignaiolo come gioioso e femminile, offre un bel colore, un naso delicato di frutti rossi e un sorso leggero, fresco e goloso, da bere nei tre-cinque anni. È una delle migliori porte d'ingresso nell'universo del domaine.
Il Morgon Les Charmes nasce sull'omonimo climat, con le sue vigne ottuagenarie e il suo altopiano freddo in quota. La veste è rubino violaceo, il naso delicato su ciliegia e fragola con un tocco speziato, il sorso fruttato e fresco, con tannini rotondi e una lunghezza notevole: è il morgon più seducente e il più pronto del domaine, pur conservando profondità. Il Morgon Grands Cras, su argille calcitiche, si mostra più rotondo e più strutturato, talvolta austero in gioventù, ma guadagna molto a tre o quattro anni di bottiglia. Il Morgon Corcelette, sulle sabbie granitiche leggere del nord dell'appellation, offre una lettura più aerea e floreale del cru. Il domaine ha inoltre individuato negli ultimi anni altri climat di Morgon, come La Roche, Chollet, Ruyère o la cuvée Héritage, nonché una cuvée Vieilles Vignes, altrettante variazioni che testimoniano la finezza del lavoro parcellare della maison.
Al vertice regnano le Côte du Py. Il Morgon Côte du Py, ottenuto dalle parcelle dell'altopiano, mostra un profilo ricco e serio, su delicati aromi di peonia e ciliegia burlat, con una mineralità accresciuta ereditata dalla roccia blu e una capacità di invecchiamento da sei a dieci anni. Il Morgon Côte du Py Javernières, isolato in cuvée dal 2007 e affinato in fusto, è il più delicato e il più elegante della serie: non ha meno profondità dei suoi predecessori ma risulta più accessibile, con una texture setosa e un finale salivante. Il Morgon Côte du Py Réserve, anch'esso affinato in legno, riunisce i lotti di altissima qualità provenienti dalle migliori parcelle e offre un eccellente rapporto qualità-prezzo nell'alta gamma. Il Morgon Côte du Py James, tratto dalla parcella della Croix i cui rari portainnesti favoriscono il millerandage, costituisce l'archetipo del vino profondo, potente e strutturato: veste violacea molto intensa, naso goloso che intreccia frutto, spezie e legno fine, corpo ampio e lungo, da attendere cinque anni nelle annate minori e dieci nelle grandi. Infine, la cuvée 357, proposta in magnum, completa questa serie di Côte du Py con un'espressione concentrata e raffinata del più grande terroir di Morgon.
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