Gut Oggau

I vini di Gut Oggau: acquisto al miglior prezzo

Sulla riva occidentale del lago di Neusiedl, nel Burgenland austriaco, Gut Oggau è diventata in meno di due decenni uno dei riferimenti assoluti del vino naturale europeo. Stephanie ed Eduard Tscheppe-Eselböck vi coltivano una ventina di ettari in biodinamica certificata Demeter, su suoli di calcare, scisto e ghiaia, con vinificazioni senza additivi, senza collaggio, senza filtrazione e senza solfiti aggiunti. La loro singolarità risiede anche in un concept divenuto culto: ogni cuvée porta il nome e il volto di un membro di una famiglia immaginaria, suddivisa in tre generazioni. Dai bambini frizzanti di energia ai nonni profondi e meditativi, questa galleria di ritratti funziona come una carta degli stili.

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Gut Oggau Maskerade Weiss 2019 100cl

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Storia di Gut Oggau

L'avventura inizia nel 2007, quando Eduard Tscheppe, proveniente da una famiglia di viticoltori della Stiria, e Stephanie Eselböck, figlia dei proprietari del celebre ristorante Taubenkobel, decidono di rilevare una proprietà abbandonata nel cuore del villaggio di Oggau am Neusiedler See. La tenuta, i cui edifici e la cantina a volta risalgono al XVII secolo, custodisce un tesoro: un torchio verticale a vite in legno di oltre due secoli, ancora oggi in uso per le cuvée più preziose.

La coppia avvia immediatamente la conversione alla biodinamica e ottiene la certificazione Demeter. Lavorando le prime annate, nota che ogni parcella dà un vino dotato di un temperamento proprio, impossibile da ridurre a un semplice nome di vitigno o a una gerarchia di gamme. Da questa osservazione nasce l'idea della famiglia: anziché una classica piramide qualitativa, una genealogia di personaggi, disegnati dall'agenzia Jung von Matt, i cui ritratti e brevi biografie immaginarie compaiono sulle etichette. Theodora, Atanasius e Winifred incarnano i figli; Timotheus, Emmeram, Eugenie, Cecilia, Josephine e Joschuari la generazione dei genitori; Mechthild e Bertholdi quella dei nonni. 

Terroir e vigneti di Gut Oggau

Il vigneto si estende attorno a Oggau, nella zona del Leithaberg, tra Rust ed Eisenstadt, sulla riva occidentale del Neusiedlersee. Questo lago poco profondo svolge un ruolo climatico determinante: mitiga le gelate, apporta umidità e prolunga le stagioni tardive, mentre le colline che lo dominano offrono esposizioni più fresche e suoli nettamente diversi. La tenuta coltiva circa 25 ettari secondo i principi della biodinamica, con preparati ottenuti dalle piante che crescono tra i filari.

La geologia spiega direttamente la struttura della famiglia. Le parcelle basse, su ghiaie e sabbie, danno vini leggeri ed energici: sono i figli. I pendii meglio esposti, più caldi e maturi, producono vini più densi e posati: i genitori. Infine, sulle alture che sovrastano il villaggio, i suoli di calcare e scisto ospitano le vigne più vecchie, tra trenta e oltre sessant'anni, spesso piantate in complantazione, con più vitigni mescolati nella stessa parcella: sono i nonni, vinificati in monoparcellari. Le rese sono volutamente basse. I vitigni coltivati sono blaufränkisch, zweigelt e roesler per i rossi, grüner veltliner, welschriesling, weissburgunder (pinot bianco) e gewürztraminer per i bianchi.

Vinificazioni di Gut Oggau

La filosofia di cantina si riassume in un'idea: non aggiungere nulla, non togliere nulla. La vendemmia è manuale, le uve selezionate e poi pressate lentamente, mentre le cuvée più prestigiose passano dal vecchio torchio a vite in legno della tenuta.

Le fermentazioni iniziano spontaneamente con i soli lieviti indigeni, senza inoculo di lieviti né correzioni, in grandi contenitori di legno da 500 a 1.500 litri. I rossi macerano generalmente tre settimane sulle bucce, con estrazioni molto delicate, mentre alcuni bianchi beneficiano di un breve contatto con le bucce che dona loro trama e profondità. Gli affinamenti si estendono da otto a diciotto mesi secondo le cuvée, in foudres e botti usate, senza bâtonnage né travasi sistematici. L'imbottigliamento avviene senza chiarifica, senza filtrazione e senza solforosa aggiunta; il basso tenore residuo proviene unicamente dalla fermentazione. I vini possono quindi presentarsi leggermente velati e continuano a evolvere in bottiglia, caratteristica che ne definisce il carattere vivo.

Le cuvée di Gut Oggau

Theodora (bianco): la più giovane della famiglia, ottenuta da grüner veltliner e welschriesling spesso piantati insieme, con un breve contatto con le bucce. Seducente, sfacciata e piena di temperamento, offre un naso floreale e croccante, un palato salino e dissetante. È la porta d'ingresso ideale nell'universo della tenuta.

Winifred (rosato): sconvolge i cliché dimostrando che un rosato può essere molto più di un rosato. Dapprima vivace e giocoso, rivela poi una profondità e una trama tannica inattese, su ribes rosso, spezie dolci e una bella, nobile amarezza nel finale.

Atanasius (rosso): assemblaggio di zweigelt e blaufränkisch da viti di circa trent'anni piantate su ghiaie e calcare. Vinificato dopo diraspatura, macera per circa tre settimane e poi affina una dozzina di mesi in foudres usati. Schietto, diretto e radicato, coniuga frutto rosso brillante, spezie e mineralità.

Timotheus (bianco): della generazione dei genitori, coniuga profondità, dignità e un pizzico di ironico umorismo. Nato su suoli di calcare e scisto, dispiega una materia ampia e tesa, aromi di pera, finocchio e selce, e un notevole allungo salino.

Emmeram (bianco): il gewürztraminer della casa, dall'umorismo secco e dal cuore aperto. Modesto e sicuro di sé al tempo stesso, con i piedi ben ancorati nel calcare, offre un registro aromatico di rosa, litchi e spezie, ma in una versione secca, cesellata e senza pesantezza.

Eugenie (bianco): l'arrivo più recente tra i bianchi, nata da vigne che la coppia ha piantato personalmente, il loro giardino dell'Eden. Al tempo stesso sottile e coinvolgente, gioca su finezza, luce e una trama setosa che invita alla fiducia.

Cecilia (rosato): impossibile da incasellare. Ottenuta da un impianto misto di uve bianche e rosse coltivate su calcare, si colloca volutamente tra le categorie, con un colore pallido, un frutto delicato e una vibrante sapidità.

Josephine (rosso): temperamento meridionale e umorismo impassibile del Nord. Elaborata da blaufränkisch completato da roesler, si mostra limpida, giocosa, calda e avvolgente, su ciliegia, viola e pepe, con tannini fusi.

Joschuari (rosso): blaufränkisch delle alture, regna dolcemente dalle colline. Il suo cammino è stato pietroso, e si sente: il vino è pieno, equilibrato e di serena tranquillità, su frutti neri, grafite e una profonda trama minerale.

Mechthild (bianco): la grande dama della famiglia, ottenuta dalle vigne più vecchie su calcare e scisto, pressata con il torchio storico. Precisa, delicata, non cerca mai l'attenzione e proprio per questo è ancora più affascinante. Un grande bianco da invecchiamento, al tempo stesso nostalgico ed enigmatico, prodotto in quantità riservate.

Bertholdi (rosso): il nonno, blaufränkisch delle parcelle più antiche, vinificato e pressato come un tempo. Denso, speziato, profondamente terragno, racconta storie che si vorrebbe non finissero mai e possiede un considerevole potenziale di invecchiamento.

Wiltrude (bianco dolce): figura della generazione più anziana, questa rara cuvée morbida gioca sulla tensione tra zucchero e acidità, con note di frutta candita, miele ed erbe essiccate. Edmond completa occasionalmente la galleria familiare tra gli arrivi più recenti.

Maskerade (bianco, rosato, rosso): fuori dalla famiglia, questa serie riunisce i vini ottenuti da vigneti acquisiti di recente, il cui carattere non si è ancora rivelato. Restano quindi mascherati fino alla loro eventuale adozione. Golosi, succosi e talvolta leggermente frizzanti, sono i più immediati della gamma. Le cuvée Family Reunion, in bianco e in rosso, propongono invece assemblaggi che riuniscono più parcelle della tenuta, mentre Gut Feeling, bevanda botanica analcolica leggermente frizzante elaborata con ortica selvatica, camomilla e achillea raccolte nei vigneti, prolunga la filosofia della casa al di fuori del vino.

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