Simon Faure

I vini del domaine Simon Faure: acquisto al miglior prezzo

Nel panorama viticolo borgognone, certi incontri con un bicchiere bastano a rimettere in discussione tutte le certezze. Quello con i vini di Simon Faure ne fa parte. Stabilito a Vergisson, nel Mâconnais, questo giovane vignaiolo dal percorso atipico elabora dall'annata 2023 cuvée di Chardonnay di una franchezza e di un'energia rare. Ogni bottiglia firmata Simon Faure testimonia una visione rigorosa: lasciare parlare il terroir, senza artifici, senza additivi. I suoi vini, Mâcon-Villages, Mâcon-Pierreclos, Saint-Véran Les Cras, Pouilly-Fuissé e alcune etichette riservate, hanno rapidamente conquistato gli amatori di vini vivi in cerca di autenticità e mineralità.

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Simon Faure Saint Véran Les Cras 2024

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Simon Faure Mâcon Pierreclos 2024

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Borgogna | Pouilly Fuissé

Simon Faure Pouilly Fuissé 2024

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Storia del Domaine Simon Faure

La storia di Simon Faure non è quella di un erede di grandi cru. Prima di calcare i vigneti del Mâconnais, Simon esercitava un mestiere completamente diverso: quello di elettricista. Una riconversione radicale, sostenuta da una passione crescente per la vigna e per i vini vivi, lo ha condotto ad abbracciare la viticoltura con una determinazione che impone rispetto. Dopo aver accumulato esperienza ai quattro angoli del mondo viticolo, in Nuova Zelanda, in California e in Cile, si stabilisce in Borgogna nel 2020, dapprima a Chassey-le-Camp, vicino a Santenay, prima di piantare definitivamente le sue radici a Vergisson, ai piedi delle celebri Roches, speroni calcarei emblematici del Mâconnais.

Nel 2023, realizza la sua prima vendemmia come vignaiolo indipendente. Questa prima produzione si basa sull'acquisto ragionato di uve di Chardonnay accuratamente selezionate, che raccoglie egli stesso. Un approccio da négociant-éleveur esigente, in cui Simon si coinvolge in ogni fase del processo, dalla vigna alla bottiglia. La sua produzione, di circa 10 000 bottiglie distribuite su diverse cuvée, è oggi una delle più riservate e delle più ambite del sud della Borgogna.

Simon Faure è inoltre il compagno di Jessica Litaud, vignaiola anch'essa stabilita a Vergisson, il cui lavoro è riconosciuto come uno dei riferimenti assoluti del Mâconnais. Due visioni complementari, due stili distinti, una stessa esigenza: quella di vini che raccontano un luogo, una roccia, un suolo.

Terroir e Vigne del Domaine Simon Faure

Il terroir del Mâconnais, e più in particolare quello di Vergisson e dei suoi comuni vicini, è di una ricchezza geologica eccezionale. Le Roches de Solutré e de Vergisson, imponenti falesie calcaree di età giurassica, strutturano il paesaggio e impongono il loro carattere minerale ai vini nati ai loro piedi. È su questi suoli marnoso-calcarei, sassosi e ben drenanti, che lo Chardonnay trova qui un'espressione unica: tonicità, salinità, linearità e tensione caratterizzano i mosti che ne derivano.

Simon Faure lavora su diverse parcelle distribuite tra diverse appellazioni, ognuna delle quali apporta una sfumatura propria alle sue cuvée:

Vergisson e i calcari di Pouilly-Fuissé. Le parcelle situate intorno a Vergisson, nel cuore dell'appellazione Pouilly-Fuissé, poggiano su banchi calcarei duri, affioranti in superficie, che conferiscono ai vini una potenza contenuta e una complessità aromatica notevole. Questo terroir produce bianchi da invecchiamento, dotati di una profondità rara.

Le argille calcaree di Pierreclos. Nel comune di Pierreclos, i suoli cambiano natura e offrono marne argillo-calcaree dalle texture più generose. Lo Chardonnay vi sviluppa una materia più ampia, una rotondità elegante, senza mai perdere la mineralità che contraddistingue l'intera produzione di Simon Faure.

Saint-Véran e i suoi terroir calcarei. L'appellazione Saint-Véran, che confina con quella del Pouilly-Fuissé, si distingue per la potenza dei suoi terroir. La parcella delle Cras, con i suoi suoli calcarei molto pietrosi, produce vini intensi, dall'energia vibrante, che si rivelano pienamente dopo alcuni anni di cantina.

I Mâcon-Villages di ingresso gamma. Più accessibili all'apertura, i Mâcon-Villages di Simon Faure non sono per questo meno precisi, giocando su note fruttate e agrumate, con quella freschezza e quella salinità che caratterizzano l'insieme della sua gamma.

Le vendemmie sono sistematicamente eseguite a mano, in piccole cassette, per preservare l'integrità totale degli acini. Simon Faure si impegna in pratiche agricole responsabili, favorendo la biodiversità nei suoi vigneti e limitando al massimo il ricorso ai trattamenti fitosanitari. La certificazione biologica è stata ottenuta nel 2023, testimonianza di un impegno sincero e duraturo verso i suoi terroir.

Vinificazioni del Domaine Simon Faure

La filosofia di vinificazione di Simon Faure si riassume in una formula: il meno possibile, per dire il massimo. Convinto che sia la differenza dei terroir, e solo essa, a dover distinguere le cuvée tra loro, la cantina di Simon Faure è uno spazio di non-intervento ragionato, dove ogni decisione mira a non mascherare l'espressione dei suoli.

La pressatura. All'arrivo delle uve, la pressatura avviene con grande delicatezza, in modo da conservare solo i mosti di cuore di pressa, i più fini e i più puri. I mosti di prima pressatura, spesso troppo ossidativi o troppo carichi di amarezze, vengono messi da parte. Questa selezione draconiana al torchio determina la qualità e la delicatezza del vino finale.

La fermentazione. I mosti partono direttamente in botti per avviare la fermentazione. Niente vasche in acciaio inox, niente lieviti esogeni aggiunti: sono i lieviti indigeni naturalmente presenti sulle uve e in cantina a condurre la fermentazione al loro ritmo. Questa scelta della fermentazione spontanea è fondamentale nella filosofia del Domaine: garantisce che il vino esprima la singolarità della sua parcella d'origine, piuttosto che un profilo aromatico standardizzato.

L'affinamento in botti vecchie. Simon Faure affina i suoi vini esclusivamente in botti usate, la più recente delle quali risale al 2018. Questa scelta deliberata di evitare le botti nuove, e la loro impronta legnosa, permette allo Chardonnay di esprimersi liberamente, senza essere dominato da aromi di rovere o vaniglia. Il legno svolge il suo ruolo di contenitore micro-ossigenante, di stabilizzatore, senza mai imporsi in primo piano. L'affinamento è lungo, paziente, commisurato ai terroir lavorati.

Nessun additivo. Nessun solforosa aggiunto durante le vinificazioni, nessun acido tartarico, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione sistematica. L'assenza totale di additivi è la regola, senza eccezione. Questa scelta radicale richiede una vigilanza accresciuta in ogni fase, ma è la condizione sine qua non di vini veramente vivi, capaci di evolvere in bottiglia e di sorprendere a ogni apertura.

Il risultato di questo approccio minimalista è sorprendente: i vini di Simon Faure sono tonici, salini, tesi, dotati di una franchezza aromatica immediata. Ogni cuvée traduce fedelmente il suo terroir d'origine. È la magia di una vinificazione che si mette in secondo piano davanti al luogo.

Le cuvée del Domaine Simon Faure

Mâcon-Villages

Proveniente da parcelle su terreni calcarei tipici del Mâconnais, questo Chardonnay si esprime con una franchezza aromatica immediata. Il naso si apre su note di mela verde, agrumi e gesso umido, con un leggero tocco floreale. In bocca, l'attacco è netto e diretto, la texture fine, e il finale salino e persistente apporta quella firma minerale che ritroviamo in tutta la gamma. Un vino di piacere immediato, perfetto come aperitivo o con i frutti di mare, ma dotato di un potenziale di invecchiamento di diversi anni. 

Mâcon-Pierreclos

Nata dalle marne argillo-calcaree del comune di Pierreclos, questa cuvée rappresenta un ulteriore livello di complessità e texture. Le argille conferiscono qui allo Chardonnay una materia più ampia, più avvolgente, senza mai appesantire il discorso. Il naso è intenso: pesca bianca, mandorla fresca, pietra focaia e un leggero tocco iodato. La bocca è più ampia di quella del Mâcon-Villages, dotata di una bella rotondità, ma sempre contenuta da una mineralità irreprensibile. Il finale è lungo, fine, e lascia una sensazione di grande precisione. 

Mâcon-La Roche-Vineuse

Questa cuvée rappresenta un'incursione recente di Simon Faure su un nuovo terroir, quello di La Roche-Vineuse, villaggio del Mâconnais rinomato per i suoi vigneti in collina e i suoi suoli variati. Le prime annate testimoniano uno stile caratteristico della maison: naso intenso, brillante, bocca tonica e salina.

Saint-Véran Les Cras

La parcella delle Cras poggia su calcari molto pietrosi, che conferiscono al vino una profondità supplementare. All'apertura, il naso può mostrarsi discreto, quasi riservato, ma si sprigiona rapidamente all'aerazione per rivelare una palette aromatica ricca: agrumi canditi, fiori bianchi, note minerali e un leggero tocco burroso. In bocca, il vino è più profondo dei Mâcon della gamma, con una tensione e un'energia impressionanti. Il finale è lungo, persistente, sostenuto da una mineralità cesellata. 

Pouilly-Fuissé

Il Pouilly-Fuissé di Simon Faure rappresenta l'espressione più compiuta del suo lavoro sui grandi terroir calcarei del Mâconnais. Proveniente da vigne situate intorno a Vergisson, nel cuore di una delle appellazioni più prestigiose della Borgogna del Sud, questo vino rivela una potenza controllata e una complessità aromatica che non mancherà di sedurre gli amatori di grandi bianchi borgognoni. Il naso si apre su aromi di miele d'acacia, frutti gialli maturi e nocciola tostata, con una mineralità calcarea sullo sfondo. La bocca è ricca, ampia, ma mai pesante: l'acidità naturale dello Chardonnay e la mineralità del terroir assicurano una linearità e una freschezza che bilanciano perfettamente la materia. Il finale è persistente, complesso, caratterizzato da sfumature tostate e una salinità finale caratteristica.

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