Stephane Montez

Un nome imperdibile della Cote Rotie: Stephane Montez

I vini di Domaine Stephane Montez: acquistateli al miglior prezzo

Stéphane Montez di Domaine du Monteillet ha sede a Chavanay, nel Rodano, dal 1997 e il suo vigneto si estende su 38 ettari. La produzione è orientata per il 60% ai vini rossi del Rodano, ma non vanno certo trascurati i magnifici vini bianchi del Rodano di Domaine Stephane Montez (quasi il 40% della produzione), tra cui quattro cuvée di Condrieu: « Chanson », lungo e armonioso, « Les Grandes Chaillées », più ampio e avvolgente, il rarissimo « Grillette » e « Candice », un Condrieu dolce raro e prezioso.

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Stéphane Montez Côte Rôtie Les Grandes Places 2012

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Rodano | Côte Rôtie

Stéphane Montez Côte Rôtie Les Grandes Places 2018

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Stéphane Montez Saint Joseph 2023

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Stéphane Montez Saint Joseph Cuvée du Papy 2023

26,40 € IVA inclusa a bottiglia
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Stéphane Montez Condrieu Les Grands Chaillées 2024

36,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Rodano | Côte Rôtie

Stéphane Montez Côte Rôtie Bons Arrêts Monopole 2017

78,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Storia di Stéphane Montez

Dal XVII secolo il Domaine du Monteillet apparteneva alla famiglia de Villard, il cui esponente più celebre fu Louis Hector, duca di Villars e maresciallo di Francia sotto Luigi XIV. Con pazienza e gradualità, gli antenati di Stéphane Montez — vignaioli, barcaioli e bottai animati dall'amore per il Rodano e per il lavoro della vigna — hanno riacquistato le terre di questa proprietà, parcella dopo parcella.

Un atto notarile del 1741 mostra Michel, maestro carpentiere sul Rodano e bottaio, antenato diretto della famiglia, acquistare una vigna a Monteillet. I suoi discendenti proseguono con le acquisizioni dopo la Rivoluzione, secolo dopo secolo. Nel XX secolo Antoine Montez sviluppa la tenuta e trasmette al figlio tutto il suo sapere. Stéphane Montez entra nell'azienda nel 1997, dopo due anni di formazione in Inghilterra, Sudafrica, California e Australia: esperienze che gli fanno comprendere l'identità unica dei suoi terroir e gli conferiscono una solida padronanza tecnica. Ne assume pienamente la guida nel 2005. Sostenitore di una viticoltura ragionata, attenta al suolo e alla pianta, si dedica senza sosta alla creazione di cuvée di carattere, espressione dei grandi terroir granitici che dominano il fiume. Nel giro di poche annate si è affermato come un vignaiolo di riferimento nel nord della valle del Rodano, accanto a illustri predecessori come Marcel Guigal e Georges Vernay.

Terroir e vigneti di Stéphane Montez

I vigneti del Saint-Joseph settentrionale, di Côte-Rôtie e di Condrieu si estendono sui pendii della riva destra del Rodano, disposti in terrazze sostenute da muretti a secco chiamati chaillées. Si privilegiano le esposizioni a sud e sud-est, che garantiscono la piena maturazione delle uve. Le rocce principali sono cristalline: graniti, scisti, gneiss e migmatiti, un substrato magmatico e metamorfico che conferisce ai vini la loro caratteristica mineralità. Il Saint-Joseph della tenuta, coltivato a Chavanay al limite settentrionale della denominazione, poggia su un terreno unico di granito a muscovite.

La posizione geografica svolge un ruolo decisivo. Le terrazze si trovano sul versante orientale del Mont Pilat, che raggiunge i 1 434 metri e protegge il vigneto dalle intemperie: il Domaine du Monteillet registra una delle più basse precipitazioni annue della regione. Dominando la valle, le parcelle beneficiano di una brezza pura e leggera che mantiene costantemente sane le uve, mentre la valletta del Montelier, che sbocca nel corridoio del Rodano, crea una ventilazione fresca che preserva la purezza aromatica dei vini e limita le malattie della vite. La Syrah dà vita ai rossi di Saint-Joseph, Côte-Rôtie e Cornas; il Viognier regna a Condrieu, con viti talvolta piantate già nel 1952, mentre Marsanne e Roussanne compongono i bianchi di Saint-Joseph e Saint-Péray.

Le vinificazioni di Stéphane Montez

La raccolta avviene a mano, in piccole cassette. Le uve raccolte a maturazione ottimale vengono trasportate rapidamente e con delicatezza per preservarne colore, profumo e sapore. I vendemmiatori effettuano una prima selezione in vigna, seguita da una seconda in cantina su un tavolo vibrante, così da scegliere solo gli acini migliori. Tutti i grappoli vengono poi diraspati.

Al sapere tramandato dalle generazioni precedenti si sono aggiunti il controllo della temperatura, la follatura robotizzata e la pressa pneumatica. Per i rossi, il controllo delle basse temperature consente fermentazioni lunghe, da tre a quattro settimane, con i soli lieviti indigeni e senza alcuna aggiunta esterna. La follatura assicura un'estrazione delicata dei tannini e del colore. L'affinamento in barrique dura poi da uno a tre anni secondo il vino; le cantine centenarie a volta, risalenti al XVII secolo, sono riservate alle cuvée destinate a un lungo invecchiamento, alle quali conferiscono finezza e tipicità. Per i bianchi e il rosato, la vinificazione avviene a temperature nettamente più basse, per preservare gli aromi naturali dell'uva e del terroir, tra fiori, frutta e mineralità. La fermentazione malolattica si svolge sulle fecce fini in barrique di rovere francese e può durare fino a nove mesi: pazienza e delicatezza sono necessarie alla nascita di questi vini dorati.

Le cuvée di Stéphane Montez

Condrieu Les Grandes Chaillées: il Condrieu di riferimento della tenuta, un assemblaggio di parcelle proveniente dalle terrazze più ripide. Profumo varietale di fiori bianchi e albicocca, sorso mielato e potente, finale minerale segnato da una bella nota iodata. Un Viognier che trova un raro equilibrio tra ricchezza e scorrevolezza.

Condrieu Chanson: la cuvée di alta gamma della tenuta a Condrieu, affinata più a lungo e ottenuta dalle migliori selezioni di Viognier. Più densa e complessa, unisce l'esuberanza floreale del vitigno a una trama salina che le conferisce una vera dimensione gastronomica.

Condrieu La Grillette: rara cuvée da una singola minuscola parcella di granito a biotite situata a Saint-Michel-sur-Rhône, nella località La Cartherie, confinante lungo tutta la parte superiore con il pendio di Château Grillet. Le prime viti di Viognier vi furono piantate nel 1952. Occorrono due anni di affinamento perché si riveli questo terroir così particolare, segnato da tipiche note tostate e da un profumo di violetta. Per ora la produzione è limitata a un solo demi-muid, il che ne fa una delle bottiglie più rare della denominazione.

Condrieu dolce Candice: la versione dolce del Viognier, ottenuta da uve raccolte in surmaturazione. Albicocca candita, miele e frutti esotici in un vino dalla dolcezza sempre sostenuta dalla freschezza. Disponibile nei formati da 75 e 50 centilitri, si gusta con foie gras, formaggio erborinato o un dessert ai frutti gialli.

Saint-Joseph Rosso: Syrah in purezza dalle vigne di Chavanay piantate su granito a muscovite. Frutti rossi vivaci, spezie e una precisa trama minerale, per un vino che saprà conquistarsi un posto d'onore nella Sua cantina per almeno qualche anno.

Saint-Joseph Rosso Cuvée du Papy: la cuvée emblematica della tenuta, nata da una splendida parcella di vecchie viti di Syrah e da una vera storia di famiglia: il giorno in cui il precedente proprietario divenne nonno. Ottenuta dalle uve migliori e vinificata nelle migliori botti, presenta un profilo serio pur conservando il frutto e una bella freschezza, con tannini presenti ma mai eccessivi.

Saint-Joseph Bianco: assemblaggio di Marsanne e Roussanne, fatto per l'invecchiamento. Conquista con la sua rotondità e il suo bouquet aromatico fragrante, in cui fiori bianchi, albicocche e pesche gialle si richiamano a vicenda, prima di un finale salino che invita a un altro sorso.

Côte-Rôtie Fortis: la cuvée d'ingresso della tenuta a Côte-Rôtie, ma tutt'altro che un vino minore. Eleganza e lunghezza, bei frutti neri sostenuti da una struttura che promette molti anni di invecchiamento. Legno ben integrato e tannini decisi ma maturi.

Côte-Rôtie Bons Arrêts: selezione da una singola parcella, meno conosciuta, su un terroir di scisti e granito che conferisce alla Syrah profondità e definizione notevoli. Violetta, oliva nera e pepe, con un finale di bella persistenza.

Côte-Rôtie Les Grandes Places: il fiore all'occhiello della tenuta, proveniente dal celebre vigneto omonimo. Questa cuvée colpisce per profondità, densità e capacità di attraversare i decenni. Frutti neri concentrati, spezie orientali e mineralità di terra, con un lungo affinamento che le dona una consistenza vellutata. Una bottiglia da collezione.

Cornas: nata da una piccola parcella acquisita tramite permuta in questa assolata denominazione della parte meridionale del Rodano settentrionale, questa cuvée è prodotta in quantità molto limitate. Syrah densa e potente su granito, dai tannini serrati e dal finale affumicato, fatta per un lungo invecchiamento.

Saint-Péray Clarençon: l'ultima arrivata della gamma, in questa rinascente denominazione di vini bianchi di fronte a Valence. Marsanne e Roussanne danno un vino teso e luminoso, con note di frutti a polpa bianca, fiori delicati e un finale salino.

Les Hauts du Monteillet Rosso: Syrah IGP Collines Rhodaniennes, nata da un solo vitigno ma da due terroir che donano al vino profondità e mineralità. Un vino lineare, slanciato sul frutto, con note di violetta e spezie e un tocco tostato nel finale. Un rapporto qualità-prezzo imbattibile.

Les Hauts du Monteillet Bianco: la versione bianca di questa cuvée, assemblaggio di vitigni a bacca bianca della tenuta, fresca e fragrante, con note di frutti a polpa bianca e fiori. Ideale come aperitivo o con pesce alla griglia.

Le Petit Viognier: il Viognier fuori denominazione della tenuta, più accessibile dei Condrieu ma fedele alla loro impronta aromatica. Albicocca, caprifoglio e pesca bianca in un sorso rotondo e goloso.

La Syrah à Papa: la cuvée di pronta beva della casa, croccante e generosa, da servire leggermente fresca. Frutti rossi, pepe e un'immediata morbidezza per una bottiglia conviviale, disponibile anche in magnum.

Le Blanc d'en Face: cuvée bianca dal nome scherzoso, vivace e dissetante, pensata per la tavola di tutti i giorni. Agrumi, fiori bianchi e un finale incisivo.

Rosé La Vigne en Rose: il rosato della tenuta, vinificato a bassa temperatura come i bianchi per preservarne la finezza aromatica. Frutti rossi freschi, tensione e piacevolezza di beva: perfetto per i pasti estivi.

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