Jean Yves Bizot

I vini del Domaine Jean-Yves Bizot : acquisto al miglior prezzo

Il Domaine Jean-Yves Bizot è uno dei domini più riservati e ricercati della Borgogna, incastonato nel cuore del prestigioso villaggio di Vosne-Romanée, in Côte de Nuits. Su appena 3,5 ettari di vecchie vigne, Jean-Yves Bizot, geologo ed enologo di formazione, plasma dei pinot neri di una purezza e una finezza rare, alla maniera di un orafo. Vinificazione in grappoli interi, senza solfiti, affinamento in botti nuove e imbottigliamento a mano : ogni cuvée è un'espressione fedele del suo terroir. Con meno di 10 000 bottiglie prodotte ogni anno, questi vini da invecchiamento figurano tra i più ambiti al mondo. 

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92 - 92

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Storia di Domaine Jean-Yves Bizot

Le radici della tenuta risalgono al nonno di Jean-Yves Bizot, chirurgo all’ospedale di Beaune, e poi al padre, pediatra, che lasciò la vite per la medicina. Un tempo estesa su otto ettari, la proprietà si ridusse nel corso delle successioni e parte dei vigneti fu data in affitto fino agli anni Novanta. È nel 1993, a soli 27 anni, che Jean-Yves Bizot riprende i vigneti di famiglia e cambia rapidamente il panorama borgognone con la sua visione senza compromessi.

Stabilitosi a Vosne-Romanée, di fronte all’antica residenza di Henri Jayer, si ispira ad alcune tecniche del maestro, in particolare alle basse temperature di pre-fermentazione, pur sviluppando uno stile tutto suo. Abbandona subito gli erbicidi, riduce l’uso di anidride solforosa e converte il vigneto all’agricoltura biologica all’inizio degli anni 2000. Nel 2007 la tenuta si amplia di un ettaro nel nord della Côte, con parcelle storiche a Marsannay e Chenôve. La leggendaria cuvée Vosne-Romanée Vieilles Vignes cessa invece di essere prodotta con l’annata 2009, dopo che una gelata a meno venticinque gradi ha distrutto le viti più antiche.

Terroir e vigneti di Domaine Jean-Yves Bizot

Il vigneto si estende su circa 3,5 ettari, principalmente nella denominazione Vosne-Romanée, sui terreni argilloso-calcarei caratteristici della Côte de Nuits. La ricchezza della tenuta risiede nell’età eccezionale delle sue viti: molte parcelle sono state piantate prima del 1960, alcune già negli anni Trenta. A questo patrimonio si aggiungono due terroir settentrionali a lungo sottovalutati, ma rinomati già nel XVIII secolo, Marsannay Clos du Roy e Bourgogne Le Chapitre a Chenôve, oltre a preziose parcelle a Échézeaux, nei luoghi detti Les Orveaux e Les Treux, a Flagey.

Il vitigno principe qui è il Pinot Noir, affiancato da un po’ di Chardonnay per le rare cuvée bianche provenienti da Vosne-Romanée e Magny-lès-Villers. Il vigneto è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica, con uno spirito vicino alla biodinamica ma senza perseguire certificazioni in modo dogmatico. Il terreno viene lavorato a mano, le uve vengono raccolte rispettando i ritmi della natura e le rese sono mantenute molto basse, spesso sotto i 20 ettolitri per ettaro, per concentrare in ogni grappolo tutta l’espressione del terroir.

Vinificazioni di Domaine Jean-Yves Bizot

La cifra stilistica della tenuta si fonda su un approccio minimalista e sensibile, in cui è la natura a guidare le scelte. Le uve vengono vinificate a grappolo intero, senza diraspatura, in tini troncoconici di legno. La fermentazione spontanea, condotta a bassa temperatura con lieviti indigeni, privilegia estrazioni molto delicate che ricordano un’infusione, rivelando la finezza e il profumo così particolari dei vini di Jean-Yves Bizot.

Caso raro, durante la vinificazione non viene aggiunta anidride solforosa e, durante l’affinamento, se ne impiega solo lo stretto necessario. L’affinamento avviene in botti nuove di rovere della Tonnellerie Rousseau; poi ogni vino viene imbottigliato a mano, botte per botte, senza assemblaggio, chiarifica né filtrazione. Questa filosofia non interventista dà vita a vini di esemplare purezza, dal colore spesso chiaro ma di grande profondità, destinati a un lunghissimo invecchiamento e che richiedono pazienza per rivelare tutta la loro anima.

Le cuvée di Domaine Jean-Yves Bizot

Bourgogne Le Chapitre: proveniente da uno storico luogo detto di Chenôve, a sud di Digione, che nel XVIII secolo produceva la migliore cuvée del comune, questo rosso da vecchie viti mostra una nobiltà che va ben oltre la sua denominazione. Fine, profondo e fragrante, ha una capacità di invecchiamento che sorprende gli appassionati.

Marsannay Clos du Roy: proveniente da una parcella di vecchie viti acquistata nel 2007 nel nord della Côte de Nuits, questo Pinot Noir ricco di freschezza e vivacità rivela tannini fini e un frutto croccante. Un vino che riporta brillantemente alla ribalta un terroir a lungo dimenticato.

Vosne-Romanée: cuvée centrale della tenuta, riunisce uve di viti piantate negli anni Trenta e Ottanta. Al delicato colore rubino segue un bouquet di ciliegia, lampone, violetta e spezie, mentre al palato, morbido e setoso, rivela tannini fini e una bella mineralità. Un village di grande purezza, da lasciare riposare per qualche anno.

Vosne-Romanée Les Réas: vino da singola parcella classificata village, dal carattere più strutturato, esprime pienamente la trama argilloso-calcarea di Vosne. Teso, elegante e gustoso, vanta una notevole persistenza e un bel potenziale evolutivo.

Vosne-Romanée Les Jachées: nata proprio dietro la cantina di vinificazione, da una parcella di 0,7 ettari con viti piantate nel 1930, è la cuvée più celebre della tenuta. Di complessità ammaliante, unisce frutti rossi, note floreali, sottobosco e un accenno animale in un’armonia che incarna tutta la magia del Pinot Noir. Una rarità ricercata in tutto il mondo.

Vosne-Romanée 1er Cru cuvée Élise Fermouche: raro premier cru, prodotto solo in alcune annate dalla parcella dei Treux, a Échézeaux, declassata quando le rese non consentono di assemblarne le uve nel grand cru. Vino di razza, cesellato e profondo, conquista gli intenditori più esigenti.

Échézeaux Grand Cru: autentico gioiello della tenuta, proviene principalmente dal luogo detto Les Orveaux, talvolta integrato con uve dei Treux nelle annate di scarsa produzione, per un totale di appena poche botti. Grande vino da invecchiamento, di eccezionale finezza e profondità, raggiunge quotazioni altissime alle aste.

Bourgogne Blanc Les Violettes: raro bianco della tenuta, proviene da una minuscola parcella di Chardonnay da selezione massale a Vosne-Romanée, non lontano dal Clos de Vougeot. Un vino cesellato, sapido e luminoso, dalla bella tensione.

Bourgogne Hautes-Côtes de Nuits Blanc: secondo bianco della gamma, nasce da una parcella di Chardonnay a Magny-lès-Villers. Fresco, floreale e di facile beva, completa con fascino e personalità la produzione prevalentemente di rossi della tenuta.

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