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Nel cuore dell'Yonne, a Courgis, piccolo villaggio situato a sette chilometri a sud-ovest di Chablis, il Domaine Alice et Olivier De Moor si è affermato come uno dei riferimenti più ammirati della Borgogna viticola contemporanea. Su un vigneto di circa dieci ettari, questa coppia di viticoltori-enologi produce ogni anno circa 45 000 bottiglie di una sincerità e di una precisione rare, unanimemente apprezzate dagli appassionati di grandi vini bianchi. Certificati in agricoltura biologica dal 2005 e con il marchio Ecocert dal 2008, Alice et Olivier De Moor incarnano una visione esigente e umile del mestiere: fare vini vivi, diretti, minerali, che esprimono il loro terroir.
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L’avventura di Domaine Alice et Olivier De Moor comincia alla fine degli anni 1980, spinta da un’ambizione semplice e radicale: produrre i vini che loro stessi avrebbero voluto bere. Olivier ha le sue radici a Courgis ed è lì, sotto la casa dei nonni, che si trova la « vecchia cantina » dove ancora oggi affina i suoi Chablis in botti di rovere. Entrambi diplomati alla scuola nazionale di enologia di Digione, Alice, originaria del Jura, e Olivier si sono incontrati in una grande tenuta dello Chablis, prima di maturare esperienza presso diversi produttori borgognoni.
Olivier pianta le loro prime parcelle già nel 1989, nei lieux-dits oggi emblematici di Bel-Air, Clardy e Rosette. Nel 1994 scelgono l’indipendenza e si dedicano pienamente alle loro vigne, a cui si aggiungono parcelle prese in affitto nella zona di Saint-Bris. La loro prima vera annata commercializzata risale al 1995 e, da allora, non si voltano più indietro. In un’epoca in cui l’approccio naturale era ancora considerato marginale nella regione di Chablis, la volontà di praticare l’agricoltura biologica e vinificare senza additivi attirava loro gli sguardi condiscendenti di alcuni vicini. Ma la tenacia della coppia e la qualità crescente dei loro vini hanno convinto anche gli scettici.
La conversione al biologico viene ufficializzata nel 2005 e la certificazione Ecocert ottenuta nel 2008. Nel 2007 costruiscono una cantina moderna dal soffitto alto, che permette di lavorare interamente per gravità, senza pompe. Nel 2017, la tenuta si amplia con due ettari di Chablis Premier Cru, a Mont de Milieu e Vau de Vey. E quando, nel 2016, gelo e grandine devastano il 95 % del raccolto, avviano un’attività di négoce chiamata Le Vendangeur Masqué, che consente loro di lavorare uve biologiche di viticoltori amici provenienti da tutta la Francia. Annata dopo annata, Domaine Alice et Olivier De Moor è diventato molto più di un nome noto a pochi: oggi è un punto di riferimento imprescindibile per chi desidera acquistare un grande vino di Borgogna dall’energia incisiva e dalla mineralità senza compromessi.
Il vigneto di Domaine De Moor si estende su diversi comuni delle regioni di Chablis e Auxerre, ciascuno con la propria impronta geologica e aromatica.
Le parcelle di Bel-Air e Clardy, situate nella denominazione Chablis, presentano uno strato superficiale poco profondo di calcare e argilla, sovrapposto a uno strato di calcare più duro e ricco di fossili. Clardy si distingue per un suolo particolarmente drenante e per la presenza di argilla bianca. La parcella Rosette, anch’essa piantata a partire dal 1989, completa questo trittico di lieux-dits dello Chablis con un’espressione leggermente più carnosa e accessibile.
Questi suoli calcarei kimmeridgiani, ricchi di fossili marini, conchiglie, ricci di mare, crostacei, ammoniti e ostriche (exogyra virgula), costituiscono la firma geologica emblematica di Chablis. Conferiscono ai vini una mineralità salina, una tensione naturale e una grande freschezza.
Nel 2017, la tenuta approda ai premiers crus con Vau de Vey (0,92 ettari, vigne piantate nel 1953) e Mont de Milieu (0,82 ettari, con impianti risalenti agli anni 1930 e 1980). Questi due terroir d’eccezione offrono una profondità e una verticalità ulteriori, proprie dei grandi premiers crus della denominazione.
Per il Bourgogne Chitry e il Bourgogne Aligoté, entrambi provenienti dalla parcella detta « Champagne », il suolo è composto da argilla bruna su marne kimmeridgiane, con alcune pietre di selce. Questo terroir particolare conferisce all’Aligoté una sapidità e una tensione che lo elevano al livello di molti cru.
La parcella di Sauvignon Blanc di Saint-Bris gode di un’esposizione a nord-ovest che consente alle uve di maturare lentamente e raggiungere un’espressione aromatica ottimale. Il suolo è formato da detriti di erosione sopra una roccia portlandiana, con un’argilla bruna ben drenante. I primi impianti di questa parcella leggendaria risalgono al 1902.
L’intero vigneto è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica certificata. La vendemmia è manuale, effettuata in cassette per evitare di schiacciare le uve, e le rese sono attentamente controllate. Dal 2016, la tenuta integra anche pratiche di agricoltura rigenerativa, con una costante attenzione alla biodiversità e alla salute dei suoli.
La filosofia di vinificazione di Domaine De Moor si riassume in una parola: onestà. Olivier segue il vigneto e firma persino le etichette a mano, mentre Alice si occupa del lavoro in cantina. Questa divisione dei ruoli mostra la profonda complementarità della coppia, che guida ogni fase della produzione con lo stesso rigore attento.
La vinificazione segue lo stesso spirito della viticoltura: fermentazione naturale, lenta, con lieviti indigeni, in botti borgognone. I vini vengono trasferiti per gravità, senza pompe. Non si pratica alcuna filtrazione e non si aggiunge solforosa durante la vinificazione. Un leggero solfitaggio può tuttavia essere effettuato all’imbottigliamento per preservare l’espressione vivace e la luminosità dei vini.
L’affinamento degli Chablis e delle cuvée di carattere avviene in botti borgognone di età diverse, affinché il legno non prevalga mai sul frutto e sul terroir. Le cuvée più giovani, così come il Sauvignon, vengono affinate in vasche di cemento o acciaio inox. Le diverse cuvée maturano per 12-16 mesi.
Nel 2008, l’acquisto di una pressa pneumatica usata consente di pressare le uve con la massima delicatezza, preservando l’integrità del mosto fin dai primi istanti della lavorazione. Durante tutto il processo, gli interventi sono ridotti allo stretto minimo: niente acidificazione, niente zuccheraggio, niente chiarifica. Gli Chablis dei De Moor si distinguono per la loro luminosità e una purezza cristallina senza pari. Al palato sono scorrevoli e distesi, con un carattere da « acqua di sorgente » che sfocia in un finale salino.
Chablis L’Humeur du Temps
È la cuvée introduttiva della tenuta, e già una dichiarazione di stile. Proveniente da parcelle della denominazione Chablis, questo vino esprime con disarmante schiettezza il calcare kimmeridgiano di Courgis. Al naso, note di fiori bianchi, gesso umido e agrumi. Al palato, la consistenza è scorrevole, la tensione lineare e il finale salino e persistente. L’Humeur du Temps è uno Chablis essenziale, di ammirevole energia incisiva, particolarmente limpido e luminoso. Da bere giovane per apprezzarne il frutto vivace, oppure da attendere da due a cinque anni per svelare una mineralità più profonda.
Chablis Bel-Air et Clardy
Assemblaggio delle due parcelle storiche della tenuta, piantate già nel 1989, questa cuvée costituisce il cuore della gamma. Bel-Air apporta rotondità ed equilibrio; Clardy, con le sue argille bianche molto drenanti, conferisce tensione e vivacità. Insieme danno vita a uno Chablis di bella struttura, più complesso e capace di invecchiare da cinque a otto anni. È uno Chardonnay minerale, dalle note di selce e dalla consistenza molto pronunciata, proveniente da parcelle situate nella celebre denominazione Chablis. Un vino da tavola gastronomica, perfetto con frutti di mare, pesci delicati e formaggi di capra stagionati.
Chablis Rosette
Proveniente dall’omonimo lieu-dit, questo Chablis presenta un profilo leggermente diverso dai due precedenti: con un frutto più maturo e carnoso, Rosette resta brillante, più strutturato e subito accessibile, ma non meno persistente, con eleganti note amaricanti nel finale. È forse la cuvée più accessibile della tenuta per un appassionato curioso che desideri avvicinarsi ai grandi vini di Chablis. Bella capacità di evoluzione nell’arco di quattro-sei anni.
Chablis 1er Cru Vau de Vey
Il Vau de Vey (0,92 ettari) ospita vigne piantate nel 1953, che gli conferiscono la concentrazione e la complessità proprie delle vecchie vigne. Questo premier cru incarna la verticalità assoluta dello Chablis: un attacco vivace e preciso, uno sviluppo minerale con note di selce calda, iodio e fiori bianchi, e una lunghezza al palato impressionante. Questo terroir è rinomato per la sua finezza e verticalità. Un vino di grande capacità di invecchiamento, da lasciare riposare idealmente da otto a dodici anni perché esprima tutto il suo potenziale.
Chablis 1er Cru Mont de Milieu
Il Mont de Milieu (0,82 ettari) comprende impianti risalenti agli anni 1930 e 1980, con un’età media eccezionale che si percepisce subito nel bicchiere. Questo premier cru sviluppa un profilo leggermente più carnoso e vinoso rispetto al Vau de Vey, pur conservando la precisione e la linearità caratteristiche della tenuta. Naso complesso che intreccia pesca bianca, mandorla fresca e pietra focaia. Palato ampio, salino, di grande persistenza. Superbo potenziale di invecchiamento da dieci a quindici anni.
Bourgogne Aligoté
L’Aligoté di Domaine De Moor è una delle grandi rivelazioni della gamma. Proveniente dalla parcella « Champagne » a Chitry, su marne kimmeridgiane con tracce di selce, supera i pregiudizi che si possono avere su questo vitigno. Gli Aligoté sprigionano una preziosa sapidità in vini degni dei cru. Vivace, cesellato, con un finale teso e salino, si abbina perfettamente a ostriche, molluschi e antipasti dai sentori iodati.
Bourgogne Aligoté 1902
Cuvée rarissima, prodotta soltanto nelle annate migliori e in quantità molto limitate, l’Aligoté « 1902 » proviene dalle vecchie vigne di Saint-Bris piantate in quell’anno: oltre un secolo di vita. Concentrazione straordinaria, profondità del frutto, tensione raffinata e lunghezza incomparabile: è l’Aligoté alla sua massima espressione.
Bourgogne Chitry
La purezza, la precisione e l’intensità dei sapori del Bourgogne Chitry sono notevoli, così come la radiosa golosità del suo frutto maturo. Proveniente dalla stessa parcella « Champagne » dell’Aligoté, questo Chardonnay esprime il calcare di Chitry con una generosità e una precisione che ne fanno un vino di carattere, a metà strada tra Chablis e Bourgogne Côte d’Or.
Vin de France (ex Saint-Bris Sauvignon)
Proveniente dalla parcella di Sauvignon Blanc di Saint-Bris, dove alcune vigne risalgono al 1902, questo vino è oggi commercializzato come Vin de France. L’esposizione a nord-ovest della parcella consente al Sauvignon di maturare lentamente e raggiungere un’espressione aromatica ottimale. Ricco, ampio, con una complessità insolita per un Sauvignon, rompe deliberatamente gli schemi del vitigno per offrire qualcosa di più profondo e duraturo. Olivier segue lo stesso approccio adottato per i suoi Chablis: rese basse, una maturazione equilibrata e un vino dalla personalità decisa.
Le Vendangeur Masqué (attività di négoce)
Dal 2009, Alice e Olivier De Moor hanno avviato un’attività di négoce chiamata « Le Vendangeur Masqué » per proporre cuvée complementari ottenute da uve coltivate biologicamente nelle denominazioni Chablis e Bourgogne Blanc, oltre che in diversi vigneti francesi secondo gli incontri e le annate. Questi vini possono comprendere assemblaggi di Clairette della Drôme, Chardonnay del sud della Borgogna o dell’Ardèche, Riesling dell’Alsazia, nonché Sauvignon Blanc e Aligoté delle parcelle della tenuta.
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