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Avventura viticola fuori dal comune, l'Azores Wine Company reinventa dal 2014 i vini delle Azzorre, nel cuore dell'Atlantico. Fondato dall'enologo António Maçanita e dai suoi soci, questo Domaine dell'isola di Pico fa rinascere rari vitigni autoctoni, come il Terrantez do Pico, l'Arinto dos Açores e il Verdelho, su un terroir vulcanico classificato patrimonio mondiale. Vigne raccolte in recinti di pietra lavica, suoli di basalto, spruzzi marini: tutto concorre a vini puri, minerali e salini di una rara identità.
La storia dell'Azores Wine Company inizia nel 2010, quando l'enologo portoghese António Maçanita intraprende, con i servizi di sviluppo agricolo di São Miguel, di salvare il Terrantez do Pico, un vitigno locale quasi estinto. Affascinato dal potenziale unico delle Azzorre, si associa a Filipe Rocha e a Paulo Machado, originario di Pico ed erede di quattro generazioni di viticoltori, per fondare ufficialmente il Domaine il 3 aprile 2014. Lo stesso anno, la produzione raggiunge già quasi diecimila bottiglie.
Anche fondatore dei Domaine Fitapreta in Alentejo e Maçanita nel Douro, António Maçanita si è affermato come una delle grandi firme del vino portoghese, moltiplicando i riconoscimenti, tra cui un clamoroso punteggio di Wine Spectator già nel 2016. Su Pico, il Domaine ha pazientemente restaurato decine di ettari di vigneti e costruito una cantina moderna sulla costa nord dell'isola, progettata nel rispetto del paesaggio tutelato dall'UNESCO. La produzione supera oggi le 140 000 bottiglie, fedele a una stessa ambizione: far brillare i vini delle Azzorre nel mondo intero.
Il terroir dell'Azores Wine Company è uno dei più spettacolari del pianeta. Situato sull'isola di Pico, nell'arcipelago portoghese delle Azzorre, a circa 1 450 chilometri da Lisbona, il vigneto si estende ai piedi di un vulcano che culmina a più di 2 300 metri. Il domaine coltiva un centinaio di ettari su questa terra nera e integra le proprie uve con acquisti da altre isole, come Graciosa e São Miguel.
Il paesaggio viticolo di Pico, patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2004, è modellato dai currais, questi piccoli recinti di pietra lavica che proteggono le viti basse dai venti salini dell'Atlantico. I suoli vulcanici, fatti di basalto e quasi privi di terra, costringono la vite a radicarsi nelle fessure della roccia. Da questo ambiente estremo nascono vini minerali e iodati, ottenuti da vitigni autoctoni come l'Arinto dos Açores, il Verdelho, il Terrantez do Pico e il Saborinho, nonché da vecchie viti ibride talvolta più che centenarie.
All'Azores Wine Company, la vinificazione mira innanzitutto a preservare la purezza e l'energia dell'uva, su un terroir dove raggiungere la piena maturità è talvolta una sfida. I bianchi, cuore della produzione, vengono vinificati per esprimere la freschezza, la salinità e la tensione minerale proprie di Pico, con alcune cuvée che beneficiano di un prolungato affinamento sulle fecce che apporta loro volume e complessità.
I rossi e i rosati, più rari sotto questo clima oceanico, conquistano per la loro freschezza, controcorrente rispetto alle tendenze abituali. Il domaine fa rivivere anche le bollicine delle Azzorre, elaborate dal 2011 a partire dal Terrantez do Pico poi dall'Arinto dos Açores, e lavora a far rivivere i famosi vini liquorosi di Pico che viaggiavano per il mondo più di quattro secoli fa. La cantina moderna del domaine è stata peraltro appositamente progettata per l'elaborazione di grandi vini bianchi.
La collezione Rare Grapes mette in luce i vitigni autoctoni più preziosi dell'arcipelago. L'Arinto dos Açores, bianco vivace e salino, è il frutto del primo monovitigno di Arinto elaborato su Pico; si declina anche in una cuvée d'eccezione, l'Arinto dos Açores sur Lies 3 Colheitas, assemblaggio di tre annate affinato sulle fecce. Il Verdelho O Original fa rivivere questo grande vitigno insulare in uno stile puro e teso, mentre il Terrantez do Pico, varietà salvata dall'estinzione e vero atto di nascita del Domaine, dispiega una freschezza, una mineralità e una salinità sorprendenti.
La serie Volcanic celebra l'anima vulcanica di Pico. Il Branco Vulcânico, bianco da assemblaggio fresco e iodato, è ideale con i frutti di mare; il Rosé Vulcânico, delicato e salino, punta sulla piacevolezza dissetante; e il Tinto Vulcânico, rosso leggero e originale, testimonia il talento del domaine nel firmare vini rossi freschi sotto un clima atlantico. Questi vini puri e salini nascono in mezzo all'oceano, alla base della montagna di Pico.
Il domaine propone anche cuvée singolari. L'Erupção Vulcânica, rosso ambizioso, riunisce i migliori vini di più annate alla ricerca dell'espressione più compiuta dei suoli vulcanici di Pico. Quanto all'Isabella a Proibida, elaborata a partire dal vitigno Isabella proveniente dalle vecchie vinhas de cheiro dell'isola, rivendica con malizia il suo status di uva a lungo proibita e si declina in versione rossa come in Isabella a Proibida Rosé.
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