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Situato a Uchizy, nel nord del Mâconnais, il Domaine Alexandre Jouveaux firma alcune delle cuvée più rare e singolari della Borgogna. Ex fotografo di moda per la maison Chanel, Alexandre Jouveaux ha lasciato tutto nel 1999 per dedicarsi alla vigna e al vino, con un'ossessione: lasciar parlare il terroir senza artifici. I suoi chardonnay, affinati per lunghi anni in grandi botti e vinificati senza additivi, raggiungono una purezza minerale raramente eguagliata nella regione. Con sole 6000 bottiglie prodotte ogni anno, i vini del domaine figurano tra le cuvée più ricercate dagli amatori di grandi bianchi di Borgogna e di vini naturali in tutto il mondo.
La storia del Domaine Alexandre Jouveaux è quella di una riconversione magnifica e radicale. Originario di Saint-Chinian, nella Linguadoca, Alexandre Jouveaux passa prima per le Belle Arti prima di diventare fotografo di moda a Parigi, in particolare per la maison Chanel. Alla fine degli anni '90, decide di abbandonare tutto per trasferirsi in Borgogna e abbracciare il mestiere di vignaiolo. Nel 1995 lascia la capitale, insegna per qualche anno nella scuola di enologia locale, poi acquisisce nel 1999 le sue prime parcelle nel piccolo villaggio di Uchizy, a nord di Mâcon. È il punto di partenza di un'avventura viticola riservata, esigente e profondamente personale.
Allergico ai solfiti fin dagli esordi, Alexandre Jouveaux opta naturalmente per una viticoltura senza additivi e una vinificazione di grande purezza. Disgustato dalla pesantezza burocratica legata alle denominazioni, sceglie di etichettare la quasi totalità della sua produzione come Vin de France, rifiutando la menzione Mâcon pur avendola a portata di mano. Questa scelta consapevole, abbinata a rese volontariamente basse e ad affinamenti molto lunghi, plasma oggi la reputazione internazionale del Domaine, celebrato fino in Giappone, in Belgio, in Danimarca e negli Stati Uniti, e ammirato dai più grandi vignaioli della Borgogna.
Il vigneto del Domaine Alexandre Jouveaux copre circa due ettari e mezzo, frazionati in piccolissime parcelle distribuite tra i comuni di Uchizy, Prety, Viré e Tournus, nel cuore del Mâconnais borgognone. Le vigne, alcune delle quali centenarie, sono circondate da foreste e colline, in un ecosistema preservato che favorisce l'espressione più fine del terroir. I suoli, prevalentemente argillo-calcarei, conferiscono ai vini quella firma di tensione, mineralità gessosa e purezza che caratterizza i grandi chardonnay della regione.
Il vitigno re del Domaine è senza dubbio lo chardonnay, piantato sulla grande maggioranza delle parcelle, affiancato da qualche filare di pinot noir e gamay destinati alla cuvée rossa. La conduzione della vigna avviene secondo i principi dell'agricoltura biologica, con la cura di un giardiniere: vendemmia manuale in piccole cassette, rese stentate, lavorazione dei suoli ridotta allo stretto necessario e interventi delicati, rispettosi degli equilibri naturali. Questa filosofia paziente, quasi contemplativa, dà origine a uve di maturità perfetta e di concentrazione esemplare.
La vinificazione presso Alexandre Jouveaux è un esercizio di pazienza estrema e di non intervento. Una volta raccolte a mano, le uve vengono versate così come sono in un vecchio torchio idraulico. Il mosto ottenuto viene immediatamente trasferito in grandi foudres da 1200 litri, dove riposa sulle sue fecce per anni, a volte fino a sette anni, senza colmatura e senza travaso. Le fermentazioni alcoliche sono condotte unicamente dai lieviti indigeni e possono prolungarsi per diverse stagioni, il che terrorizzherebbe qualsiasi enologo tradizionale ma costituisce precisamente la firma del Domaine.
Non vengono impiegati additivi; lo zolfo è utilizzato in dosi infinitesimali o addirittura assente a seconda delle cuvée. L'imbottigliamento avviene manualmente, per gravità, direttamente dai foudres, senza collaggio né filtrazione. Questo approccio minimalista, erede delle tecniche del Rancio care alla terra natale del vignaiolo, dà origine a chardonnay atipici, caratterizzati da una leggera sfumatura ossidativa, una tensione elettrica e una capacità di invecchiamento fuori dal comune. I vini richiedono tempo: Alexandre Jouveaux ama dire che occorrono tanti anni in bottiglia quanti ne sono stati trascorsi nel foudre.
Le Mont è una delle cuvée emblematiche del Domaine. Proveniente da chardonnay su suoli argillo-calcarei, questo vino bianco in Vin de France si distingue per una purezza tagliente, una mineralità affilata come una lama e una tensione salivante. È spesso l'ingresso perfetto nell'universo del vignaiolo, allo stesso tempo accessibile e già molto espressiva del suo stile.
Prety prende il nome dal villaggio vicino dove sono piantate le vigne da cui proviene. Questo chardonnay vinificato come Vin de France offre un profilo più ampio, più avvolgente, con una concentrazione superba e una componente aromatica delicatamente ossidativa. Spesso muto all'apertura, richiede aerazione e pazienza per rivelare tutta la sua complessità minerale e fruttata.
Combarnier, talvolta scritta Combardier, è nata nel 2010 e si è rapidamente imposta come una delle cuvée più ricercate del Domaine. Questo chardonnay di grande profondità gioca sulla finezza, la complessità aromatica e una grana di bocca elegante. È un vino da meditazione, fatto per l'invecchiamento, che esprime meravigliosamente l'affinamento prolungato in foudre.
La Vigne du Clou è un'altra gemma bianca del Domaine, proveniente da chardonnay su una parcella riservata. Il vino seduce per la sua precisione aromatica, la sua linearità salina e la sua mineralità cesellata. Con il suo naso leggermente ossidativo e il palato teso, è un bianco atipico che incarna alla perfezione il genio singolare del vignaiolo.
O (O12, O14, O15, O17, O21) è una serie di cuvée di annata che costituisce il vertice assoluto della gamma. Questi chardonnay sono affinati senza colmatura, alla maniera dei grandi vini ossidativi del Jura o dei Rancios della Linguadoca. Sviluppano una mineralità di altissimo livello, una complessità aromatica vertiginosa che mescola frutta secca, spezie e note di pietra, e una lunghezza infinita. Veri vini da meditazione, figurano tra le più belle bottiglie bianche prodotte in Borgogna oggi.
L'Orme è la cuvée rossa del Domaine, elaborata a partire da un assemblaggio di pinot noir e gamay provenienti dalle vigne più vecchie. Questo vino leggero, fresco e croccante, seduce per la sua freschezza, il suo frutto vivace e la sua notevole bevibilità. Offre una lettura sensibile e naturale dei vitigni rossi del Mâconnais, nella stessa filosofia di intervento minimale dei bianchi del Domaine.
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