Puy de L'Ours Savigny les Beaune 1er cru Les Lavières 2023 rosso
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Nel cuore della Côte de Beaune, a Savigny-lès-Beaune, il Domaine Le Puy de l'Ours emerge come una rivelazione per gli amatori dei vini pregiati. Fondato nel 2021 da Jean Orsoni e Juliette Puyperoux, questo giovane Domaine viticolo si estende su circa 5 ettari di vigne, coltivate in agricoltura biologica. Qui, il rispetto del terroir guida ogni gesto: pratiche minimaliste in viticoltura e vinificazioni poco interventiste, per vini che esprimono con finezza la ricchezza del Pinot Nero e dello Chardonnay. Eleganti, aerei e pensati per la gastronomia, i vini sono straordinariamente vivaci!
L'avventura del Domaine Le Puy de l'Ours inizia con un incontro fortuito a Parigi, quasi 20 anni fa, tra Jean Orsoni e Juliette Puyperoux, due anime borgognone esiliate nella capitale. Juliette, proveniente da una stirpe viticola borgognona che risale a due secoli fa, è cresciuta circondata da vigne familiari. Dopo gli studi presso la scuola di commercio ESCA Angers, si lancia nella distribuzione di vini e liquori per il gruppo Rothschild France, seguendo al contempo un Brevet Professionnel Agricole (BPREA) a distanza. I suoi stage la portano in aziende francesi e persino in Sudafrica, affinando il suo occhio per i terroir viventi. Jean, dal canto suo, originario di radici agricole corse, segue un percorso accademico brillante a Paris Dauphine e all'ENA, prima di entrare nella Banque Publique d'Investissement, permettendogli frequenti spostamenti tra Parigi e Beaune.
Dal 2017, l'idea di un ritorno alle radici borgognone germoglia. Nel 2020, compiono il grande passo: Juliette riprende i 5 ettari di vigne familiari, lasciati in affitto dal 2004 dai suoi nonni, e la coppia si stabilisce definitivamente a Savigny-lès-Beaune. Il nome del Domaine? Una fusione ludica dei loro cognomi: Puyperoux e Orsoni, simbolo della loro unione e del loro coraggio. La prima annata, 2021, vede la luce con sole 5.000 bottiglie, segnando l'inizio di un'odissea dedicata alla rivitalizzazione di queste parcelle. Oggi, con un'estensione a 7 ettari, Jean e Juliette perpetuano un'eredità innovando, sostenuti da una resilienza forgiata nel corso di annate impegnative.
Le Puy de l'Ours si radica nei suoli argillo-calcarei emblematici di Savigny-lès-Beaune, sotto un clima continentale con influenze temperate, favorendo una maturazione lenta ed equilibrata. I 5 ettari iniziali, completati da 2 ettari supplementari nelle Hautes-Côtes de Beaune ripiantati nel 2022, si ripartiscono con precisione: 1,5 ettari in Côte de Beaune Les Monsnières, arroccato a 350 metri di altitudine sui pendii scoscesi della Montagne de Beaune, con un suolo roccioso ed esposto a ovest per una freschezza salina. A Savigny, dominano 3,5 ettari, di cui 1 ettaro in Premier Cru Les Lavières (piantato nel 1968 e 1970 dai nonni di Juliette), 2,7 ettari in Savigny-lès-Beaune rosso incluso il Clos des Godeaux (1,6 ettari piantati nel 1968, incastonato tra i 1ers Crus Aux Serpentières e Talmettes), e 0,3 ettari in Savigny Blanc Les Goudelettes, un terroir calcareo denso dalle note citriche vivaci.
I vitigni di punta, Pinot Noir e Chardonnay, prosperano su vigne di 50-60 anni per le più antiche (anni 1960-1970), con reimpianti mirati nel 1992, 2015 o 2016 per preservare la vitalità. La densità di impianto raggiunge 10.000 ceppi per ettaro, con una potatura Guyot semplice tradizionale, o Cordon Royat per limitare il vigore nel Clos des Godeaux. Certificate AB in biologico dal 2023 o in terzo anno di conversione (C3), queste vigne beneficiano di un lavoro manuale rigoroso: scacchiatura tardiva contro le gelate primaverili, rese controllate a 40-45 hl/ha, e prove di coperture vegetali per una biodiversità accresciuta.
Fedeli a una filosofia minimalista, Jean e Juliette privilegiano vinificazioni poco interventiste per lasciare che il terroir si esprima senza artifici. Le uve arrivano in cantina dopo una selezione draconiana, con fermentazioni spontanee e un'aggiunta minima di SO2, solo se necessario, per vini naturalmente puri e a basso contenuto di solfiti. I bianchi subiscono una pressatura a grappolo intero, seguita da un débourbage a freddo di 24-48 ore. La fermentazione inizia in vasca inox prima di un trasferimento in botti (228L o 400L) per la finitura, con una malo-lattica completa per gli Chardonnay e parziale (50-66%) per il Blanc de Noirs, al fine di preservare un'acidità vivace. L'affinamento dura 9-15 mesi, con bâtonnage occasionali, e un uso discreto di legno nuovo (20% massimo per Les Monsnières).
Per i rossi, le macerazioni durano 16-24 giorni, con 0-100% di grappoli interi secondo la parcella (50% per Les Folettes, 100% per Les Lavières), follature leggere quotidiane e due rimontaggi manuali a fine fermentazione. L'affinamento in botti si prolunga 10-12 mesi, senza collaggio, con una filtrazione leggera occasionale. Il rovere nuovo resta moderato (20% per Les Folettes, 10% per Les Lavières, nessuno per Clos des Godeaux). Questo approccio rispettoso, unito a un'analisi del carbonio per minimizzare l'impronta ecologica, produce vini freschi, testurizzati e aerei.
Le Puy de l'Ours propone sei cuvée emblematiche, tre bianchi e tre rossi, ciascuna scolpita per rivelare una sfaccettatura unica del terroir di Savigny-lès-Beaune. Questi vini, limitati in produzione, si distinguono per la loro finezza.
Bianchi:
L'Absurde Blanc de Noirs (Vin de France, Pinot Noir): Proveniente da una micro-parcella di 0,24 ettari nel Clos des Godeaux (piantata nel 1968 su marna bianca), questo audace Blanc de Noirs offre aromi pepati di spezie e fiori bianchi, con una polpa di pera croccante e un finale avvolgente su accenti di pesca. Pressatura diretta, fermentazione in vasca inox 6 mesi poi 10 mesi in vecchie botti con 50% di malo e bâtonnage sporadici, una cuvée tattile e fresca.
Côte de Beaune Blanc Les Monsnières (Chardonnay): Da 1,49 ettari a 350 m di altitudine (1992 e 2015/2016), questo vino sprigiona caprifoglio e arancia, con una bocca carnosa di frutti di pietra e una purezza salina. Fermentazione mista vasca-botti (20% nuovo), malo completa e 10-12 mesi di affinamento con bâtonnage, vibrante e minerale.
Savigny-lès-Beaune Blanc Les Goudelettes (Chardonnay): Su 0,33 ettari calcarei degli anni 1990, a nord di Savigny, sprigiona note di zagara e mineralità pietrosa, con una texture giallo/arancio morbida e persistente. Malo in fusto 300L (senza legno nuovo), 12 mesi di affinamento poi 2 mesi in vasca, puro, non filtrato, per un finale scorza d'agrumi e armonioso.
Rossi:
Savigny-lès-Beaune Clos des Godeaux (Pinot Noir): Da 1,61 ettari di clos piantato nel 1968, questo vino goloso dai frutti rossi confetturati e tannini setosi nasce senza grappoli interi, con un affinamento neutro in botti. Un'espressione succosa e vellutata del terroir centrale di Savigny.
Savigny-lès-Beaune Les Folettes (Pinot Noir): Su 0,78 ettari (1960 e 1979), con 50% di grappoli interi e 20% di legno nuovo, seduce per la sua floreale e la sua texture raffinata, profonda e aerea, un rosso affascinante per la tavola.
Savigny-lès-Beaune 1er Cru Les Lavières (Pinot Noir): Da 0,78 ettari Premier Cru (1968-1970), 100% grappoli interi e 10% legno nuovo, offre un'intensità fruttata, tannini fini e un'eleganza strutturata.
Le Puy de l'Ours è un invito a riscoprire la Borgogna sotto una luce fresca e personale. Con vini biologici di una purezza eccezionale, optate per un acquisto che eleva la vostra cantina e i vostri pasti. Ordinate subito le cuvée del Puy de l'Ours e lasciatevi sedurre da questo Domaine per intenditori esperti!
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