Arretxea Irouléguy Cuvée Haitza 2017
Arretxea Irouléguy Hegoxuri 2019
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Il Domaine Arretxea è il fiore all'occhiello incontrastato dell'appellazione Irouléguy, unica AOP del Paese Basco francese, e uno dei riferimenti principali del Sud-Ovest. Insediata sulle alture di Irouléguy, la famiglia Riouspeyrous coltiva circa 9 ettari di vigneti a terrazze su pendii ripidi, in agricoltura biologica certificata dal 1998 e in biodinamica. Il suo nome significa la casa di pietra in basco, a immagine dei terroir di scisti, arenarie rosse e ofite che il domaine si impegna a rivelare con una precisione rara. Tannat, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc per i rossi e i rosati, Petit Manseng, Gros Manseng e Petit Courbu per i bianchi compongono una gamma di grande complessità, concepita per l'invecchiamento.
La storia del Domaine Arretxea è una bella avventura familiare. Nel 1989, Thérèse e Michel Riouspeyrous, all'epoca educatrice e insegnante, decidono di tornare alla fattoria di famiglia nel cuore delle montagne per non lasciarla abbandonata e dedicarsi alla vigna. Riprendono così la gestione della tenuta del nonno di Michel, nel villaggio di Irouléguy, dove la vigna fu piantata già nel XII secolo dai monaci dell'abbazia di Roncevaux per fornire vino ai pellegrini di San Giacomo di Compostella. Michel aveva mosso i suoi primi passi viticoli alcuni anni prima al fianco di Peio Espil, oggi alla guida del domaine vicino Ilarria.
All'inizio, una colossale opera di terrazzamento e reimpianto ad alta densità attende la coppia, su pendii situati tra 200 e 400 metri di altitudine, con fino al 40% di pendenza. La prima annata vede la luce nel 1993, seguita dal primo bianco, Hegoxuri, nel 1997. Basandosi sul lavoro del geopedologo Yves Hérody, i Riouspeyrous decifrano la complessa geologia di Irouléguy e portano gradualmente il domaine al vertice della regione. Oggi, i loro due figli, Iban e Téo, che hanno vinificato presso i migliori, si sono uniti all'avventura e scrivono la nuova pagina di un domaine diventato la locomotiva dei vini baschi.
Il vigneto di Arretxea si estende su terrazze strette e pendii scoscesi, ai piedi della montagna Jara, bagnati dalla doppia influenza atlantica e montana. I suoli, poveri e drenanti, si dividono principalmente tra scisti e arenaria rossa, ai quali si aggiunge un substrato di ofite, terra vulcanica che apporta una firma minerale affumicata e speziata. Questo mosaico geologico, studiato angolo per angolo, è la chiave dell'identità e della complessità dei vini del domaine.
La conduzione del vigneto è rigorosamente biologica e biodinamica, una vera sfida sotto il clima umido dei Paesi Baschi. In inverno, un gregge di pecore si occupa della manutenzione delle viti e apporta una concimazione naturale. Le vendemmie sono manuali, con una selezione sia in vigna che in cantina. Questa ricerca di armonia con la natura, e la comprensione profonda delle interazioni tra il suolo, la vigna e il suo ambiente, hanno spinto la famiglia a isolare progressivamente delle micro-cuvée parcellari che esprimono ciascuna un terroir preciso.
In cantina, il domaine privilegia una vinificazione naturale e rispettosa della materia. Le uve vengono diraspate, poi i rossi fermentano grazie ai lieviti indigeni e macerano per circa tre settimane per estrarre delicatamente la struttura del Tannat. Gli affinamenti sono adattati a ogni cuvée: in vasche di cemento per preservare la purezza del frutto, in fusti di rovere e demi-muids per i vini da invecchiamento, ma anche in foudres e barriques da 600 litri per i bianchi.
La nuova generazione ha anche introdotto affinamenti in dolias, giare di terracotta provenienti dalla ceramica Goicoechea, per sperimentazioni appassionanti. Questo approccio raffinato dà vini rossi di una complessità pregiata, bianchi unici per il loro equilibrio fresco, la loro tenuta e il loro dinamismo, e un rosé goloso. Tutti traducono fedelmente la durezza del clima di Irouléguy e la rarità di questi terroir di montagna.
Irouléguy Blanc Hegoxuri: cuvée di punta del domaine in bianco, il cui nome significa "il bianco del sud". Assemblaggio di Gros Manseng, Petit Manseng e Petit Courbu, proveniente da terroir di arenaria e scisti, viene vinificato e affinato per una decina di mesi in foudres e barriques da 600 litri. Seduce per il suo bouquet floreale e affumicato, i frutti succosi (agrumi, mango, pesca) e una bella complessità raffinata, capace di attraversare gli anni con stile.
Irouléguy Blanc Schistes: cuvée parcellare proveniente dal terroir di scisti, dominata dal Petit Manseng. Espressiva e concentrata, si mostra carnosa e ricca di frutti gialli (pera, pesca, mango, ananas), con una potenza slanciata e una mineralità speziata, firma del suolo. Una rarità assoluta.
Irouléguy Blanc Grés: pendant del precedente, questo parcellare nato su arenaria mette in risalto il Petit Manseng completato da Gros Manseng. Verticale e tonico, dalla struttura slanciata e dal finale salino, offre una lettura cesellata e minerale del terroir.
Irouléguy Blanc Pantxuri (Ophite): cuvée singolare proveniente da un terroir di ofite di origine vulcanica, assemblaggio di Gros e Petit Manseng. Rara e introvabile, esprime una firma minerale al tempo stesso affumicata e speziata, del tutto tipica di questo suolo raro.
Irouléguy Rosé: elaborato a dominante di Tannat completato dai due Cabernet, questo rosé gastronomico si distingue per la sua struttura, la sua freschezza e la sua franchezza, ben lontano dai rosé leggeri e anonimi.
Irouléguy Rouge Tradition: cuvée emblematica del domaine in rosso, assemblaggio di Tannat, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, macerato tre settimane e poi affinato per una decina di mesi in vasca di cemento. Il naso goloso mescola frutti rossi (fragola, ciliegia, ribes nero), pepe e liquirizia, la bocca offre freschezza, morbidezza e una materia fluida e sapida. Un vino da bere fin d'ora o da conservare 8-10 anni.
Irouléguy Rouge Haitza: cuvée di prestigio proveniente da vecchie viti piantate su arenaria rossa, a forte dominante di Tannat completata da Cabernet Sauvignon. Vinificata in vasca di cemento e poi affinata 18 mesi in fusti di rovere, sprigiona aromi di amarena, ribes nero, liquirizia e caramello, su una bocca inizialmente succosa che sviluppa una rotondità contenuta. Un grande vino di guardia.
Irouléguy Rouge Burdin Harria: cuvée parcellare che assembla Tannat e i due Cabernet in proporzioni equilibrate. Il cui nome evoca la pietra di ferro, traduce la mineralità ferruginosa del suo terroir in un rosso profondo, denso e strutturato.
Irouléguy Rouge Dolia: cuvée d'eccezione affinata in giare di terracotta (dolias), a dominante di Tannat. Questo affinamento singolare preserva il frutto e la purezza apportando al tempo stesso una texture setosa, per un vino di carattere decisamente originale.
Vin de France Punpa: ode dei figli Riouspeyrous alla solidarietà del loro vigneto, questo rosso segna la rinascita e lo slancio della nuova generazione del domaine. Su note golose di ribes nero ed eucalipto, è un vino libero, fresco e dissetante.
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