Stéphane Regnault

I vini del Domaine Stéphane Regnault: acquisto al miglior prezzo

Nel cuore della Côte des Blancs, sulle terre Grand Cru del Mesnil-sur-Oger, il Domaine Stéphane Regnault incarna una visione singolare ed esigente della Champagne. Qui, nessun compromesso: ogni bottiglia è il frutto di un lavoro parcellare rigoroso, di una viticoltura biologica certificata e di una filosofia che pone il terroir cretoso al di sopra di tutto. Per Stéphane Regnault, vignaiolo insediato nel cuore della Côte des Blancs, il ruolo del produttore è semplice: guidare il vino senza imporgli una direzione. Il risultato? Champagne di una purezza e di una tensione rare, diventati in pochi anni tra i riferimenti più ricercati dagli appassionati di vini naturali e di Champagne di vignaioli.

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10 in stock
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Bianco
75cl
Vendemmia 2019 - sboccatura 2024
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Champagne | Champagne Grand Cru

Stéphane Regnault Grand cru Oger Lydien N°99

72,00 € IVA inclusa per bottiglia
60,00 € IVA esclusa
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Bio
11 in stock
126531
Bianco
75cl
Vendemmia 2019 - sboccatura 2025
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Champagne | Champagne Grand Cru

Stéphane Regnault Grand cru Oger Mixolydien N°99

78,00 € IVA inclusa per bottiglia
65,00 € IVA esclusa
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11 in stock
126532
Bianco
75cl
Vendemmia 2019 - sboccatura 2025
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Champagne | Champagne Grand Cru

Stéphane Regnault Grand cru Le Mesnil sur Oger Dorien N°99

78,00 € IVA inclusa per bottiglia
65,00 € IVA esclusa

Storia del Domaine Stéphane Regnault

La storia del Domaine Stéphane Regnault è quella di un ritorno alle origini, tanto inaspettato quanto sconvolgente. Stéphane Regnault è infatti un ingegnere aeronautico riconvertito in sommelier, che torna nella sua città natale di Mesnil-sur-Oger nel 2008 e inizia a studiare, assaggiare e scambiare opinioni con le figure emergenti della regione, tra cui Etienne Calsac, Flavien Nowack e Benoît Tarlant, quest'ultimo aprendogli gli occhi sulla globalità dell'approccio viti-vinicolo.

Da sommelier a Londra a ingegnere aeronautico a Parigi, il percorso professionale di Stéphane Regnault è ricco di esperienze eterogenee. È questo assemblaggio di culture, tecnica, gastronomica, artistica, che forgia la sua sensibilità unica di vignaiolo. Ispirato dal sostegno e dai consigli dei suoi pari, Stéphane decide di riprendere il domaine familiare nel 2014. Da allora, smette di vendere le sue uve alla cooperativa, converte l'intero vigneto al biologico certificato e inizia a esplorare le tecniche biodinamiche.

Solo dopo quasi dieci anni di esperienza, riflessione e sperimentazioni la sua prima cuvée vede la luce nel 2018, frutto delle vendemmie dei vigneti familiari situati a Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Un esordio tardivo ma magistrale, che segna la nascita di uno stile immediatamente riconoscibile: preciso, teso, minerale, radicato nei suoi lieux-dits come in nessun altro luogo.

Sassofonista jazz consumato, Stéphane Regnault infonde al suo domaine una dimensione artistica che va ben oltre il solo atto di vinificazione. Ogni cuvée porta il nome di un modo musicale, Lidio, Misolidio, Dorico, Cromatico, come altrettante partiture improvvisate sul tema del terroir champenois.

Terroir e Vigne del Domaine Stéphane Regnault

Il domaine coltiva oggi circa 4 ettari di viti vecchie dai 40 ai 60 anni, ripartiti equamente tra i villaggi di Oger e Le Mesnil-sur-Oger, due appellazioni classificate 100% Grand Cru nel cuore della Côte des Blancs. Un vigneto modesto per superficie, ma di una ricchezza di terroir eccezionale.

A partire da questi due villaggi, Stéphane ha identificato tre lieux-dits per le sue cuvées parcellari: il Chemin de Flavigny a Oger, Le Moulin al confine tra Oger e Le Mesnil-sur-Oger, e Les Hautes-Mottes al Mesnil. Ognuno di questi lieux-dits possiede una propria identità pedologica che si legge direttamente nel bicchiere.

Il Chemin de Flavigny presenta un'esposizione a pieno sud, una pendenza del 7%, un suolo superficiale molto leggero con inerbimento naturale, un orizzonte intermedio poco ricco di creta e un sottosuolo di creta compatta leggermente fratturata. Questo terroir produce vini espressivi, fruttati, dall'energia vibrante.

Le Moulin rivela un'esposizione a pieno est, una dolce pendenza del 2%, un suolo superficiale ben strutturato dall'inerbimento, un orizzonte intermedio ricco di creta e abbastanza profondo, e un sottosuolo di creta soffice e fratturata. È la parcella della complessità e della seta.

Les Hautes-Mottes si distinguono per un'esposizione a sud in leggera conca, un suolo superficiale molto sottile, ben strutturato, aperto e granuloso con un inerbimento a base di trifoglio. Hautes-Mottes significa alte zolle e fa riferimento alle insolite vene di creta che si estendono nella pianura oltre la ferrovia, a sud del Mesnil. La metà del vigneto vi è stata piantata negli anni '50, l'altra metà negli anni '80.

Stéphane ha dapprima fatto transitare il domaine verso la viticoltura sostenibile (certificazioni HVE & VDC), poi verso l'agricoltura biologica a partire dalla vendemmia 2020. Nello stesso spirito, si è lasciato influenzare dalla biodinamica, utilizzando cornoletame (500P), silice (501), valeriana (507), nonché tisane e decozioni di piante (ortica, equiseto, consolida, achillea millefoglio…). Queste pratiche permettono di ridurre l'uso del rame e dello zolfo rafforzando al contempo il rispetto del suolo e degli ecosistemi viventi.

Vinificazioni del Domaine Stéphane Regnault

La filosofia di vinificazione di Stéphane Regnault si basa su un principio cardine: lasciare che ogni parcella si esprima in tutta la sua autenticità, senza interferenze inutili. La sua idea di vinificazione è la più semplice possibile: una bella uva espressiva è sufficiente a se stessa. Utilizza tuttavia barriques, per l'immagine, la storia, le sensazioni, la diversità e il lavoro che esse rappresentano. Il legame tra il legno e il succo d'uva deve creare una vera complementarità, né troppo, né troppo poco.

Tutte le fermentazioni durante le vendemmie sono spontanee: ogni parcella possiede la propria biodiversità, la propria flora. I lieviti naturalmente presenti sulla buccia delle uve essendo diversi da una parcella all'altra, si tratta di non interferire con l'identità di ogni lieu-dit.

L'affinamento è lungo e attento. Stéphane non effettua travasi prima del mese di giugno, salvo necessità degustativa. Lunghi mesi di lavoro sui lieviti permettono al vino di costruirsi e acquisire complessità. In materia di SO2, lo utilizza subito dopo la pressatura e in modo molto puntuale durante l'affinamento, preferendo il bâtonnage, rimessa in sospensione dei lieviti, per proteggere il vino dall'ossidazione.

Stéphane privilegia una pressatura delicata con pressa a membrana, vinifica separatamente i mosti di pressatura ed espone il mosto all'ossigeno per svilupparne la resilienza. Tutti i vini vengono spostati esclusivamente per gravità. I livelli di zolfo sono molto bassi, solo 2 grammi alla pressatura e una dose simile alla sboccatura.

Una delle firme tecniche più notevoli del domaine è l'uso della riserva perpetua (solera). Ogni anno, Stéphane utilizza una parte delle sue soleras per realizzare i suoi assemblaggi e colma il vuoto con il vino dell'anno proveniente dalla stessa parcella. È da qui che deriva il sistema di numerazione delle cuvées: ogni numero corrisponde alla somma degli anni di assemblaggio che entrano nella composizione del vino. Così, il Lydien n°45 è il risultato delle annate 2014 + 2015 + 2016 (14 + 15 + 16 = 45). Un linguaggio cifrato tanto elegante quanto trasparente.

Le Cuvées del Domaine Stéphane Regnault

Chromatique

La cuvée Chromatique è la cuvée di assemblaggio del domaine. Il suo nome è mutuato dalla scala cromatica in musica, quella che utilizza assolutamente tutte le note disponibili. Proveniente dai tre lieux-dits del domaine, è affinata in parte sotto legno e in parte in vasche di acciaio inox, con una proporzione importante di riserve perpetue. In questa cuvée si ritrovano le viti del terroir di Mesnil-sur-Oger, prevalentemente sui fondovalle molto cretosi, e le viti del terroir di Oger dai suoli più ricchi. La vinificazione è non interventista, con una prima fermentazione spontanea senza alcuna aggiunta. Dosaggio extra brut (2 g/l), a dominante di chardonnay 100%.

Lydien

Il Lydien è la cuvée più espressiva di Regnault. Si caratterizza per la sua apertura e la sua energia. Proveniente al 100% dal lieu-dit Chemin de Flavigny a Oger, questo blanc de blancs Grand Cru rivela uno chardonnay di una rara vivacità. Questo terroir presenta un suolo superficiale leggero, una creta compatta e un inerbimento naturale. Fruttato, profumato e luminoso, questo Champagne fa appello a una variante dello chardonnay detta moscata, dalle note tropicali, raramente incontrata in Champagne. Il Lydien è un blanc de blancs proveniente da viti piantate nel 1950. Presenta un'eccellente profondità salina e beneficia di un dosaggio extra brut a soli 1 g/l, per una produzione limitata. Il numero della cuvée evolve a ogni nuova annata incorporata nella solera, offrendo così una cartografia precisa del tempo che passa in ogni bottiglia.

Mixolydien

Evocatrice del modo Misolidio, questa cuvée è complessa, equilibrata e contraddistinta da una rara setosità in bocca. Proviene esclusivamente dal lieu-dit Le Moulin, situato al confine tra Oger e Le Mesnil-sur-Oger, su terreni ricchi di creta profonda e soffice. Questo chardonnay puro del Moulin è rinomato per la sua texture unica, al tempo stesso ampia e precisa. Come tutte le cuvées parcellari del domaine, il Mixolydien è interamente vinificato in chardonnay 100%, affinato in vecchie botti di rovere e assemblato con la riserva perpetua specifica di questo lieu-dit. Ogni numero di cuvée ripercorre fedelmente le annate integrate. È la cuvée della profondità e della meditazione, quella che si rivela idealmente dopo qualche anno di cantina.

Dorien

La cuvée Dorien è la più reticente e la più complessa delle cuvées di Stéphane. Il vino ha bisogno di tempo in bottiglia per esprimere tutto il suo potenziale in quanto vino potente, ricco e strutturato. Proveniente dal lieu-dit Les Hautes-Mottes a Mesnil-sur-Oger, questo blanc de blancs Grand Cru cresce su vene di creta pura e compatta, con esposizione a sud in leggera conca. Floreale e strutturato, con sfumature di agrumi, questo chardonnay puro è uno dei blanc de blancs più potenti di tutta la Champagne. 

Coteaux Champenois Blanc

Meno conosciuta ma altrettanto affascinante, la gamma del Domaine Stéphane Regnault si estende anche ai Coteaux Champenois, un vino bianco fermo, senza bollicine, proveniente dalla stessa parcella delle Hautes-Mottes. Vinificato secondo gli stessi principi non interventisti, questo vino rivela un'altra sfaccettatura del terroir cretoso del Mesnil: più austero, ancora più minerale, liberato da ogni effervescenza per lasciare che il suolo si esprima nella sua nudità assoluta.

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