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Fondato nel 1612 dai monaci Cappuccini, questo rinomato domaine de Alsazia fu acquistato dai fratelli Faller nel 1898. Il Domaine Weinbach è un domaine de « donne ». Infatti, a partire dal 1979, il domaine fu ripreso da Colette Faller e dalle sue due figlie Catherine e Laurence. Dal 2015, e dopo la scomparsa di Laurence Faller, Catherine e suo figlio Théo sono alla guida dell'azienda familiare. Il Domaine Weinbach si estende su una trentina di ettari di vigneti.
Su queste terre si coltivava la vite già nel IX secolo, ma è nel 1612 che i frati cappuccini edificano il loro monastero ai piedi dello Schlossberg e danno vita al Clos des Capucins, interamente cinto da un alto muro di pietra. Venduta come bene nazionale durante la Rivoluzione, la tenuta passa più volte di mano prima di essere acquistata nel 1898 dai fratelli Faller, che la trasmettono al figlio e nipote Théo. Figura di primo piano della viticoltura, Théo Faller è tra gli artefici della creazione delle denominazioni d’origine controllata alsaziane e, dopo la guerra, contribuisce a portare i vini della regione al prestigio di cui godono oggi.
Alla sua scomparsa nel 1979, la moglie Colette prende le redini della tenuta, affiancata dalle due figlie: Catherine, responsabile della gestione e delle vendite, e Laurence, vinificatrice d’eccezione la cui precisione e sensibilità daranno alla tenuta la sua reputazione moderna. È su suo impulso che, a partire dal 2005, l’intero vigneto passa alla biodinamica, ottenendo poi la certificazione. La tenuta viene allora definita una realtà al femminile, una rarità nel panorama vitivinicolo francese. Dopo la scomparsa di Laurence nel 2014 e poi di Colette, Catherine Faller prosegue l’avventura con i figli Eddy e Théo, quarta generazione dei Faller al Clos des Capucins. La nuova generazione orienta lo stile verso una maggiore densità e purezza, esplorando al contempo nuovi territori: macerazioni, vini frizzanti naturali e assemblaggi inediti.
Tutte le parcelle della tenuta si trovano nel raggio di pochi chilometri attorno al Clos, sui pendii esposti a sud che chiudono la valle della Weiss. Il Clos des Capucins stesso, di proprietà esclusiva della famiglia, poggia su suoli sabbioso-limosi e ghiaiosi formati dai depositi alluvionali del ruscello: dà vini puri, morbidi e subito seducenti. Poco più in alto si erge il Grand Cru Schlossberg, un immenso pendio granitico terrazzato, la cui reputazione è attestata già nel XV secolo e che nel 1975 fu il primo vigneto d’Alsazia a essere classificato Grand Cru. La tenuta vi possiede circa otto ettari, piantati quasi esclusivamente a riesling, vitigno al quale questo granito caldo e drenante conferisce una linearità e una sapidità incomparabili.
Il luogo detto Altenbourg, dai suoli marnoso-calcareo-arenacei, è considerato da molti un potenziale grand cru: la sua capacità di favorire lo sviluppo della muffa nobile ne fa il terroir d’elezione del pinot grigio e del gewurztraminer. Il Grand Cru Furstentum, esposto a sud-sud-est su terreni calcarei, offre finezza, delicatezza e potenza aromatica. Il Grand Cru Mambourg, su marne calcaree molto calde a Sigolsheim, dà vini profondi e solari, mentre il Grand Cru Marckrain, anch’esso marnoso-calcareo, rivela un pinot grigio di bella struttura. Tra i vitigni coltivati predomina il riesling, che occupa quasi metà della superficie, seguito da gewurztraminer, pinot grigio, pinot bianco, sylvaner e moscato a piccoli acini, oltre a poco più di un ettaro di pinot nero. La vendemmia è interamente manuale, con selezioni successive nelle parcelle destinate ai vini da invecchiamento.
Il lavoro in vigna e in cantina viene adattato a ogni specifica combinazione di vitigno, terroir e microclima. Le uve vengono pressate lentamente e delicatamente, per estrarne il mosto senza compromettere gli aromi. Le fermentazioni si avviano esclusivamente grazie ai lieviti indigeni presenti sugli acini e si svolgono in grandi e antichi tini di rovere, che non conferiscono note legnose ma consentono una benefica micro-ossigenazione.
Gli affinamenti sono lunghi, sulle fecce fini, senza bâtonnage eccessivo né interventi superflui, con fermentazioni che possono protrarsi per diversi mesi. Questa scelta di pazienza spiega l’equilibrio così caratteristico dei vini della tenuta, tra ricchezza e tensione, e la loro capacità di invecchiare per diversi decenni. Gli zuccheri residui, quando presenti, sono sempre il risultato di un arresto naturale della fermentazione e non di una scelta tecnica; nelle ultime annate la tendenza è decisamente verso vini secchi.
Il Sylvaner Réserve è un vino secco di notevole purezza, elegante nelle note di fiori bianchi, nitido e scorrevole, con una lieve sapidità; è considerato un punto di riferimento della denominazione. Il Pinot Blanc Réserve, floreale e ampio, conquista per l’equilibrio tra freschezza e morbidezza. Il Muscat Réserve, delicatamente floreale, punta sulla finezza e sulla croccantezza dell’uva fresca. La cuvée Les Vignes du Prêcheur propone un assemblaggio conviviale e facile da bere. Sul fronte delle sperimentazioni, il Pet’Nat PCC offre bollicine spontanee e golose, mentre la Cuvée MVØ, ottenuta dalla macerazione delle uve del luogo detto Vogelgarten senza alcun additivo, dà un vino orange dalla trama materica e profondamente originale. Il Pinot Blanc Les Terres du Prince completa la gamma con maggiore corpo e persistenza.
Il riesling è il vitigno principe della tenuta. Il Riesling Cuvée Théo, omaggio a Théo Faller, nasce dalle migliori parcelle del Clos des Capucins: dritto, cristallino e perfettamente secco, è il biglietto da visita della tenuta. Il Riesling Cuvée Colette, ottenuto da viti di cinquanta-sessant’anni, offre maggiore complessità, con note esotiche e una finissima scorza di agrumi. Il Riesling Grand Cru Schlossberg esprime tutta la verticalità del granito, con una mineralità penetrante e un potenziale di invecchiamento di quindici-vent’anni. La Cuvée Sainte Catherine, nata da viti molto vecchie nel cuore del cru e vendemmiata tardivamente, aggiunge ricchezza, morbidezza e note affumicate e tostate a questa struttura minerale: si abbina a pesci in salsa, astice e carni bianche. La cuvée Sous la Forêt, proveniente da una parcella ai margini del bosco, offre un’interpretazione più fresca e tesa dello Schlossberg, mentre la rarissima Cuvée L’Inédit rappresenta il vertice assoluto della produzione di riesling secco. Il Riesling Grand Cru Furstentum e il Grand Cru Mambourg completano la serie con maggiore profondità aromatica e un carattere più solare.
Anche il pinot grigio si esprime in diversi registri. Il Pinot Gris Clos des Capucins è secco e morbido, ideale con vitello, risotto o pesce affumicato. Il Pinot Gris Les Caracoles, ottenuto da viti di quaranta-cinquant’anni, è perfettamente secco, salivante e cesellato sulle note di limone. Il Pinot Gris Cuvée Sainte Catherine acquista densità e carattere, mentre il Pinot Gris Altenbourg, storicamente chiamato Cuvée Laurence, sviluppa una rotondità avvolgente alimentata da un tocco di botrite. Il Pinot Gris Grand Cru Marckrain, su marne calcaree, offre un’ulteriore struttura minerale. Sul Furstentum, la cuvée Pinots Grand Cru assembla i diversi pinot della famiglia in un bianco dalla consistenza setosa.
Il gewurztraminer raggiunge qui vette d’eccellenza. Il Gewurztraminer Cuvée Théo, del Clos des Capucins, è il più accessibile e fresco della serie, con note di rosa e spezie dolci. Les Treilles du Loup, ottenuto da viti di quaranta-cinquant’anni del luogo detto Wolfreben, colpisce per la potenza controllata e l’eleganza, tra pesca bianca, mirabella, petalo di rosa e pompelmo. Il Gewurztraminer Altenbourg, già Cuvée Laurence, sprigiona gelsomino, orchidea e pesca matura in una trama ampia e dorata. Il Gewurztraminer Grand Cru Furstentum unisce finezza, delicatezza e potenza, con note di spezie e pompelmo candito favorite dalla botrite. Il Gewurztraminer Grand Cru Mambourg, ancora più solare, offre una profonda ricchezza e una persistenza impressionante.
I rossi occupano uno spazio crescente, nonostante la modesta superficie a loro dedicata. Il Pinot Noir Clos des Capucins punta sulla vivacità del frutto rosso e sulla piacevolezza di beva. Il Pinot Noir Les Terres du Prince offre maggiore struttura, mentre il Pinot Noir Altenbourg, nato dal terroir marnoso-calcareo situato più in basso rispetto al luogo detto, acquista profondità e note speziate. Il Pinot Noir Le Jardin aux Oiseaux si distingue per la raffinatezza e la finezza dei tannini, mentre il Pinot Noir La Colline du Château Cuvée S, prodotto in quantità minime sulle alture dello Schlossberg, rappresenta il vertice della gamma dei rossi, con una consistenza e una tensione d’ispirazione borgognona. Le annate più favorevoli danno infine vita a una delle più belle collezioni di vini dolci d’Alsazia: Vendanges Tardives di riesling, pinot grigio o gewurztraminer, connubio di opulenza ed eleganza; Sélections de Grains Nobles ottenute da un’accurata selezione degli acini botritizzati, di rara concentrazione ed equilibrio; e, nelle annate eccezionali, le mitiche Quintessences de Grains Nobles, prodotte in poche centinaia di bottiglie, la cui complessità aromatica e freschezza sfidano il tempo.
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