Mordorée

I vini del Domaine de La Mordorée: acquisto al miglior prezzo

Fondato nel 1986 da Francis e Christophe DELORME, questo domaine di riferimento il cui emblema sull'etichetta è un uccello (la beccaccia) è situato a Tavel e possiede un vigneto di 54 ha distribuiti su diverse denominazioni: Châteauneuf du Pape, Lirac, Côte du Rhône, Condrieu, Tavel. La denominazione Lirac è prevalente sul domaine (circa 26 ettari), ma i 5 ettari di Châteauneuf-du-Pape piantati a Grenache (75%), Syrah, Mourvèdre, Counoise e Vaccarese per il restante, hanno assicurato la reputazione del domaine, che nelle sue prime annate era piuttosto noto per i suoi rosati di Tavel.

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100,00 € - 220,00 €

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Rodano | Châteauneuf du Pape

Mordorée Châteauneuf du Pape Reine des Bois 2003

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Rosso
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Rodano | Châteauneuf du Pape

Mordorée Châteauneuf du Pape Reine des Bois 2003 Magnum

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Rosso
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Rodano | Châteauneuf du Pape

Mordorée Châteauneuf du Pape Reine des Bois 2007

150,00 € IVA inclusa a bottiglia
125,00 € IVA esclusa

Storia di Domaine de la Mordorée

L’avventura inizia nel 1986, quando Francis Delorme e suo figlio Christophe gettano le basi della tenuta a Tavel. Il nome scelto è un omaggio alla beccaccia, splendido uccello che Francis, appassionato di caccia, ammirava profondamente: mordorée indica sia un colore sia uno dei soprannomi di questo uccello. Altri quattro soprannomi della beccaccia daranno il nome alle cuvée della maison, La Remise, La Dame Rousse, La Dame Voyageuse e La Reine des Bois, creando un’identità immediatamente riconoscibile.

In trent’anni, Christophe Delorme porta Domaine de la Mordorée al livello dei più grandi. Per amore della terra, questo vignaiolo perfezionista, appassionato e visionario sceglie molto presto di rispettare il terroir e orienta la proprietà verso l’agricoltura biologica e poi la biodinamica. Il fratello di Christophe entra a far parte della squadra nel 1999 e la tenuta si estende progressivamente alle grandi denominazioni vicine. L’improvvisa scomparsa di Christophe nel 2015 segna una svolta. Sua moglie Madeleine, fino ad allora sofrologa, si ritrova catapultata dal mondo dell’impalpabile a quello della vigna. Sostenuta dalla figlia Ambre, sceglie di preservare l’attività a cui il marito aveva dedicato anima e corpo, affidandosi alla squadra che lui aveva formato e mantenendo la rotta tracciata. La tenuta ottiene la certificazione Demeter nel 2020, a conferma di un profondo impegno ambientale. Oggi La Mordorée resta un punto di riferimento ricercato per i suoi Tavel, Lirac e Châteauneuf-du-Pape.

Terroir e vigneti di Domaine de la Mordorée

I terroir della tenuta sono l’eredità di milioni di anni di movimenti tettonici, cambiamenti climatici, avanzate e ritirate dei ghiacciai, successive coperture da parte del mare, di laghi o di immensi fiumi. Questa storia geologica spiega la notevole diversità dei terreni coltivati. Vi si trovano ciottoli arrotondati depositati dal Rodano, lastre calcaree, terreni argilloso-silicei, terrazze sabbiose e, nella zona di Condrieu, ripide terrazze granitiche.

La suddivisione del vigneto in quasi quaranta parcelle distribuite su otto comuni è la vera ricchezza della maison: permette di creare assemblaggi complessi unendo espressioni molto diverse. La Reine des Bois in Lirac nasce così dal celebre altopiano di Vallongue, mentre La Dame Rousse riunisce uve di terreni con ciottoli arrotondati, lastre calcaree e suoli sabbiosi. La varietà dei vitigni è estremamente ampia: Grenache noir in primo piano, accompagnato da Syrah, Mourvèdre, Cinsault, Counoise, Carignan, Vaccarèse, Brun Argenté, Merlot e Marselan per i rossi e i rosati, oltre a Grenache blanc, Clairette, Bourboulenc, Roussanne, Marsanne, Picpoul blanc e Viognier per i bianchi. Alcune parcelle hanno viti con un’età media di sessant’anni. L’intero vigneto è gestito secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, dalla vigna alla cantina, con vendemmie esclusivamente manuali.

Vinificazioni di Domaine de la Mordorée

Convinta che i grandi vini nascano da uve di alta qualità, la tenuta presta particolare attenzione a ogni fase, dalla vendemmia all’imbottigliamento. Per i rossi, diraspatura e pigiatura sono complete, seguite da una lunga macerazione e da una fermentazione di circa trenta giorni con un rigoroso controllo delle temperature. I lieviti sono indigeni e i solfiti limitati allo stretto necessario.

L’affinamento privilegia la purezza del frutto rispetto all’impronta del legno: per i rossi, circa il 20 % in barrique già utilizzate e l’80 % in vasche d’acciaio inox; per i bianchi, solo il 10 % in barrique, con diraspatura, pigiatura e macerazione sulle bucce. I rosati di Tavel sono prodotti secondo il metodo tradizionale della denominazione, con brevi macerazioni che conferiscono loro un colore intenso e una struttura da vino gastronomico. Il risultato sono vini generosi, morbidi, quasi cremosi all’attacco, che poi acquistano compattezza e risultano molto piacevoli da bere, con finali lunghi e una buona capacità di invecchiamento.

Le cuvée di Domaine de la Mordorée

Châteauneuf-du-Pape La Reine des Bois Rosso: la grande cuvée della tenuta, proveniente da quattro ettari di ciottoli arrotondati su un terreno argilloso-siliceo, con vecchie viti di sessant’anni di età media. L’assemblaggio comprende il 70 % di Grenache, il 10 % di Mourvèdre, il 5 % di Cinsault, il 5 % di Counoise, il 5 % di Syrah e il 5 % di Vaccarèse. Colore rubino molto scuro e impenetrabile, aromi di frutti rossi (fragola, ciliegia) e neri (ribes nero, mora), violetta e liquirizia, che con il tempo evolvono verso il cuoio e il tartufo. Al palato è concentrato, morbido e ampio, con un finale lunghissimo, fruttato e dalle note di liquirizia.

Châteauneuf-du-Pape La Dame Voyageuse Rosso: la seconda cuvée della tenuta in questa denominazione, più immediata e morbida di La Reine des Bois, ma realizzata con la stessa cura. Frutti neri maturi, macchia mediterranea e spezie dolci su una trama tannica ben integrata. Un’eccellente introduzione allo Châteauneuf della maison.

Châteauneuf-du-Pape La Reine des Bois Bianco: la versione bianca della cuvée di punta, un assemblaggio dei vitigni a bacca bianca tradizionali della denominazione. Ricca e ampia, unisce frutti bianchi, finocchio e fiori a una bella tensione minerale nel finale.

Châteauneuf-du-Pape La Plume du Peintre: la cuvée d’eccezione, prodotta solo nelle annate giudicate straordinarie e in quantità minuscole. Valutata regolarmente 96 punti o più, raggiunge livelli di concentrazione, complessità e raffinatezza che la collocano tra le massime espressioni della denominazione. Una bottiglia da collezione, destinata a vent’anni di cantina e oltre.

Tavel La Reine des Bois Rosé: nell’unica denominazione francese dedicata esclusivamente al rosato, questa cuvée riunisce cinque vitigni tradizionali del Rodano, con il Grenache in primo piano. Un rosato robusto e corposo, dal cuore concentrato di lampone e ciliegia rossa, ravvivato da salvia e spezie, con una vera struttura da vino da pasto. La quintessenza del Tavel gastronomico.

Tavel La Dame Rousse Rosé: la cuvée di Tavel più accessibile della tenuta, potente e fruttata al tempo stesso. Colore intenso, frutti rossi vivaci e finale fresco, per un rosato capace di accompagnare anche i piatti più speziati.

Tavel La Plume du Peintre Rosé: la versione rosata della cuvée d’eccezione, rarissima, prodotta solo nelle annate migliori. Una dimostrazione dell’espressione più compiuta che Tavel può offrire.

Lirac La Reine des Bois Rosso: proveniente dal celebre altopiano di Vallongue, è considerata la quintessenza della denominazione. Corpo denso, frutti neri, spezie e macchia mediterranea, con tannini levigati e una persistenza notevole. Rivaleggia senza timori con molti Châteauneuf.

Lirac La Reine des Bois Bianco: un assemblaggio completo dei vitigni a bacca bianca del Rodano, in cui predomina il Grenache blanc. Ricco e corposo, esprime frutti gialli e fiori bianchi, con una trama sapida che ne prolunga il sorso.

Lirac La Dame Rousse Rosso: assemblaggio di diversi terroir, tra ciottoli arrotondati, lastre calcaree e terreni sabbiosi. Un Lirac rotondo e fruttato, piacevole già da giovane, dall’eccellente rapporto qualità-prezzo.

Côtes du Rhône Rosso: la cuvée di tutti i giorni, morbida e vivace, dai sentori di frutti rossi e spezie dolci. Il modo migliore per scoprire lo stile della tenuta a un prezzo accessibile.

Côtes du Rhône Rosé: un rosato fresco e piacevole, più leggero dei Tavel della maison, perfetto per l’aperitivo e i pasti estivi.

Condrieu Cuvée Christophe Delorme: omaggio al vignaiolo scomparso, questa cuvée è prodotta al 100 % con Viognier coltivato sulle terrazze granitiche tipiche della denominazione, nel Rodano settentrionale. Albicocca, fiori bianchi e frutti esotici, con un sorso ampio sostenuto da una bella freschezza. Una bottiglia rara e toccante.

La Remise de la Mordorée Rosso: un Vin de France concepito come introduzione alla gamma, piacevole e immediato, dal frutto vivace e dai tannini morbidi.

La Remise de la Mordorée Rosé: la versione rosata di questa gamma accessibile, vivace e dissetante, da servire ben fresca in ogni occasione.

Tableau de Terroir Les Sables, Clairette: Clairette in purezza proveniente dalle parcelle sabbiose della tenuta, vinificata per esprimere la purezza di questo vitigno meridionale troppo spesso relegato agli assemblaggi. Freschezza floreale, tensione e sapidità.

Tableau de Terroir Les Lauzes, Grenache Noir: Grenache in purezza nato da terreni di lastre calcaree, parte di una serie che mette in luce l’espressione peculiare di ogni tipo di suolo della tenuta. Frutto luminoso, spezie e persistenza minerale.

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