Marie et Pierre Bénetière

I vini Marie et Pierre Benetière a Condrieu nel Rhone: una produzione ultra riservata e di altissima sartoria

I vini del domaine Marie et Pierre Benetière: acquisto al miglior prezzo

Situato a Condrieu, il Domaine Marie et Pierre Bénetière fa parte di quegli indirizzi di cui parlano solo gli intenditori. Con meno di tre ettari di vigne suddivisi tra Côte-Rôtie e Condrieu, la produzione rimane ultra riservata, nell'ordine di diecimila bottiglie all'anno. Pierre Bénetière ha piantato personalmente l'intero vigneto, scegliendo i propri portainnesti e le proprie selezioni massali, su terrazze scoscese che dominano il Rodano dove ogni meccanizzazione è impossibile. Tradizionalista convinto, sulla scia dei Gentaz-Dervieux, Trollat, Verset o Allemand, lavora in biologico dal 2003, vinifica in vendemmia intera con i soli lieviti indigeni e commercializza i propri vini solo quando sono pronti da bere.

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100,00 € - 120,00 €

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130923
Rosso
75cl
Vittima del proprio successo
Rodano | Côte Rôtie

Marie et Pierre Bénetière Côte Rôtie Cordeloux 2019

114,00 € IVA inclusa a bottiglia
95,00 € IVA esclusa

Storia del Domaine Marie et Pierre Bénetière

Pierre Bénetière è cresciuto nel mondo del vino senza essere nato vignaiolo: la sua famiglia commerciava vino a Condrieu, ma non ne ha mai prodotto. Scoprendo i grandi classici della regione, in particolare Château Grillet, si innamora del mestiere e decide di fare il proprio vino. Formatasi in Borgogna, esperienza che spiega in gran parte la sua ricerca della finezza, intraprende un lavoro titanico alla fine degli anni Ottanta.

Gli occorrono quattro anni per dissodare i pendii abbandonati, restaurare i muretti e restituire a queste pendenze la loro vocazione viticola. Il Viognier viene piantato nel 1990. Quattro anni dopo aggiunge 0,2 ettari nel lieu-dit Le Riollement, più in alto nella valle del Tinal. Nello stesso periodo pianta un ettaro di Syrah in Côte-Rôtie, nel lieu-dit Corps de Loup, su una parcella unica di circa 1,5 ettari situata all’estremo sud della denominazione, nel comune di Tupin-et-Semons. La prima annata esce nel 1995. Più tardi arriverà l’acquisto di una microparcella di vecchie viti a Côte Brune, incastonata nel cuore del vigneto di La Turque di Guigal, da cui nascerà la leggendaria cuvée Le Dolium. Marie ha affiancato Pierre in questa avventura: da qui il nome attuale della tenuta. Vignaiolo ossessivo, non partecipa ad alcuna fiera e non presenta mai i suoi vini alla stampa specializzata, il che rende ancora più preziosa la degustazione delle sue bottiglie. Il suo obiettivo non è mai stato aumentare i volumi, ma proseguire un lavoro meticoloso, passando più volte all’anno su ogni ceppo di vite.

Terroir e vigneti del Domaine Marie et Pierre Bénetière

Il vigneto si estende su meno di tre ettari, ma che ettari. La parcella di Cordeloux, nel lieu-dit Corps de Loup, occupa l’estremità meridionale della Côte-Rôtie su suoli prevalentemente granitici, con un’esposizione a sud-est che garantisce un soleggiamento ideale e la piena maturazione delle uve. La microparcella di Côte Brune, di appena ottocento metri quadrati circa, poggia su scisti ricchi di ferro, terroir emblematico della parte settentrionale della denominazione, noto per la struttura e la profondità che conferisce ai vini.

Nella zona di Condrieu, le parcelle di Viognier si aggrappano a terrazzamenti imponenti e molto ripidi. A Le Riollement, nella valle del Tinal, i suoli sono più sabbiosi e scistosi che granitici, poveri, sassosi e asciutti, con un’esposizione al sole ideale per la maturazione. Tutte le viti sono state piantate dallo stesso Pierre Bénetière, a partire da selezioni massali accuratamente scelte. Non si usano diserbanti, pesticidi né fertilizzanti chimici: la tenuta è condotta secondo i principi dell’agricoltura biologica dal 2003, senza aver mai richiesto la certificazione. I terreni vengono lavorati a mano, con la zappa o con l’argano sui pendii più ripidi.

Vinificazioni del Domaine Marie et Pierre Bénetière

In cantina, il metodo è quanto di più classico ci sia. Le uve rosse non vengono mai diraspate e fermentano a grappolo intero con soli lieviti indigeni. Le estrazioni sono ridotte al minimo, con pochissimi rimontaggi o délestage e una lavorazione a cappello sommerso che privilegia l’infusione. Nella cuvée principale, circa il 5% di Viognier viene cofermentato con il Syrah, secondo la tradizione storica della Côte-Rôtie.

I rossi vengono poi affinati per diciotto-ventidue mesi in barrique, con un massimo del 15% di legno nuovo, per non coprire mai il terroir. I bianchi vengono pressati, quindi vinificati direttamente in barrique da 400 litri e affinati per undici mesi, prima di essere imbottigliati senza chiarifica né filtrazione. Le fermentazioni sono lunghe e delicate. Questo approccio dà vini caratterizzati da intensità aromatica, purezza, una struttura fine e tannini che i degustatori paragonano volentieri alla carta velina. Sono vini borgognoni nello spirito, come dice lo stesso Pierre Bénetière: fini, profondi, persistenti e di una bevibilità irresistibile.

Le cuvée del Domaine Marie et Pierre Bénetière

Cordeloux: la cuvée principale della tenuta e la porta d’ingresso al suo universo, proveniente dall’omonima parcella nel lieu-dit Corps de Loup, a Tupin-et-Semons, una delle prime acquisite all’inizio dell’avventura. Syrah coltivato su granito con esposizione a sud-est, vinificato a grappolo intero con una piccola percentuale di Viognier cofermentato, poi affinato per diciotto-ventidue mesi in barrique, con poco legno nuovo. Colore scuro, naso aperto sui frutti rossi e neri, la violetta, il pepe, le spezie e un tocco mentolato, con note di cuoio e sentori animali che si sviluppano nel tempo. Il palato è setoso, morbido e privo della minima aggressività, con una bevibilità straordinaria. Prodotta in circa cinquemila bottiglie a seconda delle annate, viene commercializzata, secondo l’anno, come Côte-Rôtie o Vin de France.

Le Dolium: l’icona assoluta della tenuta e una delle bottiglie più ricercate di tutto il Rodano settentrionale. Proviene da una microparcella di vecchie viti di meno di mille metri quadrati, piantata sugli scisti ferruginosi della Côte Brune e letteralmente incastonata nel vigneto di La Turque di Guigal. In alcune annate se ne ricava una sola barrique, due o tre nel migliore dei casi, e il vino viene prodotto soltanto nelle annate eccezionali, per un totale di circa cinquecento bottiglie. Affinata per diciotto-ventidue mesi in botte, questa cuvée unisce una potenza rara a una finezza sorprendente, con una profondità e una persistenza che la collocano ai vertici della denominazione. Una rarità contesa dagli appassionati.

Le Riollement: il Viognier della tenuta, proveniente dall’omonimo lieu-dit nella valle del Tinal, su suoli poveri, sassosi e asciutti, a prevalenza di scisti sabbiosi. Pressato e vinificato in barrique da 400 litri, poi affinato per undici mesi, rivela intense note floreali di violetta, gelsomino e caprifoglio, tocchi di albicocca e pesca e un accenno di agrumi. Il palato è morbido e teso al tempo stesso, sostenuto da un’acidità che struttura l’insieme e da una sensazione minerale e sassosa nel finale. Un bianco di rara eleganza, spesso annoverato tra i migliori Viognier della regione, anch’esso etichettato, a seconda delle annate, come Condrieu o Vin de France.

Condrieu: la seconda cuvée bianca della tenuta, proveniente dai pendii dissodati e reimpiantati a Viognier all’inizio degli anni Novanta. Al primo naso è minerale e leggermente chiuso, poi con l’aerazione si apre su frutti esotici, albicocca e pesca. Il palato è opulento ma dotato di un notevole slancio grazie a un’acidità ben presente, con un finale segnato da un piacevole amaro nobile. Un Condrieu equilibrato, senza facili esuberanze, che vale la pena seguire nell’arco di più giorni.

Condrieu Vendange Tardive: la cuvée più rara della casa, prodotta solo quando le condizioni dell’annata consentono un appassimento naturale delle uve sulla vite. Ricca, mielata e profumata, conserva la tensione caratteristica della tenuta e si gusta sia come aperitivo sia con foie gras o formaggi erborinati.

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