L'annata 1992 si afferma in Borgogna come un anno generoso e accattivante, nettamente più riuscito nei bianchi che nei rossi, nato da una stagione calda che ha dato una vendemmia abbondante e matura. I bianchi (Chardonnay) ne sono le vere protagoniste: ricchi, ampi e seducenti, di un fascino immediato, con belle riuscite in Côte de Beaune (Meursault, Puligny-Montrachet, Chassagne-Montrachet) e a Chablis. I rossi (Pinot Nero), più morbidi e teneri, seducono per il loro frutto e la loro facile accessibilità, in un formato di breve invecchiamento, con una riuscita più regolare in Côte de Nuits. Il potenziale di invecchiamento è limitato, soprattutto per i rossi destinati a un piacere precoce. La maggior parte delle bottiglie sono oggi da bere. Inquadrata tra il modesto 1991 e il classico 1993, l'annata 1992 rimane un'annata di piacere, soprattutto nei bianchi.