Barraud Pouilly Fuissé En Buland 2023
Barraud Pouilly Fuissé Alliance Vieilles Vignes 2023
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Adagiato ai piedi della Roche de Vergisson, il Domaine Daniel Barraud si afferma come riferimento assoluto per lo chardonnay del sud della Borgogna. Cinque generazioni di viticoltori vi hanno plasmato una proprietà di una decina di ettari, interamente consacrata ai vini bianchi, ripartita tra Pouilly-Fuissé, Saint-Véran e i Mâcon Villages. Vigne antiche piantate sulle ghiaie calcaree delle grandi rocce, lavorazioni parcellari, rese controllate e vinificazioni precise danno vita a cuvée luminose, tese, di una mineralità rara. Oggi guidata da Julien e Anaïs Barraud, la maison propone una gamma leggibile che va dal Mâcon gourmand ai grandi parcellari da invecchiamento, con un rapporto qualità-prezzo che rimane uno dei più attraenti della regione.
La storia della famiglia inizia nel 1905, quando Jean-Marie Barraud si stabilisce a Vergisson come mezzadro. Sapendo leggere e far di conto, risparmia abbastanza da acquistare nel 1912, con la moglie Marie, le prime parcelle della tenuta. Dieci anni dopo, Joseph e Marguerite Barraud prendono il testimone. Imprenditore lungimirante, Joseph individua i prati migliori in cui piantare la vite, sviluppa la vendita diretta a caffè e ristoranti e diventa poi uno dei primi del comune a imbottigliare in azienda alla fine degli anni Trenta. La prima cuvée Les Crays nasce nel 1947 e da allora resta la parcella di riferimento della casa tra i vini di Borgogna.
Nel 1959 Henri Barraud entra nell’azienda con la moglie Monique, originaria di Fuissé. A lei si deve il motto della tenuta: «Lavorando bene si risparmia tempo». La creazione dell’AOC Saint-Véran nel 1971 apre una nuova pagina: la cuvée della parcella Les Pommards viene imbottigliata già nel 1978. La quarta generazione si insedia nel 1979: Daniel e Martine Barraud avviano la commercializzazione in bottiglia del Mâcon-Vergisson e del Saint-Véran En Crèches, poi nel 1990 acquistano la casa e il Clos de la Verchère. È allora che la sigla DB compare sulle etichette. Daniel porta la proprietà ai vertici della gerarchia del Mâconnais. Julien lo affianca nel 2006 e assume la responsabilità delle vinificazioni; sua sorella Anaïs si unisce a loro nel 2015.
Il vigneto si estende per una decina di ettari coltivati interamente a chardonnay, soprattutto intorno a Vergisson, con parcelle anche a Davayé, Fuissé e Chaintré. I suoli raccontano la spettacolare geologia della zona: detriti calcarei su ripidi pendii ai piedi della Roche de Vergisson, calcare bianco in altura, calcare con selce verso Fuissé, un’alternanza di marne calcaree nel Clos de la Verchère, argille variegate del Triassico nel climat En France e terreni argilloso-arenacei e silicei a Chaintré. Questa diversità spiega la ricchezza della gamma e giustifica una vinificazione parcella per parcella per il Pouilly-Fuissé.
L’età delle viti è l’altro grande punto di forza: la media supera spesso i quarant’anni e diverse parcelle oltrepassano il mezzo secolo; En Buland è stata piantata nel 1934 e La Verchère tra il 1947 e il 1969. Il lavoro è artigianale: aratura di tutte le parcelle, inerbimento controllato, nessun diserbante, accurata scacchiatura e sfogliatura, seguite da vendemmia manuale con selezione delle uve. I pendii di Vergisson, difficilmente meccanizzabili, richiedono precisione costante. A Davayé, i terroir calcarei danno Saint-Véran generosi, mentre quattro climat della tenuta a Vergisson sono entrati nell’elenco dei premiers crus con la classificazione del 2020.
Le uve di ogni parcella vengono pressate e poi vinificate separatamente, per preservare l’identità di ciascun climat. A seconda della cuvée, la fermentazione avviene in vasca, in botti da 228 o 300 litri, in demi-muid da 600 litri oppure in botte grande, con una quota di legno nuovo volutamente contenuta, perlopiù tra il 10 e il 35 %. Le fermentazioni sono condotte dai lieviti indigeni e Julien Barraud ha prolungato gli affinamenti delle grandi cuvée per guadagnare complessità e profondità.
L’affinamento dura generalmente dodici mesi sulle fecce fini, seguiti da altri due o tre mesi in vasca dopo il travaso: un passaggio che conferisce coesione e freschezza prima dell’imbottigliamento. Il bâtonnage rimane discreto per non appesantire la struttura, e l’obiettivo è sempre la tensione sapida piuttosto che una ricchezza ostentata. Ne risultano vini bianchi di Borgogna cristallini, già gustosi da giovani ma con un autentico potenziale d’invecchiamento, al pari dei migliori premiers crus di Borgogna.
Il Mâcon-Chaintré Les Pierres Polies nasce ai piedi dei pendii di Chaintré, su suoli argilloso-arenacei e silicei, da viti piantate nel 1990. Vinificato per tre quarti in botte grande e per un quarto in vasca, conquista con il suo frutto croccante, la morbidezza e la piacevolezza immediata. Il Mâcon-Fuissé proviene da una parcella in altura esposta a sud-est, su calcare con selce, piantata nel 1985: vinificato in vasca e in demi-muid, unisce rotondità, mineralità e una nota agrumata molto rinfrescante. Il Mâcon-Vergisson La Roche, da parcelle situate a 380 metri di altitudine su calcare bianco, matura in botti da 300 litri, con il 10 % di legno nuovo, e si distingue per le note di limone e la finezza cesellata. Il Mâcon Les Chailles completa questa gamma d’ingresso con uno chardonnay teso, sapido e particolarmente accessibile.
Tra i Saint-Véran, la cuvée Arpège riunisce due parcelle con viti di venti-venticinque anni, vinificate per metà in botti e per metà in vasche: ne risulta un sorso morbido e fruttato, ravvivato da un finale minerale. Il Saint-Véran En Crèches, esposto a sud-est in una conca calda e riparata su calcare bianco, matura per il 70 % in botti e per il resto in demi-muid da 600 litri, con il 10 % di legno nuovo: è un vino floreale, molto piacevole, ricco di note di frutta a polpa bianca. Il Saint-Véran Les Pommards, piantato su un terroir calcareo sopra un’antica cava ed esposto a nord-est, proviene da viti di circa quarant’anni. Matura dodici mesi in botti da 300 litri, con il 20 % di legno nuovo, e poi due mesi in vasca: ricco, morbido e concentrato, offre una lunghezza notevole per la denominazione.
Il Pouilly-Fuissé Alliance, spesso proposto come Vieilles Vignes, riunisce diverse parcelle su detriti di falda, calcare a grifee e terreni argilloso-calcarei, con viti piantate tra quaranta e sessant’anni fa. È vinificato per un terzo in botte, un terzo in demi-muid e un terzo in vasca. Minerale e fruttato, si beve giovane ma può anche affinare sette anni in cantina. Il Pouilly-Fuissé Les Chataigniers, nel comune di Fuissé, nasce da una parcella in altura con viti di sessant’anni su calcare con selce. Matura per un terzo in botte e per due terzi in demi-muid, con il 15 % di legno nuovo: il sorso è rotondo, morbido, con un finale agrumato. Il Pouilly-Fuissé En France, ai margini dello Château de France, su calcare ricoperto da argille variegate del Triassico, riunisce viti piantate nel 1972 e nel 1984. Matura in botte, con il 20 % di legno nuovo, ed esprime potenza, lunghezza, frutta fresca e un finale spiccatamente sapido. Il Pouilly-Fuissé La Verchère proviene dal clos adiacente alla casa, esposto in pieno sud su un’alternanza di detriti di falda e marne calcaree, con viti piantate tra il 1947 e il 1969: dodici mesi in botte, con il 20 % di legno nuovo, seguiti da due mesi in vasca danno un vino dalle note di agrumi e pietra, delizioso da giovane e destinato a un bell’invecchiamento. Il Pouilly-Fuissé La Roche, da una piccola parcella arroccata a 350 metri su calcare bianco, unisce ricchezza, frutto e una splendida mineralità dopo dodici mesi di affinamento in botti, con il 20 % di legno nuovo. Il Pouilly-Fuissé Les Crays, aggrappato alla Roche de Vergisson su un ripido pendio di detriti calcarei, richiede estrema precisione e si rivela minerale, delicato, dalla consistenza vellutata, dopo tre mesi in vasca successivi al travaso. Infine, il Pouilly-Fuissé En Buland, sul versante della Roche de Solutré esposto a nord-est e piantato nel 1934, matura dodici mesi in botti, con il 35 % di legno nuovo, e poi tre mesi in vasca: potente, complesso, sottile e dotato di una mineralità eccezionale, è la grande cuvée da invecchiamento della tenuta.
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