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Situato a Rouffach, a sud di Colmar, il Domaine René Muré coltiva la vigna dal 1650 e figura oggi tra le grandi maison di riferimento del vigneto alsaziano. Su circa ventotto ettari condotti in biodinamica certificata, Véronique e Thomas Muré, dodicesima generazione della famiglia, producono vini diritti, profondi e concepiti per l'invecchiamento. Il fiore all'occhiello del domaine resta il Clos Saint Landelin, monopolio familiare di dodici ettari piantato fin dall'Alto Medioevo, all'estremità sud del Grand Cru Vorbourg.
L'avventura inizia nel 1650 quando Michel Muré si stabilisce a Westhalten, a pochi chilometri da Rouffach, per coltivare la vite. Dodici generazioni si succedono poi, ampliando pazientemente il vigneto di famiglia. L'anno decisivo è il 1935: Alfred Muré, bisnonno di Véronique e Thomas, acquisisce il Clos Saint Landelin, un vigneto passato di mano in mano dalla Rivoluzione. Ne restaura i terrazzamenti e i muretti a secco, ne fa un monopolio familiare e trasferisce le cantine a Rouffach, dove il domaine possiede anche delle vigne. Nel 1976, René Muré riprende la gestione e milita attivamente per il riconoscimento di una denominazione a tutela della qualità dei vini provenienti dai coteaux di Rouffach.
La storia del Clos stesso risale a molto più lontano. Nel VII secolo, Dagoberto II offre la regione di Rouffach, allora chiamata l'Obermundat, ai vescovi di Strasburgo. Landelin, monaco irlandese partito per evangelizzare il paese di Baden, viene assassinato intorno al 640; secondo la leggenda, quattro sorgenti sgorgano nel luogo del delitto e vi si producono miracoli, attraendo monaci che fondano un primo monastero. Il vescovo Heddon crea poi il monastero di Ettenheimmünster, dotato di vigne a Rouffach con il nome di praedium sancti Landelini. Il Liber Vitae, redatto tra il 1250 e il 1372, menziona già queste parcelle vicine alla fontana Saint Landelin, che scorre ancora oggi ai piedi del vigneto. La svolta moderna avviene nel 1999, quando la famiglia passa alla biodinamica, ottenendo in seguito le certificazioni Biodyvin, Demeter ed Ecocert. Véronique e Thomas dirigono ormai il domaine, l'una alla vigna e alla commercializzazione, l'altro alle vinificazioni.
Rouffach beneficia di uno dei climi più caldi e più secchi di Francia, protetto dal massiccio dei Vosgi che blocca le perturbazioni oceaniche. Il Clos Saint Landelin occupa un versante molto ripido esposto a pieno sud, sistemato a terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. I suoi suoli marnoso-calcarei e argilo-calcarei, estremamente ghiaiosi, poggiano su sottosuoli calcareo-arenacei. Ogni vitigno vi trova il suo posto: il riesling è piantato nella parte bassa, vicino alla sorgente, che gli garantisce un apporto idrico costante anche nelle estati più torride, mentre il pinot noir occupa i settori più ghiaiosi. Il Clos prolunga verso sud il Grand Cru Vorbourg, del quale il domaine sfrutta anche altre parcelle.
Il vigneto si completa con terroir notevoli. Il Grand Cru Zinnkoepflé, il più elevato dell'Alsazia a oltre 400 metri nella nobile vallata di Soultzmatt, produce vini freschi, complessi e speziati, con aromi floreali intensi e una spiccata mineralità, su riesling e gewurztraminer. Il Lutzeltal, altopiano situato sopra il Clos Saint Landelin, presenta un calcare sabbioso molto pietroso, leggermente argilloso, spazzato dai venti e poco piovoso: le radici vi affondano in profondità e il pinot gris vi acquisisce una finezza aromatica straordinaria. Lo Steinstuck, incastonato sopra Westhalten, offre un calcare molto ghiaioso che caratterizza vini raffinati, freschi, segnati da note di gesso e pietra bagnata. Infine, la Côte de Rouffach raggruppa i versanti ben riparati e soleggiati che dominano la città, su suolo argilo-calcareo. Riesling, pinot gris, gewurztraminer, sylvaner, muscat e pinot noir si distribuiscono sull'insieme, con viti potate a guyot semplice o doppio e densità di piantagione elevate.
Il lavoro in vigna si fonda su lavorazioni tradizionali del suolo, rese volutamente basse e selezioni accurate alla vendemmia, interamente manuale nei settori migliori. Questa esigenza alla parcella permette poi un intervento minimo in cantina, principio fondante della maison. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai soli lieviti indigeni, senza aggiunta di lieviti selezionati né correzioni, e si prolungano spesso lentamente per raggiungere un equilibrio secco, marchio di fabbrica del domaine da diversi decenni.
I vini sono affinati sulle fecce fini, in grandi botti di rovere per i bianchi di terroir e in barrique per i pinot noirs, che trascorrono generalmente dodici mesi sotto legno prima dell'imbottigliamento. Il crémant è oggetto di particolare cura, con un vino base proveniente da una solera mantenuta da molti anni, che regolarizza lo stile da un'annata all'altra, e dosaggi volutamente ridotti. Alcune cuvée sperimentali, come un riesling senza solfiti aggiunti o un gewurztraminer di macerazione, testimoniano la costante curiosità della nuova generazione.
La gamma Signature costituisce l'ingresso nell'universo del domaine, con vini provenienti dalla regione di Rouffach. Il Sylvaner Signature è secco, fresco e scorrevole, il Riesling Signature gioca sugli agrumi e la sapidità, il Pinot Blanc Signature seduce con la sua rotondità croccante, il Pinot Gris Signature offre frutti gialli golosi e il Gewurztraminer Signature sprigiona rosa e spezie dolci senza eccessi. Il Pinot Noir Signature completa l'insieme con un frutto rosso vivace. Il Muscat Chapelle, con aromi di chicco d'uva fresco e di fiori, è un bianco secco di una purezza dissetante. Sul fronte delle bollicine, il Crémant d'Alsace Cuvée Prestige, dominato da pinot blanc, auxerrois e pinot noir e costruito su una solera, si impone come un modello del genere, ampio, netto e vinoso; il Crémant Millésimé, ottenuto da chardonnay piantati ai piedi del Clos Saint Landelin e affinato in barrique, raggiunge un livello d'eccezione con la sua materia matura e il lungo finale.
La gamma Côte de Rouffach traduce la generosità dei versanti riparati che dominano la città. Il Riesling Côte de Rouffach è un vino secco ben strutturato, con una bella acidità e un finale di cotogna, pensato per la tavola; esiste anche in versione senza solfiti aggiunti, ancora più vibrante. Il Pinot Gris Côte de Rouffach, su argilo-calcareo, mescola albicocca, frutta secca e miele con un tocco tostato, in un registro ricco ma perfettamente equilibrato. Il Gewurztraminer Côte de Rouffach si mostra aromatico, speziato e fruttato, su un equilibrio demi-sec molto digeribile. Il Pinot Noir Côte de Rouffach, dal colore rubino brillante, gioca sui piccoli frutti rossi con una materia snella e un finale vivace e sapido.
Le cuvée dei lieux-dits rivelano la precisione dei terroir calcarei. Il Sylvaner Steinstuck, nato da vecchie viti di sessant'anni, offre un naso puro e discreto, una bocca diritta e salina, un lungo finale sapido: un sylvaner da gastronomia. Il Riesling Steinstuck, proveniente da viti più giovani, esprime il vitigno con vivacità su lime e gesso. Il Pinot Gris Lutzeltal, goloso e di una bella bevibilità, illustra la finezza aromatica di questo altopiano molto secco. Sul Grand Cru Zinnkoepflé, il Riesling acquista tensione e complessità speziata, mentre il Gewurztraminer raggiunge un'intensità floreale sorprendente sostenuta da una mineralità pronunciata.
Il vertice della produzione rimane naturalmente il Clos Saint Landelin. Il Riesling Clos Saint Landelin, piantato vicino alla sorgente storica, dispiega un colore dorato, note pietrose, di agrumi maturi e di fiori, una bocca minerale e potente e un'attitudine all'invecchiamento di quindici-vent'anni. Il Pinot Gris Clos Saint Landelin, pieno di energia, unisce densità e freschezza. Il Gewurztraminer Clos Saint Landelin, coltivato sul calcare caldo del Clos, raggiunge una purezza e un'eleganza rare per questo vitigno, senza pesantezza né eccesso di zuccheri. Il Muscat Clos Saint Landelin, rarità assoluta, è uno dei più bei muscat secchi dell'Alsazia. Il Sylvaner Cuvée Oscar, omaggio a un antenato della famiglia, è un grand cru in tutto tranne che nel nome, ampio e ricco di frutti esotici, capace di invecchiare per lunghi anni. Il Pinot Noir Clos Saint Landelin, affinato dodici mesi in barrique, seduce con i suoi aromi di spezie e fragola candita, la sua polpa concentrata e la sua lunghezza degna dei più bei borgogna. Il suo fratello minore, il Pinot Noir V, proveniente dal Grand Cru Vorbourg la cui denominazione non è ancora aperta al pinot noir, offre un naso brillante di frutti rossi maturi e una trama acidula molto elegante. Il Gewurztraminer Macération, vinificato con una decina di giorni di contatto con le bucce, porta un tocco ambrato e audace alla gamma.
Nelle annate favorevoli, il domaine firma infine sontuosi vini da dessert. Il Muscat Clos Saint Landelin Vendanges Tardives, di una rarità estrema, mescola ananas arrosto e pesca con una notevole freschezza in finale. Il Gewurztraminer Schulzengass Vendanges Tardives, proveniente dalla parte bassa del Vorbourg, offre un naso di rosa e pane tostato sorretto da un'acidità fine. Il Riesling Vorbourg Clos Saint Landelin Sélection de Grains Nobles concentra la liqueur e la mineralità del coteau in un equilibrio di una purezza sorprendente, mentre il Gewurztraminer Sélection de Grains Nobles dispiega frutta candita, spezie e miele su una trama di lunghezza infinita.
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