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Il domaine de l'Ecotard nella Loira: dei Saumur d'alta moda
Adagiato sulle colline del Saumurois, nella Valle della Loira, il Clos de l'Écotard è uno dei segreti meglio custoditi dell'appellation Saumur. Fondato da Michel Chevré, a lungo chef de culture del Domaine des Roches Neuves presso Thierry Germain, questo domaine de famiglia produce dei chenin secchi di una purezza sorprendente, a cui si sono aggiunti dei rossi, uno chardonnay e delle rare bollicine in metodo tradizionale. Quindici ettari condotti in agricoltura biologica e secondo i principi della biodinamica, una lavorazione del suolo con il cavallo, delle vinificazioni senza artifici.
Tutto comincia nel 1992, quando Michel Chevré firma i suoi primi vini accanto al padre Maurice, viticoltore. Appassionato autodidatta, si dedica alla viticoltura dal 1996 e diventa responsabile dei vigneti presso Domaine des Roches Neuves, a Saumur, dove accompagna il passaggio al biologico nel 2002 e contribuisce alla nascita della cuvée di chenin da singola parcella che ha reso celebre la tenuta. Nel 2007 prende possesso di un terreno agricolo di famiglia e comincia a scrivere la storia di Clos de l’Écotard, trasformando poco a poco la parcella in un vero ecosistema, piantato con alberi da frutto e giovani viti.
Le prime annate vengono vinificate e commercializzate con il sostegno di Thierry Germain, prima che la tenuta si doti di una propria struttura di vinificazione. Thibaud Chevré, il figlio minore, affianca il padre nel 2017 e assume la guida nel 2024, con il sostegno di Guillaume. Partito da tre ettari di chenin, Clos de l’Écotard si estende oggi su quindici ettari nel Maine-et-Loire, principalmente nel comune di Courchamps, con parcelle sparse a Fosse-Bellay e Saumur. La gamma si è ampliata agli spumanti già nel 2017 e poi ai vini rossi dal 2021.
Il vigneto presenta una notevole varietà di suoli: argillo-calcarei, talvolta con il calcare affiorante, argillo-sabbiosi e sabbie pure. Questo mosaico spiega l’approccio per singola parcella alle cuvée: ogni terroir viene vendemmiato e vinificato separatamente. Lo chenin resta il vitigno emblematico della tenuta, affiancato da cabernet franc, grolleau gris, grolleau noir, gamay, chardonnay e sauvignon. Le densità variano da 4 000 a 8 000 ceppi per ettaro secondo le parcelle, con potatura a guyot semplice e vendemmia interamente manuale.
Condotta in agricoltura biologica dal 2011, con il ricorso a tecniche derivate dalla biodinamica, la tenuta privilegia l’inerbimento, la rincalzatura, la scalzatura e la lavorazione del suolo con il cavallo nelle parcelle di maggior pregio. Una particolarità rara: i tralci vengono avvolti anziché cimati, una pratica che limita lo sviluppo dei germogli laterali e lascia che la pianta trovi naturalmente il proprio equilibrio. Le rese sono volutamente basse, in continuità con la filosofia di Michel Chevré, convinto fin dagli inizi che i grappoli abbiano bisogno di spazio per raggiungere la loro piena qualità.
In cantina, il principio guida è la misura. Le uve arrivano dopo una selezione manuale, talvolta tripla (in vigna, sul tavolo di cernita prima dei grappoli e poi degli acini), e le fermentazioni iniziano naturalmente, condotte a bassa temperatura per preservare l’energia del frutto. A seconda della cuvée, i bianchi fermentano e affinano in vasche d’acciaio, barrique, botti da mezzo muid, botti grandi di rovere austriaco o giare di gres, sulle fecce fini, con pochissimi travasi. La fermentazione malolattica non viene ricercata sistematicamente, per conservare la tensione tipica dello chenin di Saumur.
I rossi vengono estratti con grande delicatezza, per infusione, con macerazioni brevi di una ventina di giorni e rari rimontaggi, poi affinati solo per alcuni mesi tra vasca, barrique e giare di gres, per privilegiare il frutto, la finezza della trama tannica e la pronta beva. Gli spumanti sono prodotti con metodo tradizionale, senza dosaggio, e lunghi periodi di affinamento sui lieviti in bottiglia che possono superare i quattro anni. Tutte le cuvée vengono imbottigliate nella tenuta.
La Haie Nardin (Saumur bianco): cuvée d’ingresso nel mondo della tenuta, nata da una parcella di 70 are a Courchamps su suoli argillo-sabbiosi, piantata a 5 500 ceppi per ettaro e composta da viti di trenta-sessant’anni. Prima annata nel 2017. Fermentazione e affinamento di undici mesi, per metà in barrique e per metà in vasca. Uno chenin teso e floreale, dai sentori di frutti bianchi e dalla notevole facilità di beva.
Clos de l’Écotard (Saumur bianco): la cuvée emblematica, proveniente da due ettari a Courchamps su terreno argillo-calcareo, esposti in pieno sud e piantati tra il 2009 e il 2013 con la rara densità di 8 000 ceppi per ettaro, utilizzando materiale vegetale proveniente in particolare da selezioni massali di François Chidaine. Selezione delle uve nella parte bassa della parcella, lavorazione del suolo con il cavallo, affinamento di diciotto mesi in barrique (circa il 10% nuove) e in giare di gres a seconda delle annate. Frutti gialli, pera, gesso, mineralità vibrante e acidità perfettamente definita.
Les Pentes (Saumur bianco): la cuvée più complessa della tenuta, proveniente dalla parte alta della parcella di Courchamps, dove il calcare affiora su un pendio ripido esposto a sud. Fermentazione in botte grande Stockinger da 25 ettolitri, seguita da diciotto mesi di affinamento. Profumi intensi di pietra focaia e agrumi, attacco ampio, corpo potente ma cesellato, finale sapido e molto fresco. Un grande bianco della Loira da invecchiamento.
Le Chardonnay (Vin de France bianco): cuvée prodotta in piccole quantità da mezzo ettaro a Courchamps, su terreno argillo-calcareo esposto a nord e piantato con viti di trenta-sessant’anni. Fermentazione e affinamento di dodici mesi in barrique, senza fermentazione malolattica. Il risultato è uno chardonnay della Loira teso e fine, con note di agrumi e mandorla fresca, molto lontano dalle espressioni opulente.
Saumur Rouge: primo rosso della tenuta, nato nel 2021 dall’assemblaggio di tre parcelle a Fosse-Bellay e Courchamps su sabbie e terreni argillo-calcarei, piantate con cabernet franc di cinquanta-sessant’anni. Tripla selezione manuale, macerazione per infusione di una ventina di giorni con pochissima estrazione, affinamento di cinque mesi in vasca (67%), in barrique (30%) e in giare di gres. Un cabernet franc floreale, succoso, dai tannini fini, da servire leggermente fresco.
Gamay (Vin de France rosso): piccola cuvée invitante ottenuta da dieci are di vecchie vigne di sessant’anni piantate sulla sabbia a Fosse-Bellay. Vinificazione con macerazione carbonica, bassa gradazione alcolica, nessun artificio. Croccante, floreale e dissetante, è il vino di pronta beva di Clos de l’Écotard, perfetto con un tagliere di salumi o piatti da bistrot.
Les Quarts Saint Vincent (Saumur spumante): la storica cuvée di bollicine, nata dalla prima vendemmia destinata agli spumanti nel 2017. Chenin in purezza, proveniente da una parcella di 30 are a Saumur su terreno argillo-calcareo, esposta a ovest e piantata con viti cinquantennali i cui tralci vengono avvolti anziché cimati. Fermentazione in botte grande, affinamento di nove mesi sui lieviti in vasca, metodo tradizionale senza dosaggio e lunghissime permanenze sui lieviti in bottiglia (fino a 54 mesi per l’annata 2018). Miele, brioche, mela candita e tensione sapida.
Saumur Brut: spumante prodotto da chenin, grolleau gris e cabernet franc, provenienti da due parcelle argillo-sabbiose di Fosse-Bellay, esposte a sud e piantate con viti di circa cinquant’anni. Metodo tradizionale, nessun dosaggio, una ventina di mesi di affinamento sui lieviti in bottiglia. Una bollicina fine, vinosa e gastronomica, matura e al tempo stesso piena di energia.
Saumur bianco macerato: cuvée prodotta in piccole quantità, vinificata con un contatto prolungato tra il mosto e le bucce, che rivela un’altra sfaccettatura dei vitigni a bacca bianca della tenuta. Consistenza e nobili note amaricanti, aromi di infusi, scorze e frutta secca: una bottiglia da scoprire, riservata agli appassionati di vini di carattere.
L’Enroulée: cuvée eccezionale nata dalla gelata nera del 2019, che ha lasciato alla tenuta solo un terzo del raccolto. Per compensare le perdite, i tralci delle uve di La Haie Nardin sono stati avvolti insieme a quelli delle uve dei Quarts Saint Vincent, dando vita a uno chenin unico nel suo genere, al tempo stesso vibrante e avvolgente, diventato una rarità molto ricercata dai collezionisti di vini della Loira.
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