Pascal Cotat

I vini del Domaine Pascal Cotat: acquisto al miglior prezzo

Il Domaine Pascal Cotat è situato a Sancerre nella Loira e possiede un patrimonio di 2,3 ha di vigne derivanti dalla divisione del domaine familiare tra Pascal e François Cotat, suo cugino. Pascal Cotat produce vini d'eccezione su 2 terroir mitici di Chavignol: la Grande Côte e i Monts Damnés. Il Domaine Pascal Cotat è stato precursore a Sancerre adottando un approccio parcellare e vinificando ogni climat separatamente.

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60,00 € - 80,00 €

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Pascal Cotat Sancerre La Grande Côte 2021

66,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Pascal Cotat Sancerre La Grande Côte 2023

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Pascal Cotat Sancerre Les Monts Damnés 2023

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Pascal Cotat Sancerre La Grande Côte 2024

62,40 € IVA inclusa a bottiglia
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Pascal Cotat Sancerre Les Monts Damnés 2024

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52,00 € IVA esclusa
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Pascal Cotat Sancerre Les Monts Damnés 2024

62,40 € IVA inclusa a bottiglia
52,00 € IVA esclusa
Domande frequenti sul domaine Pascal Cotat

Il Domaine Pascal Cotat si estende su soli 2,3 ettari, situati sui versanti ripidi di Chavignol, il che lo rende una delle produzioni più piccole dell'appellation Sancerre. Le vendemmie sono effettuate a mano grazie a un sistema di carrello su argano adattato ai pendii più scoscesi, e l'affinamento avviene in demi-muids, senza collage né filtrazione, garantendo vini di purezza e autenticità notevoli.

I vini del domaine Pascal Cotat sono concepiti per l'invecchiamento. Il loro potenziale di maturazione è stimato tra i 15 e i 20 anni, il che è eccezionale per un Sancerre. L'espressione, spesso riservata in gioventù — note di mandorla, limone, biancospino — esplode dopo un minimo di due o tre anni di attesa. È quindi consigliabile non aprirli troppo presto per apprezzarne appieno la complessità aromatica.

I due domaine condividono la stessa origine familiare. Dal 1947 fino all'inizio degli anni Novanta, la famiglia Cotat, sotto la direzione dei fratelli Francis e Paul, elaborava i propri vini in una cantina comune prima di imbottigliarli con due etichette distinte. Al momento del loro ritiro, i fratelli hanno trasmesso le proprie vigne ai rispettivi figli: Pascal, figlio di Francis, e François, figlio di Paul. Oggi i due cugini vinificano in modo totalmente indipendente, con stili leggermente diversi, ma con la stessa passione per i grandi terroir di Chavignol. 

Il domaine Pascal Cotat propone due cuvée emblematiche di Sancerre bianco, "La Grande Côte" e "Les Monts Damnés", entrambe elaborate a partire da Sauvignon Blanc. La Grande Côte, su un suolo prevalentemente argillo-calcareo, produce vini ampi e minerali, mentre i Monts Damnés, esposti a sud su un versante collinare dalla pendenza impressionante, offrono vini dalle note più affumicate, con un'acidità marcata. Due espressioni di terroir distinte, ma entrambe considerate tra le più grandi bottiglie bianche della Loira.

Il domaine Pascal Cotat non è certificato in agricoltura biologica, ma coltiva le proprie viti secondo principi vicini al bio: nessun pesticida viene utilizzato sulle viti, solo lieviti indigeni intervengono durante la fermentazione, e il calendario lunare guida le operazioni di travaso. Un lavoro rigoroso dei suoli e una potatura particolarmente accurata permettono di ottenere uve di qualità eccezionale. Una filosofia volta innanzitutto a rivelare fedelmente il carattere del terroir di Chavignol.

I vini del domaine Pascal Cotat si distinguono per i loro aromi di agrumi canditi, frutti esotici e un finale salino e gessoso, che li rende compagni ideali per una grande varietà di piatti. Si esprimono magnificamente con pesci pregiati (sogliola alla mugnaia, luccioperca al burro bianco), frutti di mare, oppure formaggi di capra stagionati, un abbinamento classico con il Crottin de Chavignol, formaggio emblematico dello stesso villaggio in cui nascono questi vini. La loro tensione minerale e la loro freschezza li rendono anche ottimi vini da gastronomia.

Storia di Domaine Pascal Cotat

La famiglia Cotat coltiva la vite sui pendii di Chavignol dalla fine della Seconda guerra mondiale. A partire dal 1947, due fratelli, Francis e Paul Cotat, lavorano insieme nella stessa cantina, producendo i vini in comune prima di imbottigliarli con due etichette distinte. Sono loro, con largo anticipo su tutti gli altri, a introdurre a Sancerre un’idea allora rivoluzionaria: vinificare ogni parcella separatamente e dare ai vini il nome del rispettivo luogo di provenienza. I Cotat sono così i pionieri delle cuvée parcellari nella denominazione, una pratica oggi diffusa ma che all’epoca spiccava in una regione orientata verso gli assemblaggi.

All’inizio degli anni Novanta, i due fratelli trasmettono le rispettive vigne ai figli: Pascal, figlio di Francis, e François, figlio di Paul. La tenuta di famiglia viene divisa in due e da allora ciascuno dei cugini vinifica nella propria cantina e con il proprio nome. Pascal Cotat eredita così poco più di due ettari situati sui migliori versanti di Chavignol. Appassionato di meccanica e di auto d’epoca prima di dedicarsi completamente alla vite, perpetua alla lettera i metodi appresi dal padre, senza mai cedere alle mode. I suoi vini, così caratteristici da essere stati talvolta esclusi dalla denominazione per la loro atipicità e commercializzati come Vin de France, sono oggi tra i Sancerre più ricercati al mondo, insieme a quelli del cugino François e di Edmond Vatan.

Terroir e vigneti di Domaine Pascal Cotat

Chavignol deve la sua reputazione a un sottosuolo unico nella denominazione: le marne kimmeridgiane, terre bianche calcaree ricche di piccole ostriche fossili, identiche a quelle che si trovano a Chablis. Questo substrato conferisce ai vini da sauvignon una vivacità gessosa, sapidità e capacità di invecchiamento che li distinguono nettamente dai Sancerre prodotti su terreni di selce o di caillottes. Les Monts Damnés, forse il vigneto più celebre di tutta la Loira, deve il nome alla sua pendenza davvero vertiginosa: lo strato di terra è così sottile che la roccia affiora, e per lavorare il terreno occorrono un verricello e un carrello per issare persone e attrezzature. La vicina La Grande Côte presenta terreni più ricchi di argilla, che donano ai vini volume, corposità e ampiezza.

Su questi due versanti, Pascal Cotat coltiva circa due ettari e mezzo di sauvignon blanc, con viti che hanno in media dai trentacinque ai quarantacinque anni, a cui si aggiunge una parcella di pinot nero con viti molto vecchie, alcune prossime al secolo di età. La conduzione è del tutto naturale: nessun prodotto chimico di sintesi, concimazione con preparati naturali a base di alghe e sostanze organiche, lavorazione manuale del terreno sui pendii più ripidi. Le rese sono basse e la vendemmia è sempre manuale. La particolarità più sorprendente resta la data della raccolta: Pascal Cotat vendemmia spesso più di una settimana dopo tutti i suoi vicini, alla ricerca della piena maturazione, talvolta accompagnata da un accenno di botrite.

Le vinificazioni di Domaine Pascal Cotat

In cantina, il metodo non è cambiato da tre generazioni, ed è proprio questo a rendere unica la tenuta. Le uve vengono pressate lentamente a grappolo intero, poi i mosti fermentano grazie ai soli lieviti indigeni, senza aggiunta di lieviti o enzimi e senza zuccheraggio. Le fermentazioni possono essere lunghe e lasciare qualche grammo di zucchero residuo: una caratteristica spesso discussa che, lungi dall’appesantire i vini, ne arrotonda il finale in gioventù e svolge un ruolo decisivo nel loro invecchiamento.

L’affinamento prosegue poi in vecchie botti da mezzo muid e grandi botti, spesso per oltre un anno, sui lieviti, senza alcun apporto di legno nuovo. I vini vengono imbottigliati senza chiarifica né filtrazione, con un uso minimo di solfiti. Lo stile che ne deriva spicca nella denominazione: ben lontani dal sauvignon varietale ed esuberante, sono vini misurati, densi, quasi austeri in gioventù, con note di mandorla, limone, biancospino e gesso, che si aprono dopo due o tre anni e sviluppano col tempo una consistenza cremosa quasi borgognona. Le bottiglie di dieci, quindici o vent’anni offrono alcune delle esperienze più sorprendenti che il sauvignon blanc possa regalare.

Le cuvée di Domaine Pascal Cotat

Sancerre Les Monts Damnés è la cuvée più cesellata e profonda della tenuta, nata dal versante più ripido di Chavignol, dove la terra coltivabile è quasi assente e la roccia calcarea domina ogni cosa. Il naso, inizialmente discreto, intreccia conchiglia d’ostrica, limone, anice, pietra focaia, fiori bianchi e una caratteristica nota affumicata. Il palato è maturo, con una lieve morbidezza che avvolge un’acidità tagliente, una mineralità tangibile e un finale sapido di grande persistenza. Splendido con ostriche, lucioperca al burro bianco o un crottin de Chavignol, rivela però il suo vero volto dopo diversi anni in cantina, evolvendo verso note esotiche e mielate.

Sancerre La Grande Côte proviene dal vigneto omonimo, situato nelle vicinanze, su terreni più ricchi di argilla, che conferiscono al vino maggiore volume, corposità e statura. Il ventaglio aromatico si apre su frutti bianchi maturi, agrumi canditi, tartufo bianco e un tocco di brioche, mentre al palato esprime una notevole ampiezza, sostenuta da un potente nucleo minerale kimmeridgiano e da una vibrante sapidità. È il vino più generoso della tenuta, solare e al tempo stesso incisivo, adatto all’invecchiamento e magnifico con aragosta, pollame alla panna o animelle di vitello.

Rosé è uno dei rosati più rari e ambiti d’Europa, prodotto da una parcella di pinot nero piantata a Chavignol, le cui viti sfiorano il secolo di età. Vinificato come un grande bianco, con pressatura diretta e un lento affinamento, non è certo un rosato da bere senza pensieri: colore tenue e luminoso, profumi di piccoli frutti rossi, spezie e gesso, palato vinoso, materico e sapido, con una persistenza inattesa. A seconda delle annate, è commercializzato come Sancerre o Vin de France e a tavola si comporta come un autentico vino gastronomico, capace anch’esso di invecchiare.

La Grande Côte Cuvée Spéciale è la bottiglia più esclusiva della tenuta, prodotta solo nelle annate in cui la botrite si sviluppa sulle uve vendemmiate molto tardivamente. È un sauvignon dolce, ricco e concentrato, con aromi di frutta candita, mela cotogna, miele e zafferano, la cui dolcezza è sempre bilanciata dall’acidità e dalla mineralità gessosa del terroir. Estremamente raro e ricercato dai collezionisti, accompagna magnificamente un foie gras fatto in casa, un formaggio erborinato o una crostata di albicocche.

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