Tour du Bon Bandol 2023 Bianco
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Il domaine Tour du Bon in Provenza: vini di Bandol d'eccezione
Situato al Brûlat du Castellet, all'estremo nord-ovest dell'appellazione Bandol, il domaine de la Tour du Bon coltiva una quindicina di ettari in un anfiteatro naturale spazzato dal mistral e immerso in più di trecento giorni di sole all'anno. Agnès Henry-Hocquard vi conduce dal 1989 un vigneto certificato in agricoltura biologica, con l'obiettivo di produrre poco ma bene. I suoi Bandol, caratterizzati dalla tipicità del mourvèdre, si distinguono per la loro delicatezza, la loro bevibilità e la loro capacità di invecchiare senza mai scivolare nell'eccesso di maturità, di estrazione o di affinamento.
Il luogo prende il nome da una torre di avvistamento un tempo eretta sul punto più alto del sito per proteggere il villaggio di Le Castellet: un felice presagio per una tenuta destinata a coltivare il buono. L’avventura vinicola comincia nel 1925, quando la famiglia Mauric acquista una quindicina di ettari in questa località e sostituisce progressivamente gli ulivi con filari di vite. La creazione della denominazione Bandol nel 1941 convince i proprietari a passare dall’uva da tavola alla produzione di un vero vino rosso, inizialmente etichettato Cru du Castellet, poi Domaine de la Tour du Bon dal 1955.
Nel 1968 Claude e Robert Hocquard, parigini conquistati da questo luogo tranquillo dagli orizzonti aperti, acquistano la proprietà. Estirpano le vecchie piantagioni e, a partire dal 1970, reimpiantano mourvèdre e carignan, vitigni emblematici della denominazione. La tenuta si fa notare già a metà degli anni Ottanta, in particolare con la creazione, nel 1987, della cuvée Saint-Ferréol. Nel 1989 la figlia Agnès, nata a Parigi nel 1962 e inizialmente ingegnera nell’industria lattiero-casearia, torna alle sue radici per raccogliere il testimone di famiglia. Impara il mestiere sul campo, si circonda dei vinificatori della Loira Thierry Puzelat e Antoine Pouponneau e porta la tenuta a una svolta decisiva. Il vigneto ottiene la certificazione biologica nel 2014 e Agnès Henry-Hocquard si è affermata come una delle principali figure femminili di Bandol.
Situata su un altopiano a circa 150 metri di altitudine, la tenuta occupa una delle zone più precoci di Bandol grazie a un terroir peculiare di substrati calcarei e sabbiosi, integrati da sacche di argille ferruginose. Le parcelle portano nomi che raccontano il luogo: La Rémoise, Saint Ferréol, l’Ensoleillade, le Clos des Aïeux, l’Aire e Bellevue, ciascuna con un’esposizione diversa. Protetto dalle montagne a nord e aperto verso il Mediterraneo, l’insieme forma un anfiteatro riparato in cui il mistral e la salsedine mantengono naturalmente sano il vigneto e limitano la pressione delle malattie.
La scelta dei vitigni rispetta fedelmente la tradizione della denominazione: clairette verte, rolle e ugni blanc per i bianchi, mourvèdre, grenache noir, cinsault e carignan per i rosati e i rossi. Parte del materiale vegetale proviene da selezioni massali della proprietà. I terreni sono lavorati meccanicamente, con scalzatura e aratura, senza alcun diserbante chimico, e i trattamenti sono ridotti allo stretto necessario. La vendemmia è interamente manuale, in cassette da quindici chili, per evitare che l’uva venga schiacciata prima di arrivare in cantina. Su appena quattordici-diciassette ettari, la tenuta produce poco, privilegiando sempre la precisione alla quantità.
La cantina illustra perfettamente la filosofia di Agnès Henry-Hocquard: intervenire il meno possibile e lasciare parlare il terroir. Le fermentazioni iniziano con lieviti indigeni, le estrazioni restano delicate e gli affinamenti sono condotti senza eccessi, per preservare il frutto e la freschezza. L’arrivo di nuove botti grandi, su consiglio dei suoi consulenti enologici della Loira, ha migliorato nettamente la bevibilità e il controllo degli affinamenti: i vini acquistano delicatezza, pur conservando una forte personalità e una buona capacità di invecchiamento.
La cantina riunisce recipienti diversi: vasche di cemento, botti grandi di rovere e anfore di terracotta. Ispirata dall’incontro con la vignaiola italiana Elisabetta Foradori, Agnès Henry sperimenta dal 2013 la vinificazione del mourvèdre in giare. Otto anfore dalle forme morbide, arrivate dalla Mancia passando per il Trentino, accolgono oggi ogni anno queste uve per circa sei mesi di infusione. Il risultato, agli antipodi del Bandol classico, rivela un’inaspettata freschezza del frutto e una trama di grande finezza, priva di artifici. Questa costante curiosità porta regolarmente la tenuta a creare micro-cuvée fuori dagli schemi.
Bandol bianco: assemblaggio di clairette verte, rolle e ugni blanc, vinificato delicatamente per preservarne la vivacità aromatica. Fresco e profumato, esprime note di anice, mela cotogna, fiori bianchi e agrumi, con un sorso teso e sapido. Un bianco gastronomico, ideale con frutti di mare, pesce alla griglia e cucina provenzale.
Bandol rosé: prodotto principalmente con mourvèdre, completato da cinsault e grenache, si distingue nettamente dai rosati pallidi e senza carattere. Ampio e generoso, unisce frutti rossi freschi, spezie dolci e una piacevole, nobile nota amaricante. La sua struttura gli permette di accompagnare un intero pasto e di conservarsi per due o tre anni senza perdere vigore.
Bandol rosso: la cuvée centrale della gamma della tenuta, dominata dal mourvèdre e completata da grenache, cinsault e carignan. Affinata in botti grandi e vasche di cemento, esprime fedelmente questo terroir d’altura: frutti neri, macchia mediterranea, pepe e cuoio si accompagnano a tannini fini e a una freschezza notevole. Un Bandol equilibrato, mai ostentato, che invecchia armoniosamente per una decina d’anni.
Saint Ferréol: la grande cuvée della tenuta, creata nel 1987, proveniente da tre piccole parcelle poco conosciute piantate intorno a una collina vecchia di venti milioni di anni. Solare, potente e rigorosamente strutturato, questo rosso conserva tuttavia una finezza rara, con una profonda trama minerale e una lunghezza impressionante. Il vino da invecchiamento per eccellenza della proprietà, da attendere per diversi anni.
Rêvolution: un Bandol rosso dallo stile più immediato, pensato per il piacere della tavola senza attese. Il frutto è croccante, i tannini morbidi e il finale sapido, in uno stile arioso che esprime la volontà di Agnès Henry di orientare la gamma verso vini più digeribili.
En Sol: la cuvée sperimentale diventata emblematica, nata dall’incontro con Elisabetta Foradori. Proviene esclusivamente dal mourvèdre coltivato nella parcella di argille ferruginose dell’Ensoleillade, vinificato e affinato in anfore di terracotta per circa sei mesi di infusione. Il vino, classificato IGP Méditerranée, rivela una morbidezza e una finezza inattese, con una vibrante freschezza del frutto che va controcorrente rispetto al Bandol tradizionale.
Retour du Bon: una cuvée IGP Méditerranée pensata come piacevole introduzione all’universo della tenuta. Fruttata, morbida e dissetante, si gusta giovane e leggermente fresca, con salumi, grigliate o verdure mediterranee.
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