Minchin

I vini del Domaine Minchin: acquisto al miglior prezzo

I Domaines Minchin riuniscono due proprietà emblematiche della Val de Loire, a cavallo tra il Berry e la Touraine. A Morogues, uno dei più bei cru dell'appellazione Menetou-Salon, La Tour Saint Martin coltiva una quindicina di ettari di sauvignon blanc e pinot noir su marne kimmeridgiane. A Valençay, Le Claux Delorme dispiega i suoi vigneti su argille a selce, con sauvignon, gamay, côt, cabernet franc e pinot noir. Bertrand Minchin, affiancato dalla moglie Albane e oggi dalla figlia Hortense, vi firma vini di una purezza cristallina.

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Rosso
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Loira | Menetou Salon

La Tour Saint Martin Menetou Salon Pommerais 2022 rosso

18,00 € IVA inclusa a bottiglia
15,00 € IVA esclusa

Storia di Domaines Minchin

La storia familiare risale a prima della guerra: il nonno di Bertrand Minchin coltivava già la vite nel comune di Morogues, nel cuore del Berry. È su queste stesse terre che Bertrand decide di raccogliere il testimone alla fine degli anni Ottanta, piantando sedici ettari di vigneti e creando Domaine de La Tour Saint Martin. La scommessa è audace in una denominazione, Menetou-Salon, all’epoca ampiamente oscurata dalla vicina Sancerre. Nel giro di poche annate, tuttavia, la precisione dei suoi sauvignon e la finezza dei suoi pinot noir affermano la tenuta tra i punti di riferimento affidabili della Loira centrale, con diversi colpi di fulmine nelle principali guide.

Nel 2004, Albane e Bertrand Minchin rimangono affascinati da un secondo vigneto, questa volta all’incrocio tra Berry e Touraine, dalle parti di Selles-sur-Cher: diventerà Le Claux Delorme, nella denominazione Valençay, una quindicina di ettari in una denominazione di nicchia e poco conosciuta. Anche qui la ricerca dell’eccellenza è immediata e, già alla fine degli anni Duemila, i vini compaiono regolarmente nelle selezioni delle guide. Le due proprietà sono oggi riunite sotto il nome Domaines Minchin, alle quali si è unita Hortense Minchin, che porta avanti insieme al padre questo lavoro di precisione. Dopo aver ottenuto la certificazione Haute Valeur Environnementale, la tenuta è passata all’agricoltura biologica certificata, completando un percorso avviato da tempo in vigneto.

Terroir e vigneti di Domaines Minchin

A Menetou-Salon, il vigneto occupa i pendii di Morogues, considerato il grand cru storico della denominazione. Il suolo è composto da marne kimmeridgiane, un calcare ricco di piccole ostriche fossili risalente a circa centoquaranta milioni di anni fa, presente anche a Chablis e nei migliori terroir di Sancerre. Conferisce al sauvignon una notevole tensione salina e mineralità gessosa, e al pinot noir finezza, freschezza e una trama delicata. Il vigneto si estende per circa sedici-diciassette ettari, con parcelle esposte in modo da preservare l’acidità pur raggiungendo una bella maturazione.

A Valençay, lo scenario cambia completamente. I vigneti del Claux Delorme poggiano su argille con selce, integrate da sabbie e ghiaie: un terroir più caldo e drenante, perfetto per i quattro vitigni rossi della denominazione, gamay, côt, cabernet franc e pinot noir. Qui il sauvignon dà bianchi più solari, invitanti e immediati di quelli del Berry. Oggi tutti i vigneti sono coltivati senza diserbanti né prodotti di sintesi, con rese controllate, una lavorazione costante del suolo e particolare attenzione alla maturità delle uve, condizione fondamentale per la purezza ricercata da Bertrand Minchin.

Vinificazioni di Domaines Minchin

La filosofia di cantina si riassume in una parola: purezza. Bertrand Minchin rifiuta i lieviti aromatici, gli artifici tecnologici e le manipolazioni inutili, e lavora con dosi di zolfo molto contenute. I bianchi beneficiano di lunghe pressature delicate, poi fermentano a temperatura controllata prima di affinare sulle fecce fini: in vasca per le cuvée tradizionali e in legno per le grandi cuvée, nelle quali la nota boisé rimane sempre precisa e ben integrata.

Per i rossi di Menetou-Salon, la vendemmia è manuale, le uve vengono completamente diraspate e la macerazione dura dalle tre alle quattro settimane, con rimontaggi misurati, follature leggere e svinatura a mano. L’affinamento avviene in vasche d’acciaio inox e in tini tronconici di rovere, per preservare il frutto conferendo al tempo stesso struttura. A Valençay, i bianchi vengono pressati con una pressa pneumatica e affinati sulle fecce fini per conservarne la vivacità. Lo stile che ne deriva è costante da un’annata all’altra: vini cristallini, invitanti e piacevoli fin da subito, ma con una capacità di invecchiamento dai cinque ai quindici anni che pochi appassionati ancora sospettano in queste denominazioni.

Le cuvée di Domaines Minchin

Il Menetou-Salon Morogues bianco è la cuvée tradizionale della tenuta e la migliore introduzione allo stile della casa. Questo sauvignon in purezza, nato dalle marne kimmeridgiane, offre un naso fresco di agrumi, fiori bianchi e frutti bianchi, con un accenno affumicato tipico del cru. Il palato, concentrato e nitido, spazia tra limone, cremosità e una vena amaricante minerale, prima di un finale salino perfetto a tavola. Ideale con frutti di mare, un carpaccio di capesante o un formaggio di capra del Berry.

Il Menetou-Salon Morogues rosato interpreta il pinot noir della tenuta in uno stile delicato e luminoso. Pressatura diretta, colore tenue, aromi di piccoli frutti rossi freschi, pesca e fiori, palato teso e dissetante: è un rosato più gastronomico che da piscina, da servire con grigliate, piatti estivi o antipasti freddi.

Il Menetou-Salon Pommerais rosso è il pinot noir quotidiano della tenuta, vinificato con la stessa cura riservata alle grandi cuvée. Il vino conquista con il suo frutto rotondo e maturo, le note di ciliegia e frutti neri, la succosa acidità e i tannini setosi, con un tocco affumicato e speziato nel finale. Un rosso elegante e facile da bere, da servire leggermente fresco con pollame arrosto o salumi pregiati.

Il Menetou-Salon Honorine è la grande cuvée bianca di La Tour Saint Martin, ottenuta dalle migliori parcelle di sauvignon e vinificata con interventi minimi, con un affinamento in legno particolarmente riuscito. Più ampio, denso e complesso del Morogues, unisce agrumi canditi, frutti bianchi maturi, note floreali e una trama minerale cesellata, con una consistenza cremosa sostenuta da un’acidità vibrante. Un sauvignon da invecchiamento, da aprire con un pesce in salsa, animelle di vitello o pollame alla panna.

Il Menetou-Salon Célestin è il grande pinot noir della tenuta e uno dei rossi di riferimento della Loira centrale. Il naso, inizialmente floreale con sentori di iris e violetta, sviluppa con l’ossigenazione note di tostatura, caffè tostato e cacao, su un legno delicatamente integrato. Il palato è ampio, morbido e dai tannini setosi, con una lunga persistenza di mirtillo e ribes nero. Un vino da tavola di classe, splendido con una costata di vitello, un petto d’anatra o dei funghi.

Il Menetou-Salon Le Fumet completa la gamma dei bianchi di Morogues con un’espressione del sauvignon più tesa e salina, il cui nome evoca la tipica nota affumicata del terroir kimmeridgiano. Lineare, preciso e minerale, offre sentori di scorza d’agrumi, pietra focaia e fiori bianchi, con un finale di bella lunghezza. Ideale come aperitivo oppure con ostriche e molluschi.

Il Valençay Le Claux Delorme bianco è un sauvignon in purezza nato dalle argille con selce della valle dello Cher, più solare e fruttato dei suoi cugini del Berry. Fresco, elegante e invitante, sprigiona aromi di agrumi, frutti esotici e fiori, con un palato rotondo equilibrato da una bella tensione. L’abbinamento più naturale resta il formaggio di Valençay, la piramide di capra che condivide la denominazione con il vino, ma brilla anche con gamberi, rombo o un carpaccio di capesante.

Il Valençay Le Claux Delorme rosso riunisce i quattro vitigni della denominazione — gamay, côt, cabernet franc e pinot noir — in un assemblaggio accurato in cui ciascuno trova il proprio posto. Il colore è scuro e brillante, il naso espressivo, con sentori di frutti neri, ciliegia sotto spirito e spezie dolci; il palato è rotondo e carnoso, sostenuto da tannini morbidi e vellutati, con un finale fresco e saporito. Una bottiglia ideale per scoprire una denominazione ancora troppo poco conosciuta, da abbinare a una costata di manzo o a una carne in salsa.

Il Valençay Les Mi-Voies bianco è una cuvée da singola parcella di sauvignon particolarmente vivace, spinta dall’acidità e da un’irresistibile trama salina. Note agrumate e floreali, palato vivace e slanciato, finale nitido: questo bianco gioioso e lineare non si esprime certo a mezza voce, come suggerisce il nome, e accompagna magnificamente i prodotti del mare e i formaggi freschi.

Il Valençay Les Saint-Lazare rosso prende il nome dalla primissima parcella coltivata dalla famiglia nella tenuta. Questo assemblaggio dei quattro vitigni della denominazione presenta una bella maturità del frutto e note speziate, con un palato rotondo e fresco dai tannini fitti e fini. Un rosso di carattere, da gustare con andouillette alla griglia, agnello in crosta, filetto di coniglio giovane o gratin dauphinois.

Il Touraine Franc du Côt-Lié gioca con le parole come con i vitigni, associando côt e cabernet franc in un rosso della Touraine strutturato e al tempo stesso invitante. Frutti neri, liquirizia e spezie dominano il profilo aromatico, mentre il palato rivela una materia morbida e ben definita, con tannini fini. Un vino piacevole fin da subito che può anche riposare qualche anno in cantina.

Il Touraine Red de Rouge completa la gamma con un rosso della Touraine da bere con piacere, all’insegna del frutto, della freschezza e della bevibilità. Croccante, leggero e profumato di lampone e ciliegia, si serve volentieri leggermente fresco e accompagna un tagliere di salumi, una selezione di formaggi o una cucina semplice tra amici.

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