Roc des Anges

Il domaine Roc des Anges, Linguadoca Rossiglione: grandi vini di terroir

I vini del domaine Roc des Anges: acquisto al miglior prezzo

Situato a Latour de France, nel cuore del Rossiglione, il domaine Roc des Anges è uno dei riferimenti assoluti del vigneto catalano. Marjorie e Stéphane Gallet vi conducono una trentina di ettari di vecchie vigne piantate su scisti neri, certificate in agricoltura biologica e in biodinamica. Carignan, grenache gris, macabeu, mourvèdre e sérine vi danno vita a vini di una precisione rara, sostenuti da una mineralità salina e da una freschezza inaspettata sotto questo clima mediterraneo.

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Rosso
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Linguadoca Rossiglione | Côtes Catalanes

Roc des Anges Aiglon Rosso 2019

66,00 € IVA inclusa a bottiglia
55,00 € IVA esclusa

Storia del Roc des Anges

L'avventura inizia nel 2001, quando Marjorie Gallet, allora ventitreenne, decide di stabilirsi a Montner, nella valle dell'Agly. Nata vicino a Grenoble e cresciuta tra i paesaggi viticoli di Condrieu e Côte Rôtie, studia agronomia ed enologia a Montpellier, poi si forma presso importanti viticoltori, tra cui Gérard Gauby, che le trasmette più una filosofia del vino che una tecnica. Il nome della tenuta deriva da una parcella di vecchio carignan piantata su una vena di quarzo, il "roc blanc", un pendio chiaro che scintilla in mezzo agli scisti scuri.

Il marito Stéphane Gallet, a lungo responsabile della vinificazione del Mas Amiel a Maury, la raggiunge nel 2008. La tenuta assume allora una nuova dimensione: conversione all'agricoltura biologica (certificata nel 2010), poi alla biodinamica (certificata nel 2013), acquisizione di vigne a Maury per creare Les Terres de Fagayra, cantina dedicata ai vini dolci naturali, e trasferimento nel 2014 da Montner a Latour de France, in una cantina in pietra che offre l'inerzia termica e lo spazio necessari a una vinificazione di alta precisione. Da allora la coppia moltiplica le selezioni parcellari.

Terroir e vigne del Roc des Anges

Il terroir della tenuta poggia su scisti neri antichissimi, friabili e sfaldati verticalmente, che permettono alle radici di scendere in profondità e trovare acqua e freschezza nel cuore dell'estate. A questi scisti si aggiungono vene di quarzo, alcuni affioramenti di argille rosse, suoli calcareo-scistosi nei pressi di Maury e, per una parcella in quota, granito. Il vigneto si estende su una ventina di parcelle, perlopiù esposte a nord: una scelta determinante in una regione così soleggiata, dove la luce del Rossiglione illumina le uve senza bruciarle.

L'età delle viti è l'altra grande ricchezza della tenuta. Alcune parcelle di carignan furono piantate nel 1903 e nel 1913, a piede franco o ad alberello, e l'età media supera ampiamente il mezzo secolo. Le rese naturali sono estremamente basse, spesso inferiori a 20 ettolitri per ettaro. La scelta dei vitigni privilegia le varietà catalane e mediterranee, talvolta dimenticate: carignan nero e grigio, grenache nero, grigio e bianco, macabeu, mourvèdre, moscato a piccoli acini, lladoner pelut, picpoul, cinsault e una selezione massale di sérine proveniente da Saint Joseph. Arature, colture di copertura, preparati biodinamici e reimpianti progressivi accompagnano la ristrutturazione dei suoli.

Le vinificazioni del Roc des Anges

La vinificazione al Roc des Anges punta a intervenire il meno possibile, senza mai lasciare nulla al caso. Le uve vengono raccolte presto, a maturazioni misurate, per preservare acidità ed energia. Le fermentazioni avvengono con i soli lieviti indigeni, in vasche di cemento chiuse, senza controllo della temperatura: per i Gallet, la freschezza di un vino nasce in vigna, non da un impianto di refrigerazione. I rossi sono perlopiù diraspati, con un'estrazione minima, spesso limitata a un semplice rimontaggio per omogeneizzare il mosto, quindi pressati e rimessi in vasca per completare la fermentazione.

Gli affinamenti sono delicati e rispettosi, in vasche di cemento, botti grandi o mezze botti, senza impronta del legno, per periodi da nove a diciotto mesi a seconda delle cuvée. La tenuta non sottopone i vini a chiarifica, li filtra solo leggermente e limita l'anidride solforosa totale a 30-50 milligrammi per litro, una parte dei quali si forma naturalmente durante la fermentazione. Diverse cuvée seguono un percorso diverso: affinamento ossidativo sotto velo di lieviti per i vini sotto velo, aggiunta di alcol per arrestare la fermentazione dei vini dolci naturali di Maury, nei quali l'esperienza di Stéphane Gallet dà il meglio di sé.

Le cuvée del Roc des Anges

Llum (Côtes du Rossiglione bianco) è il vino d'ingresso della gamma dei bianchi, un assemblaggio di grenache grigio e macabeu nato su scisti molto superficiali, privi di argilla. Cristallino, sapido, floreale e teso, esprime lo stile cesellato e luminoso della tenuta.

Iglesia Vella ("vecchia chiesa" in catalano) proviene da una parcella di vecchio grenache grigio situata vicino al luogo in cui sorgeva la chiesa del villaggio. Considerato l'equivalente bianco di Las Trabasseres, questo vino della roccia madre unisce densità, verticalità e un finale salino. È uno dei più grandi bianchi del Rossiglione.

L'Oca è un macabeu in purezza proveniente da una parcella attraversata da una vena di argilla rossa in mezzo allo scisto. Ne ricava una consistenza rotonda e generosa, che lascia poi spazio a un'intensità verticale, tra frutti a nocciolo, profumi mediterranei e mineralità speziata.

Pi Vell ("vecchio pino") nasce a 260 metri di altitudine, di fronte ai Pirenei e al Pic de Bugarach. Vento, roccia e luce si fondono in un macabeu elegante e complesso, che unisce erbe spontanee, agrumi, frutti a polpa bianca e una sapidità che allunga il finale.

Imalaya è la cuvée più rara della tenuta: un carignan grigio coltivato a 500 metri di altitudine su granito, un vitigno poco diffuso di cui restano solo una ventina di ettari in Francia. Mineralità pietrosa e affumicata, sofisticatezza eterea, frutto succoso e persistenza vibrante ne fanno un vino imperdibile.

Chamane riabilita il moscato a piccoli acini, vitigno che la coppia aveva inizialmente pensato di estirpare. Vinificato secco, rivela una spiccata mineralità e una vivacità che prevalgono sulla consueta esuberanza aromatica del vitigno.

Cioran è il vino sotto velo della tenuta, nato nel 2006 da tre barrique lasciate da parte e ricoperte da un velo di lieviti. Il suo nome è l'anagramma di «rancio» e un omaggio allo scrittore. Le uve vengono vendemmiate presto, come per i bianchi secchi: è un rancio fine, puro e incisivo, agli antipodi delle versioni pesanti della regione.

Alquimia prosegue questa ricerca sull'ossidazione: un assemblaggio di grenache grigio e macabeu di diverse annate, affinati sotto velo su scisti e argilliti. Complesso, sapido e profondamente originale.

Les Vignes Métissées è il rosato della tenuta, ottenuto da parcelle reimpiantate con vitigni a bacca bianca, integrati da alcuni a bacca rossa (moscato, grenache grigio, bianco e nero, picpoul, cinsault). Il suo colore tenue deriva dal terroir e dall'impianto misto, non dalla vinificazione.

Segna de Cor, il cui nome riprende quasi esattamente Roc des Anges al contrario, unisce circa il 40 % di grenache nero, il 30 % di carignan e il 30 % di syrah provenienti da una ventina di piccole parcelle scistose. Frutti scuri, erbe mediterranee, oliva e cioccolato fondente: un rosso di carattere, scorrevole e subito seducente.

Reliefs nasce da una selezione di vecchie viti di carignan, integrata, a seconda delle annate, da grenache, syrah e lladoner pelut. Più strutturato di Segna de Cor, unisce polpa, spezie dolci e freschezza, con un buon potenziale di invecchiamento di cinque-otto anni.

1903 è la cuvée emblematica della tenuta, un carignan in purezza proveniente da viti piantate quell'anno sugli scisti di Montner. Rese minime, colore intenso, naso nitido di piccoli frutti rossi, sorso denso e meditativo: un riferimento mondiale per il vitigno, da bere nell'arco di dieci anni e oltre.

Las Trabasseres proviene da un'unica parcella esposta a nord, piantata nel 1913 su scisti puri. Dall'annata 2018 viene imbottigliato separatamente solo nelle annate più riuscite; il resto confluisce nell'assemblaggio di 1903. Un carignan austero e di razza, di grande persistenza.

Ùnic è un grenache nero di vecchie vigne proveniente da un'unica barrique, su scisti molto drenanti. Profondo senza essere pesante, con una trama tannica notevole, mostra fino a quale finezza possa arrivare il grenache nel Rossiglione.

Australe è ottenuto esclusivamente da sérine, antica varietà di syrah proveniente da una selezione massale effettuata a Saint Joseph. Un omaggio alle origini rodaniane di Marjorie Gallet, descritto come un Côte Rôtie selvatico del Rossiglione: floreale, pepato, elegante e prodotto in quantità molto limitate.

Astérolide è un mourvèdre in purezza, un vino di razza, sanguigno e austero in gioventù, che trae grande beneficio da qualche anno in cantina. Spezie, macchia mediterranea, ferro e tannini fitti ne definiscono il carattere.

Satine unisce carignan e syrah provenienti dai terroir scistosi più superficiali della tenuta. Vinificata in vasca di cemento con un solo rimontaggio, matura per nove mesi tra vasca e botte grande, poi si affina per altri diciotto mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Fagayra Blanc (Maury bianco, Les Terres de Fagayra) proviene da una parcella esposta a nord, su un rilievo ai piedi della parete calcarea di Quéribus. Suolo molto pietroso, dualità tra calcare e scisti: questo vino dolce naturale è gessoso, teso, fresco ed etereo, con note di fiori e agrumi.

Fagayra Rouge è un Maury ottenuto da grenache nero piantato nel 1949, su scisti e calcari superficiali. Un vino dolce naturale fuori dal comune, che unisce prugna secca, fico e cacao a una freschezza capace di alleggerirne la dolcezza, ideale con un dessert al cioccolato o un formaggio erborinato stagionato.

Op. Nord completa la trilogia di Maury. Nato da profondi suoli scistosi, esprime un carattere radicato nella terra, un sorso profondo e una consistenza avvolgente, in un equilibrio pacato tra materia e potenza.

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