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Nome mitico del vino italiano, la casa vinicola Gaja ha sede a Barbaresco, in Piemonte, dal 1859. Sotto la guida di Angelo Gaja, ha rivoluzionato le Langhe introducendo i vini da singoli cru, l’affinamento in barrique e vitigni allora inediti nella regione, elevando il Nebbiolo al livello dei più grandi vini del mondo. Barbaresco, cru dei singoli vigneti, Barolo d’eccezione, grandi bianchi da Chardonnay e tenute in Toscana e in Sicilia.
La storia comincia nel 1859, quando Giovanni Gaja fonda a Barbaresco una piccola cantina che vende il proprio vino in bottiglia e sfuso alle locande della regione. Nel corso delle generazioni, la famiglia acquisisce i migliori versanti del paese e costruisce la propria reputazione attorno al Nebbiolo. La nonna di Angelo, Clotilde Rey, svolge un ruolo decisivo imponendo standard di qualità destinati a diventare il tratto distintivo della casa.
Entrato in azienda all'inizio degli anni Sessanta, Angelo Gaja rivoluziona le consuetudini del Piemonte. Lancia i primi vini da singoli cru di Barbaresco (Sorì San Lorenzo nel 1967, Sorì Tildìn nel 1970, Costa Russi nel 1978), introduce la barrique francese, il controllo delle temperature e la fermentazione malolattica, poi osa piantare Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon Blanc su terreni riservati al Nebbiolo. Negli anni Novanta la famiglia si insedia a Barolo, poi in Toscana, a Montalcino e a Bolgheri, e più recentemente sull'Etna. Oggi i suoi figli Gaia, Rossana e Giovanni rappresentano la quinta generazione.
Il cuore della tenuta si trova nelle Langhe, nei comuni di Barbaresco e Treiso, dove la famiglia possiede alcuni dei migliori versanti della denominazione, tra cui il celebre pendio di Roncagliette che ospita Sorì Tildìn e Costa Russi. A Barolo, Gaja coltiva il vigneto Sperss a Serralunga d'Alba, noto per la sua potenza, nonché Conteisa e Gromis a La Morra, più eleganti. I suoli marnoso-calcarei delle Langhe, ricchi di argilla e sabbia, conferiscono al Nebbiolo una struttura tannica e una complessità aromatica notevoli.
La famiglia coltiva anche Chardonnay e Sauvignon Blanc nelle Langhe e possiede Pieve Santa Restituta a Montalcino, Ca' Marcanda a Bolgheri e il progetto Idda sui pendii vulcanici dell'Etna. Ovunque, il lavoro in vigna è meticoloso: vendemmia verde, colture di copertura, compost naturale e ricerca di una biodiversità che favorisca la resilienza del vigneto di fronte al cambiamento climatico.
Pioniere dei metodi moderni in Piemonte, Gaja ha saputo coniugare innovazione e rispetto del terroir. Ogni parcella viene vendemmiata a mano e vinificata separatamente, con fermentazione in vasche a temperatura controllata e macerazioni adatte al Nebbiolo. I vini vengono prima affinati in barrique di rovere francese, poi in grandi botti, per unire la precisione del legno nuovo alla maturità conferita dai grandi contenitori tradizionali. Il Barbaresco è così assemblato a partire da una quindicina di parcelle vinificate singolarmente. Per tutelare la qualità, la casa non esita a declassare o a non produrre alcune cuvée nelle annate difficili.
Barbaresco: il vino che ha dato origine alla leggenda nel 1859, assemblato a partire da una quindicina di parcelle di Barbaresco e Treiso. Floreale e profondo, unisce ciliegia, rosa, spezie e liquirizia su tannini fini. Un grande classico da invecchiamento.
Barbaresco Sorì San Lorenzo: primo cru della casa, proveniente da un ripido pendio vicino al Tanaro. Denso, scuro e potente, esprime frutti neri, sottobosco e note terrose, con un immenso potenziale di invecchiamento.
Barbaresco Sorì Tildìn: chiamato così in omaggio a Clotilde Rey, questo cru situato sulla sommità di Roncagliette unisce concentrazione, raffinatezza e profondità. Un Nebbiolo maestoso dai profumi di rosa, ciliegia nera e spezie.
Barbaresco Costa Russi: proveniente dalla parte bassa del pendio di Roncagliette, questo cru è spesso il più seducente e fruttato dei tre, con una consistenza setosa e vivaci note di frutti rossi. Come gli altri due, è tornato alla denominazione Barbaresco dall'annata 2013.
Barolo Sperss: primo vigneto acquisito dalla famiglia a Barolo, a Serralunga d'Alba, nel 1988. Il suo nome significa «nostalgia» in piemontese. Potente, minerale e strutturato, esprime note di catrame, rosa, frutti neri e spezie.
Barolo Conteisa: proviene dal cru Cerequio a La Morra; il suo nome ricorda una lunga disputa tra i borghi di La Morra e Barolo. Unisce potenza ed eleganza, con note floreali e di frutti rossi maturi.
Barolo Dagromis: assemblaggio di uve del vigneto Gromis a La Morra e di parcelle di Serralunga, unisce la finezza del primo alla struttura delle seconde. Un'ottima introduzione ai Barolo della casa.
Sito Moresco: rosso delle Langhe a base di Nebbiolo, assemblato con altri vitigni tra cui la Barbera. Fruttato, speziato ed elegante, è godibile più giovane rispetto ai grandi cru.
Darmagi: primo Cabernet Sauvignon piantato nelle Langhe, in una parcella un tempo dedicata al Nebbiolo. Il suo nome, «che peccato», riprende un'espressione del padre di Angelo. Un rosso denso con note di ribes nero, cedro e spezie.
Gaia & Rey: Chardonnay piantato nel 1979 e chiamato così in onore di Gaia Gaja e Clotilde Rey. Primo bianco italiano affinato in barrique, esprime frutta gialla, nocciola e mineralità, con una notevole capacità di invecchiamento.
Rossj-Bass: Chardonnay completato da un tocco di Sauvignon Blanc, dedicato a Rossana Gaja. Fresco, floreale e vibrante, offre un approccio più immediato allo stile dei bianchi della casa.
Alteni di Brassica: Sauvignon Blanc delle Langhe, il cui nome evoca i muretti di pietra e i fiori gialli che circondano il vigneto. Aromatico e dalla ricca trama, unisce agrumi, frutti esotici e freschezza.
Pieve Santa Restituta Brunello di Montalcino: Sangiovese della tenuta toscana della famiglia, a Montalcino. Un Brunello elegante e profondo con note di ciliegia, tabacco ed erbe mediterranee.
Pieve Santa Restituta Rennina: Brunello ottenuto da una selezione di diverse parcelle, più ampio e solare, con profumi di frutta matura e spezie.
Pieve Santa Restituta Sugarille: Brunello proveniente da un unico vigneto, potente, strutturato e destinato a un lungo invecchiamento.
Ca' Marcanda Camarcanda: grande vino della tenuta di Bolgheri, un assemblaggio bordolese di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Profondo, vellutato e di grande finezza.
Ca' Marcanda Magari: secondo rosso di Bolgheri, a base di Merlot e Cabernet, corposo, piacevole e speziato.
Ca' Marcanda Promis: assemblaggio di Merlot, Syrah e Sangiovese, fruttato e solare, perfetto per scoprire l'universo toscano di Gaja.
Ca' Marcanda Vistamare: bianco di Bolgheri che unisce Vermentino e Viognier, con note floreali e saline legate alla vicinanza del mare.
Idda Rosso: nato dalla collaborazione con il viticoltore Alberto Graci sull'Etna, questo Nerello Mascalese coltivato su suoli vulcanici si distingue per la freschezza, le note di frutti rossi e la mineralità affumicata.
Idda Bianco: Carricante dell'Etna, teso e luminoso, con profumi di agrumi, fiori bianchi e pietra vulcanica.
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