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Immerso nel cuore dell'Anjou nero, sui pendii argillo-scistosi di Faye-d'Anjou nel Maine-et-Loire, il Domaine Pierre Ménard si è imposto in poche annate soltanto come uno degli indirizzi più riservati e più ambiti della Valle della Loira. Questo micro-domaine, nato nel 2013 su impulso di un giovane vignaiolo appassionato di geologia e astronomia, produce vini di rara precisione, cesellati nella mineralità di terroir eccezionali. Cuvée in quantità limitate, affinate con cura meticolosa, che esprimono con una purezza sorprendente l'identità profonda di ogni singola parcella.
La storia del Domaine Pierre Ménard è quella di un ritorno alle origini dopo un lungo viaggio iniziatico attraverso i vigneti del mondo. Figlio di una famiglia di viticoltori cooperatori installati nei dintorni di Faye-d'Anjou, Pierre cresce a contatto con le vigne familiari. Forte di una doppia formazione in viticoltura-enologia e di un diploma di ingegnere in agricoltura, decide di aprirsi al mondo prima di riprendere il testimone.
I suoi viaggi lo conducono nei più grandi vigneti del pianeta: la Valle del Douro in Portogallo da Ramos Pinto, le prestigiose cantine di Tokaj in Ungheria, i vigneti del Canada, la Nuova Zelanda, e infine l'esperienza culminante presso il mitico Château Latour a Pauillac, in Gironda. Altrettante esperienze fondatrici che arricchiscono la sua visione del vino, affinano il suo senso del terroir e forgiano una filosofia risolutamente orientata verso l'espressione pura del luogo e la sobrietà dell'intervento umano.
Nel 2013, Pierre Ménard torna sulle sue terre natali con un'ambizione chiara: rivelare il potenziale straordinario delle parcelle familiari. Avvia il domaine con soli 20 are di vigne centenarie piantate sul coteau del Quart des Noëls, a Faye-d'Anjou. Questa prima annata, prodotta in quantità riservata e presto acclamata dagli appassionati di vini di Loira, dà il via a un'avventura che non si è mai smentita. Progressivamente, il domaine si amplia con l'acquisizione di nuove parcelle selezionate con il rigore di un geologo, per raggiungere oggi circa cinque ettari. Fin dall'origine, Pierre lavora da solo le sue vigne, alla maniera di un grande giardino, con la pazienza e la meticolosità di un artigiano.
Il Domaine Pierre Ménard è situato sulla riva nord del Layon, nella frazione di La Vallet a Faye-d'Anjou, nel dipartimento del Maine-et-Loire (49). Questa posizione geografica privilegiata offre alle vigne un'esposizione prevalentemente sud e sud-est su coteau dalle pendenze marcate, garantendo una maturità ottimale delle uve pur preservando la freschezza e la tensione così caratteristiche dei vini del domaine.
La singolarità del terroir di Pierre Ménard risiede nella notevole diversità geologica delle sue parcelle. I terreni si compongono principalmente di scisti in diverse forme: spiliti (scisti porpora di origine vulcanica), ftaniti (scisti blu, rocce metamorfiche di grande durezza), e scisti arenacei attraversati da vene di quarzo. Questo mosaico geologico, degno di un manuale di petrografia, è la passione prima di Pierre Ménard, la cui formazione di ingegnere agronomo si accompagna a una vera fascinazione per la geologia. Ogni roccia trasmette al vino la sua firma minerale propria, facendo di ogni cuvée un ritratto fedele della sua parcella d'origine.
Il domaine copre oggi circa cinque ettari, ripartiti in quattro ettari di Chenin blanc, sessanta are di Sauvignon blanc e gris, e quaranta are di Cabernet franc. Le vigne sono spesso antiche, alcune piantate fin dagli anni '20, formando ceppi individuali di una ricchezza genetica incomparabile, provenienti da selezioni massali ancestrali. Pierre Ménard coltiva l'insieme di questo vigneto in agricoltura biologica certificata, con i precetti della biodinamica come guida: osservazione dei cicli lunari, trattamenti unicamente a base di preparazioni naturali, lavorazione del suolo a mano, assenza totale di erbicidi, pesticidi o fertilizzanti chimici.
Nella vigna come in cantina, la filosofia di Pierre Ménard si basa su un principio fondamentale: intervenire il meno possibile per lasciare esprimere liberamente ogni terroir. Le vendemmie sono interamente realizzate a mano, con una selezione rigorosa delle uve per trattenere solo i frutti a perfetta maturità. Le rese, volutamente molto basse, concentrano l'energia della vite in pochi grappoli di qualità notevole.
In cantina, le uve sono pressate lentamente e delicatamente al fine di preservare la finezza dei mosti. Le fermentazioni sono condotte esclusivamente con i lieviti indigeni presenti naturalmente sulle bucce delle uve e in cantina, senza aggiunta di lieviti esogeni. Questo approccio, più complesso da padroneggiare, è il garante di una fermentazione che esprime fedelmente il carattere del terroir e dell'annata. L'affinamento avviene in botti di diverse annate, per una durata di circa dieci mesi sur lie, senza alcun apporto enologico. I vini sono poi imbottigliati senza chiarifica né filtrazione, per preservare l'integralità della loro materia e del loro potenziale aromatico.
L'attenzione ai dettagli non si ferma alla vinificazione. Pierre Ménard disegna personalmente le etichette delle sue cuvée, spesso ispirate dalla sua altra passione, l'astronomia, da cui derivano i nomi di pianeti e stelle che battezzano molti dei suoi vini. Le bottiglie sono tutte sigillate a mano con cera, segno di un artigianato rivendicato e di una cura estrema dedicata a ogni dettaglio della produzione.
Le Quart des Noëls
Le Quart des Noëls è la cuvée fondatrice del domaine, quella che ha dato inizio a tutto nel 2013. Proviene da una micro-parcella di 2.000 m² piantata a Chenin blanc fin dagli anni '20, sul coteau omonimo di Faye-d'Anjou. Ogni piede di vite, formato ad alberello secondo la tradizione angioina, è un individuo a sé stante, proveniente da selezioni massali centenarie di una ricchezza genetica insostituibile. Il terreno di scisto arenaceo attraversato da vene di quarzo conferisce al vino una tensione e una mineralità straordinarie.
Le Clos des Mailles
Le Clos des Mailles proviene da una parcella riservata il cui sottosuolo associa scisto, quarzo e ftanite, questa rara roccia blu metamorfica che caratterizza una geologia d'eccezione. Questa combinazione litologica unica dà origine a uno Chenin blanc di grande complessità, che combina bella maturità di frutto ed energia minerale intensa. Il vino si distingue per la sua struttura dritta, la sua tensione in bocca e il suo notevole potenziale di invecchiamento. Una cuvée imperdibile per chi cerca di esplorare la diversità del terroir scistoso angioino e la ricchezza dei vini bianchi secchi di Loira.
Pluton
Pluton è una cuvée intra-parcellare, nata da una selezione realizzata all'interno stesso del Clos des Mailles, sulla zona più ricca di ftanite della parcella. Pierre Ménard la elabora solo quando l'annata lo permette, il che la rende una delle cuvée più rare e più ricercate del domaine. La ftanite, roccia blu di origine marina derivante dalla precipitazione di silice, imprime al vino una mineralità vulcanica singolare, vibrante e profonda.
La Varenne de Chanzé
La Varenne de Chanzé è una delle cuvée più recenti del domaine e già una delle più ambite. Proviene da una parcella vicina al Clos des Mailles, ma situata sul versante sud del coteau che scende verso il Layon e lo château de Chanzé. La geologia vi è leggermente diversa: diversi scisti, una presenza di spilite (scisto porpora vulcanico), senza ftanite su questo pendio. Ne risulta uno Chenin blanc intenso e profondo, goloso e cesellato, che si esprime su un registro di agrumi canditi, di crostata al limone e di frutta a polpa bianca matura, con una tensione notevole e una freschezza persistente.
Laïka
Laïka è la cuvée sorpresa del domaine, nata da una parcella di Sauvignon blanc e gris di una cinquantina di anni piantata in alto al Clos de la Roche, su un coteau di scisto. Là dove ci si potrebbe aspettare un Sauvignon espressivo e fruttato in uno stile ligériano classico, Pierre Ménard consegna un vino di tutt'altra dimensione: salino, teso, lungo in bocca, con un'espressione pura dello scisto che ricorda maggiormente un grande Chenin piuttosto che un Sauvignon convenzionale. Il colore è pallido con riflessi verdi; il naso evoca gli agrumi freschi, i fiori bianchi e un tocco di gesso. In bocca, la salinità e la vivacità dominano, per un finale di grande persistenza aromatica.
Cosmos
Cosmos è la sfaccettatura liquorosa del domaine, uno Chenin blanc amabile elaborato con la stessa esigenza delle cuvée secche. Il vino combina con una sottigliezza notevole la dolcezza naturale degli zuccheri residui, la vivacità dell'acidità propria dello Chenin d'Anjou e una freschezza persistente che evita ogni sensazione di pesantezza. Gli aromi di frutta candita, di miele d'acacia e di fiori secchi si mescolano a sfumature minerali caratteristiche dello scisto. Cosmos è un liquoroso di grande eleganza, ideale per accompagnare foie gras, roquefort o dessert alla frutta, ma capace anche di una bella longevità in cantina.
Orion Alpha
Orion Alpha è l'unica cuvée rossa del domaine, elaborata a partire dal Cabernet franc piantato sulle parcelle scistose di Faye-d'Anjou. È un vino di macerazione, condotto con grande precisione, che esprime il frutto in tutta la sua purezza: frutti neri e rossi succosi, spezie dolci, con un tocco floreale caratteristico del Cabernet franc di Loira. La bocca è morbida, digeribile, di un'eleganza naturale, con tannini fini e una bella tensione acida che allunga il finale.
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