Marchesi Antinori

I vini di Marchesi Antinori: acquisto al miglior prezzo

Maison fiorentina fondata nel 1385, Marchesi Antinori appartiene alla stessa famiglia da ventisei generazioni, il che la rende una delle più antiche imprese viticole del mondo ancora nelle mani dei suoi fondatori. Radicata in Toscana, ha rivoluzionato la storia del vino italiano con la nascita dei Super Toscani, Tignanello nel 1971 e poi Solaia nel 1978, due cuvée che hanno ridefinito il potenziale del sangiovese e dei vitigni bordolesi sulle colline del Chianti Classico. Il gruppo riunisce oggi una costellazione di domini, dalla Tenuta Tignanello a Guado al Tasso a Bolgheri, da Pian delle Vigne a Montalcino fino al Castello della Sala in Umbria.

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Antinori Solaia 2021

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Marchesi Antinori Toscana Tignanello 2008 Magnum

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Marchesi Antinori Toscana Tignanello 2009

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Marchesi Antinori Toscana Tignanello 2011 - PROMOZIONE -5% !

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Storia di Marchesi Antinori

Tutto inizia nel 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entra nell'Arte Fiorentina dei Vinattieri, la corporazione dei mercanti di vino di Firenze. Proveniente da una famiglia di commercianti di seta e banchieri originaria del Mugello, la casa stabilisce la propria sede a Palazzo Antinori, nel cuore della città, e sviluppa molto presto il commercio dei suoi vini oltre le Alpi. Nel XVIII secolo, la famiglia ottiene il titolo di marchese, da cui il nome Marchesi Antinori.

La svolta moderna avviene nel 1966 con l'arrivo alla guida della casa del Marchese Piero Antinori, affiancato dall'enologo Giacomo Tachis. Nel 1971, osa eliminare le uve bianche allora imposte dal regolamento del Chianti, affinare il sangiovese in barrique e assemblarlo con il cabernet: nasce Tignanello, declassato a semplice vino da tavola ma subito salutato come una rivoluzione. Solaia segue nel 1978 e la sua annata 1997 diventa nel 2000 il primo vino italiano consacrato Wine of the Year da Wine Spectator. Queste cuvée aprono la strada al movimento dei Super Tuscan e alla rinascita della viticoltura italiana. La casa acquista Badia a Passignano nel 1987, sviluppa Guado al Tasso, Pian delle Vigne e Castello della Sala, quindi inaugura nel 2012 la spettacolare cantina Antinori nel Chianti Classico, a Bargino, interrata sotto le vigne. La presidenza è assicurata dal 2017 da Albiera Antinori, accanto alle sorelle Allegra e Alessia, mentre Piero Antinori ricopre la presidenza onoraria.

Terroir e vigne di Marchesi Antinori

Il patrimonio viticolo della famiglia copre oltre mille ettari distribuiti su terroir molto contrastati. Il cuore storico resta la Tenuta Tignanello, tra le valli della Greve e della Pesa, nel Chianti Classico: 127 ettari di vigne su suoli di marne calcaree, alberese e galestro, tra 350 e 400 metri di altitudine. Qui si trovano i due vigneti mitici, Tignanello e la parcella vicina di Solaia, esposta in pieno sud-ovest. A pochi chilometri, il domaine de Pèppoli e l'abbazia vallombrosana di Badia a Passignano, circondata da colline che formano un anfiteatro protettivo, completano il complesso chiantigiano.

Sulla costa, la Tenuta Guado al Tasso occupa oltre 300 ettari all'interno dell'anfiteatro di Bolgheri, su suoli alluvionali e sabbiosi rinfrescati dalle brezze del Mar Tirreno, piantati a cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc, syrah, petit verdot e vermentino. A Montalcino, Pian delle Vigne dispiega il suo sangiovese grosso su terreni argillo-calcarei ricchi di galestro. Infine, in Umbria, il Castello della Sala domina 500 ettari vicino a Orvieto, su suoli argillo-calcarei ricchi di conchiglie fossili, un terroir fresco e d'altitudine ideale per chardonnay, grechetto, procanico, sauvignon, sémillon e pinot nero. Questo mosaico di terroir è la vera firma della casa.

Vinificazioni di Marchesi Antinori

La filosofia della casa associa una ricerca tecnica costante a un profondo rispetto degli equilibri naturali. I vigneti sono oggetto di un preciso monitoraggio parcellare, con vendemmie manuali, selezione delle uve e vinificazioni separate per parcella e per vitigno, anche nei grandi complessi come Guado al Tasso.

In cantina, le fermentazioni si svolgono in vasche d'acciaio inox termoregolate, talvolta in cemento o legno, con macerazioni adattate alla struttura di ogni lotto. Antinori fu pioniere nell'uso della barrique di rovere francese in Italia, sia per i rossi sia per i bianchi: Cervaro della Sala fu nel 1985 uno dei primissimi bianchi italiani a svolgere la fermentazione malolattica e l'affinamento in barrique. Gli affinamenti variano da alcuni mesi in vasca per i vini fruttati a dodici o diciotto mesi in barrique per le cuvée da invecchiamento, seguiti da un affinamento in bottiglia. Le cantine medievali del Castello della Sala, scavate a trenta metri di profondità, e quelle del monastero di Badia a Passignano offrono condizioni naturalmente costanti di temperatura e umidità.

Le cuvée di Marchesi Antinori

Tignanello (Toscana IGT): l'icona assoluta, nata nel 1971 da un'unica parcella della Tenuta Tignanello. Assemblaggio a prevalenza di sangiovese con cabernet sauvignon e cabernet franc, affinato per circa dodici mesi in barrique e poi in bottiglia. Rubino profondo, dispiega ciliegia nera, tabacco, cuoio e spezie dolci su una trama tannica setosa. Viene prodotto solo nelle annate favorevoli.

Solaia (Toscana IGT): nato nel 1978 su una parcella di dieci ettari vicina a Tignanello. Dominato dal cabernet sauvignon, completato da sangiovese e cabernet franc, è un vino di potenza raffinata, con note di ribes nero, grafite e cedro, dotato di un eccezionale potenziale di invecchiamento. La sua annata 1997 fu il primo vino italiano eletto Wine of the Year da Wine Spectator.

Marchese Antinori Chianti Classico Riserva DOCG: la grande riserva della Tenuta Tignanello, a base di sangiovese completato da un tocco di cabernet, affinata in botti di rovere. Un chianti classico di stile aristocratico, ampio, strutturato e lungo al palato. Il Tenuta Tignanello Chianti Classico offre invece una lettura più immediata dello stesso terroir.

Badia a Passignano Chianti Classico Gran Selezione DOCG: 100% sangiovese proveniente dalle vigne che circondano l'abbazia, piantate tra 250 e 300 metri di altitudine. Ciliegia matura, scorza d'arancia, liquirizia e cioccolato si uniscono a una materia densa e vellutata. La tenuta elabora anche un Vino Santo del Chianti Classico, vino da meditazione affinato in caratelli.

Pèppoli Chianti Classico DOCG: proveniente dalla tenuta vicina a Tignanello, i cui pendii esposti a nord-est beneficiano di un microclima particolare. Sangiovese completato da merlot e syrah, affinamento breve per preservare il frutto. Un chianti goloso, floreale e di facile beva, da bere in gioventù.

Villa Antinori Rosso (Toscana IGT): assemblaggio storico di sangiovese, cabernet sauvignon, merlot e syrah, creato già nel 1928. Morbido, speziato e perfettamente equilibrato, incarna lo stile della casa a un prezzo accessibile. Il Villa Antinori Chianti Classico Riserva DOCG ne propone la versione più strutturata, mentre il Villa Antinori Bianco unisce trebbiano, pinot bianco, pinot grigio e altre varietà in un bianco fresco e floreale.

Guado al Tasso Bolgheri DOC Superiore: il grande rosso della costa, assemblaggio di cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e petit verdot affinato in barrique nuove. Denso, vellutato e mediterraneo, si distingue per gli aromi di frutti neri, erbe aromatiche e tabacco biondo.

Matarocchio Bolgheri DOC Superiore: cuvée riservata proveniente da un'unica parcella piantata a cabernet franc in purezza, vendemmiata grappolo per grappolo e affinata diciotto mesi in botti francesi. Un vino di finezza aerea, dai tannini setosi e dalla notevole freschezza balsamica.

Cont'Ugo Bolgheri DOC Rosso: merlot in purezza, omaggio al conte Ugo della Gherardesca. Rotondo, carnoso, con note di prugna e spezie dolci, seduce per volume e accessibilità. Il San Walfredo, cabernet sauvignon parcellare, completa occasionalmente la gamma alta della tenuta.

Il Bruciato Bolgheri DOC Rosso: nato nel 2002, assemblaggio di cabernet sauvignon, merlot e syrah vinificato in acciaio inox e brevemente affinato in barrique. Un rosso intenso, fruttato e immediatamente seducente, divenuto uno dei migliori affari di Bolgheri.

Scalabrone Bolgheri DOC Rosato: rosato di salasso ottenuto da cabernet sauvignon, merlot e syrah vendemmiati e fermentati separatamente, dopo una breve macerazione a bassa temperatura. Fine, salino ed elegante, porta il nome di un celebre brigante della Maremma.

Vermentino Bolgheri DOC: bianco emblematico di Guado al Tasso, vinificato in vasche d'acciaio inox per preservarne i profumi di agrumi, fiori bianchi e brezze marine. La sua versione Camillo declina lo stesso vitigno in un registro più diretto e goloso.

Brunello di Montalcino Pian delle Vigne DOCG: 100% sangiovese grosso proveniente dalla tenuta acquisita nel 1995 a sud-ovest di Montalcino, affinato in botti di rovere secondo il disciplinare della denominazione. Potente ed elegante, unisce ciliegia nera, sottobosco e spezie. La Riserva Vigna Ferrovia ne offre la versione parcellare più compiuta, mentre il Rosso di Montalcino Pian delle Vigne propone un approccio più morbido e fruttato.

Cervaro della Sala (Umbria IGT): il più grande bianco della casa, nato nel 1985 per impulso di Renzo Cotarella. Chardonnay completato da una piccola quota di grechetto, fermentato e affinato in barrique con malolattica. Tensione minerale, note di frutti bianchi, agrumi canditi e nocciola, e una notevole attitudine all'invecchiamento.

Muffato della Sala (Umbria IGT): raro vino dolce italiano elaborato da uve colpite da muffa nobile, assemblando sauvignon, grechetto, traminer e riesling. Miele, albicocca candita e zafferano vi trovano equilibrio grazie a un'acidità vibrante.

Conte della Vipera (Umbria IGT): assemblaggio di sauvignon bianco e sémillon di ispirazione bordolese, vivace, aromatico e saporito. Bramìto della Sala Chardonnay, la cui prima annata risale al 1994, ne costituisce la controparte più accessibile, affinata parzialmente in barrique. Il San Giovanni della Sala Orvieto Classico Superiore valorizza il procanico, clone umbro del trebbiano, in un bianco secco e minerale, mentre il Pinot Nero della Sala, unico rosso del castello, rivela un'espressione fine e fresca di questo vitigno in Umbria.

Marchese Antinori Franciacorta DOCG: elaborato alla Tenuta Montenisa in Lombardia da chardonnay, pinot nero e pinot bianco, secondo il metodo tradizionale con lunga presa di spuma sui lieviti. La cuvée millesimata Donna Cora ne rappresenta la versione più raffinata, con note di brioche, mandorla e agrumi.

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