Clos du Mont Olivet

Un riferimento a Chateauneuf du Pape : Clos du Mont Olivet

I vini del Clos du Mont Olivet : acquisto al miglior prezzo

Le Clos du Mont Olivet è uno storico e celebre domaine familiare di Chateauneuf du Pape nella parte sud della Valle del Rodano, che rimane nella famiglia Sabon dall'inizio del 20esimo secolo. Negli anni 1950, i vini del Clos Mont Olivet si sono sviluppati notevolmente in Francia e in Inghilterra. Dopo diverse divisioni del domaine tra i figli Sabon, sono i 3 figli di Joseph Sabon: Bernard, Jean Claude e Pierre ad ampliare il Domaine du Clos du Mont Olivet a partire dal 1978.

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40,00 € - 60,00 €

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Rodano | Châteauneuf du Pape

Clos du Mont Olivet Châteauneuf du Pape 2016

42,00 € IVA inclusa per bottiglia
35,00 € IVA esclusa

Storia del Clos du Mont-Olivet

Diverse fonti riportano che nel 1547 un atto stipulato davanti a un notaio riguardava già una parcella di vigna situata ad montem oliveti, al monte degli Ulivi. Bisognerà tuttavia attendere l'inizio del 20° secolo affinché la storia della famiglia Sabon e quella di questo lieu-dit si incontrino. Séraphin Sabon, originario del vicino villaggio di Sérignan-du-Comtat, sposa Marie, figlia di Romain Jausset, proprietario a Châteauneuf-du-Pape: da questa unione nasce la tenuta, la cui creazione formale è datata 1932.

Come la maggior parte dei produttori dell'appellation in quell'epoca, la famiglia vende dapprima il suo raccolto sfuso al commercio. È il sogno di Séraphin e poi di suo figlio Joseph Sabon di trasformare il Clos du Mont-Olivet in una tenuta di primissimo piano: all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia inizia finalmente a imbottigliare e a commercializzare i propri vini. Il nome di Joseph Sabon figura peraltro ancora oggi sulle etichette. I suoi figli Pierre, Jean-Claude e Bernard prendono poi il testimone, prima che la generazione attuale, attorno a Thierry Sabon, dottore in fisica passato alle vinificazioni, non conduca la proprietà. Rinomata per il suo classicismo consapevole e la sua ricerca di freschezza piuttosto che di potenza dimostrativa, la tenuta è stata elevata al rango di tre stelle dalla guida verde de La Revue du vin de France, insieme a Château Rayas, Clos des Papes, Domaine de Charvin e Le Vieux Donjon.

Terroir e Vigne del Clos du Mont-Olivet

La tenuta possiede ventisette ettari a Châteauneuf-du-Pape, molto ben situati nella parte nord-est dell'appellation, di cui due ettari riservati alla produzione di bianco. Il nome della tenuta viene dal lieu-dit Montalivet, dove sono impiantate numerose parcelle, alle quali si aggiungono vigne su La Crau, Bois Dauphin e Pied de Baud. È sul terroir sassoso de La Crau, tappezzato di ciottoli che restituiscono di notte il calore accumulato di giorno, che si trovano le vigne più vecchie della proprietà, grenache vicini al secolo i più antichi dei quali risalgono al 1901.

La famiglia coltiva anche parcelle a Lirac, sulla riva destra del Rodano, nonché in Côtes du Rhône e in IGP Gard, il che amplia considerevolmente la sua palette di suoli e di espressioni. Dal 2024, l'intero vigneto è impegnato in conversione verso l'agricoltura biologica. La tenuta conduce inoltre da sempre un lavoro di impianto misto di vitigni quasi tutti endemici, alcuni dei quali estremamente rari, e partecipa alla creazione di un conservatorio dedicato, convinta che la qualità dei vini nasca dalla diversità dei vitigni. La conduzione è propria di un'agricoltura contadina esigente, dove ogni decisione nasce prima di tutto dalle vigne.

Vinificazioni del Clos du Mont-Olivet

Lo stile Mont-Olivet si basa su un'idea semplice: non cercare mai l'estrazione massima, ma privilegiare l'eleganza e la freschezza. Le vasche sono riempite per gravità, con una diraspatura parziale modulata secondo le annate, spesso intorno al 60%. I diversi vitigni fermentano insieme, al fine di creare l'armonia già dall'inizio della macerazione piuttosto che ricostituirla al momento dell'assemblaggio. Le macerazioni sono lunghe, potendo raggiungere i quaranta giorni, e le fermentazioni si svolgono interamente in vasche di cemento.

L'affinamento inizia anch'esso in cemento, poi prosegue in una combinazione di contenitori accuratamente dosata: foudres per la maggior parte, completati da vasche inox, demi-muids di più vini, giare in terracotta e qualche barrique non nuova. Se, nel corso di questo affinamento, alcune vasche si rivelano particolarmente interessanti, l'assemblaggio iniziale può essere modificato: nulla è fisso, tutto si decide alla degustazione. Il legno nuovo è bandito, al fine di preservare la purezza del frutto e la firma del terroir. La tenuta conserva infine una parte importante delle proprie bottiglie in cantina per lunghi anni, costituendo una notevole collezione di vecchie annate che propone occasionalmente in vendita.

Le cuvée del Clos du Mont-Olivet

Châteauneuf-du-Pape Cuvée Tradition Rouge: la cuvée storica ed emblematica della tenuta, assemblaggio dei vitigni classici dell'appellation con una netta dominante di grenache proveniente da vigne spesso sessantenni. Si distingue per i suoi aromi complessi di ciliegia nera, lampone cotto, garrigue, tapenade e spezie, arricchiti da quel calore di legno di sandalo che gli appassionati riconoscono come la firma Mont-Olivet. Ampia, saporita e fresca, si conserva facilmente quindici anni e oltre.

Châteauneuf-du-Pape Cuvée Tradition Blanc: proveniente dai due ettari dedicati ai vitigni bianchi dell'appellation, questa cuvée riservata sposa fiori bianchi, frutti a polpa bianca, agrumi e un tocco di finocchio. La bocca è ampia senza pesantezza, sostenuta da una freschezza salina che la rende particolarmente gastronomica. Da servire con pesci in salsa, pollame o formaggi stagionati.

Châteauneuf-du-Pape La Cuvée du Papet: il fiore all'occhiello assoluto della tenuta, prodotto per la prima volta nel 1989 e unicamente nelle grandi annate. Il suo nome rende omaggio a Joseph Sabon, papet significando nonno in provenzale. Proviene dalla selezione delle migliori parcelle situate su Montalivet, La Crau, Bois Dauphin e Pied de Baud, con una dominante di grenache molto vecchi i cui più antichi sono stati piantati nel 1901, completati da mourvèdre e syrah in proporzione variabile. Diraspatura parziale, macerazione di quaranta giorni, fermentazione in cemento poi affinamento prevalentemente in foudre, completato da vasche inox, demi-muids di più vini, giare in terracotta e barriques di diversi vini. Il risultato è un vino di potenza considerevole, talvolta oltre 16 gradi, ma senza la minima traccia di calore né di sovramaturità: note mentolate, mora, ciliegia nera, carne arrosto, liquirizia e spezie, tannini carezzevoli, finale setoso e interminabile. Valutato 19 su 20 da La Revue du vin de France sull'annata 2016, è considerato uno dei Châteauneuf più adatti all'invecchiamento, con un potenziale di vent'anni e oltre. Circa mille casse per annata.

Lirac Cuvée Classique Rouge: sulla riva destra del Rodano, la tenuta propone un Lirac goloso e perfettamente costruito, dominato dal grenache e dalla syrah. Frutti rossi e neri, garrigue e spezie dolci compongono un vino morbido, digeribile e immediatamente piacevole, dotato dello stesso senso dell'equilibrio delle grandi cuvée di Châteauneuf. Uno dei migliori rapporti qualità-prezzo della casa.

Lirac Cuvée Classique Blanc: bianco fresco e slanciato ottenuto dai vitigni tradizionali del Rodano meridionale, su fiori bianchi, pera e agrumi. La sua vivacità e il suo finale salino ne fanno un vino da aperitivo come da tavola, superbo sui frutti di mare, i pesci alla griglia e i formaggi di capra.

Lirac Cuvée Vieilles Vignes Rouge: proveniente dalle parcelle più vecchie della tenuta nell'appellation, offre maggiore concentrazione, profondità e struttura tannica rispetto alla Cuvée Classique, pur conservando la bevibilità che caratterizza la casa. Frutti neri maturi, pepe e note di sottobosco compongono un insieme generoso e racé.

Lirac Cuvée Marie-Jausset Rouge: cuvée parcellare di alta gamma, il cui nome rende omaggio a Marie Jausset, il cui matrimonio con Séraphin Sabon è all'origine della tenuta. È un vino di memoria familiare quanto di terroir, denso, strutturato e profondo, affinato con la stessa pazienza dei Châteauneuf. Una bottiglia da grande tavola, prodotta in quantità limitata.

Lirac Cuvée Mont-Cau Rouge: novità della gamma, proveniente da un terroir identificato dell'appellation. Punta sulla freschezza, la precisione del frutto e una mineralità affermata, in un registro più teso rispetto alle altre cuvée di Lirac. Una bella dimostrazione del potenziale ancora sottostimato della riva destra.

Côtes du Rhône Confluence Rouge: la cuvée regionale rossa della tenuta, elaborata con la stessa esigenza delle appellazioni prestigiose. Morbida, fruttata e speziata, si beve fin dalla giovinezza accompagnata da salumi, grigliate o una cucina mediterranea quotidiana.

Côtes du Rhône Blanc: bianco regionale fresco e floreale, su frutti a polpa bianca e agrumi, con una bocca rotonda e un finale dissetante. Un'introduzione ideale all'universo dei bianchi della tenuta, a piccolo prezzo.

La Quête, IGP Gard Rouge: cuvée proveniente dalle vigne del Gard, concepita come un'esplorazione di terroir più leggeri e più sabbiosi. Il frutto vi è croccante, la materia fluida e il finale salino, per un vino di piacere immediato che si può servire leggermente rinfrescato.

Rive Droite, IGP Gard Rouge: omaggio alla riva destra del Rodano, questa cuvée conviviale e accessibile mette in evidenza il frutto rosso vivace e la morbidezza dei tannini. Disponibile in bottiglia come in magnum, è il vino della condivisione per eccellenza della tenuta.

Farel, IGP Gard Rosé: il solo rosato della casa, elaborato a partire dai vitigni meridionali della tenuta. Fresco, fruttato e perfettamente secco, privilegia la finezza e la digeribilità, nello spirito di sobrietà che caratterizza l'intera gamma.

Le Chemin du Sauvage, Vin de France Blanc: creazione recente della tenuta, questa cuvée bianca affrancata dal quadro delle appellazioni permette alla famiglia di esplorare assemblaggi e vitigni rari provenienti dalle sue parcelle a impianto misto. Il risultato è un bianco originale, texturato e vibrante, assolutamente da scoprire.

La Sabonite Rouge et Blanc, Vin de France: il tocco personale della famiglia Sabon, due cuvée spensierate e molto accessibili, pensate per la tavola di tutti i giorni. Il rosso gioca sul frutto croccante e la freschezza, il bianco sulla vivacità e gli agrumi. Semplici, netti e golosi.

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