Marchesi Antinori Toscana Tignanello 2009
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Nel cuore del Chianti Classico, tra le valli della Greve e della Pesa, la Tenuta Tignanello è la culla di uno dei vini più influenti della storia viticola italiana. È qui che la famiglia Antinori ha inventato, all'inizio degli anni '70, un rosso che avrebbe stravolto tutte le regole: un sangiovese affinato in barrique, assemblato con cabernet e privato delle uve bianche allora obbligatorie nel Chianti. Declassato a semplice vino da tavola, Tignanello ha aperto la strada al movimento dei Super Toscani e dato vita, sulla stessa collina, al suo fratello minore Solaia. Oggi, il dominio produce solo tre cuvée, tutte provenienti da questo versante esposto a sud-ovest tra 350 e 400 metri di altitudine, su suoli di alberese e galestro che ne definiscono l'eleganza e la notevole capacità di invecchiamento.
La famiglia Antinori produce vino dal 1385, anno in cui Giovanni di Piero Antinori entra nell'Arte Fiorentina dei Vinattieri, la corporazione fiorentina dei mercanti di vino. Il vigneto di Tignanello entra nel patrimonio di famiglia nel 1900, ed è qui che Niccolò Antinori, poi suo figlio Piero, condurranno le sperimentazioni più audaci della viticoltura toscana del XX secolo. Nel 1970, con l'enologo Giacomo Tachis, nasce una prima cuvée di parcella battezzata Chianti Classico Riserva Vigneto Tignanello, contenente ancora il 20% di canaiolo e il 5% di trebbiano e malvasia, ma già affinata in piccole botti di rovere.
L'annata 1971 segna una svolta: il vino abbandona volontariamente la denominazione Chianti Classico per diventare un semplice vino da tavola toscano e prende il nome di Tignanello. Nel 1975, le uve bianche scompaiono definitivamente dall'assemblaggio. Dal 1982, la composizione attuale è fissata. Tignanello è il primo sangiovese affinato in barrique, il primo rosso italiano moderno assemblato con varietà non tradizionali come il cabernet, e uno dei primi rossi del Chianti Classico vinificati senza uve bianche. Forte di questo successo, Piero Antinori crea nel 1978 Solaia sulla porzione più soleggiata della stessa collina. L'annata 1997 di Solaia diventerà nel 2000 il primo vino italiano eletto Wine of the Year da Wine Spectator. L'etichetta di Tignanello, disegnata da Silvio Coppola nel 1974 per l'uscita del 1971, reca il sole stilizzato, lo stemma di famiglia e il suo motto Te Duce Proficio, nonché la firma di Niccolò Antinori, apposta da Piero in segno di riconoscenza per la fiducia del padre.
La Tenuta Tignanello si estende su 319 ettari di terreno a San Casciano Val di Pesa, in provincia di Firenze, di cui circa 130 ettari coltivati a vigneto e suddivisi in una moltitudine di piccole parcelle. I due vigneti più preziosi della proprietà, Tignanello e Solaia, si sviluppano sulla stessa collina, con esposizione sud-occidentale, tra i 350 e i 400 metri di altitudine. Il vigneto di Tignanello occupa da solo un'ampia parcella di circa 77 ettari, mentre Solaia copre quasi 20 ettari nel settore più soleggiato del versante.
I suoli derivano da marne marine del Pliocene, ricche di calcare e scisto, con la presenza caratteristica dell'alberese, un calcare marnoso, e del galestro, quegli scisti friabili che hanno reso celebre il Chianti Classico. Questo substrato roccioso e drenante costringe la vite a radicarsi in profondità e conferisce ai vini la loro mineralità salina e una trama tannica fine. Il clima, caratterizzato da giornate calde e notti fresche durante tutta la stagione vegetativa, preserva l'acidità e la precisione aromatica delle uve. L'impianto varietale si basa sul sangiovese autoctono, completato da varietà considerate non tradizionali per la zona, cabernet sauvignon e cabernet franc, piantate qui fin dagli anni Settanta e perfettamente acclimatate.
La vendemmia si svolge in tempi diversi a seconda dei vitigni, generalmente intorno al 20 settembre per il sangiovese e fino alla prima metà di ottobre per i cabernet. All'arrivo in cantina, le uve vengono diraspate, pigiate delicatamente e poi selezionate con rigore prima di avviare la fermentazione.
Ogni mosto viene vinificato separatamente, in vasche tronco-coniche o in acciaio inox, con una fermentazione alcolica della durata di circa una settimana. Le macerazioni sulle bucce privilegiano rimontaggi molto delicati e la tecnica del délestage, per ottenere un'estrazione intensa del colore preservando al contempo tannini morbidi ed eleganti. Le svinature avvengono solo dopo degustazioni quotidiane. La fermentazione malolattica si svolge spontaneamente in barrique, accentuando la finezza aromatica e la complessità. L'affinamento avviene in botti di rovere francese, con una piccola percentuale di rovere ungherese, per la maggior parte nuove: circa 13-14 mesi per Tignanello, 15-18 mesi per Solaia, un anno per la Riserva. I lotti vengono dapprima affinati separatamente, poi assemblati per completare la loro evoluzione in legno. Ogni vino beneficia quindi di almeno dodici mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
Tignanello (Toscana IGT): la cuvée che ha cambiato la storia del vino italiano. Proveniente esclusivamente dal vigneto omonimo, unisce una selezione di sangiovese a piccole proporzioni di cabernet sauvignon e cabernet franc. Fermentazione in vasche tronco-coniche con macerazione accurata, malolattica in barrique, poi circa tredici mesi di affinamento in botti di rovere francese e ungherese per la maggior parte nuove, seguiti da dodici mesi in bottiglia. Il vino si presenta con un colore rubino intenso e sviluppa un registro di ciliegia matura, melagrana e arancia rossa, seguito da note floreali di ibisco e violetta, quindi da spezie dolci, cacao e mina di matita. Al palato è preciso e succoso, sostenuto da tannini setosi e da un finale lungo e saporito. Tignanello viene imbottigliato solo nelle annate favorevoli: non è stato prodotto nel 1972, 1973, 1974, 1976, 1984, 1992 e 2002.
Solaia (Toscana IGT): nato nel 1978 sulla porzione più soleggiata della collina di Tignanello, da cui prende il nome. L'assemblaggio iniziale era composto per l'80% da cabernet sauvignon e per il 20% da cabernet franc, confermato nel 1979, prima dell'introduzione del sangiovese per circa il 20% e dell'aggiustamento delle proporzioni tra i due cabernet fino alla composizione attuale, dominata dal cabernet sauvignon. Fermentazioni alcoliche separate in vasche tronco-coniche da 60 ettolitri, malolattica in barrique, affinamento da quindici a diciotto mesi in botti nuove di rovere francese, poi prolungato affinamento in bottiglia. Il risultato è un rosso monumentale, al tempo stesso potente e di razza, con aromi di ribes nero, grafite, cedro e tabacco biondo, dotato di una trama tannica densa e di una longevità eccezionale. Prodotto solo nelle annate più grandi, con una produzione limitata a circa 55.000 bottiglie.
Marchese Antinori Chianti Classico Riserva DOCG: etichetta storica della casa, prodotta dall'annata 2011 esclusivamente con uve della Tenuta Tignanello, rappresenta la più bella introduzione all'universo della tenuta. Può essere considerata l'erede diretta del Podere Tignanello Chianti Classico Riserva ideato da Giacomo Tachis e Piero Antinori nel 1970. È composta quasi interamente da sangiovese, completato da una piccola quota di varietà complementari. Fermentazione in vasche di acciaio inox, malolattica spontanea, poi circa dodici mesi in barrique di rovere francese e ungherese e ulteriori dodici mesi in bottiglia. Colore rubino luminoso, naso di ciliegia nera, lampone e piccoli frutti rossi, ravvivato da violetta, zenzero, cacao e cedro. Al palato gioca sull'equilibrio tra una trama setosa e un finale sapido, con tannini fini e serrati che prolungano a lungo la degustazione.
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