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Jo Landron è una delle figure più emblematiche e rispettate del vigneto nantese. Pioniere della biodinamica nell'appellazione Muscadet Sèvre et Maine, dirige i Domaines Landron dal 1990, un insieme di circa 50 ettari ripartiti tra il Domaine de la Louvetrie, il Château de la Carizière e i Grands Houx, a La Haye-Fouassière. Piantati al 95% con Melon de Bourgogne, i suoi vigneti poggiano su un mosaico di sottosuoli eccezionali: anfibolite, arenaria su argilla, ortogneiss e quarzo, che conferiscono alle sue cuvée una mineralità e una profondità rare. Certificato in agricoltura biologica dal 2002 e in biodinamica dal 2011, Jo Landron produce circa 260 000 bottiglie all'anno, di cui la metà viene esportata, facendo dei Domaines Landron un riferimento mondiale del Muscadet di terroir. Sua figlia Hélène ha raggiunto il domaine per assicurare il futuro di questa bella avventura familiare.
La storia dei Domaines Landron inizia nel 1945, quando Pierre Landron e suo fratello Julien acquisiscono 3 ettari di terre a La Haye-Fouassière, nel cuore dell'appellazione Muscadet Sèvre et Maine, allora abbandonate durante gli anni di guerra. Disboscano, piantano e sviluppano progressivamente il Domaine familiare. Nel 1967, i due fratelli si separano e Pierre continua da solo. È nel 1979 che suo figlio Joseph, detto Jo, diplomato all'École d'Agriculture de Briacé, entra nel Domaine e inizia ad acquistare nuove parcelle. Nel 1990, Jo prende ufficialmente le redini del Domaine e imprime la sua visione: quella di un Muscadet di terroir, minerale, puro ed espressivo.
La svolta decisiva avviene già nel 1987: un diserbante chimico rischia di avvelenare le vigne, provocando una presa di coscienza immediata. Jo bandisce questi prodotti e inizia a lavorare i suoli. Negli anni '90, elimina totalmente i pesticidi di sintesi e definisce le sue gamme parcellari nel 1993: Amphibolite, Les Houx e Le Fief du Breil. Nel 1999, avvia la conversione biologica formale, ottiene la certificazione Ecocert nel 2002, poi si orienta verso la biodinamica nel 2005 sotto i consigli di Pierre Masson, con la certificazione Biodyvin ottenuta nel 2011. Hélène Landron ha raggiunto suo padre per prendere il testimone, perpetuando la filosofia familiare di rigore e rispetto del vivente.
La ricchezza e l'originalità dei Domaines Landron risiedono nella straordinaria diversità dei loro sottosuoli geologici, che costituiscono tre grandi terroir distinti. Il primo, su anfibolite, è composto da rocce metamorfiche verdi particolarmente minerali, che conferiscono ai vini il loro carattere vivace e iodato. Il secondo, su arenaria argillosa, si trova ai Grands Houx e apporta ai vini maggiore rotondità e un notevole potenziale di evoluzione. Il terzo, allo Château de la Carizière e al Fief du Breil, poggia su ortogneiss e quarzo: roccia metamorfica derivata dal granito, povera ed erosa, che spinge le vigne a cercare in profondità la loro mineralità.
Il vigneto, esposto su pendii che dominano la Sèvre Nantaise, beneficia di un microclima temperato con una buona ventilazione naturale che limita la pressione delle malattie. Le vendemmie sono esclusivamente manuali, con selezione rigorosa in vigna. Le rese sono volutamente limitate, non superando mai i 42 hl/ha, con vendemmie in verde negli anni in cui è necessario. Il Melon de Bourgogne rappresenta il 95% dell'encépagement, completato da alcune parcelle di Folle Blanche.
La filosofia di Jo Landron in cantina è chiara e costante: rivelare l'identità minerale di ogni terroir attraverso vinificazioni poco interventistiche. I grappoli interi vengono pressati direttamente e lentamente. Le fermentazioni alcoliche sono condotte con i soli lieviti indigeni, in vasche di cemento o in fusti di rovere a seconda delle cuvée. La fermentazione malolattica è generalmente evitata per le cuvée principali, al fine di preservare la freschezza e la tensione naturale del Melon de Bourgogne. Per la cuvée Melonix, la malolattica è al contrario consentita, conferendo al vino una rotondità e un'accessibilità diverse.
L'affinamento sui lieviti è al cuore dello stile Landron: da 11 a 12 mesi per le cuvée d'ingresso di gamma, fino a 24-30 mesi per le cuvée parcellari da invecchiamento come Le Fief du Breil. Questi lunghi affinamenti apportano complessità, volume e una texture caratteristica, preservando al contempo la freschezza e la mineralità. L'anidride carbonica prodotta naturalmente dalla fermentazione viene conservata, conferendo ai vini quel leggero carattere frizzante così tipico del Muscadet sur lie. Le imbottigliature vengono realizzate senza collaggio né filtrazione per le cuvée più parcellari.
La Louvetrie (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée d'ingresso di gamma e prima espressione del Domaine, La Louvetrie proviene da diverse parcelle dei Domaines Landron, affinata 14 mesi sui lieviti. Offre una bella rotondità e morbidezza, con aromi di limone, frutti bianchi freschi e una mineralità sottile nel finale. Un Muscadet accessibile, fresco e versatile, ideale con branzino alla griglia, sashimi o plateau di frutti di mare, da servire tra 8 e 10°C.
Amphibolite (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée proveniente dalle parcelle che poggiano sull'anfibolite, roccia metamorfica verde caratteristica del paese nantese. Assemblaggio di diverse vigne giovani su suoli diversificati, questa cuvée esprime la vivacità e la mineralità cristallina del terroir anfibolotico. Aromi di agrumi brillanti, pietra bagnata e note iodiate, bocca precisa e salina. Un Muscadet di grande purezza, compagno ideale delle ostriche e dei molluschi.
Amphibolite Nature (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Versione nature della cuvée Amphibolite, vinificata senza solfiti aggiunti, senza collaggio né filtrazione. Esprime con ancora maggiore immediatezza e vivacità la mineralità dei terroir anfibolotici. Naso intenso ed espressivo, bocca tesa e salina, per gli amatori dei vini naturali e del Muscadet nella loro espressione più pura.
Les Houx (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée parcellare proveniente dai Grands Houx, vigne piantate su suoli di arenaria su argilla. Affinata sui lieviti per un periodo più lungo, sviluppa nel tempo note di frutti esotici, miele leggero e mandorla, conservando al contempo una bella tensione minerale. Potenziale di invecchiamento molto interessante, questo vino si arricchisce e guadagna in complessità nel corso degli anni. Un Muscadet da gastronomia.
Le Clos la Carizière (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée parcellare proveniente da una parcella di 4 ettari dello Château de la Carizière, piantata tra il 1944 e il 1975 su suoli di ortogneiss e quarzo. Resa bassa di circa 38 hl/ha. Naso elegante di pera succosa, scorza di limone e mineralità gessosa, attacco setoso, materia generosa e finale lunga e tesa. Un vino raffinato, perfetto con frutti di mare, molluschi o pesci alla griglia.
Le Fief du Breil (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée di prestigio e vertice della gamma, proveniente da una parcella di 6 ettari su pendio che domina la Sèvre Nantaise, esposta a pieno sud, su suolo argillo-siliceo povero e molto ciottoloso con una forte presenza di quarzo su roccia di ortogneiss. Vigne di 40 anni, rese limitate a 40 hl/ha, vendemmia manuale con selezione rigorosa. Fermentazione in vasca di cemento con lieviti indigeni, senza malolattica, affinamento sui lieviti da 24 a 30 mesi con bâtonnage, in fusti di rovere senza legno nuovo. Il vino è affumicato, iodato, con un attacco vivace che si apre su aromi di limone, agrumi canditi, mandorla, pietra e tartufo. Vino da invecchiamento eccezionale, da degustare idealmente dopo 5-10 anni di cantina, o anche di più. Colpo di fulmine della Revue du Vin de France.
Haute Tradition (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée proveniente da una selezione rigorosa delle migliori parcelle del Domaine, affinata circa 11 mesi sui lieviti. Incarna la tradizione del Muscadet nella sua versione più curata e più tipica: aromi freschi di limone, fiori bianchi e pietra, bocca dritta e minerale, finale persistente. Un vino rappresentativo dello stile e delle convinzioni di Jo Landron, raccomandato da Gilbert et Gaillard.
Melonix (Muscadet Sèvre et Maine sur Lie) : Cuvée ribelle e originale del Domaine, che Jo Landron stesso soprannomina "il ribelle del Domaine". Proveniente da vigne di circa 40 anni su suoli sabbiosi-argillosi, Melonix è vinificato con lieviti indigeni, senza solfiti, e la fermentazione malolattica è qui consentita, contrariamente alle altre cuvée. Affinato 12 mesi sui lieviti, imbottigliato senza collaggio né filtrazione. Naso molto espressivo e floreale, con una mineralità elegante, bocca ricca e setosa, con note di clementina, uva bianca e una texture carnosa. Un Muscadet di piacere, aperto e accessibile, da abbinare con rillettes, salumi o sogliola alla griglia.
Atmosphères (Metodo Tradizionale Extra Brut) : Cuvée effervescente elaborata secondo il metodo tradizionale a partire da Melon de Bourgogne. Bollicine fini e persistenti, naso di agrumi e brioche, bocca fresca e tesa con una bella mineralità. Un crémant di carattere, fedele all'identità dei terroir nantesi, da servire all'aperitivo o con frutti di mare come antipasto.
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