Maison Leroy SA

Un négociant borgognone haute couture con numerose vecchie annate

I vini della Maison Leroy SA: acquisto al miglior prezzo

Fondata nel 1868 ad Auxey-Duresses, la Maison Leroy SA è una delle più antiche e rispettate case di négociant della Borgogna. Guidata dal 1955 da Lalou Bize-Leroy, figura leggendaria del vigneto borgognone e proprietaria del Domaine Leroy e del Domaine d'Auvenay, si basa su un principio semplice e intransigente: selezionare soltanto vini d'eccezione, affinarli per tutto il tempo necessario e commercializzarli solo quando sono pronti per essere bevuti. Questa filosofia ha costruito la reputazione di una maison capace di proporre, dal Bourgogne generico ai più grandi cru della Côte d'Or, vini di una maturità e di una profondità rare, spesso introvabili altrove.

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Prezzo

260,00 € - 880,00 €

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89 - 94

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85 - 90

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Storia della Maison Leroy SA

Tutto comincia con François Leroy, viticoltore stabilitosi ad Auxey-Duresses, proprietario di vigneti nel suo villaggio ma anche a Pommard, Volnay, Meursault e persino nei grand cru Chambertin, Clos de Vougeot, Musigny e Richebourg. Già dalla metà del XIX secolo vende i suoi vini attraverso il Comptoir des Propriétaires de la Côte d'Or e nel 1868 fonda un'impresa commerciale per ampliare la propria attività. Suo figlio Joseph, insieme alla moglie Louise Curteley, sviluppa considerevolmente la maison alla fine del XIX secolo, aggiungendo le acquaviti all'offerta e conquistando medaglie e gran premi sia in Francia sia in Belgio.

La terza generazione segna una svolta decisiva. Henri Leroy entra nell'azienda nel 1919 e le imprime uno sviluppo spettacolare. Nel 1942, in un periodo difficile per la Borgogna, acquista metà delle quote del Domaine de la Romanée-Conti, contribuendo in modo duraturo a farne la tenuta più prestigiosa al mondo. Nel 1955, sua figlia Marcelle, detta Lalou, prende le redini della maison a 23 anni, assumendone poi la piena direzione nel 1971. Ne ridefinisce l'identità: indipendenza totale, selezione senza compromessi, visione a lunghissimo termine. Nel 1988, constatando che sempre più viticoltori imbottigliavano personalmente i propri vini, si assicura gli approvvigionamenti creando il Domaine Leroy, a cui si aggiunge in seguito il Domaine d'Auvenay. La Maison Leroy SA rimane la pietra angolare di questo insieme familiare, ancora oggi con sede in rue du Pont Boillot, ad Auxey-Duresses.

Terroir e vigneti della Maison Leroy SA

La Maison Leroy SA non è una tenuta nel senso classico: acquista vini finiti, dopo la fermentazione malolattica, da intermediari e viticoltori selezionati con cura. Il suo terroir è quindi quello dell'intera Borgogna, da Gevrey-Chambertin a Maranges, con una storica predilezione per i grandi terroir della Côte de Nuits e della Côte de Beaune. Auxey-Duresses resta la culla della famiglia, un villaggio di raccordo tra Meursault, Monthélie e Saint-Romain, dove le marne e i calcari dei pendii danno bianchi tesi e rossi dal frutto croccante.

La selezione abbraccia così i profondi terreni argillo-calcarei di Pommard e Volnay, i suoli pietrosi di Meursault e Puligny-Montrachet, le marne bianche dei grand cru di chardonnay, i pendii rossi e ricchi di ferro di Gevrey-Chambertin, nonché le ghiaie fini di Vosne-Romanée e Nuits-Saint-Georges. Ogni anno Lalou Bize-Leroy degusta alla cieca centinaia di vini, senza conoscere il produttore, la denominazione né la reputazione della tenuta. Solo quelli che soddisfano i suoi rigorosi criteri portano l'etichetta Leroy, e spesso non viene selezionato alcun nuovo vino per una determinata denominazione. I vigneti scelti sono quasi sempre vecchie vigne coltivate con basse rese, condizione essenziale, secondo lei, per un'espressione fedele del terroir.

Va tuttavia ricordato che, prima della creazione del Domaine Leroy nel 1988, anche i vini delle vigne di famiglia erano imbottigliati sotto l'etichetta Maison Leroy: alcune vecchie bottiglie, in particolare di Auxey-Duresses o di Meursault Les Narvaux, sono quindi in realtà vini della tenuta.

Vinificazioni della Maison Leroy SA

L'originalità della maison risiede nell'affinamento più che nella vinificazione vera e propria. I vini vengono acquistati giovani, sulla base di campioni, e poi portati nelle cantine fresche e profonde di Auxey-Duresses, dove iniziano un lungo affinamento condotto con una pazienza divenuta leggendaria. A eccezione del Bourgogne Rouge, tutti i rossi completano l'affinamento in botti già utilizzate dal Domaine Leroy, indipendentemente dalla denominazione. Allo stesso modo, tutti i bianchi, tranne il Bourgogne Blanc, sono affinati in botti provenienti dal Domaine d'Auvenay.

Questa scelta annulla la gerarchia delle denominazioni: ogni vino è trattato in base al suo potenziale e non alla sua classificazione, il che spiega la notevole omogeneità della gamma, dai village ai grand cru. I travasi sono rari, gli interventi ridotti al minimo, le chiarifiche e le filtrazioni evitate per quanto possibile. L'imbottigliamento avviene solo quando si ritiene opportuno, e la commercializzazione ancora più tardi, talvolta dopo un decennio o più di riposo in cantina. Per questo i vini della Maison Leroy SA arrivano agli appassionati già aperti, complessi e perfettamente armonizzati, pur conservando una notevole capacità di invecchiamento.

Le cuvée della Maison Leroy SA

Bourgogne Blanc: vero cuore della gamma, questo chardonnay proviene da parcelle declassate di Auxey-Duresses e Puligny-Montrachet, acquistate da viticoltori selezionati. Ricco, dalla consistenza piena e salino, sprigiona note di mela matura, pera, agrumi e fiori bianchi, con un finale minerale e vivace. A lungo considerato uno dei bianchi borgognoni con il miglior rapporto tra piacere e prezzo.

Bourgogne Rouge: assemblaggio di diverse parcelle e di vini di diversi produttori, affinato nelle cantine della maison. Il pinot nero esprime un frutto puro e una piacevole bevibilità, con note di ciliegia e lampone, una trama morbida e una freschezza che riflettono lo stile della maison. Un vino a denominazione regionale che compete regolarmente con i village.

Auxey-Duresses bianco e rosso: cuvée emblematiche del villaggio d'origine della famiglia. Il bianco, vicino a Meursault e Puligny, è insieme morbido e teso, segnato da agrumi, sesamo tostato e una vivace acidità. Il rosso conquista con il suo frutto rosso brillante, le spezie dolci e la sua piacevole bevibilità.

Auxey-Duresses 1er Cru Les Duresses: il climat più rinomato della denominazione, su un pendio ben esposto. Il vino acquista densità e struttura, con una materia più compatta, tannini fini e un finale minerale persistente. Una cuvée che invecchia straordinariamente bene.

Meursault: affinato nelle botti del Domaine d'Auvenay, questo village esprime tutta la generosità della denominazione, con note di burro fresco, nocciola e frutti a polpa bianca e un finale salino. Lo stile della maison gli conferisce una tensione e una persistenza che lo distinguono nettamente.

Meursault 1er Cru Les Perrières: il climat più prestigioso di Meursault, spesso considerato un grand cru non ufficiale. Cristallino e minerale, coniuga potenza e precisione, con aromi di limone candito, pietra focaia e mandorla. Un bianco dalla straordinaria capacità di invecchiamento.

Meursault 1er Cru Les Charmes: più rotondo e corposo del Perrières, questo premier cru conquista da subito con note di pesca bianca, miele e nocciola fresca. La consistenza è avvolgente, sostenuta da una piacevole freschezza nel finale.

Puligny-Montrachet 1er Cru Les Folatières: uno dei più grandi premiers crus del comune, con vigneti impiantati su marne chiare nella parte alta del pendio. Il vino è slanciato, floreale e finemente speziato, con una spiccata sapidità e una notevole persistenza. La firma Leroy aggiunge densità e maturità.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Morgeot: proveniente dal climat più esteso e soleggiato di Chassagne, questo bianco presenta una materia ampia e potente, con note di frutti gialli, spezie e un tocco burroso. Ha una capacità di invecchiamento particolarmente lunga.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Chenevottes: vicino ai Grand Cru, questo climat dà un vino più fine e cesellato, con note di agrumi, fiori d'acacia e una mineralità gessosa. Un esempio dell'equilibrio tra ricchezza e tensione ricercato dalla maison.

Savigny-lès-Beaune 1er Cru Les Guettes: sui pendii pietrosi a nord della denominazione, questo rosso si distingue per il frutto nero speziato, la freschezza e i tannini decisi. Una cuvée di carattere, spesso sottovalutata e particolarmente ben invecchiata nelle cantine Leroy.

Aloxe-Corton 1er Cru e Maranges: due espressioni delle estremità della Côte de Beaune. L'Aloxe-Corton offre potenza, spezie e note di sottobosco su una struttura solida, mentre il Maranges, più rustico in gioventù, si rivela ricco e saporito dopo qualche anno in cantina.

Pommard Les Vignots e Pommard 1er Cru Les Chaponnières: due cuvée che incarnano la potenza di Pommard. Les Vignots, nella parte alta del villaggio, dà un vino denso e di razza, mentre Les Chaponnières, su argille profonde vicino ai Rugiens, sviluppa una struttura tannica imponente e aromi di frutti neri, liquirizia e cuoio, promettendo una lunga evoluzione in bottiglia.

Volnay 1er Cru Champans: il grande climat di Volnay, rinomato per l'unione di finezza e ricchezza. Il vino si veste di profumi di violetta, ciliegia e spezie dolci, con una consistenza setosa e un finale elegante e persistente. È uno dei rossi più seducenti del catalogo.

Nuits-Saint-Georges e Nuits-Saint-Georges 1er Cru Les Poulettes: il village mostra la robustezza e il frutto nero caratteristici della denominazione. Il premier cru Les Poulettes, meno conosciuto, presenta una trama minerale, tannini serrati e un finale salino che richiedono pazienza.

Vosne-Romanée 1er Cru Aux Brûlées: situato nella parte alta del pendio, nelle immediate vicinanze di Richebourg, questo premier cru offre tutta la sensualità di Vosne. Spezie, rosa, amarena e sottobosco si intrecciano in un vino profondo, vellutato e di grande complessità aromatica.

Gevrey-Chambertin e Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Cazetiers: il village esprime la potenza e il frutto nero della denominazione, con una bella struttura. Les Cazetiers, nella combe di Lavaux, aggiunge mineralità, tensione e una profondità quasi da grand cru, in uno stile al tempo stesso selvaggio e raffinato.

Charmes-Chambertin Grand Cru: tra i grand cru più seducenti di Gevrey, unisce una materia generosa a profumi di frutti rossi canditi, sottobosco e spezie. Dopo il lungo affinamento della maison, si rivela morbido, armonioso e di notevole persistenza.

Corton Renardes Grand Cru: sui terreni rossi e ricchi di ferro del versante Renardes della collina di Corton, il vino si mostra potente, terroso e strutturato, con note di amarena, pepe e nobili sentori animali. Una bottiglia esigente che ricompensa le lunghe attese in cantina.

Musigny Grand Cru: il vertice assoluto del catalogo e uno dei terroir più raffinati della Borgogna. Il vino coniuga una finezza eterea con un'intensità misurata, con un bouquet di rosa, violetta, piccoli frutti rossi e spezie, una consistenza delicata come un merletto e un finale interminabile. Le vecchie annate proposte dalla maison sono tra le bottiglie più rare e ambite del mondo del vino.

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