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Domaine Saint Sylvestre, Linguadoca Rossiglione: dalle Terrasses du Larzac alla vetta
Alla fine del 2010, Vincent Guizard decise di lasciare Domaine Montcalmès per creare a Puechabon una propria tenuta: Saint Sylvestre, nella denominazione Terrasses du Larzac.
Vincent Guizard ha mosso i primi passi al Mas Jullien, tenuta di riferimento delle Terrasses du Larzac, prima di collaborare dal 2003 al 2010 con il cugino Frédéric Pourtalié presso Domaine de Montcalmès, che ha contribuito a portare tra i nomi di riferimento della Linguadoca. Nel dicembre 2010 decide, insieme alla moglie Sophie, di mettersi in proprio e fonda Domaine Saint Sylvestre a Puéchabon. Il nome rende omaggio alla chiesa del villaggio, attorno alla quale si trovano le loro terre.
Fin dalla prima annata, il 2011, i vini della tenuta conquistano la critica e gli appassionati, in particolare il bianco, apprezzato per la sua finezza. In cerca di libertà, dal 2016 la coppia sceglie di non rivendicare più sistematicamente la denominazione Terrasses du Larzac, preferendo l’AOP Linguadoca o l’IGP Pays d’Oc a seconda delle cuvée. Un’indipendenza che non ha affatto frenato la reputazione della tenuta, oggi considerata uno dei migliori produttori della zona.
Il vigneto si estende per circa 8 ettari, pazientemente sottratti alla gariga e ai boschi circostanti grazie a un’importante opera di disboscamento. Le viti affondano le radici in un terreno di ciottoli arrotondati su un substrato calcareo, ai piedi delle propaggini del Larzac. L’influenza delle notti fresche provenienti dall’altopiano preserva l’acidità delle uve e conferisce ai vini la loro caratteristica freschezza. Per i rossi si coltivano Syrah, Grenache, Mourvèdre e Carignan, mentre Chardonnay, Marsanne, Roussanne e Viognier sono destinati ai bianchi.
La tenuta coltiva anche una parcella di Carignan quasi centenaria a Lespignan, vicino a Béziers, ereditata dal nonno di Sophie. La vite è coltivata con cura e nel rispetto del suolo, con rese volutamente basse.
La vendemmia è manuale, effettuata per vitigno e per parcella, con una rigorosa selezione in vigna. Per i rossi, le uve vengono diraspate e poi vinificate separatamente in vasche d’acciaio inox con soli lieviti indigeni. Il cappello viene follato con i piedi e le lunghe macerazioni durano dai 30 ai 40 giorni. L’affinamento dura circa 24 mesi in botti borgognone già utilizzate per il vino, sempre per vitigno e per parcella. L’assemblaggio avviene poco prima dell’imbottigliamento, tenendo conto del calendario lunare. I vini non vengono né chiarificati né filtrati.
I bianchi vengono pressati direttamente, poi fermentati e affinati per circa dodici mesi in botti borgognone che hanno ospitato grandi vini di Borgogna. Questo approccio conferisce ai bianchi della tenuta una consistenza raffinata e una tensione che li distinguono nel panorama della Linguadoca.
Domaine Saint Sylvestre rosso: cuvée emblematica della tenuta, assembla Syrah al 70 %, Grenache al 20 % e Mourvèdre al 10 % provenienti dai ciottoli di Puéchabon. Il colore intenso preannuncia aromi di ribes nero, ciliegia nera, pepe, gariga ed erbe aromatiche. Al palato è lineare e fresco, con tannini di grande finezza e un finale molto lungo. Un grande vino di lunga conservazione, da decantare quando è giovane.
Domaine Saint Sylvestre bianco: primo bianco della tenuta, apprezzato fin dal 2011, univa Roussanne, Marsanne e un tocco di Viognier. Ampio, floreale e minerale, ha rivelato il potenziale dei bianchi delle Terrasses du Larzac e resta un punto di riferimento per gli appassionati che ne conservano le vecchie annate.
Le Coup de Calcaire bianco: assemblaggio di Chardonnay al 90 %, completato da Roussanne e Marsanne, affinato in botti borgognone. Teso e luminoso, unisce agrumi, frutti a polpa bianca, discrete note burrose e una mineralità gessosa che ne giustifica il nome.
La Bougonne bianco: Chardonnay al 100 %, questa cuvée prodotta in quantità limitate offre una consistenza setosa e aromi di frutti gialli, nocciola e fiori, con una freschezza salina che ricorda i grandi bianchi borgognoni.
Le Sang du Papète: ottenuto dalla parcella di Carignan quasi centenaria del nonno di Sophie a Lespignan, questo raro rosso rivela tutta la nobiltà delle vecchie vigne: frutti neri, spezie, note di gariga e una struttura insieme densa e scorrevole.
L’Héritière des Pierres: assemblaggio di Carignan al 40 %, Syrah al 35 %, Mourvèdre al 15 % e Grenache al 10 %, questa cuvée prodotta in piccole quantità unisce profondità, complessità ed eleganza. Frutti neri, liquirizia, spezie e note minerali compongono un vino di grande capacità d’invecchiamento, tra i più ricercati della tenuta.
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