Fontaine Gagnard

I vini del domaine Fontaine Gagnard: acquisto al miglior prezzo

Installato nel cuore di Chassagne-Montrachet, il Domaine Fontaine-Gagnard è tra i produttori più completi e più rispettati del villaggio. Su soli dodici ettari, propone ventidue denominazioni suddivise tra Chassagne-Montrachet, Volnay e Pommard, con una decina di premiers crus e soprattutto tre grands crus mitici: Criots-Bâtard-Montrachet, Bâtard-Montrachet e Le Montrachet stesso. Fondato nel 1985 da Laurence Gagnard e Richard Fontaine, è condotto dal 2007 dalla figlia Céline Fontaine. Vinificazioni tradizionali con lieviti indigeni, élevage in botti su misura, agricoltura ragionata e lavorazioni sistematiche del suolo donano vini intensi, profondi e complessi, accessibili da giovani ma costruiti per invecchiare con grazia.

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Prezzo

80,00 € - 680,00 €

Capacità

Punteggio Parker WA

85 - 97

Punteggio Burghound

88 - 97

Punteggio Revue du Vin de France

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Punteggio Bettane & Desseauve

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Rosso
75cl
90-92/100
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Borgogna | Chassagne Montrachet 1er cru

Fontaine Gagnard Chassagne Montrachet 1er cru Clos Saint Jean 2020 rosso

84,00 € IVA inclusa a bottiglia
70,00 € IVA esclusa
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Bianco
75cl
89/100
94/100
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Borgogna | Montrachet

Fontaine Gagnard Montrachet 2001

600,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Bianco
75cl
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Borgogna | Montrachet

Fontaine Gagnard Montrachet 2002

660,00 € IVA inclusa a bottiglia
550,00 € IVA esclusa

Storia di Domaine Fontaine-Gagnard

La famiglia coltiva la vite a Chassagne-Montrachet da diversi secoli, ma la tenuta come la conosciamo oggi nasce nel 1985. A fondarla sono Laurence Gagnard, figlia di Jacques e Marie-Josèphe Gagnard, e il marito Richard Fontaine, reduce da una carriera nell'aeronautica militare. I primi quattro ettari provengono essenzialmente dai possedimenti Gagnard-Delagrange a Chassagne, integrati da alcune parcelle della famiglia Delagrange a Pommard. Fu il nonno di Céline ad avere la lungimiranza di acquistare negli anni Settanta premier cru e grand cru che allora nessuno voleva, compresa una parte del Montrachet acquistata da Fleurot.

Da allora la tenuta ha continuato a crescere, passando da quattro a dodici ettari, essenzialmente grazie all'accorpamento di vigneti appartenenti ai diversi rami della famiglia Gagnard, rimasta molto unita e i cui membri spesso continuano a lavorare insieme in vigna. Céline Fontaine affianca i genitori nel 2007 e assume progressivamente la responsabilità della viticoltura e della vinificazione, apportando nuova energia senza rinunciare ai valori familiari. Nel 2018 viene affiancata da Frédéric Robert, che aveva lavorato presso Domaine Armand Rousseau dal 2006 al 2017. 

Terroir e vigneti di Domaine Fontaine-Gagnard

La maggior parte delle parcelle si trova a Chassagne-Montrachet, di cui la tenuta offre una panoramica di rara completezza. I terreni argillo-calcarei variano notevolmente a seconda della posizione sul pendio: marne più profonde e argillose nella parte bassa verso Morgeot e La Boudriotte, terreni sassosi e molto gessosi nella parte alta per Les Caillerets, La Romanée e La Grande Montagne. Quest'ultimo minuscolo climat si trova nel cuore della fascia dei migliori premiers crus del villaggio, accanto a Virondot e Grandes Ruchottes.

Lo stesso Chassagne village proviene da cinque o sei lieux-dits distribuiti nell'intera denominazione, con terreni ed esposizioni differenti da nord a sud, che gli conferiscono una complessità rara per un village. La tenuta possiede inoltre una delle quote più estese del Criots-Bâtard-Montrachet, il più piccolo grand cru della Côte de Beaune, oltre a piccoli appezzamenti nel Bâtard-Montrachet e nel Montrachet. Alcuni ettari più a nord, a Volnay e Pommard, completano l'insieme. Il lavoro in vigna prosegue tutto l'anno, con arature complete, analisi del suolo e pratiche colturali ragionate, con un unico obiettivo: ottenere uve perfettamente sane, ricche di sostanza e di grande purezza.

Vinificazione di Domaine Fontaine-Gagnard

I metodi sono volutamente classici e, soprattutto, identici per ogni cuvée, affinché emerga la tipicità di ciascun terroir più che la mano del vignaiolo. La vendemmia è manuale, le uve bianche vengono pressate delicatamente e i mosti accuratamente illimpiditi; tutte le fermentazioni sono affidate esclusivamente ai lieviti indigeni, senza additivi superflui.

L'affinamento avviene in botti di rovere per dodici-diciotto mesi: circa un anno per i bianchi e diciotto mesi per i rossi. La quota di legno nuovo resta moderata, intorno al quindici-venti per cento per le denominazioni village e al trenta-quaranta per cento per i premier cru e i grand cru. Dalla fine degli anni Ottanta, la tenuta acquista direttamente il proprio rovere francese tramite un commerciante di legname, che lo lascia stagionare per due anni prima di affidarlo a un bottaio locale incaricato di realizzare botti su misura. Questa cura nella scelta delle botti spiega in gran parte la notevole integrazione delle note boisé e la profondità della trama dei vini.

Le cuvée di Domaine Fontaine-Gagnard

Chassagne-Montrachet Village Blanc: proveniente da cinque o sei lieux-dits distribuiti nell'intera denominazione, con terreni ed esposizioni diversi, raggiunge una complessità rara per un village. Ricco, fruttato e persistente, si può gustare giovane o lasciar riposare da cinque a dieci anni. Un grande classico la cui produzione resta limitata.

Chassagne-Montrachet Village Rouge: un cesto di frutti rossi, fragolina di bosco, ribes nero e lampone, tannini morbidi e bella persistenza. Solido e sorprendentemente adatto all'invecchiamento, ricorda che Chassagne è stata a lungo terra di pinot noir.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Clos Saint-Jean: da sempre il più aperto tra i premiers crus della tenuta, conquista già in gioventù per il suo frutto generoso e la sua rotondità. Per questo è molto apprezzato nelle carte dei ristoranti, senza peraltro rinunciare a una nitida espressione del terroir.

Chassagne-Montrachet 1er Cru La Maltroie: più strutturato del Clos Saint-Jean, unisce frutti bianchi maturi, mandorla e mineralità gessosa su una trama solida. Nelle grandi annate può invecchiare dai quindici ai vent'anni senza perdere vigore.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Chenevottes: situato verso Puligny, questo climat dà un vino elegante e teso, con note di agrumi, fiori d'acacia e pietra focaia. Al palato è lineare e sapido, di notevole precisione.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Vergers: un naso luminoso di susina gialla, pesca bianca e sentori di brezza marina, che si apre magnificamente con l'ossigenazione. Al palato è equilibrato e intenso, con un po' più di corpo rispetto ad altre cuvée e un finale sapido persistente.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Clos des Murées (Monopole): esclusiva della tenuta, questo clos cinto da mura offre un'espressione particolarmente completa, tra una polpa generosa, note di nocciola e burro fresco e una nitida trama minerale. Una rarità assoluta della gamma.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Morgeot: proviene dall'ampia zona la cui storia risale all'abbazia di Morgeot, distrutta durante la Rivoluzione. Il bouquet, ben definito, unisce caprifoglio e cera d'api; l'attacco al palato è fresco, poi si fa ampio, con una bella complessità che richiede tempo per rivelarsi.

Chassagne-Montrachet 1er Cru La Boudriotte: vicino a Morgeot nella parte bassa del pendio, su terreni più argillosi, dà un vino carnoso e generoso, dagli aromi di frutti gialli maturi e spezie dolci, sostenuto da una fine acidità che ne garantisce la tenuta nel tempo.

Chassagne-Montrachet 1er Cru La Grande Montagne: una rara parcella in un minuscolo climat situato nella parte alta del pendio, nel cuore della fascia dei migliori premiers crus del villaggio. Il vino ne trae una tensione notevole, una mineralità incisiva e una persistenza che lo colloca al livello dei più grandi.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Caillerets: i terreni estremamente gessosi danno regolarmente vita al premier cru della tenuta con il maggior potenziale di invecchiamento. Cristallino, verticale e profondamente sapido, richiede pazienza ma ripaga ampiamente l'attesa.

Chassagne-Montrachet 1er Cru La Romanée: spettacolare e sempre superbo, questo climat arroccato nella parte alta del pendio unisce potenza controllata, complessità aromatica e una tensione minerale sorprendente. Insieme a Les Caillerets, rappresenta il vertice dei premiers crus della casa.

Chassagne-Montrachet 1er Cru Clos Saint-Jean Rouge e Morgeot Rouge: i due premiers crus rossi del villaggio firmati dalla tenuta. Il Clos Saint-Jean punta sulla morbidezza e sulla vivacità dei frutti rossi, mentre il Morgeot è più denso e strutturato, con note di frutti neri e spezie e tannini capaci di sostenere un lungo invecchiamento.

Criots-Bâtard-Montrachet Grand Cru: la tenuta possiede una delle quote più estese del più piccolo grand cru della Côte de Beaune. Il vino unisce finezza floreale, agrumi canditi e una mineralità gessosa di rara eleganza, con un palato cesellato e persistente. Una produzione esigua.

Bâtard-Montrachet Grand Cru: più potente e opulento del suo piccolo vicino, offre una trama ampia e aromi di burro fresco, nocciola tostata e frutti gialli maturi, sostenuti da una fine acidità. Un grand cru maestoso da lasciar riposare almeno otto-dieci anni.

Le Montrachet Grand Cru: vertice assoluto della gamma, acquistato negli anni Settanta dal nonno di Céline Fontaine. Prodotto in quantità limitatissime, riunisce potenza, profondità e raffinatezza, con una struttura di eccezionale ricchezza e una freschezza sapida che prolunga il finale quasi all'infinito. Un vino da collezione.

Volnay 1er Cru Clos des Chênes: uno dei più bei climat di Volnay, situato nella parte alta del pendio su un terreno sassoso. Regolarmente apprezzato per la sua finezza, esprime note di violetta, lampone e spezie su una trama setosa e tannini delicatissimi, con un'elegante persistenza.

Pommard 1er Cru Les Rugiens: il grande rosso della casa, proveniente dal climat più rinomato di Pommard, su terreni ferruginosi a cui deve il nome. Potente e strutturato, unisce frutti neri intensi, liquirizia e note ferrose, con tannini saldi ma levigati e un finale di bella persistenza. Un vino da lunghissimo invecchiamento, da riservare a piatti dal carattere deciso e alla selvaggina.

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