Clos Canarelli Corse Figari 2024 rosato
Clos Canarelli Corse Figari Petit Clos 2023
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Il Clos Canarelli è situato a Figari, in Corsica del Sud, e la vera storia del domaine Canarelli ha inizio nel 1993, quando Yves Canarelli decide di rilevare le vigne di famiglia e di diventare vignaiolo. In seguito, ha sviluppato il suo vigneto che attualmente supera i 32 ha, di cui 25 ha a vini rossi. Nel 2007, il Clos Canarelli si è insediato nella sua nuova cantina e ha rapidamente dimostrato straordinarie doti in vinificazione.
Agronomo di formazione, Yves Canarelli rileva all'inizio degli anni Novanta i dieci ettari di vigneti di famiglia a Tarrabucetta, piccolo villaggio vicino a Figari, nell'estremo sud della Corsica. Inizia il suo apprendistato in una cooperativa che riunisce sette viticoltori della zona, in un semplice locale dotato di due presse. Ben presto, la precisione dei suoi vini e la fermezza delle sue convinzioni attirano l'attenzione della stampa specializzata. Laddove molti impiegano anni per fare propria un'eredità, lui arriva con un'idea già chiara: ridare vita ai vitigni autoctoni dell'isola.
La scelta iniziale è radicale. Estirpa le piante di cinsault, alicante e grenache ereditate dai decenni precedenti per ripiantare sciaccarellu, niellucciu e vermentinu, poi varietà molto più rare come minustellu, carcaghjolu neru, murescon, genovese e bianco gentile. Si avvale a questo scopo degli studi del CIVAM della Corsica e dell'enologo Antoine Pouponneau, specialista dei vitigni autoctoni. La tenuta ottiene la certificazione biologica Ecocert nel 2002, si converte alla biodinamica nel 2006 e nel 2007 si trasferisce in una nuova cantina seminterrata. Oggi premiato con tre stelle dalla Guide de la Revue du Vin de France, il Clos Canarelli si estende su oltre trenta ettari.
Il cuore del vigneto si trova sull'altopiano di Figari, considerato la più antica zona viticola della Corsica: la vite vi si coltiva dal V secolo a.C. I terreni sono sabbie granitiche e suoli argilloso-granitici, poveri e ben drenati, esposti a sud e a nord-ovest. La zona gode di uno dei livelli di soleggiamento più elevati di Francia, ma il vento quasi costante e le correnti d'aria che scendono dalle montagne creano forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. È questa tensione climatica a spiegare lo stile nitido e fresco dei vini, ben lontano dalla pesantezza talvolta attribuita ai vini mediterranei.
Due terroir d'eccezione completano il quadro. Nel 2009 Yves Canarelli recupera una parcella di viti prefillosseriche nel villaggio di Orasi, un patrimonio viticolo inestimabile da cui nascerà Tarra d'Orasi. Dal 2010, insieme a Patrick Fioramonti, ripianta il primo vigneto recintato di Bonifacio su un altopiano che domina la città, caratterizzato da un calcare raro sull'isola: da qui nascono i vini Tarra di Sognu. Tra le varietà coltivate figurano il vermentinu e il bianco gentile per i bianchi, lo sciaccarellu, il niellucciu, il carcaghjolu neru e il minustellu per i rossi, oltre a varietà rarissime come il riminese, il genovese e il carcaghjolu biancu. Le rese sono volutamente basse, intorno ai 25 ettolitri per ettaro, con diradamento dei grappoli seguito da vendemmia manuale e selezione su tavolo di cernita.
In cantina, l'approccio è quello di un ricercatore. Le uve vengono diraspate al 100%, le fermentazioni si avviano soltanto con i lieviti indigeni della tenuta, senza correzioni né additivi, e le estrazioni restano volutamente delicate per preservare la finezza dei tannini e la freschezza del frutto. I vini non sono né chiarificati né filtrati e le dosi di zolfo sono ridotte allo stretto minimo; diversi vini sono persino prodotti completamente senza solfiti aggiunti.
La cantina seminterrata ospita una varietà impressionante di contenitori, frutto di molti anni di sperimentazione: vasche d'acciaio inox, barrique, botti da 500 litri, grandi botti e soprattutto grandi anfore d'argilla, di cui Yves Canarelli è diventato uno dei maestri in Francia. Gli affinamenti durano dai quattordici ai trenta mesi a seconda dei vini. Vale la pena segnalare una particolarità normativa: diversi vitigni autoctoni non figurano nel disciplinare della denominazione Corse Figari, perciò alcuni dei migliori vini della tenuta sono commercializzati come semplici Vin de France, senza indicazione del vitigno né dell'annata in etichetta.
Corse Figari bianco: il vino simbolo della tenuta, basato sul vermentinu, che rappresenta circa l'80% dell'assemblaggio, completato da bianco gentile, riminese, genovese e carcaghjolu biancu. Agrumi brinati, mela verde, sorbetto alla pera, fiori di frutteto, nocciola fresca e un tocco d'anice tra finocchio ed elicriso compongono un bianco succoso, sensuale e decisamente gastronomico.
Corse Figari rosé: ottenuto dai vitigni a bacca rossa della tenuta, pressati delicatamente, presenta un colore tenue e un profilo secco e teso. Piccoli frutti rossi, scorza d'agrume e note di macchia mediterranea si prolungano in un finale salino. Un rosé da tavola, ideale con il pesce alla griglia e la cucina dell'isola.
Corse Figari rosso: assemblaggio di niellucciu, sciaccarellu e, a seconda delle annate, una quota di syrah, affinato in vasche e botti da 500 litri. Frutti rossi croccanti, spezie dolci ed erbe della macchia mediterranea si accompagnano a tannini fini e a una piacevole freschezza granitica. Il rosso di riferimento della denominazione, con un vero potenziale di invecchiamento.
Bianco Gentile: un vino singolare prodotto al 100% con questo vitigno bianco autoctono salvato dall'oblio, su un terroir argilloso-granitico. Frutti a nocciolo con note di miele, ananas e frutto della passione si uniscono a una vivace freschezza agrumata, a note di fiori bianchi, pepe ed erbe aromatiche. Un'assurdità normativa fa di questa meraviglia un semplice Vin de France.
Amphora bianco: ottenuto da numerosi vitigni corsi vinificati insieme e affinati in grandi anfore d'argilla, senza aggiunta di solforosa. Bouquet complesso ed esuberante, consistenza setosa, una piacevole nota amaricante che ricorda la mandorla e la scorza d'arancia: una rara sensazione di purezza ed energia, decisamente pensata per la tavola.
Amphora rosso: la versione rossa di questa sperimentazione, anch'essa affinata in giare di terracotta senza solfiti. Il contenitore neutro lascia esprimere tannini morbidi e freschi, un frutto brillante e una trama speziata di grande finezza. La firma di Canarelli allo stato puro.
Costa Nera: in precedenza chiamato CN, questo vino è prodotto esclusivamente con carcaghjolu neru, vitigno autoctono del sud dell'isola piantato alla fine degli anni Novanta su terreni argilloso-granitici. Uve diraspate, fermentazione in vasche d'acciaio inox, poi oltre diciotto mesi in botti da 500 litri. Profondo, pepato, con note di liquirizia, grafite e macchia mediterranea, è stato paragonato a un Cornas corso e ottiene regolarmente punteggi superiori a 95 su 100 nella stampa specializzata.
Tarra d'Orasi bianco: nato dalla parcella di viti prefillosseriche del villaggio di Orasi, recuperata nel 2009, questo rarissimo vino esprime la profondità di radici centenarie. Unisce densità e tensione, con note di frutti bianchi, erbe essiccate e pietra calda e una notevole persistenza salina.
Tarra d'Orasi rosso: la versione rossa di questo tesoro ampelografico, ottenuta dalle stesse vecchie viti a piede franco. Linfa vitale, frutti neri, spezie e una consistenza vellutata compongono un vino di statura eccezionale, considerato da molti critici uno dei vertici dei grandi vini di Francia.
Tarra di Sognu bianco: proviene dal primo vigneto recintato ripiantato a Bonifacio, su un altopiano calcareo unico in Corsica. Qui il vino acquista una tensione minerale che non si ritrova a Figari, con delicate note amaricanti e un soffio d'anice che si irradia nel finale. Un primo grande cru dell'isola, ancora senza rivali in Corsica.
Tarra di Sognu rosso: stesso terroir calcareo, stessa ambizione. Più austero e verticale dei rossi di Figari, conquista per la sua profondità, la freschezza mentolata e la grana dei tannini di grande nobiltà. Un vino che acquista sempre più carattere man mano che le viti invecchiano.
Alta Rocca rosso: proveniente dalle terre più alte e fresche dell'entroterra, questo vino punta sulle erbe della macchia mediterranea, le bacche mature e le spezie. Nobile e slanciato, completa la gamma con un profilo più altero e una buona capacità di invecchiamento.
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