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Châteaux Imperdibili |
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Tra le appellations viticole più prestigiose al mondo, Saint-Émilion occupa un posto a sé. Il suo classement in Grand Cru Classé, unico a Bordeaux per la sua natura rivedibile ogni dieci anni, incarna un'esigenza permanente di eccellenza. Ma cosa significa realmente la menzione « Grand Cru Classé » su un'etichetta di Saint-Émilion? Qual è la differenza con un semplice Saint-Émilion Grand Cru? Quali châteaux figurano in cima alla gerarchia?
Da ricordare:
Situata nel Libournais, a una quarantina di chilometri a est di Bordeaux, l'appellation Saint-Émilion, vicina a Pomerol, è una delle più antiche e delle più rinomate al mondo. La viticoltura nella regione risale almeno al IV secolo d.C., periodo al quale il poeta latino Ausonio è associato a un Domaine viticolo la cui localizzazione esatta è ancora oggetto di dibattito.
Nel 1199, Giovanni Senza Terra concesse a Saint-Émilion una carta comunale che le conferiva lo status di città libera, gettando le basi di una governance locale della viticoltura. Oggi classificata come Patrimonio mondiale dell'UNESCO per il suo paesaggio culturale viticolo, la città medievale di Saint-Émilion accoglie ogni anno milioni di visitatori venuti ad ammirare le sue strade acciottolate e le sue cantine scavate nel calcare.
Dal punto di vista geologico, l'appellation si estende su diversi tipi di suoli di notevole diversità: il plateau calcareo che domina la città, i versanti argillo-calcarei che la circondano, e un'antica terrazza alluvionale ghiaiosa a nord-ovest. Questo mosaico di terroir conferisce ai vini di Saint-Émilion una complessità aromatica e una capacità di invecchiamento eccezionali.
È la fonte di confusione più frequente tra gli appassionati. La menzione « Grand Cru » da sola designa semplicemente i vini dell'appellation Saint-Émilion Grand Cru che rispettano un disciplinare più rigoroso rispetto al semplice Saint-Émilion (resa limitata a 40 hl/ha, affinamento minimo di 12 mesi). Non costituisce in alcun caso una classificazione.
La menzione « Grand Cru Classé » è di tutt'altra natura: designa i châteaux che sono stati selezionati e classificati dalla commissione ufficiale dell'INAO, sulla base di criteri esigenti che includono la qualità dei vini, la notorietà, il terroir e le pratiche viticole. Si tratta di una garanzia di qualità supplementare e di un riconoscimento di eccellenza collettiva.
Da ricordare: tutti i Saint-Émilion Grand Cru Classés sono Saint-Émilion Grand Cru, ma il contrario è falso. La gerarchia va dall'appellation semplice fino al vertice assoluto: il Premier Grand Cru Classé A.
A differenza del celebre classement del 1855 dei vini del Médoc, immutabile dalla sua creazione e mai rivisto tranne per il Mouton Rothschild nel 1973, il classement di Saint-Émilion è rivedibile ogni dieci anni. Questa caratteristica fondamentale ne fa uno dei sistemi di classificazione più dinamici e più esigenti di tutta Bordeaux.
Nato nel 1955 su iniziativa del Syndicat viticole des vins de Saint-Émilion, questo classement è stato rivisto sette volte da allora: nel 1959, 1969, 1986, 1996, 2006, 2012 e 2022. Ogni edizione ha potuto consacrare nuovi châteaux, declassarne altri, e talvolta dar luogo a clamorose battaglie giudiziarie, in particolare in occasione del controverso classement del 2006, infine annullato dai tribunali.
Pubblicato l'8 settembre 2022 dall'INAO, il classement 2022 è valido per i raccolti dal 2022 al 2031. Ha mobilitato 144 dossier di candidatura e ha portato alla consacrazione di 85 châteaux (2 Premiers Grands Crus Classés A, 12 Premiers Grands Crus Classés B e 71 Grands Crus Classés).
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Livello |
Numero (2022) |
Esempi emblematici |
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Premier Grand Cru Classé A |
2 châteaux |
Château Pavie, Château Figeac |
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Premier Grand Cru Classé B |
12 châteaux |
Château Canon, Clos Fourtet, Château Troplong Mondot |
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Grand Cru Classé |
71 châteaux |
Château Dassault, Château La Dominique, Château Fombrauge |
Fatto saliente di questa edizione: il Château Figeac è stato promosso al rango supremo di Premier grand cru classé A, raggiungendo Château Pavie al vertice della gerarchia. Al contrario, proprietà storiche come Château Ausone, Château Cheval Blanc, Château Angélus e Château La Gaffelière hanno scelto di non presentare la loro candidatura, contestando i criteri di valutazione.
Il processo di classificazione, supervisionato dall'INAO, si basa su quattro criteri fondamentali. La loro ponderazione varia a seconda del livello di classement ambito.
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Criterio |
Peso Grand Cru Classé |
Peso Premier Grand Cru Classé |
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Qualità & costanza dei vini (degustazione) |
50 % |
50 % |
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Notorietà, promozione & valorizzazione |
20 % |
35 % |
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Terroir & patrimonio fondiario |
20 % |
10 % |
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Metodi viticoli & enologici |
10 % |
5 % |
La degustazione rimane il criterio centrale e imprescindibile, rappresentando il 50% del punteggio finale qualunque sia il livello ambito. Per aspirare allo status di Grand Cru Classé, uno château deve ottenere un minimo di 14 punti su 20; per il Premier grand cru classé A, la soglia sale a 16 punti su 20. I Domaine classificati rappresentano circa il 10% della produzione totale dell'appellation.
La diversità dei suoli dell'appellation è una ricchezza essenziale che permette l'espressione di vini dai profili molteplici, che vanno dall'eleganza minerale alla potenza voluttuosa.
È qui che si concentrano i più grandi châteaux. Il calcare offre un drenaggio naturale eccellente garantendo al contempo un apporto idrico attivo per risalita capillare. Le viti non soffrono mai di uno stress idrico eccessivo, il che produce vini di grande regolarità e di bella freschezza aromatica.
Questa antica terrazza alluvionale, formatasi nel quaternario, presenta le stesse graves « günziennes » che si ritrovano nei migliori terroir del Médoc e della Rive Gauche. Ospita in particolare Château Cheval Blanc e Château Figeac, due Domaine d'eccezione la cui struttura tannica e la cui complessità aromatica devono molto a questa particolare geologia.
L'argilla nel sottosuolo favorisce la ritenzione idrica e una maturazione lenta e omogenea delle uve. È all'origine dei vini più carnosi e più opulenti dell'appellation, con una ricchezza in bocca e una texture vellutata molto caratteristiche.
I vini di Saint-Émilion sono dominati dal Merlot, che rappresenta generalmente il 60-80% degli assemblaggi. Questo vitigno tardivo e generoso conferisce ai vini la loro texture vellutata, i loro aromi di frutti rossi e neri maturi (ciliegia, prugna, mora), la loro rotondità in bocca e la loro relativa accessibilità nella giovinezza.
Il Cabernet Franc (chiamato localmente « Bouchet ») rappresenta circa un terzo dell'encépagement. Apporta tannini fini, una bella freschezza, un tocco floreale e note speziate caratteristiche. I châteaux che lo assemblano in proporzione importante (come Cheval Blanc, rinomato per i suoi assemblaggi ad alta dominante di Cabernet Franc) producono vini di un'eleganza e di una finezza incomparabili.
Il Cabernet Sauvignon è rappresentato in misura più marginale, ma contribuisce alla complessità strutturale e alla longevità di alcuni cru.
La qualità di un Grand Cru Classé di Saint-Émilion dipende strettamente dall'annata. Ecco gli anni d'eccezione da ricercare in via prioritaria:
• 2000: annata leggendaria, vini concentrati e carnosi, ancora in piena evoluzione
• 2005 : grande classico bordolese, equilibrio perfetto tra ricchezza e freschezza, invecchiamento eccezionale
• 2009 : annata solare, vini opulenti e generosi, tannini setosi, già molto accessibili
• 2010 : considerata da molti come l'annata del secolo, concentrazione e freschezza riunite
• 2015 : eleganza e fruttato esemplari, annata molto versatile
• 2016 : grande regolarità in tutta l'appellation, vini fini e di razza
• 2018 : potenza controllata, ricchezza aromatica, invecchiamento assicurato
I Grand Cru Classés di Saint-Émilion godono di un riconoscimento internazionale che sostiene il loro valore nel lungo termine. A differenza dei semplici Saint-Émilion Grand Cru, sono seguiti attentamente dai collezionisti, dai négociants e dai cavisti specializzati.
Concepiti per l'invecchiamento, i vini di Saint-Émilion Grand Cru Classé sviluppano una complessità aromatica crescente con gli anni: le note di frutta fresca lasciano progressivamente spazio al cuoio, al sottobosco, alle spezie e agli aromi terziari che caratterizzano le grandi bottiglie vecchie. Alcuni cru possono conservarsi e migliorare per 20-40 anni in buone condizioni di cantina.
Laddove il classement del Médoc del 1855 è percepito come immutabile, quello di Saint-Émilion evolve ogni dieci anni. Questo dinamismo spinge i châteaux a mantenere e a migliorare costantemente il loro livello di esigenza, una garanzia supplementare per l'appassionato.
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