Champagne Drappier

I vini di Champagne della Maison Drappier: acquisto al miglior prezzo

Fondata nel XVII secolo, la Maison Drappier è una delle maison di Champagne riconosciuta per il suo dinamismo e i suoi champagne caratterizzati dai pinot neri. La famiglia Drappier si trasferisce a Urville, nell'Aube, nel 1805. Le vigne si estendono tra la Côte des Bar, la Montagne de Reims e la Côte des Blancs. Il vigneto è composto da 50 ettari con una maggioranza di pinot nero (70%), ma anche chardonnay e pinot meunier. Partnership e acquisti di qualità (chardonnay di Cramant e pinot nero della Montagne de Reims e Côtes des Bars) vengono ad integrare la superficie di proprietà di questa maison champenoise che produce più di un milione di bottiglie all'anno.

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Drappier Brut Nature Sans Ajout de Soufre
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Drappier Brut Nature Sans Ajout de Soufre

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Drappier Brut Nature

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Storia dello Champagne Drappier

La storia viticola di Urville comincia ben prima della nascita della maison. I gallo-romani vi piantarono la vite, ma fu san Bernardo, fondatore dell’abbazia di Clairvaux, a dare al villaggio la sua vocazione viticola, istituendovi intorno al 1152 una dipendenza cistercense dotata di ampie cantine, utilizzate ancora oggi per l’affinamento delle cuvée. I monaci vi introdussero il morillon noir, antenato del pinot noir proveniente dalla Borgogna, e svilupparono un considerevole commercio di vino. La stirpe familiare risale invece a Rémy Drappier, nato nel 1604, commerciante di tessuti a Reims, il cui cognome richiama il mestiere originario. Nel 1805, François Drappier si stabilisce a Urville e comincia a coltivare il vigneto tre anni più tardi, nel 1808: è l’atto di nascita della tenuta.

Il XX secolo segna una svolta decisiva. Negli anni Trenta, Georges Collot, nonno materno di Michel Drappier, ripianta su larga scala il pinot noir in controtendenza rispetto alle usanze locali, affermando il vitigno che definirà l’identità della maison. Nel 1952, André e Micheline Drappier creano la cuvée Carte d’Or e la sua etichetta gialla, divenuta iconica. Il generale de Gaulle, residente nella vicina Colombey-les-Deux-Églises, diventa un cliente fedele e ispirerà in seguito una cuvée omaggio lanciata nel 1990. Michel Drappier assume la guida delle vinificazioni nel 1979 e prosegue il lavoro avviato dal padre André, scomparso nel 2025 dopo una sessantina di vendemmie. Nel 1988, la maison acquisisce profonde cave scavate nel gesso a Reims sotto Napoleone III, che si aggiungono alle cantine cistercensi di Urville. Oggi, l’ottava generazione contribuisce alla vita di una tenuta rimasta decisamente familiare e a misura d’uomo, pioniera della neutralità carbonica nella Champagne.

Terroir e vigneti dello Champagne Drappier

Il cuore del vigneto Drappier si estende per una sessantina di ettari intorno a Urville, sul calcare giurassico kimmeridgiano della Côte des Bar, lo stesso sottosuolo marnoso-calcareo che si ritrova a Chablis, qualche decina di chilometri più a sud. Questo terroir, ricco di fossili e perfettamente drenante, insieme a un’abbondante esposizione al sole, conferisce ai vini una maturità solare, una vinosità pronunciata e una riconoscibile mineralità salina. Le uve acquistate da altri vigneti ampliano la gamma: pinot noir potenti della Montagne de Reims, in particolare di Bouzy e Ambonnay, e chardonnay cesellati della Côte des Blancs, ad Avize, Cramant e Chouilly, portando la superficie totale coltivata a circa cento ettari.

Nella composizione del vigneto prevale nettamente il pinot noir, che rappresenta circa il 70 % della superficie, affiancato da chardonnay e meunier. Fedele alla propria vocazione di conservazione, la maison coltiva anche vitigni della Champagne quasi scomparsi: l’arbane, il petit meslier, il blanc vrai (pinot bianco) e il fromenteau (pinot grigio), autentici archivi viventi del vigneto. La gestione delle vigne privilegia il rispetto della vita: gran parte della tenuta è certificata biologica da Ecocert, alcune parcelle vengono arate con cavalli da tiro e si favoriscono le colture di copertura e la biodiversità. Questo impegno ambientale ha reso Drappier la prima maison di Champagne a ottenere l’accreditamento per la neutralità carbonica, grazie a un lavoro approfondito sull’energia, gli imballaggi e la logistica.

Vinificazioni dello Champagne Drappier

La filosofia di vinificazione si riassume in una parola: naturalezza. Si utilizzano solo i mosti della prima spremitura, detti cuvée, estratti con presse meccaniche a bassa pressione. I mosti scorrono per gravità per limitare i pompaggi e i rischi di ossidazione; la sfecciatura avviene poi naturalmente, per semplice decantazione. La fermentazione alcolica si affida in larga misura ai lieviti indigeni della tenuta e la fermentazione malolattica viene generalmente portata a termine per conferire rotondità, profondità e stabilità. Una parte dei vini di riserva è affinata in legno, in grandi botti e barrique, che arricchiscono la consistenza senza mai improntare gli aromi.

Poiché Michel Drappier è egli stesso intollerante allo zolfo, la maison ha fatto della riduzione dei solfiti un elemento centrale del proprio savoir-faire: i vini contengono pochissimi solfiti (spesso intorno a 20 mg/l), non sono filtrati né decolorati, fino alla cuvée Brut Nature Sans Soufre, elaborata senza alcuna aggiunta. I dosaggi sono volutamente bassi e si basano su una liqueur ottenuta da zucchero di canna biologico, lasciata maturare per diversi anni, talvolta quindici, in botti di rovere. L’affinamento avviene nelle cantine cistercensi del XII secolo, a una temperatura costante di circa 10 °C, con lunghi periodi di maturazione sui listelli. Una particolarità rara: la presa di spuma avviene nella bottiglia originale per tutti i formati, dalla mezza bottiglia ai grandissimi formati come il Primat (27 litri) e il Melchisédech (30 litri). La cuvée Grande Sendrée è ancora sottoposta a remuage interamente a mano.

Le cuvée dello Champagne Drappier

Carte d’Or Brut: creata nel 1952, è l’emblema per eccellenza della maison. In larghissima prevalenza composta da pinot noir, si avvicina a un blanc de noirs e presenta un colore dorato dai riflessi ramati. Al naso evoca la frutta matura e la celebre gelatina di mele cotogne, firma aromatica della tenuta. Il palato è ampio, vinoso, fresco e invitante, ideale sia come aperitivo sia a tavola.

Brut Nature Zéro Dosage: uno champagne 100 % pinot noir, ottenuto esclusivamente dalla prima spremitura e totalmente privo di dosaggio. Purezza, tensione e linearità caratterizzano questa cuvée senza artifici, in cui il terroir kimmeridgiano si esprime senza filtri. Uno champagne gastronomico destinato agli appassionati delle sensazioni schiette.

Brut Nature Sans Soufre: punto d’arrivo dell’approccio naturale della maison, questo 100 % pinot noir a dosaggio zero è elaborato senza alcuna aggiunta di zolfo. Il vino acquista maggiore vivacità del frutto, energia e consistenza, con un’espressione aromatica vibrante e un finale salino. Un punto di riferimento mondiale per lo champagne senza solfiti aggiunti.

Clarevallis: ideata da Hugo Drappier, questa cuvée biologica deve il nome alla denominazione latina dell’abbazia di Clairvaux. Assembla circa il 75 % di pinot noir, il 10 % di meunier, il 10 % di chardonnay e il 5 % di blanc vrai, provenienti esclusivamente dal pendio di Urville, in parte arato con il cavallo. Con un dosaggio extra brut di 4 g/l, non filtrata e con pochissimi solfiti aggiunti, offre un colore oro grigiastro, profumi di violetta, sambuco e frutta secca e un palato teso, setoso, con piacevoli note amare.

Rosé de Saignée: Drappier è una delle poche maison a elaborare il proprio rosé mediante macerazione e successivo salasso del pinot noir, tecnica impegnativa che dona colore e intensità aromatica naturali. Al naso emergono fragola, ribes, ribes nero e spezie; il palato è strutturato, fresco ed elegante. Un rosé di carattere, perfetto per accompagnare l’intero pasto.

Brut Nature Rosé: versione senza dosaggio del rosé ottenuto per salasso, anch’essa composta al 100 % da pinot noir. Il colore è pallido, rosa aranciato; il naso intenso intreccia piccoli frutti rossi, fiori e spezie, mentre il palato punta sulla finezza e sulla precisione. Una cuvée da singola parcella, prodotta in quantità limitate e pensata per la tavola.

Blanc de Blancs Signature: composto da circa il 95 % di chardonnay e da un tocco di blanc vrai (pinot bianco), coniuga finezza floreale e rotondità. Il colore è luminoso, oro pallido; il naso sviluppa note di pera, pesca bianca, albicocca e pasticceria, mentre il palato è minerale, cremoso e leggermente biscottato. Un blanc de blancs originale, con pochissimi solfiti aggiunti, perfetto per un aperitivo gastronomico.

Blanc de Blancs Grand Cru: cuvée d’annata 100 % chardonnay proveniente dai villaggi classificati Grand Cru di Avize, Cramant e Chouilly, nella Côte des Blancs. Vinificata e affinata in vasche d’acciaio inox per preservarne tutta la tensione, con dosaggio extra brut intorno a 5,5-6 g/l, matura per circa cinque anni sui listelli. Fiori bianchi, frutti bianchi maturi con un lieve sentore di miele e una cesellata nota gessosa compongono uno champagne di grande purezza.

Quattuor: un blanc de quatre blancs unico nella Champagne, che assembla in parti uguali arbane, petit meslier, blanc vrai e chardonnay. Certificata biologica, questa rarità celebra i vitigni dimenticati del vigneto della Champagne. Il vino è minerale, cesellato e molto aromatico, con un finale persistente e un’acidità vibrante. Una cuvée tutta da scoprire per gli appassionati curiosi.

Charles de Gaulle: creata nel 1990 per il cinquantesimo anniversario dell’appello del 18 giugno, rende omaggio al generale, fedele cliente della maison dalla sua proprietà di Colombey-les-Deux-Églises. L’assemblaggio riprende quello che prediligeva: circa l’80 % di pinot noir e il 20 % di chardonnay, provenienti dai terreni kimmeridgiani di Urville. Il naso intreccia mela, agrumi, mandorla e noce moscata; il palato è denso, leggermente candito, lungo e raffinato.

Annata Exception: racchiuso in una bottiglia realizzata con uno stampo, memoria di un’annata, questo champagne viene prodotto solo quando le caratteristiche climatiche dell’annata lo giustificano. L’assemblaggio combina il più delle volte una maggioranza di pinot noir con un’alta percentuale di chardonnay, utilizzando esclusivamente il mosto della prima spremitura. Naso complesso di frutti bianchi, mandorla, nocciola e zenzero fresco, palato cremoso, teso e con note di brioche, finale di agrumi canditi.

Grande Sendrée: la cuvée di prestigio, nata da una parcella ricoperta di cenere dopo l’incendio che devastò Urville nel 1838, il cui nome subì un’alterazione ortografica durante la ricopiatura del catasto. Elaborata solo nelle grandi annate dalle viti più vecchie delle migliori parcelle, assembla circa il 55 % di pinot noir e il 45 % di chardonnay, con una quota significativa affinata in botti di rovere. Dopo un lungo riposo sui listelli e un remuage interamente manuale, offre agrumi, fiori bianchi, brioche, pan di zenzero e una consistenza gessosa di grande profondità. È presentata in una riproduzione di una bottiglia del XVIII secolo ritrovata nelle cantine di Urville.

Grande Sendrée Rosé: versione rosé della cuvée di prestigio, elaborata mediante salasso del pinot noir (intorno al 90 %) con un tocco di chardonnay per l’eleganza. Riservata alle annate davvero eccezionali e affinata per diversi anni sui listelli, unisce frutti rossi maturi, agrumi e spezie dolci come la cannella a un palato morbido, ampio e perfettamente equilibrato. Un raro rosé gastronomico, splendido con un dessert ai frutti rossi o un piatto di pesce.

Les Éphémères e le cuvée dell’Œnothèque: oltre alla gamma permanente, la maison propone serie prodotte in quantità limitate e vecchie bottiglie sboccate tardivamente, come il Père Pinot, vino di famiglia affinato in legno senza aggiunta di zolfo. Prodotte in volumi molto limitati, queste cuvée permettono di assaggiare sperimentazioni da singole parcelle, vitigni rari o vecchie annate pazientemente conservate nelle cantine cistercensi di Urville.

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