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Un domaine di riferimento dell'appellation Pommard
Situato nel cuore del villaggio di Pommard, nella Côte de Beaune, il Domaine du Comte Armand, conosciuto anche come domaine des Épeneaux, coltiva in monopolio uno dei clos più mitici della Borgogna. Su nove ettari condotti in agricoltura biologica e biodinamica certificate, elabora vini potenti, ricchi e di una profondità notevole, oggi orientati verso una maggiore raffinatezza ed eleganza. Il Pommard 1er Cru Clos des Épeneaux, monopolio di 5,23 ettari, costituisce una delle cuvées più ricercate della Côte de Beaune, completata da vini molto pregiati di Volnay e di Auxey-Duresses.
Domaine des Épeneaux deve il suo nome al Clos des Épeneaux, una magnifica parcella di cinque ettari costituita da Nicolas Marey tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Nel 1828 il clos e i suoi edifici, situati nel centro del villaggio di Pommard e noti come Fief de Rancy, entrano nel patrimonio della famiglia del Comte Armand. La proprietà manterrà questa configurazione per oltre un secolo e mezzo, attorno a quest’unica parcella d’eccezione, che ne fa uno dei casi più singolari della Côte d’Or.
La tenuta si amplia soltanto nel 1994, dapprima con vigneti situati a Volnay, poi con parcelle nel villaggio di Auxey-Duresses. Raggiunge così la sua configurazione attuale, con una superficie totale di nove ettari. La famiglia proprietaria ha sempre affidato la gestione della tenuta a responsabili di talento, una tradizione che ha contribuito in larga misura alla sua fama internazionale. Dall’annata 2014, Paul Zinetti dirige il lavoro in vigna e le vinificazioni. Ha orientato i vini verso una maggiore raffinatezza ed eleganza, senza rinunciare al tratto distintivo della maison: produrre cuvée potenti e ricche, con un potenziale di invecchiamento misurabile in decenni. Oggi l’intera gamma è considerata un punto di riferimento in Borgogna e il Clos des Épeneaux figura tra i vini più apprezzati della denominazione Pommard.
Il gioiello della tenuta è il Clos des Épeneaux, con una superficie di 5,23 ettari. È uno dei dieci monopole più estesi della Côte de Beaune e della Côte de Nuits, considerando insieme premiers crus e grands crus. Situato a cavallo dei climat dei Grands Épenots e dei Petits Épenots, poggia su terreni argillo-calcarei particolarmente favorevoli all’espressione del pinot noir. L’età delle viti varia dai 30 agli 80 anni, con una densità d’impianto di 12 000 ceppi per ettaro e il ricorso sistematico alla selezione massale.
L’analisi del clos è estremamente dettagliata. È suddiviso in quattro unità vinificate separatamente, secondo quattro principali criteri di differenziazione: l’anno d’impianto, la profondità del substrato roccioso, che varia dai 20-30 centimetri nella parte alta ai 60-80 centimetri in quella bassa, la struttura e la tessitura del suolo. A questo nucleo storico si aggiungono parcelle a Volnay, in particolare il premier cru Les Fremiets e la località Les Condemaines, nonché ad Auxey-Duresses, nella località Les Argillas, una delle zone più calcaree di tutta la Côte de Beaune, con il 30 % di calcare attivo. La tenuta è gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, entrambe certificate, con particolare attenzione alla biodiversità e alla vita del suolo. La vendemmia è naturalmente manuale e una selezione rigorosa guida l’assemblaggio di ogni cuvée.
I vini rispecchiano fedelmente la qualità dei frutti da cui provengono. Partendo dal principio che l’acino è il frutto vero e proprio, le uve vendemmiate vengono diraspate al 100 % ma non pigiate, così da conservare un’alta percentuale di acini interi. La vinificazione si articola poi in tre fasi: una macerazione prefermentativa di cinque-otto giorni a 13 o 14 gradi, una fermentazione alcolica spontanea di cinque-dieci giorni e infine una macerazione postfermentativa che, a seconda dell’annata, dura dai tre ai quindici giorni.
Nella maggior parte dei casi, la macerazione complessiva dura circa quattro settimane, un periodo particolarmente lungo rispetto ai metodi tradizionali borgognoni. La tenuta ritiene preferibile lasciare alla materia estratta il tempo di organizzarsi in una struttura stabile e armoniosa. La luna, che scandisce in larga misura il ritmo del lavoro in vigna, entra in gioco anche in cantina dall’annata 2001: queste quattro settimane di macerazione corrispondono a un ciclo lunare siderale, ritmo che governa i fluidi sulla Terra. I vini vengono poi affinati seguendo questo ritmo costante di 28 giorni, per preservare il più possibile lo stato vibrazionale dell’acqua contenuta nelle uve al momento della raccolta. Questo approccio, per quanto singolare, dà vini di maggiore precisione e mineralità.
A seconda delle denominazioni e dell’età delle viti, l’affinamento dura dai 18 ai 24 mesi in botte, con percentuali di legno nuovo che vanno dallo 0 % per i village fino al 30 % per le vecchie viti del Clos des Épeneaux, con tostature leggere. La maggior parte dei vini non viene né chiarificata né filtrata, per preservarne appieno le qualità. La tenuta raccomanda una conservazione intorno ai 12 gradi e consiglia di decantare le annate recenti, ricordando tuttavia che nessun decanter può sostituire la pienezza raggiunta dopo dieci-quindici anni di cantina.
Pommard 1er Cru « Clos des Épeneaux »: la cuvée leggendaria della tenuta e il suo monopole esclusivo, su 5,23 ettari a cavallo tra i Grands Épenots e i Petits Épenots. Proviene esclusivamente dalle parcelle selezionate per le loro viti di almeno vent’anni; le uve delle piante più giovani vengono declassate. Il clos è suddiviso in quattro unità vinificate separatamente, il cui assemblaggio finale coniuga l’energia delle viti giovani e la densità di quelle più vecchie. L’affinamento dura circa 22 mesi in botti di rovere. Il colore è rubino brillante; il naso, di grande complessità, esprime ciliegia nera, lampone, violetta, spezie dolci e sottobosco. Il palato, strutturato e denso, si distingue per i tannini setosi ma saldi, una spiccata mineralità di fondo e un finale di notevole lunghezza. Molto tannico in gioventù, questo vino di carattere e profondità si esprime pienamente dopo un decennio e si conserva per diversi decenni.
Pommard Village: a seconda delle annate, le uve provenienti dalle viti più giovani del Clos des Épeneaux vengono declassate e destinate a questa cuvée village. Offre un’introduzione più accessibile all’universo della tenuta, con il carattere carnoso e speziato tipico di Pommard, tannini più morbidi e un frutto rosso più immediato.
Volnay 1er Cru « Les Fremiets »: parcella di 39 are e 57 centiare, da cui si ricava una produzione limitata di circa 1 800 bottiglie, affinate per 18 mesi con il 25 % di botti nuove. Les Fremiets è suddiviso in due parcelle, una piantata nel 1950 e l’altra nel 1980. La loro posizione confina con la denominazione Pommard: da qui un suolo molto simile, con un’elevata concentrazione di ossido di ferro, mentre il substrato roccioso resta caratteristico di Volnay. I vini che ne risultano sono relativamente delicati ed eleganti dall’attacco fino al centro bocca, nello stile di Volnay, per poi acquistare rapidamente struttura nel finale, alla maniera di Pommard. Un premier cru affascinante, al crocevia di due denominazioni.
Volnay Village: la cuvée village di questo terroir rinomato per la sua finezza, che completa idealmente Les Fremiets. Conquista con aromi di violetta, ciliegia e lampone, tannini fini e morbidi, una trama elegante e una piacevole freschezza. Un pinot noir di grande delicatezza, godibile più giovane rispetto ai vini di Pommard.
Auxey-Duresses 1er Cru: proveniente dai pendii ben esposti di questo villaggio vicino a Meursault, questo premier cru offre un pinot noir strutturato e saporito, caratterizzato da frutti rossi e neri, spezie e una netta trama minerale. La sua naturale freschezza e la sua densità ne fanno un vino dall’eccellente rapporto qualità-prezzo nella gamma della tenuta, con un buon potenziale di invecchiamento.
Auxey-Duresses Village: parcella di 48 are e 95 centiare, da cui si ricavano circa 2 250 bottiglie, affinate per 18 mesi in botte con il 20 % di legno nuovo. Esposta in pieno sud sul pendio della località Les Argillas, questa vigna di 40 anni in media presenta una geologia caratteristica della zona, una delle più calcaree della Côte de Beaune, con il 30 % di calcare attivo. I vini sono ricchi di piccoli frutti e si bevono generalmente piuttosto giovani, ma possono anche invecchiare senza difficoltà fino a dieci anni.
Bourgogne Blanc « Condemaine »: parcella di 17 are e 30 centiare, da cui si ricavano soltanto circa 1 200 bottiglie, affinate per 12 mesi in botti di età compresa tra due e quattro anni e poi per 6 mesi in vasche d’acciaio inox sulle fecce fini. Questo vigneto giovane, di una ventina d’anni, si trova nel comune di Volnay, nella località Les Condemaines, su terreni più argillosi in una zona prevalentemente coltivata a pinot noir. L’introduzione dello chardonnay muscaté, uno chardonnay a piccoli acini proveniente da Mâcon La Roche Vineuse, è stata una scelta audace ma felice su questi terreni ricchi e profondi. Allevato a cordone di Royat, dà un bianco dalla precisione e dalla freschezza sorprendenti per una denominazione regionale.
Bourgogne Aligoté: il piccolo bianco borgognone lavorato con la stessa cura riservata ai cru. Vivace, cristallino e sapido, esprime limone, mela verde e un’acidità incisiva, con un palato lineare e di grande bevibilità. Un vino ideale per l’aperitivo, perfetto anche con molluschi, frutti di mare e formaggi freschi di capra.
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