Eric Morgat

I vini del domaine Eric Morgat, dei bei vini bianchi della Loira

I vini del domaine Eric Morgat: acquisto al miglior prezzo

Situato a Savennières, sulla riva destra della Loira, il Domaine Eric Morgat si è imposto in una sola generazione come una delle firme più importanti del chenin blanc in Anjou. Sei ettari interamente piantati a chenin, distribuiti sui più bei pendii di scisti dell'appellazione e su una parcella di spilite vulcanica nei Coteaux du Layon, danno vita a una gamma ristretta di vini bianchi secchi di notevole precisione. Certificato in agricoltura biologica dal 2007 e condotto in biodinamica dall'annata 2012, il vigneto lavora a rese molto basse, tra 20 e 30 ettolitri per ettaro.

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60,00 € - 80,00 €

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Loira | Anjou

Eric Morgat Anjou Litus 2012

66,00 € IVA inclusa a bottiglia
55,00 € IVA esclusa

Storia di Domaine Eric Morgat

Eric Morgat proviene da una famiglia che coltiva i terroir dell’Angiò da oltre due secoli, nella zona di Beaulieu-sur-Layon, dove suo nonno aveva acquistato lo Château du Breuil nel 1959. La strada più ovvia sarebbe stata rilevare la proprietà di famiglia nei Coteaux du Layon. Nel 1995, a 25 anni, sceglie invece di attraversare la Loira e creare una propria tenuta nel cuore della denominazione Savennières: una scommessa audace in un cru allora regolato da convenzioni molto rigide. Il vigneto viene costituito interamente acquistando terreni incolti e parcelle abbandonate, scelti unicamente per la qualità del terroir, anche a costo di doverli ripulire e ripiantare da zero.

I primi anni sono un cantiere permanente: rimozione dei rovi, restauro dei muretti, reimpianto e paziente ricerca delle varianti storiche dello chenin. Il Clos Serteaux, magnifico pendio esposto a sud-est che domina la Loira e rimasto dimenticato per oltre un secolo, viene liberato dalla vegetazione nel 2001, reintegrato nell’AOC Savennières e poi ripiantato nel 2005. La tenuta, nota per un periodo come Domaine de la Monnaie, prende in seguito il nome del vignaiolo. Nel 2012 Eric Morgat compie una svolta decisiva: abbandona la sua storica cuvée L’Enclos a favore di Fidès, un assemblaggio delle sue migliori parcelle su scisto, e adotta uno stile più teso, meno segnato dal legno. Da allora la critica annovera regolarmente la tenuta tra i massimi riferimenti per lo chenin secco della Loira.

Terroir e vigne di Domaine Eric Morgat

La dolcezza dell’Angiò nasconde qui una realtà ben più austera. Le vigne crescono sui contrafforti del Massiccio armoricano, su suoli di scisto e rocce vulcaniche privi di calcare e argilla, incapaci di trattenere la minima umidità durante l’estate. Questo stress idrico, unito a rese molto basse, costringe lo chenin ad affondare le radici in profondità e dà uve di rara concentrazione. Il vigneto comprende quattro parcelle principali a Savennières: L’Enclos (2 ettari), la prima vigna piantata da Eric Morgat nel 1995, su sabbie eoliche che poggiano su un sottosuolo di scisti leggermente alterati; il Clos Ferrard (1,3 ettari), che circonda la casa di famiglia, su un terreno scistoso particolarmente secco e caldo; la Roche aux Moines (0,5 ettari), uno dei grandi terroir storici della denominazione; e il Clos Serteaux (1 ettaro), pendio esposto a sud-est che guarda la Loira, appena sopra la Pierre Bécherelle dipinta da William Turner nel 1826.

A queste si aggiunge una parcella di un ettaro su spilite vulcanica nella zona di Pierre-Bise, nei Coteaux du Layon: ha un carattere e una mineralità completamente diversi da Savennières e dà origine all’Anjou blanc Litus. Il Clos Ferrard è inoltre un autentico conservatorio del vitigno: vi convivono ben 37 varianti di chenin, che costituiscono la base per selezioni massali osservate dal vignaiolo filare per filare prima di decidere quali ripiantare, terroir per terroir. I suoli sono lavorati, talvolta arricchiti con la semina di fiori tra i filari, e alla coltivazione biologica, certificata dal 2007, è subentrata dal 2012 la conduzione biodinamica.

Vinificazioni di Domaine Eric Morgat

La vinificazione punta all’essenzialità. Le uve sono vendemmiate a mano a maturazione ottimale e raccolte in passaggi successivi quando l’annata lo richiede, per ottenere grappoli maturi ma perfettamente sani, destinati esclusivamente a vini secchi. Le uve di ogni parcella vengono pressate, fermentate e affinate separatamente, con lieviti indigeni, senza artifici tecnologici né ricerca della performance enologica.

L’affinamento dura circa 22 mesi per tutte le cuvée: dodici mesi in barrique da 228 litri, parcella per parcella, seguiti da diversi mesi in vasca dopo l’assemblaggio. Eric Morgat non cerca né la riduzione né un’impronta del legno ostentata, ma scambi regolari con l’ossigeno che integrino i tannini e rivelino l’identità di ogni terroir. L’attenzione alle note amare, intrinseche allo chenin, è una delle firme della tenuta: qui sono nobili, stimolano la salivazione e persistono a lungo, senza mai risultare dure. L’aggiunta di solfiti resta minima e l’imbottigliamento avviene dopo una lunga attesa: da qui la straordinaria capacità di invecchiamento di questi bianchi, austeri e quasi monastici in gioventù, che acquisiscono gradualmente sfumature aromatiche dopo qualche anno in cantina.

Le cuvée di Domaine Eric Morgat

Savennières Fidès è la cuvée emblematica della tenuta, nata con l’annata 2012. In controtendenza rispetto alla moda delle numerose cuvée da singola parcella, Eric Morgat ha scelto di riunire la produzione dei suoi quattro grandi terroir scistosi (L’Enclos, il Clos Ferrard, la Pierre Bécherelle e la Roche aux Moines) in un unico vino, punto d’incontro di tutte le loro sfumature. Ogni parcella viene vinificata e affinata separatamente in barrique prima dell’assemblaggio, per un affinamento complessivo di circa 22 mesi. Il naso, maturo e complesso, evoca camomilla, acacia, violetta e polline, cotogna candita, pera e agrumi, cui si aggiungono pietra sfregata, selce, burro salato, mandorla fresca e miele di fiori. Il palato unisce densità, purezza, sapidità e un’impressionante persistenza sostenuta da un’acidità armoniosa. Prodotto in 12 000-18 000 bottiglie a seconda dell’anno, questo grande Savennières può conservarsi per una ventina d’anni e accompagna l’astice, il pollame alla panna o un Comté stagionato.

Savennières Clos Serteaux è la cuvée rara della tenuta, prodotta soltanto nelle grandi annate e limitata a circa un migliaio di bottiglie. Proviene da un pendio di un ettaro esposto a sud-est, rimasto incolto per oltre un secolo, liberato dalla vegetazione nel 2001 e ripiantato nel 2005 su scisti puri di fronte alla Loira. Anch’essa affinata per circa 22 mesi, offre un’espressione verticale e cristallina dello chenin, con una tensione minerale sorprendente, amari nobili e un finale salino interminabile. È un vino da collezione, da riservare alle grandi occasioni a tavola e a un lungo invecchiamento in cantina.

Anjou blanc Litus esprime la convinzione di Eric Morgat che l’Angiò custodisca grandi terroir anche al di fuori di Savennières. Prodotta da un ettaro di spilite vulcanica coltivato nei Coteaux du Layon, questa cuvée di chenin secco presenta un profilo più fruttato, più solare e più immediatamente seducente dei Savennières della tenuta, senza rinunciare alla precisione. Rese comprese tra 20 e 30 ettolitri per ettaro, 22 mesi di affinamento e una produzione limitata a 2500-4000 bottiglie: il vino sprigiona un concentrato aromatico di frutti maturi, agrumi e fiori su una trama minerale vulcanica molto riconoscibile. Può conservarsi per una quindicina d’anni e dà il meglio con piatti di mare, capesante o sapori esotici.

Savennières L’Enclos è la cuvée storica della tenuta, prodotta fino all’annata 2011 prima di confluire in Fidès. Proveniente dalla parcella originaria piantata nel 1995 su sabbie eoliche e scisti, incarnava uno stile più ampio e più segnato dall’affinamento in legno, con note di mela cotta, cotogna, burro caldo, zafferano e miele. Queste bottiglie, ancora reperibili nelle vecchie annate presso le enoteche e alle aste, acquistano con il tempo una mineralità pronunciata e una bella persistenza, permettendo di apprezzare il percorso compiuto dal vignaiolo.

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