Héritiers du Comte Lafon Saint Véran 2023
Héritiers du Comte Lafon Viré Clessé 2024
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Un'ottima opportunità nel Maconnais!
Installato a Milly-Lamartine, nel cuore del Mâconnais, il Domaine des Héritiers du Comte Lafon è nato nel 1999 dall'intuizione visionaria di Dominique Lafon. Celebre maestro dello Chardonnay al Domaine des Comtes Lafon a Meursault, fu il primo vigneron della Côte d'Or a credere nel potenziale dei versanti calcarei del sud della Borgogna. Il vigneto si estende oggi su circa 26 ettari suddivisi in tre grandi settori, intorno a Milly-Lamartine e Bussières, dalla parte di Chardonnay e Uchizy, e su Viré-Clessé, completati da recenti acquisizioni a Saint-Véran e a Pouilly-Fuissé. Condotto in agricoltura biologica e in biodinamica dal 2003, vinificato parcella per parcella ed élevé in foudres e demi-muids, firma bianchi tesi, taglienti, cristallini e sapidi.
La storia inizia ben prima del Mâconnais, a Meursault, con Jules Joseph Barthélémy Lafon, avvocato presso la corte d'appello di Digione, che sposa Marie Boch, figlia di commercianti di vino borgognoni. Divenuto sindaco di Meursault, nel 1923 fa rivivere la Paulée de Meursault, il banchetto che celebra la fine della vendemmia, da allora diventato l'evento principale del calendario borgognone. Nel 1931 lascia la professione forense per dedicarsi interamente ai vigneti dei Comtes Lafon, che amplia acquistando e scambiando parcelle. Alla sua morte, le vigne vengono coltivate a mezzadria, finché il nipote René Lafon non assume la guida della tenuta nel 1956, procede a importanti reimpianti e inizia a imbottigliare i vini nella proprietà.
Nel 1984, Dominique Lafon succede al padre e porta la tenuta di famiglia a diventare un riferimento mondiale per i bianchi di Borgogna. Convinto, ben prima di molti altri, della qualità eccezionale dei terroir della Borgogna meridionale, nel 1999 decide di acquistare con la famiglia una tenuta di sette ettari a Milly-Lamartine. Nasce così Domaine des Héritiers du Comte Lafon. In un'epoca in cui il Mâconnais era conosciuto soprattutto per vini prodotti in grandi volumi da una viticoltura industriale, questa scelta rappresenta una scommessa. Dominique Lafon acquista parcelle di vecchie vigne in quota, converte l'intera proprietà alla biodinamica e rifiuta fin da subito un uso eccessivo del legno. La tenuta si amplia progressivamente fino a circa 26 ettari, con nuove acquisizioni a Saint-Véran e nella prestigiosa denominazione Pouilly-Fuissé. Affidata per quindici anni alla talentuosa Caroline Gon, oggi è guidata dai figli di Dominique, Léa e Pierre Lafon, affiancati dalla responsabile della tenuta Elsie Moore. La tenuta è diventata il fiore all'occhiello di un'intera regione.
Il Mâconnais ha una storia geologica complessa, che ha creato un vero mosaico di suoli e sottosuoli, tra calcari, scisti e graniti. Da maestro dello Chardonnay, Dominique Lafon ha scelto deliberatamente di insediarsi sui pendii argillo-calcarei, gli unici capaci, secondo lui, di conferire al vitigno la tensione e la mineralità che contraddistinguono i grandi bianchi. Oggi il vigneto si estende su tre settori principali, cui si aggiungono acquisizioni più recenti.
Il nucleo storico si trova intorno a Milly-Lamartine e Bussières, dove sorge in particolare il Clos du Four, prima parcella acquistata dalla famiglia e considerata uno dei tesori del Mâconnais perché piantata dai monaci di Cluny. Il secondo settore si estende nei pressi dei villaggi di Chardonnay e Uchizy, con l'ormai celebre Clos de la Crochette. Il terzo comprende Viré-Clessé, denominazione nata dalla fusione degli antichi Mâcon-Viré e Mâcon-Clessé. A questi si aggiungono le parcelle di Saint-Véran e Pouilly-Fuissé, tra cui il lieu-dit En Chateney. Le vigne hanno un'età compresa tra venti e sessant'anni e dal 2003 sono tutte coltivate secondo i principi dell'agricoltura biologica e della biodinamica, con lavorazione del terreno, preparati naturali e rese controllate, proprio come a Meursault.
In cantina, l'approccio è volutamente tradizionale e non interventista. Le uve, raccolte a mano, sono vinificate parcella per parcella, seguendo separatamente ogni climat per ottenere un'espressione fedele e ricca di sfumature dei terroir. Le fermentazioni si svolgono senza forzature, nel rispetto dei ritmi naturali dell'annata.
La grande particolarità della tenuta sta nella scelta dei contenitori. Fin dall'inizio, Dominique Lafon ha deciso di preservare il frutto e la mineralità del Mâconnais utilizzando soltanto recipienti di legno di grande capacità e neutri. L'affinamento si svolge quindi principalmente in grandi botti e demi-muids, evitando così con sapienza il rischio di vini troppo segnati dal rovere. I vini si affinano poi per alcuni mesi in vasca, sulle fecce fini, prima dell'imbottigliamento. Questo metodo dà Chardonnay di grande consistenza, notevole purezza e caratteristica persistenza salina. Lo stile che ne deriva è immediatamente riconoscibile: vini tesi, incisivi, lineari, cristallini, sapidi ed essenziali, con un potenziale di invecchiamento ben superiore a quello che ci si aspetta abitualmente dalla regione.
Il Mâcon-Villages apre la gamma e offre un'introduzione ideale all'universo della tenuta. Assemblaggio di diverse parcelle, questo Chardonnay conquista per la sua nitidezza aromatica, le note di frutti bianchi e agrumi, il palato lineare e il finale salino. Lontano dai Mâcon industriali, mostra già quella tensione e quella precisione che sono la firma della tenuta, a un prezzo particolarmente accessibile.
Il Mâcon-Milly-Lamartine rappresenta la culla della tenuta. Proveniente dal villaggio in cui la famiglia si è stabilita nel 1999, offre un naso floreale e fruttato, un palato ampio e saporito e una piacevole freschezza minerale nel finale. È un vino gastronomico completo, capace di invecchiare senza difficoltà per cinque o sei anni.
Il Mâcon-Milly-Lamartine Clos du Four è la cuvée emblematica della tenuta. Prima parcella acquistata da Dominique Lafon, questo clos piantato dai monaci di Cluny è considerato uno dei tesori del Mâconnais. Lo stesso vignaiolo lo descrive come il suo Meursault Perrières del Mâconnais, tanto sono straordinarie la sua impronta minerale e la sua concentrazione. Di notevole profondità e persistenza, da giovane trae beneficio da due ore di decantazione prima del servizio e può invecchiare tranquillamente da sei a otto anni, anche di più nelle grandi annate.
Il Mâcon-Chardonnay Clos de la Crochette, proveniente dal villaggio che ha dato il nome al vitigno, è diventato negli anni una delle cuvée più ricercate della tenuta. Al naso emergono note di frutti bianchi maturi con un accenno floreale; il palato è ampio e generoso, mentre il finale minerale e acidulo richiama gli agrumi percepiti all'olfatto. Accompagna magnificamente i pesci in salsa e le tajine.
Il Mâcon-Bussières Le Monsard, proveniente dallo storico settore vicino a Milly-Lamartine, offre un'espressione più tesa e verticale, segnata dalla pietra focaia, dal limone e da una vibrante salinità. Il Mâcon-Uchizy, situato più a nord nel settore di Chardonnay, presenta un carattere più solare e rotondo, con note di frutti bianchi maturi e mandorla fresca, pur conservando l'equilibrio e la bevibilità propri della tenuta.
Il Viré-Clessé, proveniente dal terzo grande settore della tenuta, denominazione nata dagli antichi Mâcon-Viré e Mâcon-Clessé, si distingue per la sua ricchezza misurata e la sua consistenza setosa. I suoli argillo-calcarei danno qui uno Chardonnay ampio, con note di pera, miele d'acacia e fiori bianchi, sostenuto da una vivace acidità che gli assicura una buona capacità di invecchiamento.
Il Saint-Véran, frutto delle acquisizioni più recenti della tenuta, rivela un profilo più slanciato e cristallino, con aromi di agrumi freschi, una trama minerale decisa e un finale salino molto persistente. Infine, il Pouilly-Fuissé En Chateney rappresenta il vertice della gamma e la denominazione più prestigiosa della tenuta. Proveniente da questo rinomato lieu-dit, offre una struttura densa e luminosa, un bouquet complesso di frutti bianchi maturi, nocciola tostata e selce, un palato ampio e profondo sostenuto da un'acidità raffinata e una spettacolare persistenza gessosa che si esprime pienamente dopo cinque-dieci anni di cantina.
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