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Nel cuore di Arbois, capitale viticola storica del Jura, il Domaine Camille Loye è uno dei vigneti più mitici e riservati del panorama francese. Situato in rue Petit-Changin, questo domaine artigianale ha imbottigliato il proprio vino soltanto nove volte tra il 1969 e il 1989, quando le annate lo permettevano. Camille Loye, soprannominato l'antiquario di Arbois, è andato in pensione nel 1990, ma ha continuato per decenni a vendere dalla sua cantina le bottiglie che vi conservava preziosamente. Oggi diventate da collezione, le sue cuvée Saint-Paul e du Luron, elaborate a partire dai vitigni autoctoni del Jura (Chardonnay e Trousseau), sono ricercate in tutto il mondo per la loro straordinaria longevità, la loro pura firma giurassiana e la loro capacità di sfidare il tempo.
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La storia del Domaine Camille Loye è quella di un vignaiolo fuori dal comune, fedele a un'esigenza assoluta, che ha fatto la scelta radicale di non produrre vino ogni anno. Stabilito ad Arbois, capitale viticola del Jura, Camille Loye coltivava il suo piccolo vigneto secondo principi al tempo stesso semplici e rigorosi: il vignaiolo imbottigliava la propria produzione solo nelle grandi annate, quando la qualità delle uve lo giustificava. Negli altri anni, più delicati, preferiva vendere le uve sfuse piuttosto che imbottigliare vini che non sarebbero stati degni del suo nome. Questa singolare etica, controcorrente rispetto agli standard economici della viticoltura, gli è valsa il soprannome affettuoso di antiquario di Arbois.
In totale, Camille Loye ha prodotto solo nove annate in vent'anni, tra il 1969 e il 1989. Nel 1990 si è ritirato definitivamente dalla vigna, e il Domaine ha cessato ogni attività di produzione. Ma l'avventura non si è fermata lì: per più di tre decenni, il vignaiolo ha continuato a commercializzare, a un ritmo tranquillo e esclusivamente presso enoteche, ristoranti stellati e appassionati illuminati, lo stock conservato con cura nella sua cantina. Questa filosofia del vino al suo apogeo, che consiste nel proporre agli amatori bottiglie perfettamente mature, è diventata la sua firma. Oggi le sue cuvée sono diventate pezzi da collezione, facendo la gioia degli appassionati nostalgici e testimoniando le ore di gloria del Jura tradizionale.
Il vigneto del Domaine Camille Loye, situato nel cuore di Arbois, poggia sui suoli emblematici del Jura: marne del Trias e del Lias, calcari giurassici, cosparsi di detriti pietrosi. Questa firma geologica, erede della storia geologica del massiccio del Jura, conferisce ai vini una mineralità unica, un'acidità brillante e un'eccezionale attitudine all'invecchiamento. Il clima continentale, caratterizzato da inverni rigidi ed estati calde temperate dall'altitudine, obbliga le uve a esprimersi con pazienza e precisione, garantendo la maturità ottimale ricercata dal vignaiolo.
L'assemblaggio varietale riuniva i vitigni emblematici dell'appellation Arbois. Per i bianchi, era lo Chardonnay (chiamato localmente Melon d'Arbois o Gamay Blanc) a dominare, vinificato nella pura tradizione del Jura, talvolta con una caratteristica ossidazione controllata. Per i rossi, Camille Loye aveva scelto il Trousseau, vitigno autoctono ed esigente del Jura, considerato uno dei più aristocratici della regione. La conduzione del vigneto era ecologica e rispettosa, in una logica di buon equilibrio tra l'uomo e la terra, convinzione profonda del vignaiolo: ogni parcella riceveva una cura unica in funzione delle sue esigenze, al fine di lasciare esprimere la sua personalità naturale nei vini.
In cantina, Camille Loye praticava vinificazioni artigianali, nella pura tradizione del Jura e con un minimo di interventi. Sulle etichette del Domaine figurava con orgoglio la menzione «vinificato secondo il buon vecchio metodo», riassumendo da sola la sua filosofia. Le vendemmie, a piena maturità, erano seguite da un paziente lavoro in cantina. Le fermentazioni avvenivano con i soli lieviti indigeni propri delle uve, in vasche tradizionali, senza ricerca di standardizzazione o di precipitazione.
L'affinamento dei vini era volutamente lungo, in botti di rovere usate, con un'ossidazione controllata caratteristica del grande stile del Jura. Questa tecnica di affinamento, a metà strada tra i bianchi ouillés e i vini gialli, conferisce agli Chardonnay una firma aromatica unica: note di cera, encausto, frutta secca, spezie, senza che l'ossidazione venga spinta all'estremo. I Trousseau, da parte loro, venivano affinati con pazienza per acquisire finezza e complessità. Lo zolfo veniva aggiunto solo in quantità minima, affinché ogni cuvée riflettesse perfettamente e naturalmente la singolarità dei vitigni del Jura. Il risultato è una firma inimitabile: vini di una longevità sorprendente, capaci di resistere per diversi decenni in cantina senza perdere nulla della loro freschezza, e di conservare una giovinezza stupefacente oltre i 30 o 40 anni.
Arbois Cuvée Saint-Paul Blanc (Chardonnay) : cuvée signature bianca del Domaine, elaborata a partire dal 100% Chardonnay proveniente dalle più belle parcelle. Vinificata secondo il buon vecchio metodo del Jura, con un lungo affinamento in botti che apporta un'ossidazione controllata. Colore giallo dorato intenso, talvolta velato, naso complesso e nobile di cera, encausto, noce, miele, curry, fiori bianchi, frutti gialli maturi. Bocca perfettamente calibrata, ampia, ricca, con una grande acidità avvolgente e un finale di magistrale lunghezza.
Arbois Cuvée Saint-Paul Rouge (Trousseau) : cuvée signature rossa del Domaine, elaborata al 100% Trousseau, vitigno autoctono del Jura dalla firma aristocratica. Proveniente da vigne piantate su suoli marnosi e calcarei, vinificata e affinata a lungo in botti. Colore pallido che evolve verso le sfumature rosso ambrato e i riflessi buccia di cipolla caratteristici dei grandi rossi del Jura. Naso straordinariamente fine e delicato, con sentori di frutti rossi (fragola schiacciata, lampone, amarena), sottobosco, tartufo, spezie dolci e un sottile tocco animale. Bocca delicata e vibrante, con un'acidità ancora presente, tannini perfettamente fusi, finale persistente su cuoio, tabacco e una punta minerale.
Arbois Cuvée du Luron Blanc (Chardonnay) : seconda grande cuvée bianca del Domaine, elaborata anch'essa al 100% Chardonnay proveniente da parcelle distinte del Domaine. Colore dorato, naso ben evoluto ma di una freschezza notevole, con sentori di cera, caramello, caffè, frutta secca e un tocco di albicocca. Bocca potente, che dispiega una materia ricca e una sfumatura leggermente ossidativa, perfettamente controbilanciata da una fine acidità. Una cuvée sovrana, nella pura tradizione del Jura, che rivaleggia talvolta con i più grandi vini gialli.
Arbois Cuvée du Luron Rouge (Trousseau) : cuvée rossa complementare del Domaine, elaborata al 100% Trousseau. Colore leggero che evolve verso i caratteristici riflessi ambrati. Naso espressivo con note di frutti rossi ancora vivaci, leggero tocco animale tipico del vitigno e del terroir. Bocca setosa, con una trama tannica ammorbidita dal tempo, finale lungo e complesso. Una cuvée più rara e riservata rispetto alla Saint-Paul, che prolunga la firma unica del vignaiolo sui vitigni del Jura.
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