Ruppert Leroy

I vini dello Champagne Ruppert Leroy: acquisto al miglior prezzo

Il domaine familiare Ruppert Leroy di 4 ettari situato nell'Aube, a sud della Champagne (Côte des Bar), non smette di attirare l'attenzione sui suoi champagne parcellari di estrema precisione. Bénédicte Ruppert ed Emmanuel Leroy hanno vissuto un'ascesa spettacolare da quando il domaine Ruppert Leroy ha iniziato a produrre champagne con il nome Champagne Ruppert Leroy nel 2010, dopo il recupero dei vigneti dei genitori di Bénédicte nel 2009. La coppia ottiene la certificazione biologica nel 2013, poi convalida la conversione alla biodinamica già nel 2014 con il marchio Demeter.

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60,00 € - 80,00 €

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Ruppert Leroy Cuvée 11 12 13 Brut Nature R22

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Ruppert Leroy Fosse Grely Brut Nature R22

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Ruppert Leroy La Bergerie R22

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Ruppert Leroy Martin Fontaine Brut Nature R22

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Ruppert Leroy Papillon Brut Nature R22

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Storia di Champagne Ruppert-Leroy

La storia della tenuta inizia nel 1970, lontano dalle grandi maison di Reims e di Épernay. Gérard Ruppert, filosofo di formazione e allevatore di pecore, acquista allora poco più di mezzo ettaro di chardonnay nei pressi del villaggio di Essoyes, noto per essere stato il luogo della casa di campagna di Auguste Renoir. Affascinato dalla bellezza di questo terroir kimmeridgiano e dalla sua esposizione ideale, amplia poco a poco la parcella piantando pinot noir da selezione massale e adotta pratiche biologiche ben prima che diventino di moda in Champagne. La coppia abbandona gradualmente l'allevamento per dedicarsi interamente alla vite.

La reputazione delle sue uve attira rapidamente l'attenzione degli acquirenti, dai piccoli vignaioli ai grandi marchi della Marna, e per molto tempo il raccolto prende altre strade. Giunto all'età della pensione e non volendo vendere la propria terra, Gérard Ruppert convince la figlia Bénédicte a lasciare il lavoro per affiancarlo. Nel 2009 lei si stabilisce lì con il compagno Emmanuel Leroy e la tenuta assume il nome attuale. Le prime due annate vinificate con l'etichetta di famiglia, 2010 e 2011, offrono fin da subito tre espressioni distinte dei terroir della proprietà e affermano la maison tra i punti di riferimento dello champagne di terroir. Certificata per l'agricoltura biologica e biodinamica, la tenuta resta minuscola e volutamente poco conosciuta.

Terroir e vigneti di Champagne Ruppert-Leroy

Il vigneto si estende su quattro ettari suddivisi in tre parcelle situate su pendii esposti a sud-est. Ci troviamo nella Côte des Bar, al limite meridionale della denominazione, su suoli di marne e calcari kimmeridgiani molto più simili a quelli dello Chablisien che al gesso della Côte des Blancs. Questa affinità geologica spiega la tensione e la sapidità caratteristiche dei vini.

La Fosse-Grely è la parcella più estesa della tenuta, con 2,13 ettari, e l'unica a riunire chardonnay e pinot noir. Il suo nome unisce fosse, «conca», e grely, antico termine locale che indica la ghiaia. I suoli sono dominati dall'argilla rossa. Les Cognaux, 1,32 ettari di pinot noir il cui nome significa «piccolo angolo» nel dialetto locale, occupa un pendio ripido formato da marne grigie ricche di conchiglie fossili e calcare duro. Martin Fontaine, 0,55 ettari di chardonnay, è la parcella più ripida e calcarea, con lo strato di argilla più sottile. La gestione del vigneto è un manifesto: trattori leggeri per evitare il compattamento dei suoli, compost e cornoletame prodotti in azienda, cornosilice, infusi e decotti di piante, intreccio dei tralci anziché cimatura per non stressare la vite, severa scacchiatura per ridurre le rese e vendemmia manuale con selezione direttamente tra i filari.

Vinificazioni di Champagne Ruppert-Leroy

La filosofia si riassume in una frase: fare vino prima di fare champagne. Ogni parcella viene vinificata separatamente, ogni anno, per valorizzare al massimo l'espressione del proprio terroir. Le fermentazioni iniziano grazie ai soli lieviti indigeni presenti sulle uve, senza aggiunta di lieviti né correzioni. La cuvée proveniente da La Fosse-Grely viene vinificata in vasca d'acciaio inox per preservare la vivacità del frutto, mentre Les Cognaux e Martin Fontaine fermentano e maturano in botti e demi-muids, acquisendo così consistenza e complessità.

L'elenco degli interventi evitati è eloquente quanto quello degli interventi effettuati: nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, nessuna aggiunta di solforosa già da diverse annate e nessun liqueur d'expédition, poiché tutta la gamma è brut nature. Persino la stabilizzazione tartarica avviene naturalmente, sfruttando le gelate invernali, per rispettare al meglio la natura dei vini. Le bottiglie vengono commercializzate solo dopo almeno diciotto-ventidue mesi sui lieviti, spesso anche di più. La maison consiglia di mettere la bottiglia in frigorifero un'ora prima del servizio e di degustare il vino intorno agli 11 gradi, evitando assolutamente il congelatore, affinché possa esprimere tutta la sua struttura.

Le cuvée di Champagne Ruppert-Leroy

Fosse-Grely Brut Nature: la cuvée storica della tenuta, nata dalla parcella originaria acquistata da Gérard Ruppert nel 1970 e dai successivi ampliamenti piantati con selezione massale. Riunisce pinot noir e chardonnay nell'unica parcella della proprietà a ospitare entrambi i vitigni, su suoli di argilla rossa e ghiaia. Vinificata in vasca d'acciaio inox, si rivela vivace, floreale e dotata di una mineralità tagliente che esprime chiaramente l'affinità del suolo con quello di Chablis. Millesimata e senza dosaggio, è la porta d'ingresso ideale nell'universo della tenuta.

Papillon Brut Nature: dall'annata 2014, l'impianto originario di pinot noir da selezione massale realizzato da Gérard Ruppert, che prolunga il vigneto di La Fosse-Grely, viene vinificato e imbottigliato separatamente. Il nome deriva dalle farfalle che popolano questi filari, testimonianza della biodiversità preservata nella tenuta. Il vino acquista così una definizione e una finezza del frutto notevoli, con un carattere più delicato e arioso rispetto alle altre cuvée. Produzione minuscola.

Les Cognaux Brut Nature: blanc de noirs da singola parcella, 100 % pinot noir proveniente da un pendio ripido di marne grigie kimmeridgiane costellate di conchiglie fossili. Fermentato e affinato in legno, questo vino coniuga senza soluzione di continuità una mineralità incisiva, frutti rossi polposi, quasi carnosi, e una complessità di frutta secca e lieviti. È la cuvée più vinosa e profonda della tenuta, uno champagne gastronomico da servire in un calice da vino anziché in una flûte.

Martin Fontaine Brut Nature: il corrispettivo bianco di Les Cognaux, 100 % chardonnay proveniente dalla parcella più ripida e calcarea della proprietà, dove lo strato di argilla è più sottile. Elaborata secondo lo stesso metodo, con fermentazione e affinamento in botte, questa cuvée offre un'entusiasmante combinazione di ricchezza e consistenza cremosa, sostenuta da una freschezza agrumata particolarmente vivace. Un blanc de blancs della Côte des Bar dalla precisione sorprendente.

11, 12, 13... Brut Nature: l'unica cuvée senza annata della tenuta, ottenuta da una riserva perpetua che riunisce vini di tutte le parcelle, i più antichi dei quali risalgono al 2011. Vi si ritrova appieno lo spirito della maison: uno champagne fresco e vivace, dal frutto nitido appena aperto, la cui complessità si rivela a poco a poco con l'aerazione, prima di un sorso pieno, vibrante e perfettamente equilibrato. Il finale, di notevole complessità, ne fa una delle cuvée più ammirate della tenuta.

Puzzle: cuvée effimera nata da una primavera devastata dal gelo. In mancanza di un raccolto sufficiente, Bénédicte ed Emmanuel hanno assemblato le uve delle proprie parcelle con quelle offerte dai loro amici vignaioli biologici della Côte des Bar. Elaborata secondo gli stessi principi, senza solforosa aggiunta né dosaggio, simboleggia la solidarietà e la resilienza di una comunità di vignaioli. Una bottiglia rara, ricca di storia quanto di sapori.

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