Jacques Lassaigne

Jacques Lassaigne, un Domaine champenois senza artifici

I vini del Champagne Jacques Lassaigne : acquisto al miglior prezzo

Nel sud della Champagne, a Montgueux, nell'Aube, il Domaine familiare Jacques Lassaigne coltiva i suoi 4 ettari di vigne dal 1964. Le viti di chardonnay con un'età media di 40 anni si sviluppano qui nel mezzo della Côte des Bar, dove il pinot noir rimane maggioritario. Questa collina calcarea dal clima fresco, che domina la valle della Senna, ha valso a Montgueux il soprannome di Montrachet della Champagne, in riferimento al celebre monte omonimo della Bourgogne.

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40,00 € - 120,00 €

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Jacques Lassaigne Blanc de Blancs Le Cotet Extra Brut

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Jacques Lassaigne Blanc de Blancs Le Cotet Extra Brut

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Jacques Lassaigne Blanc de Blancs Les Vignes de Montgueux

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Jacques Lassaigne Blanc de Blancs Annata 2017

102,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Jacques Lassaigne Réserve Extra Brut

42,00 € IVA inclusa a bottiglia
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Storia dello Champagne Jacques Lassaigne

La storia della tenuta si intreccia con la rinascita di Montgueux. Devastata dalla fillossera alla fine del XIX secolo, la collina viene completamente abbandonata per quasi ottant’anni, finché alcuni viticoltori non ricominciano a piantarvi viti negli anni Sessanta. Jacques Lassaigne è uno di questi pionieri: è lui a piantare Le Cotet, il primo appezzamento della tenuta, sul versante più orientale del pendio. Per decenni, le uve di Montgueux servono soprattutto come preziosa componente degli assemblaggi delle grandi maison, senza che il nome del villaggio compaia mai su un’etichetta.

Tutto cambia nel 1999, quando il figlio Emmanuel, che tutti chiamano Manu, rileva la proprietà di famiglia. Convinto che questo terroir meriti di essere valorizzato per le sue qualità, abbandona i prodotti chimici, si affida esclusivamente a vecchie vigne, vinifica separatamente ogni appezzamento ed elimina progressivamente gli interventi correttivi della vinificazione champenoise classica. Nell’arco di una ventina d’anni porta Montgueux sulla mappa mondiale dello champagne di vignaiolo e diventa una delle figure più ammirate della regione. Il suo motto è chiarissimo: catturare e conservare gli aromi del terroir, nient’altro.

Terroir e vigneti dello Champagne Jacques Lassaigne

Montgueux costituisce una notevole anomalia geologica. Pur appartenendo amministrativamente all’Aube, la collina si trova a notevole distanza dalla Côte des Bar, i cui suoli di marne kimmeridgiane sono destinati soprattutto al pinot nero. Qui affiora uno strato di gesso molto simile a quello che attraversa la Côte des Blancs e Le Mesnil-sur-Oger, il che spiega la naturale vocazione del luogo per lo chardonnay. Il pendio gode di una favorevole esposizione a sud-est e di un microclima che consente un’elevata maturazione, preservando al contempo una viva acidità.

La tenuta coltiva soltanto quattro-cinque ettari, cui si aggiungono uve rigorosamente selezionate e acquistate sulla stessa collina. Gli appezzamenti sono numerosi e frammentati; lo chardonnay domina nettamente, con qualche filare di pinot nero riservato alle cuvée rosé e ai blanc de noirs. Tra i vigneti più emblematici figurano Le Cotet, piantato da Jacques Lassaigne negli anni Sessanta e le cui viti hanno oggi più di cinquant’anni; Clos Sainte-Sophie, piantato tra il 1968 e il 1973 al centro del vigneto, in un sito storico dedicato all’innesto e alla ricerca orticola nel XIX secolo; e Les Chères Vignes, vecchie viti su gesso coltivate in affitto a lungo termine. La lavorazione del terreno è minima e manuale sotto i filari; l’erba viene lasciata crescere e poi allettata con un rullo per formare una pacciamatura protettiva, mentre buona parte delle viti viene intrecciata anziché cimata.

Vinificazioni dello Champagne Jacques Lassaigne

La vendemmia è manuale e viene effettuata a piena maturazione, appezzamento per appezzamento. Le uve vengono diraspate e poi pressate delicatamente; l’anidride solforosa viene aggiunta soltanto alla pressa e mai più negli assemblaggi successivi. Ogni lotto è conservato separatamente, consentendo poi assemblaggi di grande finezza o imbottigliamenti da singolo appezzamento. La fermentazione malolattica viene sempre portata a termine, conferendo stabilità e una consistenza cremosa senza mai appesantire il vino.

L’affinamento combina vasche d’acciaio inox e botti, nuove e usate, per un periodo da dodici a ventiquattro mesi a seconda delle cuvée. Gli assemblaggi classici sono affinati prevalentemente in vasca, con una piccola parte in legno per lavorare sulla consistenza, mentre due micro-cuvée, La Colline Inspirée e Clos Sainte-Sophie, sono affinate interamente in barrique. La presa di spuma avviene con un’aggiunta di zucchero volutamente ridotta, che dà una bollicina fine e discreta. I vini non sono né chiarificati né filtrati, la sboccatura è effettuata a mano e la maggior parte delle cuvée viene commercializzata senza alcun dosaggio, come extra brut o brut nature. L’affinamento in bottiglia dura da uno a cinque anni prima della commercializzazione, talvolta di più per le cuvée da invecchiamento.

Le cuvée dello Champagne Jacques Lassaigne

Les Vignes de Montgueux, Extra Brut Blanc de Blancs: la cuvée emblematica della tenuta e il suo miglior biglietto da visita. Riunisce uve di sette-nove appezzamenti distinti e di tre annate consecutive, per uno chardonnay in purezza di grande nitidezza. Al naso intreccia mela verde, pesca bianca, pane fresco e crema pasticcera su un fondo gessoso. Al palato è teso e raffinato, sostenuto da un’acidità vibrante e da sapori di agrumi e frutti a polpa, prima di un lungo finale minerale. Ideale come aperitivo o con ostriche e frutti di mare, è disponibile anche in magnum.

Le Cotet, Extra Brut Blanc de Blancs: la cuvée di punta da singolo appezzamento della maison, proveniente dal primo vigneto piantato da Jacques Lassaigne negli anni Sessanta, all’estremità orientale del vigneto di Montgueux. Le viti, di oltre cinquant’anni, affondano profondamente nel pendio gessoso. Elaborata secondo un principio di solera in bottiglia, con una quota importante di vini di riserva, la cuvée coniuga freschezza gessosa e notevole sviluppo autolitico. Note minerali incisive, ricca sapidità e finale agrumato. Una compagna ideale per molluschi e crostacei.

La Colline Inspirée, Extra Brut Blanc de Blancs: micro-cuvée affinata interamente in botte, nata dall’assemblaggio di quattro annate diverse, vinificate separatamente. Emmanuel Lassaigne ama ricordare che in Champagne l’assemblaggio serve di solito a riprodurre lo stesso vino anno dopo anno, mentre qui lo usa come strumento creativo. Carnoso e morbido all’attacco, al palato evolve verso gli agrumi e l’acidità, prima di un finale decisamente minerale. Una cuvée rara e molto ricercata.

Clos Sainte-Sophie, Blanc de Blancs Brut Nature: cuvée millesimata da singolo appezzamento, proveniente da un clos nel cuore del vigneto di Montgueux, piantato tra il 1968 e il 1973 in un sito storico dedicato all’innesto. Vi si vendemmiano soltanto le viti di oltre quarant’anni. Affinata al 100 % in barrique, senza dosaggio, questa cuvée unica offre un’interpretazione di sorprendente profondità e precisione del terroir gessoso della collina.

Clos Sainte-Sophie Rosé: versione rosé del clos, ottenuta dal pinot nero coltivato nello stesso appezzamento. Rarissima, unisce il frutto delicato del vitigno alla trama salina del gesso di Montgueux, con un carattere vinoso e gastronomico lontano dai consueti rosé da aperitivo.

Annata, Extra Brut Blanc de Blancs: prodotta soltanto nelle annate ritenute all’altezza, questa cuvée cattura il carattere di una singola vendemmia senza il filtro dei vini di riserva. Lo chardonnay di Montgueux rivela qui la sua maturità solare e la sua acidità incisiva, con un notevole potenziale di invecchiamento. Una bottiglia per la tavola e per la cantina.

Les Papilles Insolites, Extra Brut Blanc de Noirs: una cuvée a sé nella gamma, composta dal 75 al 100 % di pinot nero e commercializzata esclusivamente in magnum, in quantità minime. Mostra un’altra sfaccettatura di Montgueux, più carnosa e speziata, pur conservando la tensione gessosa che contraddistingue la tenuta. Una bottiglia da collezione per gli amanti degli champagne rari.

Rosé de Montgueux: il rosé della tenuta, ottenuto dal pinot nero della collina con lo stesso approccio non interventista adottato per i bianchi. Senza dosaggio, conquista con i suoi piccoli frutti rossi freschi, la consistenza setosa e il finale salino. Un rosé di vignaiolo da servire a tavola, più che come semplice aperitivo.

Soprano, Alto e Ténor: una serie di cuvée distinte non in base agli appezzamenti o alle annate, ma al tipo di affinamento, un approccio estremamente raro in Champagne. Ogni bottiglia propone una variazione stilistica sulla stessa materia prima, dal carattere più aereo a quello più profondo, e permette di comprendere concretamente l’influenza del contenitore e della durata dell’affinamento sul vino.

Cuvée effimere e Coteaux Champenois: Emmanuel Lassaigne propone regolarmente micro-cuvée sperimentali, prodotte in poche centinaia di bottiglie, talvolta affinate in contenitori insoliti, come botti che hanno ospitato vino giallo del Jura. Produce anche un apprezzato Coteaux Champenois, vino fermo raro e di nicchia, proposto solo nelle annate favorevoli, che mostra il potenziale dello chardonnay di Montgueux senza bollicine.

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